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Posts Tagged ‘UE’

Frontalieri: c’è chi mente sapendo di mentire

5 marzo 2011

Ecco, ci voleva anche uno studio scientifico pagato dal contribuente sul fenomeno dei frontalieri in Ticino. L’Istituto di ricerche economiche (IRE) si è messo a fare un esoso studio (reso noto ieri e già ne annuncia un altro sullo stesso argomento): il risultato scaturito è che “non sembra esistere evidenza scientifica” di una sistematica sostituzione della manodopera locale con lavoratori frontalieri. Che razza di scoperta è? Nessuno ha mai detto che in modo sistematico (cioè sempre) il frontaliere ciula il lavoro al ticinese, ci mancherebbe altro. Lega e UDC (e ora anche i furbetti Verdi) affermano che i frontalieri sono un problema, perché mentre loro aumentano di numero contemporaneamente aumentano i ticinesi disoccupati, quindi è ovvio che da molte ditte vengano preferiti i frontalieri. Oltretutto è evidente la pressione sui salari, verso il basso! Ma poi quella frase che vanifica lo sforzo dello studio: “non sembra esistere evidenza scientifica”!!! Ma se non sembra esistere qualcosa, non hai ancora dimostrato niente, che razza di studio scientifico è?? Avete speso un pacco di soldi per dimostrare un tubo di niente!! La gente però non è scema, e capisce che questo pseudo-studio da repubblica delle banane arriva proprio prima delle elezioni cantonali, e vorrebbe dimostrare che va tutto bene per rassicurare gli elettori. Col cavolo!! I frontalieri sono eccome un problema (oltre che una risorsa quando abbiamo davvero bisogno di questi lavoratori e quando nessun domiciliato può fare il lavoro richiesto). Ed è un problema sentito, tanto è vero che si mettono a studiare il fenomeno con studi pagati dal contribuente. L’unica evidenza scientifica emersa e scoperta (??!?) dall’IRE è che nel ramo commerciale la situazione è critica. Appunto, come diciamo da anni, è critica.

Emergenza rapine in Ticino. Rapine pericolose.

27 febbraio 2011

Ennesima rapina dall’inizio dell’anno nel Mendrisiotto. In pieno centro a Chiasso per poco non ci scappa il morto. La gioielleria Maiocchi presa di mira, la titolare Rita Maiocchi reagisce e il rapinatore le spara addosso tre colpi di pistola. Il malvivente indisturbato riprende la sua auto, varca il confine, e viene in seguito arrestato nel Bresciano. È incredibile la facilità con cui si passa la dogana svizzera, con armi a bordo della propria macchina. Ormai si tratta di una vera e propria emergenza: il nostro Cantone è preso d’assalto dai rapinatori di ogni risma, che non esitano a sparare per uccidere. Si è sparsa la voce di quanto sia facile scappare in direzione Italia dopo la rapina: lo sanno tutti nell’ambiente della malavita che la Svizzera fa parte dello spazio Schengen, e che le nostre guardie di confine non presidiano più i valichi. Sanno anche che siamo impreparati, ingenui, sorpresi da questa escalation di rapine. Non che in passato questi atti non si presentassero, ma di certo non con questa frequenza e con questa violenza. I commercianti sono esasperati e spaventati, e trovano la causa di questi atti malavitosi nelle dogane che sono diventati colabrodi. Urge un massiccio aumento dei controlli ai valichi, urge rivedere gli accordi di Schengen. Ci avevano detto che con accordi internazionali ci sarebbe stata più sicurezza, invece siamo vittime della libera circolazione, della mobilità senza controlli, dell’apertura del nostro Paese alla criminalità. Giuste le reazioni politiche della destra che accusano le autorità (la sinistra tace, tanto a loro piace essere diventati come qualsiasi altro paese dell’Unione Europea). Altro che “sciacallaggio elettorale” come dice il capo del Dipartimento istituzioni Luigi Pedrazzini: qui bisogna agire subito, e ce ne sbattiamo che Pedrazzini e le sue statistiche dicano che non è vero che il nostro Paese sia meno sicuro che in passato! Vogliamo più controlli, più sicurezza, vogliamo poter ancora andare a ritirare soldi al bancomat senza essere assaliti, passeggiare indisturbati nel centro, vogliamo controlli severi alle dogane, rivogliamo la tranquillità che la Svizzera aveva…

È prevedibile un’ulteriore invasione di asilanti. Come fare?

