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Posts Tagged ‘UE’

Mladic sotto processo, e la Serbia entra nell’UE? Follia.

2 giugno 2011

Il generale serbo bosniaco Ratko Mladic è stato stanato e consegnato al Tribunale internazionale dell’Aja per il giusto processo che lo attende da troppo tempo. Si tratta indubbiamente di un tassello importante per mettere ordine nel pastrocchio balcanico e per fare giustizia dopo la guerra nell’ex Jugoslavia. Ci hanno comunque messo 16 anni per trovare il boia di Srebreniza, dove furono uccisi oltre 8′000 uomini, musulmani, sotto gli occhi e le telecamere del mondo intero. Vi fu un massacro che ha dell’incredibile, considerando il fatto che la zona doveva essere sotto la protezione dei caschi blu olandesi dell’Onu, i quali non mossero un dito per proteggere la popolazione. La guerra in Bosnia che Mladic ha condotto diventa il conflitto più sanguinoso in Europa dopo la seconda guerra mondiale. E adesso la Serbia vorrebbe entrare nell’Unione Europea. Infatti l’UE aveva posto come condizione per annettere la Serbia in Europa la consegna dei militari responsabili dei genocidi e delle atrocità commesse negli anni ‘90 nei Balcani.

Però le autorità serbe ci hanno messo più di 15 anni per consegnare Mladic alla giustizia, e in questo lungo periodo hanno protetto e foraggiato il generale che ha seminato morte in Bosnia. Protetto e nascosto, del resto al suo Paese Mladic è considerato un eroe (!!?). Speriamo che le Nazioni che si erano già in passato opposte all’entrata della Serbia nell’Unione non cedano allo zuccherîno concesso dai serbi, e continuino a votare NO. Si tratta di un Paese inaffidabile, che cova ancora vendette e rancori. Che poco ha di europeo, e che deve ancora cambiare e migliorare molto per aderire all’UE. Consegnare alla giustizia Mladic era un gesto importante da fare subito dopo il conflitto nei Balcani: ora il generale serbo-bosniaco è un vecchietto malato ed incerto, e magari non sopravviverà neppure al processo. No alla Serbia nell’UE, di Paesi dell’est problematici nell’UE ce ne sono già abbastanza…

Author: LATO-B Categories: Attualità Estera Tags: ,

Schengen in crisi profonda

14 maggio 2011

Circa 6 mesi fa l’UDC chiedeva di rivedere gli accordi di Schengen: in seguito alle negative ripercussioni sul nostro Paese, il primo partito svizzero chiedeva di ritrattare gli accordi, in particolare chiedeva di aumentare la sorveglianza lungo le frontiere con i vicini dell’UE. Ovviamente sono piovute critiche da ogni dove: sempre l’UDC che rompe, l’UDC vuole chiudersi su se stessa, UDC intollerante, e altre (le solite) baggianate, cui i partiti PLR-PS-PPD ci hanno da tempo abituati. L’UDC ha quindi visto che Schengen è un problema per la Svizzera: aumento di furti nelle regione di confine, aumento dell’immigrazione clandestina, senso di insicurezza dei cittadini, e molto altro, tutto ciò a causa dell’apertura scellerata delle nostre frontiere. Ormai i passatori, i criminali trasfrontalieri, i clandestini lo sanno che da noi si entra e si esce come niente, che i valichi non sono più presidiati, che siamo come (se non peggio dal punto di vista dei controlli) gli altri Paesi europei.

