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Posts Tagged ‘statali’

Erano anni che si denunciavano casi allucinanti… Amministrazione cantonale allo sbando

4 febbraio 2012

Da molti anni la Lega, in particolare Attilio Bignasca, denunciava grossi e crassi malandazzi nell’Amministrazione cantonale, in particolare nella Sezione della logistica. Il caposezione della logistica Massimo Martignoni, funzionario super-pagato con futura pensione da nababbo (pagata dai contribuenti ticinesi), è stato sollevato dal suo incarico. Dopo tutte le boiate che ha combinato non è neppure stato licenziato, solo spostato a incarico da stabilire. Gli inventeranno un posto di lavoro solo per lui, in attesa della “meritata” pensione. Ma per licenziare uno di questi personaggi statali di cosa si deve macchiare? Deve uccidere un Consigliere di Stato? Ma quand’è che gli statali ticinesi si possono punire? Ricordiamo quel caso all’ufficio contribuzioni di Locarno, quando una statale mandava le cartoline dalle spiaggie dove passava le vacanze, mentre diceva di essere in malattia. Oppure lo statale che non veniva a lavorare, mentre il suo collega timbrava per lui il sui cartellino… In quel caso solo ammonimenti. Davvero poco rispetto per i lavoratori veri e per i contribuenti.

La Sezione della logistica distrubuisce e spande milioni e milioni dei contribuenti, per pagare opere nel settore pubblico. Da poco il caso di quel terone, che ha preso i soldi ed è scappato, senza fare nemmeno 1 lavoro dei tanti che erano stato assegnati alla sua ditta, nella quale non figurava alcun operaio e forse una segretaria… Roba da repubblica delle banane! Il Cantone ha deliberato lavori per milioni a una ditta nata dal nulla, senza operai, e gli hanno pure pagato congrui acconti!! Responsabile la sezione della logistica. Ma bravi, ma metteteli voi statali i milioni che perdete, cazzo. L’Amministrazione cantonale è allo sbando, perché in realtà molti funzionari sono totalmente incompetenti, assunti perché amici degli amici, spinti dai partiti che vogliono posti di lavoro per i propri adepti. Peccato, perché il cittadino comune fa fatica tutti i giorni. E l’esempio che ci danno gli statali, e i politici che coprono i malaffari dei loro protetti, è semplicemente scandaloso. Un pensiero a tutti quei funzionari statali che lavorano con coscienza e correttezza, che non sono pochi. Peccato davvero.

Edy Salmina se ne va. Evviva.

14 gennaio 2012

Se ne è andato, finalmente se ne è andato. Difficile che la situazione diventi ancora peggiore di quella che il responsabile dell’informazione RSI Salmina ha creato e portato avanti per anni. Al di là delle critiche rivoltegli all’interno dell’azienda dai giornalisti stessi, Salmina è un giurista di sinistra, e sempre l’ha dimostrato con un’impronta marcatamente socialista. Egli afferma nelle interviste di questi giorni che la RSI offre programmi di qualità equivalente a quelli offerti dalla SF svizzero tedesca e dalla TSR svizzero francese: cosa? Che tolla! Piuttosto diremo che spendendo quasi la metà degli altri, oltre 200 milioni per la RSI!!! che ha un bacino d’ascolto ridicolo, la nostra TV di Stato sperpera e ri-sperpera, proponendo spesso programmi scopiazzati dall’Italia e comunque sempre informazione anti-destra. Sì, perché in Ticino l’informazione è e sarà sempre una piattaforma a favore di sinistra, PPD e PLR. Chi ha in mano l’informazione detiene il potere. Per fortuna che c’è il Mattino della domenica che una volta alla settimana smuove le acque falsamente tranquille della politica ticinese. Alla TSI poi assumono da anni italiani, frontalieri. Inaccettabile con tutti i laureati in scienze della comunicazione che ogni anno vengono sfornati dalla nostra università: il canone è pagato dagli abitanti della Svizzera, è buona cosa pagare stipendi a domiciliati che pagano le tasse da noi. Con l’apprezzato addio di Salmina si spera in un’informazione più completa e meno tendenziosa rispetto a quella data in questi decenni. Non è più ammissibile che alla RSI i cattivi siano sempre e solo la destra, e tutti gli altri buoni. Ancora lunedì scorso durante il dibattito 60 minuti sul direttore della BNS Hildebrand alla TSI, il rosso Reto Ceschi conduceva una trasmissione tutta anti-Blocher. Ennesima dimostrazione di come si vogliano plagiare le menti dei telespettatori ticinesi: il cattivo non è Hildebrand che specula sulle valute e non può farlo nella sua posizione di direttore della BNS, il cattivo è Blocher che informa il Consiglio Federale delle sospette transazioni di Hildebrand. Sempre anti-UDC e anti-Lega, Lega diventata nel frattempo partito di maggioranza relativa nel Governo cantonale. Vedi Salmina, nonostante le vostre campagne anti-Lega, il movimento del Nano ha conquistato il Palazzo delle Orsoline. Ciao Salmina, vài pure a fare l’avvocato, e cerca di guadagnarti la pagnotta non sempre sulle spalle dello Stato. Senza di te l’informazione sarà senz’altro più equilibrata e completa, come del resto chiede la legge sulla radiotelevisione svizzera.