16 febbraio 2011

Il Magreb è in rivolta, ed è subito aumento di entrate illegali in Europa. Lampedusa presa d’assalto da 5′000 africani arrivati coi battelli in pochi giorni. Il problema è che ogni occasione è buona, per chi cerca fortuna, per imbarcarsi ed andarsene dall’Africa. Il problema è che da noi di posto non ce n’è più tanto. Anzi, appartamenti sfitti stanno diventando una rarità, soprattutto per i residenti. Non si può far entrare incondizionatamente quantità così grandi di richiedenti l’asilo, la situazione diventa incontrollabile. Nei giorni scorsi avevamo riferito come nell’UE l’emergenza rifugiati venga affrontata in malo modo: la Grecia, Paese praticamente fallito, non si attiene agli accordi di Dublino, e come conseguenza le altre Nazioni si devono cuccare un maggior numero di asilanti. Ovviamente la Svizzera, sempre primissima nella speciale classifica di chi accoglie più richiedenti, è prontissima ad accettare ancor più asilanti, per aiutare l’Europa nel pallone. È sempre così: la Svizzera firma accordi con Paesi che non li rispettano. Ma ora la situazione è serissima, perché se davvero una gran massa di disperati si sposta dall’Africa verso l’Europa, dove cavolo li mettiamo tutti sti rifugiati (di solito uomini tra i 20 e i 30 anni)? Considerando poi che nessuno di questi ha intenzione di ritornarsene a casa, utilizzeranno tutte le vie legali (ovviamente pagate da noi contribuenti) per non farsi espellere. E anche espellerli in modo coatto, è costoso e non funziona, tanto anche i loro Paesi non rivogliono questi disperati. Per ora diremmo che la soluzione migliore è quella di ricominciare a presidiare in modo efficiente le nostre frontiere. Meno ne entrano, meno gabole avremo da affrontare. E l’esercito può dare una mano.

Iniziativa sulle armi in casa: ennesima trombata della sinistra

13 febbraio 2011
armi

sinistra sconfitta

Il popolo ha deciso: chi lo vorrà potrà tenere in casa il fucile d’assalto. La tradizione tipicamente svizzera che vuole l’arma di ordinanza tenuta dal milite al suo domicilio non è stata cancellata. I militi sono ritenuti sufficientemente responsabili per tenere a casa i fucili militari. La sinistra, l’estrema sinistra, il Gruppo per una Svizzera senza esercito, e tutti quelli che volevano un cambiamento sono rimasti trombati alla grande. Solo in pochi cantoni l’iniziativa lanciata dalla sinistra è stata accettata, e si tratta dei soliti cantoni romandi, tanto per intenderci gli stessi cantoni che non avevano accettato l’iniziativa per l’espulsione dei criminali stranieri. Un’altra rimasta proprio male dall’esito delle urne è la Chiara Simoneschi Cortesi, sempre sulle barricate di sinistra, nonostante faccia parte del PPD (ma quand’è che se ne va? Non ne possiamo più delle femministe di sinistra infiltrate nei partiti di centro!!). Gli Svizzeri hanno votato chiaramente che certe proposte non le vogliono, che le tradizioni nazionali non si toccano, che l’esercito abbisogna di riforme ma che deve restare di milizia, che l’Unione Europea già ci ha cambiato (in peggio) a sufficienza, che la sinistra golosa di internazionalismo è pericolosa per il futuro del Paese. Incredibile e rassicurante anche il risultato in Ticino, dove la popolazione ha spazzato via l’iniziativa sulle armi, dimostrando che i ticinesi sono molto attaccati alle peculiarità svizzere ed alla Confederazione. Alla sinistra l’invito a non rompere più le palle agli Svizzeri che tengono armi in casa, e piuttosto a impegnarsi a disarmare i criminali (spesso stranieri) che spaventano i cittadini e che mettono in pericolo la sicurezza di un Paese che una volta era tranquillo e sicuro, ma che ora corre il rischio di diventare insicuro come altre Nazioni. Come vorrebbero i socialisti… tutti uguali.

TSI faziosissima e di parte (a sinistra). Come sempre.