In questi giorni i danesi hanno reintrodotto i controlli a tappento lungo i propri confini, in seguito al massiccio afflusso di stranieri degli ultimi mesi, in particolare dal Nordafrica. Nelle scorse settimane, sempre  a causa dell’invasione di africani, Francia e Italia chiedevano di rivedere i termini dell’accordo di Schengen. Insomma, l’UDC ha visto ancora una volta giusto, gli altri voltano la faccia per non vedere il problema. La libera circolazione all’interno dello spazio Schengen è un macigno. E la gente lo sente sulla propria pelle. Solo che se lo dice l’UDC è xenofobia, discrimazione, razzismo. Ora però lo dicono anche Sarkozy e Berlusconi, i capi di Governo di due importanti Nazioni UE. Schengen è una bella patata bollente, è un colabrodo grazie al quale tutti entrano nello spazio e godono poi della libera circolazione. Per la Svizzera è un accordo demenziale, e soprattutto non ci guadagnamo niente (salvo non fare le file all’immigrazione negli aereoporti europei ??!!?). Ma come tutti i contratti, anche Schengen si può disdire e ritrattare. Per la nostra sicurezza, per i nostri cittadini, per il futuro del nostro Paese. Ma i partitoni europeisiti lo capiranno?

Bravi i catalani! Così si fa!

17 marzo 2011

Da noi vengono naturalizzate in massa persone che non solo non si sono integrate, ignorano la nostra storia, le nostre tradizioni, le nostre leggi, e tutto quello che riguarda la Svizzera. Vengono pure fatti svizzeri chi non conosce le nostre lingue. Ormai in Svizzera la concessione del passaporto è divenuto un atto amministrativo, automatico. Tutti si fanno svizzeri, tanto è facile e scontato. Cosi hanno voluto i socialisti, e tutti i partiti che seguono l’onda di internazionalismo e di appiattimento.

Abbiamo invece un bellissimo esempio nella Catalogna, in Spagna. Il nuovo Governo regionale ha sancito che la conoscenza della lingua del posto, cioè il catalano, è indispensabile per i cittadini che richiedono il rinnovo del permesso di soggiorno. Capito, svizzerotti? A Barcellona e dintorni gli immigrati extracomunitari, per ottenere il rinnovo dei permessi di soggiorno, devono conoscere il catalano!! Neppure il castigliano (per intenderci lo spagnolo), il catalano. Così si fa, bravi. Siete un esempio per certi smidollati nostrani, che giunge guarda caso da un angolo di buon senso dell’Unione Europea. Che gli svizzeri escano dallo spirito di autocommiserazione nel quale sono assonnati. Chi si integra resti, chi non sa neppure la lingua del posto A CASA!

Author: LATO-B Categories: Attualità Estera Tags: , ,

Funzionari cantonali corrotti? Meglio verificare.

13 marzo 2011

Il Ministero pubblico ha aperto un’inchiesta penale contro uno o più funzionari del Cantone (Sezione logistica) invischiato nel caso della ditta CHIT, l’impresa di costruzioni che si era aggiudicata molteplici appalti pubblici in un breve periodo, lavori per diversi milioni di franchi. Da notare che questa CHIT era apparsa dal nulla, e in brevissimo tempo si è vista arrivare molti lavori dal Cantone: sospettoso, no? Ma poi il titolare italiano Barbone (già il nome a noi fa venire qualche sospetto e di certo non avremmo dato alla sua ditta neppure un misero incarico) se ne è fuggito con Fr 600′000.- : della serie, Prendi i soldi e scappa. Il leghista Attilio Bignasca aveva denunciato i mandati attribuiti alla fantomatica CHIT, tramite atto parlamentare, ed ora il Ministero pubblico si è attivato. Bignasca aveva parlato di infiltrazioni mafiose in seno all’Amministrazione pubblica. Vedremo ora cosa scaturirà dall’inchiesta: in passato ci hanno abituati a sanzioni ridicole nei confronti dei funzionari, tipo spostamento in un altro servizio, ammonimento, o altre baggianate simili. Se davvero c’è gentaglia pubblica che attribuisce gli appalti a ditte estere, magari ricevendo mazzette, noi proponiamo il licenziamento in tronco, il taglio della pensione, far sapere immediatamente il nome e il cognome di questi malavitosi, scontare integralmente la pena inflitta dai giudici e la restituzione del maltolto. Chiediamo troppo a marmaglia che sbatte via i soldi pubblici?