Hildebrand-Blocher: 2 casi distinti. Se hanno sbagliato paghino.

7 gennaio 2012

Da una settimana non si parla d’altro. Il Consigliere nazionale Christoph Blocher ha segnalato al Consiglio Federale le transazioni di un conto privato del direttore della Banca Nazionale Svizzera (BNS) Philipp Hildebrand: su un conto della banca Sarasin figura un acquisto di dollari per oltre mezzo milione (Fr 500′000.- sono tanti tanti soldi) pochi giorni prima che la BNS annunciasse a settembre 2011 misure draconiane per ridurre il valore del franco svizzero. Il risultato di questa specualzione di valute è che i coniugi Hildebrand hanno guadagnato in pochi giorni 75′000 franchi. Ora la questione è: ma è legale, corretto, eticamente pulito che un direttore della potenza di Hildebrand possa sfruttare informazioni riservate circa la politica della BNS per arricchirsi?? Ovviamente NO. Qualunque bancario che specula disponendo di notizie riservate commette reato. Blocher segnala al Governo federale l’agire dei coniugi Hildebrand, e da qui tutto il putiferio. Philipp dice che non ne sapeva niente, che fu la moglie a ordinare l’acquisto di mezzo milione di dollari. Ma la moglie fu informata dal direttore circa le intenzioni della BNS? Il giorno dopo l’acquisto di dollari da parte della moglie, Hildebrand venne a saperlo, ma non annullò l’acquisto e non rivendette subito i dollari; quindi seppe poco dopo l’operazione della moglie, ma non fece nulla per porre rimedio. Philipp durante le recente conferenza stampa ha affermato che sua moglie ha una forte personalità (risatina compiacente dei presenti), che lui lascia fare, che non sapeva neppure che la moglie avesse la procura sul suo conto (ehhh???). Ma come? Il direttore della banca più potente del Paese, dell’istituto bancario che decide sul costo del denaro, sulla politica monetaria della Nazione, sul livello delle ipoteche e molto ancora, il nostro direttore strapagato non sa che la moglie, sul conto a lui intestato, sta facendo acquisti speculativi? Non sa che la moglie ha la procura sul suo conto? Preoccupante. Chissà allora come Hildebrand gestisce la BNS… E la moglie, che dice di avere un passato bancario, lo sapeva benissimo che speculare su valute grazie a informazioni confidenziali è vietato, o perlomeno rischioso dal punto di vista etico. Oltretutto agendo sul conto bancario del marito… Roba da “oggi le comiche“!

Ora vi sono due casi distinti: Hildebrand e Blocher. Il primo ha dato le sue giustificazioni, convincendo la stampa, la sinistra (che in cambio chiede di bloccare il franco a 1,40 rispetto all’Euro, ora ancorato a 1,20), e tutti i fessacchiotti che fanno finta di non sapere che certe cose sono vietate. Per niente convinti UDC e la destra: secondo loro il direttore deve andarsene. Girano pure voci che non sia l’unica speculazione e l’unica banca coinvolta… Che sia stato aperto il vaso di Pandora? Magari siamo solo all’inizio? Si vedrà. Nel frattempo tutti si affrettano a voler inasprire le regole interne della BNS: come dire che fino a ieri alla Banca Nazionale ci si poteva arricchire grazie a informazioni riservate, d’ora in poi non si potrà più (??!!). Blocher invece, che nega di aver fornito documentazioni originali al Consiglio Federale, ma pare abbia comunque portato la copia di un estratto bancario alla ministra Calmy-Rey, è nella bufera: Blocher avrebbe infranto il segreto bancario, lui grande paladino del mondo finanziario, indebolendo un segreto bancario che come più volte abbiamo affermato su questo sito non esiste più da tempo. Noi riteniamo che sia giusto fare chiarezza per tutti e due. Hildebrand trema ma non si dimette. Blocher resta arrogante e sicuro di sè. Se hanno sbagliato devono pagare. Ambedue.