6 febbraio 2011

La campagna elettorale per le elezioni cantonali 2011 (rinnovo del Granconsiglio e del Consiglio di Stato ticinese) è partita, ed alla TSI ogni domenica sera vengono presentati i candidati dei vari partiti in lizza. Oggi era la volta del Partito socialista. Mentre ai candidati degli altri partiti durante le scorse domeniche venivano giustamente poste domande scomode e provocatorie (giustamente, almeno si tirano fuori le “gabole” e il dibattito diventa un po’ vivace per i telespettatori), al PS rose e fiori. Ma come? I socialisti vengono dipinti come dei santerelli, senza problemi e con tutte le soluzioni in tasca? Sembra di sì: il moderatore TSI non ha pronunciato una sola volta la parola “frontalieri”, oppure “occupazione”, o almeno “disoccupati”, e cioè i problemi più sentiti dai ticinesi, oppressi dalla libera cirocolazione. I lavoratori UE invadono la Svizzera, e ai socialisti, grandi fautori dei bilaterali con l’Unione Europea, non viene neppure chiesto come risolvere la disoccupazione in Ticino? Per il PS i frontalieri sono solo un’idea bislacca di ticinesi bevuti? Scandaloso. Anche il PS deve prenderesi la responsabilità politica del malessere cantonale no. 1, e cioè la difficoltà dei ticinesi nel trovare un’occupazione. Vergogna TSI, vergogna TV di Stato. Per la sinistra tappeti rossi, per la destra giù legnate! E tutta questa propaganda per la sinistra pagata coi soldi dei contribuenti. Edy Salmina, responsabile dell’informazione (socialista dichiarato), interverrà? Ah, dimenticavamo: la candidata Pelin Kandemir, presente in studio, ha precisato a fine trasmissione che lei è portavoce PS e non terrorista. Vuoi dire che terroristi e PS non sono così lontani?… Mah.

Svizzera secchiona, Europa non si attiene agli accordi

29 gennaio 2011

Il nostro Paese firma da decenni una moltitudine di accordi internazionali: secchioni e ingenui come siamo, noi li rispettiamo in modo ligio, gli altri spesso se ne sbattono e non applicano quanto sottoscritto. Pensiamo solo agli accordi bilaterali con l’Unione Europea: la Svizzera ha accolto centinaia di migliaia di lavoratori UE, mentre per uno svizzero andare a lavorare in Europa (in particolare in Italia) è quasi impossibile. Oppure alle ridicole firme con la Libia per liberare gli ostaggi che Tripoli teneva prigionieri: Gheddati aveva restituto solo le valigie dei due cittadini elvetici, mentre noi ci siamo pure scusati per aver applicato la legge nell’arresto del figlio Hannibal.

Negli scorsi giorni la Grecia, Paese praticamente fallito per aver truccato i conti statali e in seguito a corruzione a tutti i livelli della sua economia, è stata accusata dall’UE di non attenersi al trattato di Dublino, che regola l’attribuzione dei richiedenti l’asilo nello spazio Schengen. Ma è ovvio, gli ellenici devono ricostruire la propria Nazione, cosa gliene frega di accogliere i rifugiati africani! Intanto però il sistema è in crisi, e gli altri Paesi si cuccano ancora più asilanti perché la Grecia non fa i suoi compitini. Ovviamente anche la Svizzera si becca ancor più asilanti di quanti già ne ha. Del resto secondo la sinistra dovremmo accogliere tutti i rifugiati del mondo, i socialisti saranno contenti che l’UE non si attiene agli accordi…

Bulgaria e Romania per ora non entrano nello spazio Schengen. Ci mancherebbe!