Frontalieri: c’è chi mente sapendo di mentire

5 marzo 2011

Ecco, ci voleva anche uno studio scientifico pagato dal contribuente sul fenomeno dei frontalieri in Ticino. L’Istituto di ricerche economiche (IRE) si è messo a fare un esoso studio (reso noto ieri e già ne annuncia un altro sullo stesso argomento): il risultato scaturito è che “non sembra esistere evidenza scientifica” di una sistematica sostituzione della manodopera locale con lavoratori frontalieri. Che razza di scoperta è? Nessuno ha mai detto che in modo sistematico (cioè sempre) il frontaliere ciula il lavoro al ticinese, ci mancherebbe altro. Lega e UDC (e ora anche i furbetti Verdi) affermano che i frontalieri sono un problema, perché mentre loro aumentano di numero contemporaneamente aumentano i ticinesi disoccupati, quindi è ovvio che da molte ditte vengano preferiti i frontalieri. Oltretutto è evidente la pressione sui salari, verso il basso! Ma poi quella frase che vanifica lo sforzo dello studio: “non sembra esistere evidenza scientifica”!!! Ma se non sembra esistere qualcosa, non hai ancora dimostrato niente, che razza di studio scientifico è?? Avete speso un pacco di soldi per dimostrare un tubo di niente!! La gente però non è scema, e capisce che questo pseudo-studio da repubblica delle banane arriva proprio prima delle elezioni cantonali, e vorrebbe dimostrare che va tutto bene per rassicurare gli elettori. Col cavolo!! I frontalieri sono eccome un problema (oltre che una risorsa quando abbiamo davvero bisogno di questi lavoratori e quando nessun domiciliato può fare il lavoro richiesto). Ed è un problema sentito, tanto è vero che si mettono a studiare il fenomeno con studi pagati dal contribuente. L’unica evidenza scientifica emersa e scoperta (??!?) dall’IRE è che nel ramo commerciale la situazione è critica. Appunto, come diciamo da anni, è critica.

Emergenza rapine in Ticino. Rapine pericolose.

27 febbraio 2011

Ennesima rapina dall’inizio dell’anno nel Mendrisiotto. In pieno centro a Chiasso per poco non ci scappa il morto. La gioielleria Maiocchi presa di mira, la titolare Rita Maiocchi reagisce e il rapinatore le spara addosso tre colpi di pistola. Il malvivente indisturbato riprende la sua auto, varca il confine, e viene in seguito arrestato nel Bresciano. È incredibile la facilità con cui si passa la dogana svizzera, con armi a bordo della propria macchina. Ormai si tratta di una vera e propria emergenza: il nostro Cantone è preso d’assalto dai rapinatori di ogni risma, che non esitano a sparare per uccidere. Si è sparsa la voce di quanto sia facile scappare in direzione Italia dopo la rapina: lo sanno tutti nell’ambiente della malavita che la Svizzera fa parte dello spazio Schengen, e che le nostre guardie di confine non presidiano più i valichi. Sanno anche che siamo impreparati, ingenui, sorpresi da questa escalation di rapine. Non che in passato questi atti non si presentassero, ma di certo non con questa frequenza e con questa violenza. I commercianti sono esasperati e spaventati, e trovano la causa di questi atti malavitosi nelle dogane che sono diventati colabrodi. Urge un massiccio aumento dei controlli ai valichi, urge rivedere gli accordi di Schengen. Ci avevano detto che con accordi internazionali ci sarebbe stata più sicurezza, invece siamo vittime della libera circolazione, della mobilità senza controlli, dell’apertura del nostro Paese alla criminalità. Giuste le reazioni politiche della destra che accusano le autorità (la sinistra tace, tanto a loro piace essere diventati come qualsiasi altro paese dell’Unione Europea). Altro che “sciacallaggio elettorale” come dice il capo del Dipartimento istituzioni Luigi Pedrazzini: qui bisogna agire subito, e ce ne sbattiamo che Pedrazzini e le sue statistiche dicano che non è vero che il nostro Paese sia meno sicuro che in passato! Vogliamo più controlli, più sicurezza, vogliamo poter ancora andare a ritirare soldi al bancomat senza essere assaliti, passeggiare indisturbati nel centro, vogliamo controlli severi alle dogane, rivogliamo la tranquillità che la Svizzera aveva…

È prevedibile un’ulteriore invasione di asilanti. Come fare?

