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Posts Tagged ‘tv’

Edy Salmina se ne va. Evviva.

14 gennaio 2012

Se ne è andato, finalmente se ne è andato. Difficile che la situazione diventi ancora peggiore di quella che il responsabile dell’informazione RSI Salmina ha creato e portato avanti per anni. Al di là delle critiche rivoltegli all’interno dell’azienda dai giornalisti stessi, Salmina è un giurista di sinistra, e sempre l’ha dimostrato con un’impronta marcatamente socialista. Egli afferma nelle interviste di questi giorni che la RSI offre programmi di qualità equivalente a quelli offerti dalla SF svizzero tedesca e dalla TSR svizzero francese: cosa? Che tolla! Piuttosto diremo che spendendo quasi la metà degli altri, oltre 200 milioni per la RSI!!! che ha un bacino d’ascolto ridicolo, la nostra TV di Stato sperpera e ri-sperpera, proponendo spesso programmi scopiazzati dall’Italia e comunque sempre informazione anti-destra. Sì, perché in Ticino l’informazione è e sarà sempre una piattaforma a favore di sinistra, PPD e PLR. Chi ha in mano l’informazione detiene il potere. Per fortuna che c’è il Mattino della domenica che una volta alla settimana smuove le acque falsamente tranquille della politica ticinese. Alla TSI poi assumono da anni italiani, frontalieri. Inaccettabile con tutti i laureati in scienze della comunicazione che ogni anno vengono sfornati dalla nostra università: il canone è pagato dagli abitanti della Svizzera, è buona cosa pagare stipendi a domiciliati che pagano le tasse da noi. Con l’apprezzato addio di Salmina si spera in un’informazione più completa e meno tendenziosa rispetto a quella data in questi decenni. Non è più ammissibile che alla RSI i cattivi siano sempre e solo la destra, e tutti gli altri buoni. Ancora lunedì scorso durante il dibattito 60 minuti sul direttore della BNS Hildebrand alla TSI, il rosso Reto Ceschi conduceva una trasmissione tutta anti-Blocher. Ennesima dimostrazione di come si vogliano plagiare le menti dei telespettatori ticinesi: il cattivo non è Hildebrand che specula sulle valute e non può farlo nella sua posizione di direttore della BNS, il cattivo è Blocher che informa il Consiglio Federale delle sospette transazioni di Hildebrand. Sempre anti-UDC e anti-Lega, Lega diventata nel frattempo partito di maggioranza relativa nel Governo cantonale. Vedi Salmina, nonostante le vostre campagne anti-Lega, il movimento del Nano ha conquistato il Palazzo delle Orsoline. Ciao Salmina, vài pure a fare l’avvocato, e cerca di guadagnarti la pagnotta non sempre sulle spalle dello Stato. Senza di te l’informazione sarà senz’altro più equilibrata e completa, come del resto chiede la legge sulla radiotelevisione svizzera.

L’italiano è in pericolo in Svizzera? Mah.

13 dicembre 2011

La TV di Stato dà sempre grande enfasi alle notizie relative alla lingua italiana. Qualche settimana fa il semi-cantone di Obwaldo annunciava di non voler più offrire l’italiano tra le lingue che vengono insegnate. Da notare i pochi studenti iscritti ai corsi della lingua di Dante. Oggi l’annuncio che il semicantone avrebbe comunque l’obbligo di offrire lezioni di lingua italiana. Lungi da noi l’idea di definire questo argomento banale, ma abbiamo l’impressione che si tratti di un tema sopravvalutato, considerando che le vere emergenze in Europa sono i conti pubblici disastrati e l’indebitamento. E soprattutto dire che l’italiano sarebbe in pericolo ci fa spanciare dal ridere: ci sono centinaia di migliaia di italofoni nel nostro Paese (ovviamente gli italiani sono la stragrande maggioranza), e ci pare stupido affermare che l’italiano sia in pericolo. Considerando poi tutte le reti TV italiane che gli utenti possono seguire, con a pochi chilometri una Nazione dove 60 milioni di italiani parlano la lingua, allora ci sembrano motivazioni ridicole. Semmai sarà il romancio in pericolo, anch’essa lingua nazionale!! Poche migliaia di persone che parlano questa lingua, sempre meno giovani che la conoscono. Altro che l’italiano! Anche lo Schwitzerdütsch è in pericolo, dopo l’invasione di 300′000 germanici. Si tratta di idiomi parlati solo in Svizzera, dunque a rischio. Ma la TSI, che continua ad assumere frontalieri italiani e li paga coi soldi degli svizzeri, ritiene che l’italiano sia in pericolo…

Il Cantone Ticino è messo malissimo, finanze come l’UE!!

