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Portogallo e Unione Europea allo sbando

5 giugno 2011

Il Portogallo va alle urne. Ma soprattutto il Portogallo è un Paese fallito, nel senso che contabilmente è allo sbando. Quasi 80 i miliardi di euro di aiuti che riceve il Portogallo per cercare di uscire da una situazione contabile catastrofica. Con che stato d’animo andranno a votare i portoghesi? Cosa importa la sinistra o la destra politica, quando i Governi del tuo Paese hanno distrutto i bilanci nazionali? E come il Portogallo, molti altri membri UE allo sbando: Spagna, Irlanda, Italia, ma soprattutto Grecia. Durante le scorse settimane le borse mondiali hanno tremato, i titoli bancari sono crollati, la moneta unica europea sottoterra. Ma che fine farà l’Unione Europea, potrà la Germania, vera locomotiva europea, continuare a cacciare denaro per salvare le Nazioni vicine dalla bancarotta?

E pensare che ci volevano far credere che sarebbe stato buona cosa entrare quanto prima nell’UE. La tv di Stato, vere canaglie dell’informazione monopolistica di questo Paese, per anni ci hanno rotto gli zebedej per convincerci ad entrare nella fallita UE. Col cavolo, per fortuna il popolo elvetico resiste, e la SSR la pianti con le sue campagne europeiste. Purtroppo anche la Svizzera deve pagare per tenere in piedi l’UE, con miliardi versati al Fondo monetario internazionale (FMI, sì, proprio quell’organizzazione capitanata da Dominique Strauss-Kahn, noto banchiere ebreo socialista accusato di aver stuprato a New York nella sua suite da 3′000 dollari a notte una dipendente del Sofitel), e anche la nostra Banca Nazionale continua ad acquistare Euri per sperare che la differenza col franco non diventi una voragine. Insomma, stiamo fuori dall’UE, sono solo gabole. Il Portogallo e tutti i membri UE semi-falliti  sono intanto sotto tutela UE e FMI. Hanno perso pure la propria indipendenza, oltre che la propria identità nazionale…

Dominique Strauss-Kahn rischia 70 anni di prigione

16 maggio 2011
tempi duri per DSK

tempi duri per DSK

È uno degli uomini più potenti della Terra: DSK, ovvero il francese Dominique Strauss-Kahn, proveniente da una ricca famiglia ebraica e direttore generale del Fondo monetario internazionale (FMI). Il FMI, tanto per intenderci, è quell’organizzazione che eroga miliardi di euro come patatine alle Nazioni dell’UE che sono sull’orlo del fallimento: Grecia, Irlanda, Portogallo, e in futuro Italia e Spagna, tutti Paesi che ricevono presiti per decine di miliardi per risanare i conti pubblici disastrati. Anche la Svizzera fa parte del FMI, e paga decine di milioni per farne parte. Ebbene, Strauss-Kahn, famosissimo e arrogante uomo politico transalpino che avrebbe dovuto diventare il futuro presidente francese (le elezioni si terranno l’anno prossimo), vero antagonista di sinistra contro Sarkozy, è in galera a New York. Una donna delle pulizie della suite dove DSK alloggiava sarebbe stata da lui assalita e forse violentata. Le ultime notizie rivelerebbero che il mega-direttore avrebbe lasciato pure tracce spermatiche nella stanza, avrebbe il petto ricoperto di graffi (forse i segni della difesa della donna aggredita?) e che il suo alibi temporale si sia rivelato inaffidabile. Insomma, il vecchio porcello in quella suite c’era davvero. Sui canali televisivi francesi non si parla d’altro, ed ora si parla pure di sodomia. Durante la prima udienza in tribunale, il giudice ha rifiutato una sua liberazione su cauzione, cioè il francese se ne starà per un bel po’ in gattabuia. Nelle ultime ore salta fuori un altro scandalo, mai rilevato: il banchiere avrebbe aggredito e molestato una giovane del suo partito socialista 9 anni fa, ma la madre della vittima aveva convinto la ragazza a non denunciare DSK, il quale se anche dovesse tornare in Patria, dovrebbe cuccarsi un altro processo dalla sua connazionale. Ora ci dicono che il vecchio era famoso nell’ambiente per le sue attività sessuali di molestatore. Insomma, lo sapevano in molti delle sue malsane e illegali abitudini, ma tutti hanno taciuto.