16 gennaio 2011

Almeno per ora Sofia e Bucarest non sono pronte per entrare nell’area di libera circolazione Schengen: un rapporto dei soliti esperti indipendenti dell’Unione Europea (UE), mandati in avanscoperta per stabilire se i nuovi Paesi UE si stanno evolvendo secondo i parametri europei (??), dice che Bulgaria e Romania non sono maturi e non passano l’esamino. Il rapporto è stato presentato nei giorni scorsi a Bruxelles davanti ai rappresentanti dei 27 Stati membri. Pare che secondo gli esperti UE la Bulgaria ha ancora difficoltà a garantire la sicurezza con la frontiera turca. Eh? Cosa? Tutto qui? Lo sanno anche i sassi che questi due Paesi sono un crogiolo di tensioni sociali, corruzione, povertà e criminalità! Escono da un buio periodo di comunismo totalitario, e ci metteranno decenni a mettere a posto i loro problemoni! Di buono per la Svizzera è che si ritarda la libera circolazione dei bulgari e dei rumeni, che tanto entrano ed escono nello spazio Schengen senza grossi problemi, ma che almeno devono varcare una frontiera sorvegliata prima di penetrare nella terra promessa. Mica come i valichi svizzeri, aperti e non presidiati dalle guardie di confine. Chi da noi voleva la libera circolazione nello spazio Schengen è comunque soddisfatto: aumento dei clandestini, dei richiedenti l’asilo, della criminalità di importazione, ecc ecc. Vi ricordiamo che l’UDC ha chiesto di rivedere gli accordi di Schengen, per ottenere almeno la possibilità di aumentare i controlli alle nostre dogane, giusto per aumentare un pochino la sicurezza…

I ricchi stranieri scappano dal Canton Zurigo

9 gennaio 2011

Era ampiamente previsto, ed è successo: dopo la decisione popolare del febbraio 2009 di abolire la tassazione forfettaria per i ricchi (l’iniziativa era dei socialisti), i nababbi fuggono da Zurigo ed approdano in altri Cantoni dove si pagano meno imposte. Dal 1° gennaio 2010 infatti i ricconi zurighesi che beneficavano di una tassazione forfettaria pagano le imposte come i domiciliati: si tratta di persone che non hanno attività lucrativa in Svizzera e che pagavano le imposte in base al dispendio (si applicava un multiplo dell’affitto o del valore locativo). Su 201 persone che godevano del forfait fiscale e che in totale pagavano 32 mio di franchi tra imposte federali, cantonali e comunali, già 92 se sono andate da Zurigo: 26 sono tornate all’estero, gli altri si sono trasferite in altri Cantoni (3 di queste sono arrivate in Ticino, benvengano!). Ci sembra evidente che la concorrenza fiscale tra i Cantoni premia quelli che mantengono le imposte basse e raggiungono accordi interessanti con questi ricconi stranieri: Svitto ad esempio ha accolto la maggioranza dei transfuga zurighesi, infatti ben 22 si sono trasferiti a Svitto, il quale ancora una volta si arricchisce nonostante le basse imposte, o per meglio dire grazie a tasse molto basse. Nei prossimi mesi diversi altri Cantoni andranno in votazione per decidere se mantenere o meno la tassazione forfettaria per i ricchi stranieri. “Speriamo” che altri Cantoni approveranno l’abolizione della tassazione forfettaria e che molti altri ricconi approderanno in Ticino, per rimpolpare le povere casse cantonali ticinesi… L’Unione Europea critica da anni il fatto che in Svizzera vi è una corsa a chi fa pagare meno imposte nei vari Cantoni, perché registra una fuga di benestanti europei e di ditte europee che trovano domicilio fiscale in nel nostro Paese: già solo perché l’UE critica la nostra moderata fiscalità, riteniamo importante mantenere basse le tasse!!

Buon Anno! E a tutti l’augurio di un 2011 sereno e ricco di soddisfazioni!

1 gennaio 2011
Auguri !!

Auguri !!