4 dicembre 2011

Da quanti anni ormai si ripete la solita solfa: bisogna risanare le finanze, bisogna rivedere i compiti dello Stato, bisogna ridurre le spese. Tante belle intenzioni, ma pochi i frutti. Anzi, sembrerebbe che tutto vada peggio. Da notare che il gettito (cioè le entrate) sono aumentate, ma sono le spese dello Stato che sono esplose. Il risultato? Debito pubblico da 1,8 miliardi. Per il 2012 si prevede un ulteriore deficit di oltre 200 mio di franchi. Il Governo ha tentato un ribaltamento delle spese a carico dei Comuni, ma nessuno vuole questo trucchetto da bambini per mascherare l’impotenza di un Consiglio di Stato molle e senza palle. E di un Granconsiglio incerto e confuso.

Ci sembra evidente che si impongano decisi tagli alla spesa pubblica, ed eventualmente un aumento delle imposte, misura quest’ultima resasi necessaria in seguito al deterioramento delle finanze cantonali. I conti della Repubblica e Cantone Ticino si avvicinano a quelli dei Paesi UE. Oltre al debito pubblico disastroso, si sommano 2 miliardi di franchi di voragine creata dalla Cassa pensione dei dipendenti dello Stato: in pratica per erogare pensioni da nababbi a 6′000 pensionati statali, lo Stato (cioè noi cittadini che lavorano nel settore privato) si è indebitato a dismisura, e continua a perdere. Da oltre un anno la commissione paritetica della cassa statale aveva deciso di cambiare i piani previdenzali, e ridurre drasticamente le rendite. Ma Sadis e Consiglio di Stato non fanno nulla. VERGOGNA! In tutta Europa si abbassano le pensioni statali, dunque un argomento che ci viene propinato ogni giorno dai media e dalla TSI. Ma della cassa pensioni del Canton Ticino silenzio di tomba. Argomento troppo tecnico? Dossier difficile da capire?? NO, NO! La verità è che non sono capaci a togliere privilegi allucinanti a poche migliaia di statali, mentre i ticinesi normali pagano per quei privilegiati e si impoveriscono per gli statali pensionati. Un vero disastro finanziario e una vera ingiustiza sociale.

Tutti davanti alla TV per il sorteggio del secolo!

25 novembre 2011

Duca Widmer e Romano, di nuovo loro! Avevano ottenuto lo stesso numero di voti personali alle ultime elezioni nazionali, ma ancora non si sa chi andrà a Berna. Il sistema informatico aveva deciso che ci doveva andare la PPDina, ma dopo ricorsi vari il Tribunale Federale (TF) ha sancito che il sorteggio va rifatto, e questa volta non virtualmente con un computer: oggi alle 12.30 in diretta RSI qualcuno tirerà a sorte, qualcuno estrarrà il bigliettino del nome dell’eletto. Che suspance!! Come 8 anni fa, quando non si sapeva se Bush o Gore erano diventati presidente degli USA, solo che in quel caso si sono rimessi a ricontare per mesi le schede, per capire chi l’avesse spuntata. Ci sembra che quel caso fosse un po’ più importante per le sorti del pianeta… Per fortuna il TF ha deciso che tra i due PPDini ticinesi è sufficiente rifare il sorteggio. Quel che lascia perplessi è che in Svizzera, Patria della democrazia diretta, dove si va a votare almeno 4 volte all’anno, dove vi è una tradizione secolare nel conteggio dei voti, delle schede e degli abitanti, dopo un mese si sia ancora al palo, e l’ambiziosissimo Romano non sappia ancora se ce la farà. Auguriamo alla RSI una audience da record durante il sorteggio che verrà proposto in diretta, un vero e proprio evento planetario. E speriamo che non ci facciano una lunga e inutile trasmissione per tirarla per le lunghe, quando per un sorteggio ci vogliono dai 15 ai 30 secondi. E se la Duca Widmer dovesse perdere, dopo che tutti l’hanno congratulata per la sua elezione?

L’UDC perde, il PLR e il PPD pure. Ma forse vince solo la destra.