E bravo il nostro socialista Strauss-Kahn: potente, quasi onnipotente, e criminale impunito. Più volte impunito. Ma la sinistra non è quell’area politica che dovrebbe difendere le donne, i più deboli, i derelitti, che dovrebbe dargli addosso alla finanza, ai banchieri, ecc ecc?? Le solite incoerenze della sinistra, che predica bene e spesso razzola malissimo. Il nostro presunto molestatore era anche uno spendaccione di quelli veri, altro che i capitalisti!! Spendeva per donne, bella vita, suites, auto di lusso, e molto altro. Bravo! Berlusconi almeno certe porcate pare le faccia a casa sua con ragazze perlomeno consenzienti!! DSK le donne le violenta? La sua impunità e la sua arroganza ci ricorda molto il suo connazionale Roman Polansky, anche quello impunito più volte, anch’egli sodomizzatore e violentatore, lui in nome dell’arte cinematografica.

Author: LATO-B Categories: Attualità Estera Tags: , ,

In Francia introdotte quote di neri nel calcio? Fanno bene.

30 aprile 2011

Scandalo in Francia: secondo indiscrezioni ci sarebbe un piano segreto, ordito dalla federazione di calcio nazionale, per imporre delle quote massime di calciatori magrebini e negri. Secondo i ben informati, il motivo dell’introduzione (ufficiosa) di quote massime sarebbe che i calciatori con doppio passaporto di origini africane, se formati nei centri nazionali di calcio, rischierebbero poi di scegliere di giocare nella nazionale del loro Paese di origine, tradendo le aspettative e gli investimenti fatti dalla federazione calcistica francese. Noi non capiamo il motivo di tanto scalpore: se si spendono energie e soldi per calciatori che poi se ne vanno, è corretto imporre un numero massimo di calciatori con doppio passaporto. In tal modo la federazione disporrebbe di un numero minimo di calciatori che giocheranno di sicuro nella nazionale francese. Del resto basta guardare quello che accade in Svizzera (chiusa su se stessa, come direbbero erroneamente i socialisti e i giornalisti TSI): prima formiamo vagonate di calciatori con doppio passaporto, poi essi giocano nella nazionale svizzera Under 17 o Under 21, e infine spesso giocano nella nazionale maggiore del loro Paese di origine. Bella fregatura per il movimento calcistico svizzero!! Coi soldi che spende la Svizzera, le altre nazionali si ritrovano già pronti dei talenti a loro disposizione!! Siamo d’accordo coi francesi (i quali ovviamente non ammettono l’esistenza del piano delle quote, perché ingiustamente accusati di discriminazione razziale): diamo precedenza agli sportivi nostrani con solo passaporto elvetico, che se diventano bravi poi gareggeranno sicuramente per il Paese che li forma e investe tanti soldi per loro.

La libertà di espressione in Svizzera è a rischio.

22 marzo 2011
i topi sono alla frutta...

i topi sono alla frutta...

Dalle righe di questo sito abbiamo piû volte ribadito il fatto che l’informazione di questo Paese è in mano alla sinistra e ai parititi che si chinano alle rivendicazioni della sinistra. La TV di Stato, pagata dai contribuenti, attacca regolarmente la destra, che in Svizzera è tra l’altro rappresentata dal primo partito che è l’UDC. I cittadini forse l’hanno capito che quello che dice la SSR non è oro colato, e quindi si sono messi a votare in massa per i partiti di destra.

Pochi mesi fa aveva suscitato scalpore la campagna dell’UDC Ticino “Bala i ratt”. In seguito ai cartelloni che raffiguravano 3 topi (caricature di un frontaliere, di un bandito rumeno e del ministro italiano Tremonti) che mangiavano il formaggio svizzero, l’ex PP Bernasconi Paolo, che rappresenta una decina di frontalieri offesi, aveva preteso di far rimuovere i cartelloni, e avrebbe fatto di tutto per evitare che la campagna UDC continuasse. Domenica scorsa “Il Caffè” aveva pubblicato sulle sue pagine la nuova vignetta, la terza, che conclude la campagna UDC prima delle elezioni: i soliti 3 ratti, belli panciuti e sazi, che sono alla frutta e si pappano l’uva. Niente di troppo aggressivo, dunque, anche se il Bernasconi sostiene che “Il peggior nemico della libertà di espressione è il presidente UDC Rusconi che ne abusa”. Ovviamente il partito ringrazia per il gran chiasso causato dalle azioni legali dell’avvocato, paladino della libertà di espressione, che però è il primo che vorrebbe censurare queste discusse campagne elettorali. Per ora nulla di fatto, ma Bernasconi si riserva di inoltrare una domanda di riparazione del torto morale”. Mah…

Liberali-radicali litigiosetti, come sempre.