A tutti lettori gli Auguri di un Anno Nuovo migliore del precedente, cosa per nulla scontata. Gli stravolgimenti mondiali che investono anche il nostro Paese non portano a niente di buono. Per quel che riguarda la Svizzera, il 2011 è l’anno della Presidenza della Confederazione per Micheline Calmy-Rey: convinta socialista, contraria all’esercito, favorevole all’entrata del nostro Paese nell’Unione Europea, favorevole all’abolizione del segreto bancario, la Michelin Dimitri è stata eletta presidente dalle Camere federali con un numero di voti bassissimo, il più basso di sempre. Ancora una volta il Parlamento ha perso l’occasione di dimostrare che la politica non puè essere solo un teatrino, che ruoli istituzionali come la Presidenza non possono essere ceduti a personaggi destabilizzanti come la Calmy-Rey, accusata tra l’altro di aver truccato i conti del Canton Ginevra prima di arrivare in Consiglio Federale. Il 2011 è anche l’anno delle donne: per la prima volta in Svizzera, e cosa rarissima anche negli altri Esecutivi in tutto il mondo, il nostro Governo federale è in maggioranza composto da donne. La cosa a noi va bene, basta che lavorino e non si facciano prendere dalla sensibilità femminile e dall’emotività tipica delle femmine. Calmy-Rey, assieme a quel vecchietto spaesato e confuso di Merz, aveva gestito in modo ridicolo e pericoloso il dossier degli ostaggi svizzeri in Libia: a distanza di mesi, e dopo attenta analisi, tutti hanno condannato la gestione della crisi con Tripoli. La Svizzera ha bisogno di un Governo forte, credibile, unito e pragmatico; se poi sono le donne a farlo funzionare meglio, noi saremo contenti. Non si tratta come dice la Micheline nella sua allocuzione del 1° gennaio di oggi di una vittoria delle donne; noi speriamo che le persone che siedono nel Consiglio Federale siano quelle giuste per questo difficile ruolo. È l’anno anche della disoccupazione, perché se è vero che stiamo meno peggio degli altri, è anche vero che molti posti (soprattutto nel terzîario come banche, servizi, settore medico, ingegneristico, ecc) sono occupati da stranieri, il che porta ad un aumento dei disoccupati residenti. Si tratta di una tendenza che continua e preoccupa molto chi ha a cuore il destino dei nostri giovani e del nostro Paese. È l’anno degli anarchici, che totalmente impuniti continueranno a recapitare pacchi-bomba nelle ambasciate di tutto il mondo. Il pericolo è diventare ostaggi della sinistra violenta, e perché ciò non accada bisogna punire no-global, casseur, comunisti ed estrema sinistra che manifestano senza autorizzazione e poi spaccano tutto, esattamente come si farebbe per un cittadino comune. È l’anno delle elezioni cantonali in Ticino e delle elezioni federali: il cittadino riuscirà a votare con la testa, per partiti e politici che li rappresentino, o continuerà a mandare nei Parlamenti persone che non difendono le loro cause? Sarà insomma un anno di cambiamenti e di interessanti evoluzioni. Intanto vi auguriamo ancora uno splendido 2011!!

Accordi bilaterali: saremmo noi a non rispettarli??!??

25 dicembre 2010

La notizia è demenziale: un’eurodeputata italiana un po’ bevuta, tale Lara Comi di Varese, interroga la Commissione Europea sui manifesti UDC con i ratti che ballano. La Comi afferma che i ticinesi non rispetterebbero gli accordi bilaterali, in particolare la libera circolazione delle persone (eh, ma questa da dove viene? Da Marte?). La deputata in preda ad un raptus di pura follia chiede all’UE se non sia il caso di intervenire per difendere i frontalieri italiani e fare pressione per tutelare i diritti dei frontalieri. È evidente che Lara Comi non abbia capito un tubo sul dossier libera circolazione delle persone e non sappia neppure che il Canton Ticino offra lavoro a 45′000 italiani frontalieri, pagati in sonanti franchi svizzeri e mica in euro svalutati, e sia di fatto il terzo più grande datore di lavoro della penisola, dopo lo Stato e le Poste.

Ma come si fa anche solo a pensare che il nostro Cantone non rispetti gli accordi sulla libera circolazione delle persone? Qui da noi aumenta costantemente il numero di disoccupati, e parallelamente incrementa il numero dei frontalieri attivi. Qui si preferiscono i frontalieri ai domiciliati!! Siamo discriminati in casa nostra e arriva l’eurodeputata di turno a dire l’esato contrario! Altro che non rispetto della libera circolazione, da noi si abusa della possibilità di assumere lavoratori stranieri!!! Ma piuttosto l’eurodeputata impazzita dovrebbe chiedere all’UE che l’Italia rispetti gli accordi con la Svizzera: lo sanno anche i sassi che non c’è reciprocitâ, che per noi svizzeri è praticamente impossibile ottenere un permesso di lavoro, che le ditte ticinesi non riescono a lavorare in Italia perché vengono volutamente escluse!! La Svizzera secchiona come sempre applica i contratti, sono gli altri che fanno i furbi e sfruttano il nostro Paese del bengodi. Va bene che è Natale, ed è bello fare doni e ci vogliamo tutti più bene, però Lara Comi (ennesima donnina avvenente di Berlusconi) vài a pescare, dàtti all’ippica, alla lap dance. Dài retta a noi, la politica lasciala perdere!