25 ottobre 2011

I risultati delle elezioni federali sembrano essere definitive: dopo molti intoppi tecnici/informatici/ di trasmissione dati da repubblica delle banane e non certo da Nazione con grandi tradizioni democratiche come la Svizzera, i seggi e i numeri sono probabilmente assegnati. La Duca-Widmer in Ticino è eletta dopo sorteggio, nel Canton Berna l’UDC Graber torna al Nazionale dopo aver creduto di non avercela fatta e dopo aver annunciato di ritirarsi dalla politica, pure il pres. nazionale Pelli torna in Parlamento dopo che la TSI e i suoi grandi matematici l’avevano dichiarato sconfitto da Merlini. Mai vista tanta confusione ad elezioni nazionali, neppure in Burundi. Comunque il risultato è che l’UDC perde, il Ps sorride, PLRT e PPD sono ancor più deboli, mentre i Verdi di destra e il PBD si rafforzano. I Verdi convenzionali (verdi fuori e rossi dentro, come le angurie) perdono un terzo dei seggi. Un gran pasticcio partitico, ma se si analizzano le aree politiche, allora si nota che la destra si rafforza, e notevolmente. Si tratta di un elemento importante, perché quando si vota su Europa, sicurezza, indipendenza, stranieri, e tutti quei temi cari alla destra, allora in molti sosterranno le proposte UDC o PLR. I partiti sono scontenti, ma forse i cittadini otterranno qualche risultato pratico interessante e tangibile. Ora bisognerà attendere l’esito del ballottaggio per il Consiglio degli Stati, e magari ci scappa pure alla Camera dei Cantoni un aumento della destra. La composizione del Consiglio Federale viene decisa dall’Assemblea federale, e di conseguenza la tendenza e il futuro dei prossimi 4 anni per la Svizzera.

Terremoto elettorale in Ticino: la sinistra quasi estinta

23 ottobre 2011

Sono le ore 21 (e i risultati non sono ancora definitivi), ma una cosa è certa dopo queste elezioni federali: l’unica sopravvissuta di sinistra della delegazione ticinese al Consiglio Nazionale è la figlia del vecchio Werner Carobbio, la Marina. A parte la succitata, non c’è ombra di deputati ticinesi sinistroidi. Il PS ha perso un rappresentante a Berna, e i due sinistroidi Simoneschi e Robbiani del PPD sono stati sostituiti da un imprenditore di destra come Regazzi e da un centrista come Romano. I PLRT sono rimasti in 2, i verdi inesistenti.

I vincitori sono la destra e Lega-UDC. La congiunzione tecnica tra i due partiti (forse nemmeno necessaria per la conquista del successo elettorale) e i temi sentiti dai Ticinesi hanno permesso alla Lega di conquistare 2 poltrone, e all’UDC di mandare a Berna il primo rappresentante del partito da sempre. Una bella sterzata anti-sinistra della deputazione ticinese al Nazionale, non c’è che dire!! Ma saranno in grado i nuovi deputati a spiegare al Parlamento i problemi che assillano il nostro Cantone?? Beh, diciamo che la deputazione precedente non vi era minimamente riuscita, peggio probabilmente non si può fare. Intanto si leccano tutti le ferite riportate dopo queste elezioni federali, e solo Lega e UDC festeggiano. Alla faccia dei giornalisti sinistroidi della TSI che questa domenica hanno sofferto davvero tanto quando leggevano i risultati elettorali. Poverini… hanno in mano il potere mediatico, lo sfruttano in modo evidente e spudorato per influenzare il voto degli ascoltatori, ma stavolta la gente non li ha seguiti! E la gente ha deciso col proprio voto che era tempo di cambiare decisamente rotta.

UBS: un caso perso. Ma non dobbiamo accettarlo.

18 settembre 2011

Nel 2008 era una banca fallita. Solo grazie ai 5 miliardi di franchi iniettati in fretta e furia dallo Stato, UBS aveva potuto far fronte alle spese correnti. Inoltre 62 miliardi di titoli tossici, quelli legati ai subprime statunitensi, sono tuttora posteggiati alla Banca Nazionale Svizzera (BNS), in attesa che il mercato immobiliare americano risorga da una crisi senza precendenti. In pratica senza l’aiuto statale, UBS SA non esisterebbe più. Facciamo notare poi che i cittadini elvetici si erano alquanto indignati quando la banca, una volta ricevuti i 5 miliardi dallo Stato (soldi del contribuente), li aveva spesi per distribuire bonus ai propri dipendenti. Ma come? Non hanno soldi in cassa e una volta ricevuti li spendono per pagare i bonus? Bonus per obiettivi raggiunti? Ma se la banca stava per andare in bancarotta!! Semmai avrebbero dovuto NON pagare bonus per obiettivi non raggiunti!! Ma si sa, il mondo va spesso al contrario. E il mondo bancario è semplicemente assurdo e immorale. E nemmeno crisi profonde come quelle avvenute nel 2008 hanno portato ai cambiamenti auspicati.