16 febbraio 2011

Il Magreb è in rivolta, ed è subito aumento di entrate illegali in Europa. Lampedusa presa d’assalto da 5′000 africani arrivati coi battelli in pochi giorni. Il problema è che ogni occasione è buona, per chi cerca fortuna, per imbarcarsi ed andarsene dall’Africa. Il problema è che da noi di posto non ce n’è più tanto. Anzi, appartamenti sfitti stanno diventando una rarità, soprattutto per i residenti. Non si può far entrare incondizionatamente quantità così grandi di richiedenti l’asilo, la situazione diventa incontrollabile. Nei giorni scorsi avevamo riferito come nell’UE l’emergenza rifugiati venga affrontata in malo modo: la Grecia, Paese praticamente fallito, non si attiene agli accordi di Dublino, e come conseguenza le altre Nazioni si devono cuccare un maggior numero di asilanti. Ovviamente la Svizzera, sempre primissima nella speciale classifica di chi accoglie più richiedenti, è prontissima ad accettare ancor più asilanti, per aiutare l’Europa nel pallone. È sempre così: la Svizzera firma accordi con Paesi che non li rispettano. Ma ora la situazione è serissima, perché se davvero una gran massa di disperati si sposta dall’Africa verso l’Europa, dove cavolo li mettiamo tutti sti rifugiati (di solito uomini tra i 20 e i 30 anni)? Considerando poi che nessuno di questi ha intenzione di ritornarsene a casa, utilizzeranno tutte le vie legali (ovviamente pagate da noi contribuenti) per non farsi espellere. E anche espellerli in modo coatto, è costoso e non funziona, tanto anche i loro Paesi non rivogliono questi disperati. Per ora diremmo che la soluzione migliore è quella di ricominciare a presidiare in modo efficiente le nostre frontiere. Meno ne entrano, meno gabole avremo da affrontare. E l’esercito può dare una mano.

Iniziativa sulle armi in casa: ennesima trombata della sinistra

13 febbraio 2011
armi

sinistra sconfitta

Il popolo ha deciso: chi lo vorrà potrà tenere in casa il fucile d’assalto. La tradizione tipicamente svizzera che vuole l’arma di ordinanza tenuta dal milite al suo domicilio non è stata cancellata. I militi sono ritenuti sufficientemente responsabili per tenere a casa i fucili militari. La sinistra, l’estrema sinistra, il Gruppo per una Svizzera senza esercito, e tutti quelli che volevano un cambiamento sono rimasti trombati alla grande. Solo in pochi cantoni l’iniziativa lanciata dalla sinistra è stata accettata, e si tratta dei soliti cantoni romandi, tanto per intenderci gli stessi cantoni che non avevano accettato l’iniziativa per l’espulsione dei criminali stranieri. Un’altra rimasta proprio male dall’esito delle urne è la Chiara Simoneschi Cortesi, sempre sulle barricate di sinistra, nonostante faccia parte del PPD (ma quand’è che se ne va? Non ne possiamo più delle femministe di sinistra infiltrate nei partiti di centro!!). Gli Svizzeri hanno votato chiaramente che certe proposte non le vogliono, che le tradizioni nazionali non si toccano, che l’esercito abbisogna di riforme ma che deve restare di milizia, che l’Unione Europea già ci ha cambiato (in peggio) a sufficienza, che la sinistra golosa di internazionalismo è pericolosa per il futuro del Paese. Incredibile e rassicurante anche il risultato in Ticino, dove la popolazione ha spazzato via l’iniziativa sulle armi, dimostrando che i ticinesi sono molto attaccati alle peculiarità svizzere ed alla Confederazione. Alla sinistra l’invito a non rompere più le palle agli Svizzeri che tengono armi in casa, e piuttosto a impegnarsi a disarmare i criminali (spesso stranieri) che spaventano i cittadini e che mettono in pericolo la sicurezza di un Paese che una volta era tranquillo e sicuro, ma che ora corre il rischio di diventare insicuro come altre Nazioni. Come vorrebbero i socialisti… tutti uguali.