20 febbraio 2011

Che vi sia maretta tra l’ala liberale e quella (dominante) radicale in casa PLRT non è una novità. Il presidente pesce rosso Gianora Walter parla di dialogo, confronto, ed altre belle definizioni tra le due anime del partito. In realtà è in atto uno scontro frontale, si sta riproponendo quello che era già accaduto ai tempi di Marina Masoni, e cioè che al candidato PLRT di IdeaLiberale per il Consiglio di Stato Sergio Morisoli (ex collaboratore della Masoni) sta stretto il programma politico del suo partito, pertanto si è creato il suo programmino. Simile a quello ufficiale, ma così diverso… Come non capirlo!! Del resto come detto anche la Masoni così aveva fatto poco prima delle elezioni, proponendo ricette ben diverse da quelle ufficiali. Ovviamente la cosa non è andata giù ai radicali, come Franco Celio o l’altro candidato per il Governo Matteo Quadranti, che nei giorni scorsi in tv hanno attaccato Morisoli e tutti quelli che non si attengono al documento programmatico approvato dal Comitato Cantonale del partito. Certo, pur capendo Morisoli, ci chiediamo cosa ci faccia il buon Sergio in un partito che gli sta così stretto. È un po’ il destino dei liberali: stare coi radicali e poi pensarla diversamente su argomenti piuttosto importanti. Va bene che col PLRT è più facile conquistare cadreghini, ma i liberali non hanno mai pensato seriamente a farla finita coi radicali? Ci diverte di più il candidato PLR del mendrisiotto Mirko Valtulini coi suoi volantini porno-goliardici (”tanta figa per tutti“, invitava il Mirko sui suoi volantini elettorali), ovviamente anche lui bacchettato dal presidente Gianora!

Author: LATO-B Categories: Attualità Cantonale Tags: ,

TSI faziosissima e di parte (a sinistra). Come sempre.

6 febbraio 2011

La campagna elettorale per le elezioni cantonali 2011 (rinnovo del Granconsiglio e del Consiglio di Stato ticinese) è partita, ed alla TSI ogni domenica sera vengono presentati i candidati dei vari partiti in lizza. Oggi era la volta del Partito socialista. Mentre ai candidati degli altri partiti durante le scorse domeniche venivano giustamente poste domande scomode e provocatorie (giustamente, almeno si tirano fuori le “gabole” e il dibattito diventa un po’ vivace per i telespettatori), al PS rose e fiori. Ma come? I socialisti vengono dipinti come dei santerelli, senza problemi e con tutte le soluzioni in tasca? Sembra di sì: il moderatore TSI non ha pronunciato una sola volta la parola “frontalieri”, oppure “occupazione”, o almeno “disoccupati”, e cioè i problemi più sentiti dai ticinesi, oppressi dalla libera cirocolazione. I lavoratori UE invadono la Svizzera, e ai socialisti, grandi fautori dei bilaterali con l’Unione Europea, non viene neppure chiesto come risolvere la disoccupazione in Ticino? Per il PS i frontalieri sono solo un’idea bislacca di ticinesi bevuti? Scandaloso. Anche il PS deve prenderesi la responsabilità politica del malessere cantonale no. 1, e cioè la difficoltà dei ticinesi nel trovare un’occupazione. Vergogna TSI, vergogna TV di Stato. Per la sinistra tappeti rossi, per la destra giù legnate! E tutta questa propaganda per la sinistra pagata coi soldi dei contribuenti. Edy Salmina, responsabile dell’informazione (socialista dichiarato), interverrà? Ah, dimenticavamo: la candidata Pelin Kandemir, presente in studio, ha precisato a fine trasmissione che lei è portavoce PS e non terrorista. Vuoi dire che terroristi e PS non sono così lontani?… Mah.