E difatti è notizia dei giorni scorsi che un trader del Ghana, attivo nell’Investment Banking UBS di Londra, ha fatto perdere alla banca 2,3 mia di dollari. Nelle banche tutto si quantifica in miliardi, numeri che sono difficili da scrivere e impossibili da immaginare. Sempre cifre astronomiche. Il dipendente è stato arrestato, ma intanto il danno è fatto. UBS è di nuovo sotto accusa: mancano sistemi di controllo efficaci per evitare simili casi che fanno tremare la banca e ne mettono in forse il futuro. Il CEO Grüber, numero 1 della banca, non si dimette per ora, e ha sempre difeso strategie aggressive e ad alto rischio. Del resto il settore Investment è per difinizione speculativo. Alla trasmissione TV della SF Arena è stato più volte detto che i banchieri svizzeri sono competenti nelle attività tradizionali delle banche, ma che ma col Investment hanno poca confidenza. In parole povere i banchieri svizzeri non sono competenti e non capiscono l’Investment banking, quindi è difficile per loro anche creare controlli efficaci per evitare perdite miliardarie come quelle capitate al dipendente africano. Tra l’altro ci sorge una domanda: ma con tutti i bancari svizzeri attivi, proprio un ghanese dovevano assumere per quel posto? Un 31enne figlio di diplomatici. Cosa ne capisce uno così di banche? Ma a quella età non dovrebbe ancora lavorare allo sportello e servire le vecchiette, giusto per farsi un po’ di esperienza. Blocher sta già pensando di proporre il divieto di continuare per le banche elvetiche ad avere un settore di Investment, proporrà di scorporare questo settore dal resto delle attività tradizionali delle banche svizzere. Intanto però UBS ha fatto un’altra figuraccia. Una ditta sovvenzionata dalla Stato che continua a fare affari ad alto richio. L’errore più grande è stato commesso quando la Confederazione ha iniettato miliardi per evitare il fallimento di UBS, senza imporre della chiare condizioni. Non si può accettare di aiutare una ditta privata coi soldi del contribuente, e non pretendere nuove regole, nuovi controlli, più rigore. Ma il settore bancario non era il fiore all’occhiello della Svizzera?

Author: LATO-B Categories: Attualità Federale Tags: , ,

L’informazione è potere e Bignasca lo sa.

9 settembre 2011

Terremoto nell’editoria ticinese. In poche settimane gli annunci che 20Minuten, noto quotidiano gratuito svizzero tedesco, sbarca in Ticino, e come reazione Giuliano Bignasca ci fa sapere che verrà stampato un quotidiano leghista gratutito dal titolo che la dice tutta: 10minuti. Infine, ma questa notizia è buffa, il Granconsigliere socialista balcanico Stoianovic balza sulle cronache della TV di Stato perché anche lui diventa editore di un mensile: si tratta di 3 numeri in 3 mesi; come dire che dopo le elezioni federali il suo foglietto di sinistra non esisterà più. 

Al di là degli spazi pubblicitari che i due quotidiani gratuiti ruberanno ai 3 quotidiani ticinesi, al di là che i giornalisti di queste due nuove testate diventeranno matti a trovare notizie ed approfondimenti per riempire i loro fogli, al di là del fatto che 10minuti rischia di diminuire il numero di lettori del Mattino della domenica, perché Bignasca si lancia in questa ulteriore avventura editoriale? Bignasca sa quanto conta l’informazione, sa che la Lega dei ticinesi esiste grazie al Mattino della domenica, e fa di tutto per contrastare il potere e l’informazione (sinistroide?) di un editore come Tamedia. Qualsiasi esperto di informazione sa quanto sia importante avere in mano un giornale, un settimanale, una piattaforma online. Il potere lo si conquista con l’informazione, e lo si perde in fretta se non si hanno in mano i mass media. Per questo in Ticino tutto risultava difficile: il potere era in mano al PLR, al PPD e al PS, che tuttora si spartiscono l’informazione televisiva, quella di Stato pagata dal contribuente. 20 anni fa arriva come un tifone il Mattino della domenica, settimanale domenicale, e la gente comincia a votare Lega. Il castello mediatico cantonale è sotto assedio, la TSI comincia a tremare, e dopo un ventennio la Lega conquista il Consiglio di Stato. Bignasca sa quanto sia importante raggiungere i ticinesi, gratuitamente e in modo capillare. E sa usare molto bene i mass media. L’informazione è potere.

51′000 son troppi. Troppi.