TSI faziosissima e di parte (a sinistra). Come sempre.

6 febbraio 2011

La campagna elettorale per le elezioni cantonali 2011 (rinnovo del Granconsiglio e del Consiglio di Stato ticinese) è partita, ed alla TSI ogni domenica sera vengono presentati i candidati dei vari partiti in lizza. Oggi era la volta del Partito socialista. Mentre ai candidati degli altri partiti durante le scorse domeniche venivano giustamente poste domande scomode e provocatorie (giustamente, almeno si tirano fuori le “gabole” e il dibattito diventa un po’ vivace per i telespettatori), al PS rose e fiori. Ma come? I socialisti vengono dipinti come dei santerelli, senza problemi e con tutte le soluzioni in tasca? Sembra di sì: il moderatore TSI non ha pronunciato una sola volta la parola “frontalieri”, oppure “occupazione”, o almeno “disoccupati”, e cioè i problemi più sentiti dai ticinesi, oppressi dalla libera cirocolazione. I lavoratori UE invadono la Svizzera, e ai socialisti, grandi fautori dei bilaterali con l’Unione Europea, non viene neppure chiesto come risolvere la disoccupazione in Ticino? Per il PS i frontalieri sono solo un’idea bislacca di ticinesi bevuti? Scandaloso. Anche il PS deve prenderesi la responsabilità politica del malessere cantonale no. 1, e cioè la difficoltà dei ticinesi nel trovare un’occupazione. Vergogna TSI, vergogna TV di Stato. Per la sinistra tappeti rossi, per la destra giù legnate! E tutta questa propaganda per la sinistra pagata coi soldi dei contribuenti. Edy Salmina, responsabile dell’informazione (socialista dichiarato), interverrà? Ah, dimenticavamo: la candidata Pelin Kandemir, presente in studio, ha precisato a fine trasmissione che lei è portavoce PS e non terrorista. Vuoi dire che terroristi e PS non sono così lontani?… Mah.

Svizzera secchiona, Europa non si attiene agli accordi

29 gennaio 2011

Il nostro Paese firma da decenni una moltitudine di accordi internazionali: secchioni e ingenui come siamo, noi li rispettiamo in modo ligio, gli altri spesso se ne sbattono e non applicano quanto sottoscritto. Pensiamo solo agli accordi bilaterali con l’Unione Europea: la Svizzera ha accolto centinaia di migliaia di lavoratori UE, mentre per uno svizzero andare a lavorare in Europa (in particolare in Italia) è quasi impossibile. Oppure alle ridicole firme con la Libia per liberare gli ostaggi che Tripoli teneva prigionieri: Gheddati aveva restituto solo le valigie dei due cittadini elvetici, mentre noi ci siamo pure scusati per aver applicato la legge nell’arresto del figlio Hannibal.

Negli scorsi giorni la Grecia, Paese praticamente fallito per aver truccato i conti statali e in seguito a corruzione a tutti i livelli della sua economia, è stata accusata dall’UE di non attenersi al trattato di Dublino, che regola l’attribuzione dei richiedenti l’asilo nello spazio Schengen. Ma è ovvio, gli ellenici devono ricostruire la propria Nazione, cosa gliene frega di accogliere i rifugiati africani! Intanto però il sistema è in crisi, e gli altri Paesi si cuccano ancora più asilanti perché la Grecia non fa i suoi compitini. Ovviamente anche la Svizzera si becca ancor più asilanti di quanti già ne ha. Del resto secondo la sinistra dovremmo accogliere tutti i rifugiati del mondo, i socialisti saranno contenti che l’UE non si attiene agli accordi…