Campagne dei partiti: UDC sotto accusa, ma la TV (pagata dai cittadini) è faziosa e di parte

1 febbraio 2011

Il vicepresidente nazionale PLR Vincenzo Pedrazzini accusa addirittura l’UDC di falsare la democrazia (??!!??). Secondo lui il pensiero dei votanti si altera facilmente con poster e volantini. Secondo il PLR, l”UDC avrebbe molti più soldi a disposizione rispetto agli altri partiti: per le elezioni nazionali del 2007 ca. 15 milioni di franchi. Noi riteniamo che sarà anche vero che il primo partito in Svizzera abbia più fondi, ma siamo convinti che non vi sia altro modo per l’UDC per avvicinare gli elettori. Infatti le TV di Stato fanno di tutto per parlar male dell’UDC, promuovendo un pensiero chiaramente di sinistra. Troppo facile dunque accusare i democentristi di avere soldi, grazie ai quali vincono le elezioni. In realtà la faziosa ssr-idée suisse riceve un pacco di soldi dal canone televisivo, pagato dai cittadini, e poi durante tutto l’anno emette trasmissioni anti-UDC: pertanto coi soldi dei contribuenti si propugnano idee sinistroide. Beati loro, le sinistre, che senza pagare un franco hanno l’informazione di Stato sempre dalla loro!! Alla faccia della parzialità e della correttezza dell’informazione! E per fortuna che qualcuno ci mette i soldi per trasmettere idee diverse da quelle trasmesse dalla TV di Stato… idee di sinistra!

Il mondo ostaggio degli anarchici, dei no-global e della sinistra?

28 dicembre 2010

Più volte su questo sito abbiamo scritto che la Svizzera è ostaggio della sinistra. Spesso le scelte politiche sono frutto sì del classico compromesso svizzero, ma molte volte i partiti di centro, piuttosto che dar ragione all’UDC si schierano con il PS. Più volte abbiamo stigmatizzato il comportamento della polizia (resa impotente dagli ordini impartiti dai politici) e magistratura quando vi sono le tipiche manifestazioni non autorizzate della sinistra, cortei che la TV di Stato definisce multicolori, festanti e innocui, ma che in realtà sono zeppi di no-global, black blocks, anarchici e comunisti che vogliono spaccare tutto quello che possono, senza neppure evitare di far male alle persone. Insomma, dove arrivano queste manifestazioni della sinistra finisce sempre a botte con la polizia e si contano gravi danni materiali. Perché poi il cittadino comune se aggradisce un poliziotto, se rompe una vetrina, se dà fuoco ad un’automobile viene fermato e finisce in galera, ed invece quegli incappucciati neppure li fermano? I classici esempi di totale impunità si sono avuti a Ginevra e Losanna durante il G8 di Evian (Francia), e anche a Berna quando l’UDC sfilava in ordine per le vie della città: i “casseurs” hanno rotto tutto quel che c’era da spaccare, hanno intimorito la gente, hanno messo a repentaglio la sicurezza, ma la polizia non ha fatto nulla, ed ha fermato ben pochi delinquenti, per poi rilasciarli dopo poche ore. Famoso il vecchietto a Berna che disperato chiedeva “Dov’è la polizia?”. Ecco appunto: se noi normali non ci atteniamo alla legge ed alle regole vigenti, allora dobbiamo pagare; se invece i comunisti spaccano e picchiano a viso coperto, la passano liscia. E poi dicono che la legge è uguale per tutti…

In questi giorni le ambasciate di Roma sono minacciate da pacchi bomba, e le sedi consolari di Svizzera e Cile  sono state colpite da ordigni che hanno ferito dei funzionari che lavorano nelle ambasciate. Si ritiene che siano gli anarchici che si sono organizzati e che coi loro atti di minaccia tengono sotto scacco mezza Europa: questo è il risultato di una politica che per anni ha lasciato fare, ha garantito l’impunità alla sinistra estrema, ormai diventata un problema che minaccia la sicurezza del continente. Per anni hanno picchiato e messo a fuoco e fiamme le città del mondo, protetti da politici senza palle che hanno sempre bagatellizzato atti comunque illegali. Ultimo episodio avvenuto proprio a Roma: dopo la decisione del Parlamento di confermare la fiducia al governo Berlusconi, i soliti incappucciati hanno “espresso” la loro rabbia coi loro metodi violenti ed illegali, mettendo in subbuglio la capitale italiana. Pochi di questi delinquenti senza rispetto per la civile convivenza sono stati fermati, ma soprattutto sono presto stati rilasciati. Ancora una volta sono rimasti impuniti, hanno la certezza di restare impuniti. Ed ora alzano il tono e le minaccie diventano serie per tutte le ambasciate. Si impone un cambiamento ed un inasprimento: anzi, che finalmente si applichi la legge anche nei confronti degli incappucciati di sinistra, altrimenti si convinceranno che coi loro metodi illegali conquisteranno il mondo.