28 agosto 2011

Da questo sito molte volte commentiamo con regolarità l’aumento dei frontalieri occupati in Ticino, e stigmatizziamo pure l’aumento della disoccupazione nel Cantone. Questo fenomeno si riscontra purtroppo anche nel resto della Svizzera, non solo in Ticino: del resto è difficile immaginare che i frontalieri non stucchino il lavoro ai domiciliati! Solo i soliti professoroni USI e SUPSI, pagati dal contribuente ticinese, sono capaci ad affermare che non è vero che i fronalieri siano una concorrenza per gli indigeni. Ma questi imbecilli dobbiamo davvero ancora pagarli?? In Ticino, secondo gli ultimissimi dati, ancora una volta il numero dei frontalieri è salito, siamo arrivati a 51′000 unità (a questi si aggiungono padroncini, lavoratori distaccati, ecc) . E questo in un Cantone con poco più di 300′000 abitanti (di cui un terzo pensionato, a carico dell’assistenza o disoccupato). Sono cifre da brivido: anche perché con la crisi chi rischia di perdere il lavoro è il ticinese, notoriamente pagato di più. E basta con la manfrina secondo cui abbiamo bisogno dei frontalieri: certo che ne abbiamo bisogno, nell’edilizia, nella vendita, e in tutti quei mestieri che i frontalieri hanno sempre svolto dato che i ticinesi non hanno voglia di farli. Ma da un decennio vi è un’invasione di stranieri in settori da sempre occupati dagli svizzeri: la sanità, le banche, le assicurazioni, la RSI e il parastato, e molte altre branche dell’economia. Preferiscono i frontalieri ai domiciliati, e li pagano pure meno. Basta lo abbiamo detto ancor prima della libera circolazione delle persone con l’UE. Ora diciamo basta-basta: bisogna introdurre tetti massimi e contingenti. Il mercato attinga prima in Ticino, e se non trova quella figura professionale, faccia domanda a Bellinzona: in pratica il sistema vigente prima degli accordi capestri con l’UE, metodo che funzionava benissimo con piena soddisfazione di tutte le parti. Basta invasioni dall’estero se vogliamo bene alla Svizzera.

Svizzeri discriminati in casa propria. Il nostro Paese è stato svenduto.

28 luglio 2011

È anni che predichiamo che i trattati bilaterali con l’UE e la relativa libera circolazione delle persone sono stati l’inizio della fine per il nostro Paese. Decine e decine di episodi e statistiche che dimostrano l’invasione di stranieri in Svizzera e il continuo aumento della disoccupazione dei domiciliati. Svizzeri e ditte svizzere che operano nell’UE sono poco niente, i Paesi UE non rispettano neppure la reciprocità. Poi da noi vi sono all’ordine del giorno abusi, sfruttamenti, soprusi, sia sui cantieri privati che su quelli pubblici, tutti fenomeni da noi sconosciuti fino a prima della tanto voluta apertura. Invasione di stranieri nei settori dei servizi, banche, assicurazioni, sanità, ed anche alla RSI e nel pubblico (SUPSI, USI, ecc). Chi nega l’evidenza mente sapendo di mentire!!

L’ultimo caso ha del clamoroso: un docente di musica stucca il lavoro cantonale ad una ticinese, perché quest’ultima non ha nemmeno potuto partecipare al concorso di assunzione di insegnante liceale di musica. Secondo le autorità il diploma in possesso della ticinese, ottenuto all’alta scuola di musica di Lucerna, non è stato riconosciuto dalla conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione, pertanto la candidata non ha neppure potuto concorrere. Se poi scopriamo che in Ticino non vi è nemmeno una possibilità formativa per poi insegnare musica agli allievi dei licei, allora la follia è irreversibile: in Ticino siamo obbligati ad assumere stranieri!!! O magari qualche ticinese che ha i papiri richiesti, ottenuti altrove o all’estero. Ma siamo pazzi?? Creiamo disoccupati svizzeri e diamo lavoro agli stranieri!!! Posti di lavoro pubblici, pagati dal contribuente!! Siamo addirittura capaci di riconoscere i diplomi esteri e non quelli ottenuti a casa nostra!!! BASTA, BASTA CON QUESTE ALLUCINAZIONI POLITICHE! È inutile dire che appoggiamo qualsiasi proposta per tornare indietro: rivedere gli accordi con l’UE, reinserire contingenti per gli stranieri, rivedere Schengen, ritornare insomma a come eravamo un tempo: il lavoro va dato prima agli svizzeri, e se non abbiamo candidati domiciliati con un certo profilo richiesto, solo allora possiamo aprire le porte agli stranieri. Der resto provate ad andare a lavorare nell’UE! Lì non sanno neppure cosa sono gli accordi con la Svizzera!! “Trattati bilaterali? E che sò i trattati bilaterali?”