In Svizzera non c’è più la libertà di espressione

6 dicembre 2010

Che da tempo in Svizzera non vi è più la libertà di esprimersi lo abbiamo notato da tempo: ogniqualvolta una voce fuori dal coro dice cose politicamente scorrette sono problemi. Denuncie, querele, accuse di razzismo, “ha parlato il diverso”. Pochi sono gli organi di informazione che non vengono controllati dal sistema, dal Grande Fratello. Del resto in Svizzera la TV di Stato ha il monopolio dell’informazione; le emittenti private sono poche e troppo piccole e la pluralità e la completezza delle notizie non è certo garantita. Se infine consideriamo che la RSI è un covo di sinistroidi, con un vertice che assume frontalieri al posto dei domiciliati, allora il quadro è completo.

Sabato scorso l’UDC, primo partito in Svizzera, è stato costretto ad organizzare la propria assemblea dei delegati all’aperto e al gelo, nella campagna vodese. Cinquecento persone che dibattono all’addiaccio perché il Canton Vaud, scelto mesi prima come luogo dell’assemblea, non ha garantito la sicurezza ai delegati. Praticamente nessuno ha messo a disposizione una palestra, una sala, un centro congressuale! Incredibile: come ha ben detto l’ex Consigliere federale Christoph Blocher ad un giornalista romando che lo aveva avvicinato, è inaccettabile che quando arrivano stranieri a rischio in Svizzera, quando vi sono manifestazioni e cortei, quando vi sono eventi importanti, si mobilita l’esercito, la polizia, i pompieri, la protezione civile; quando il primo partito politico del Paese vuole svolgere la propria assemblea dei delegati, allora nessuno muove un dito. Che il Canton Vaud fosse avverso all’UDC lo si sapeva, ma che le autoritâ non abbiano fatto nulla per permettere una dignitosa assemblea ai delegati nazionali è uno scandalo che dimostra come in Svizzera non sia garantita la libertà e la pluralità di espressione. L’unica cosa positiva ê che i giornalisti RSI presenti si siano beccati il gran freddo della campagna di Gland, ed abbiano condiviso i disagi dei delegati… Hanno vissuto sulla propria pelle, insomma, cosa significa essere discriminati per le proprie idee.

Angela Merkel: il modello multiculturale è fallito

17 ottobre 2010

merkelDurante il congresso dei giovani CDU e CSU, partiti di governo assieme ai liberali della FDP, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha affermato in modo lapidario che il modello multiculturale in Germania è “totalmente fallito“. La Merkel afferma che “la Germania non ha manodopera qualificata e non può fare a meno degli immigrati, ma questi si devono integrare e devono adottare la cultura e i valori tedeschi. E ancora: “Non abbiamo bisogno di un’immigrazione che pesi sul nostro sistema sociale“.

Ma guarda un po’ la Merkel, leader del Paese trascinatore dell’Unione Europea, che dice certe cosette interessanti: ma la cancelliera tedesca si è svegliata un giorno e ha capito tutto in una mattina, o magari era un po’ di tempo che queste idee covavano nella sua testa, solo che non poteva dirle, perché politicamente scorrette? Fatto sta che la Merkel esprime concetti assolutamente legittimi e corretti: in Germania, come in tutta Europa, vi è stata e vi è ancora una fortissima immigrazione, e purtroppo l’integrazione non funziona mica così bene. In particolare i musulmani non hanno nessuna intenzione di assimilare la cultura del Paese ospitante, e si creano dei veri e propri ghetti. La Merkel descrive semplicemente quello che succede in Germania e quello che nessuno (sinistra a parte) vorrebbe succedesse. Quando queste legittime preoccupazioni vengono espresse in Svizzera, chi le fa rischia una denuncia per infrazione alle norme antirazziste. Ma si sa, la nostra Nazione è ostaggio di una sinistra che vuole immigrazione, problemi, alzare le imposte, aiutare i criminali, e soprattutto la Svizzera è ostaggio di una TV di Stato che plagia le menti dei nostri cittadini. Chissà che qualcuno si svegli dal torpore ascoltando la Merkel …