Author: LATO-B Categories: Attualità Federale Tags: , ,

Buon Natale!

24 dicembre 2011
Che bello, è Natale !

Che bello, è Natale !

È trascorso un anno ricco di avvenimenti, in Svizzera e nel mondo. In Ticino siamo sommersi dai debiti, e il preventivo 2012 presenta un manco di oltre 200 milioni; il debito pubblico è di 1,8 mia, la voragine della Cassa pensioni dello Stato è ormai di 2 miliardi di franchi. Poche migliaia di ex-dipendenti pubblici tengono in ostaggio (con le loro pensioni da super manager di banca) il contribuente ticinese: si tratta di pensioni impagabili, tanto è vero che non si possono pagare, e di fatti la cassa presenta un debito pazzesco, garantito dai cittadini ticinesi, che con le loro imposte devono finanziare le pensioni d’oro degli statali. In Svizzera c’è la garanzia che il segreto bancario non c’è più, e che il nostro Paese è sempre ancora nella black list della vicina Penisola, e questo ci penalizza fiscalmente ed penalizza gli imprenditori e le ditte svizzere. L’UDC ha perso consensi alle ultime elezioni federali, pur restando il primo partito del Paese; cade clamorosamente la concordanza, dato che l’Assemblea federale ha concesso un seggio nel nuovo Consiglio Federale ad un partito piccolo come il PBD, e ha concesso altrettanto all’UDC, mentre PS e PLRT si sono dati due seggi a testa. A livello europeo la sempre più grande UE è sull’orlo del fallimento, e la moneta EURO è diventata carta straccia o poco più: le Nazioni UE hanno truccato i conti statali e hanno accumulato un debito pubblico che peserà sui cittadini per generazioni. Coloro che dicevano di entrare nell’UE si sono sbagliati, ma il PS insiste che la Svizzera debba farne parte. Allucinante….! Gli USA stanno male, e si ritirano da una guerra costosissima come quella dell’Iraq. Gli equilibri internazionali sono fragili, e Cina e Russia possiedono gran parte del debito pubblico mondiale. Questi due Paesi ci tengono per le palle. Nonostante tutto sto pastrocchio, auguriamo a tutti i lettori del lato-b ogni bene per queste feste e BUON NATALE a voi e alle vostre famiglie. Cerchiamo di mantenere le nostre festività cristiane e le nostre tradizioni. Sarà sempre più difficile difendere questi valori, ma dobbiamo tener duro! L’Islam e molte altre culture religiose incombono, molti partiti di sinistra vorrebbero un abbandono delle nostre tradizioni cristiane, ma noi teniamo duro.

Il Cantone Ticino è messo malissimo, finanze come l’UE!!

4 dicembre 2011

Da quanti anni ormai si ripete la solita solfa: bisogna risanare le finanze, bisogna rivedere i compiti dello Stato, bisogna ridurre le spese. Tante belle intenzioni, ma pochi i frutti. Anzi, sembrerebbe che tutto vada peggio. Da notare che il gettito (cioè le entrate) sono aumentate, ma sono le spese dello Stato che sono esplose. Il risultato? Debito pubblico da 1,8 miliardi. Per il 2012 si prevede un ulteriore deficit di oltre 200 mio di franchi. Il Governo ha tentato un ribaltamento delle spese a carico dei Comuni, ma nessuno vuole questo trucchetto da bambini per mascherare l’impotenza di un Consiglio di Stato molle e senza palle. E di un Granconsiglio incerto e confuso.

Ci sembra evidente che si impongano decisi tagli alla spesa pubblica, ed eventualmente un aumento delle imposte, misura quest’ultima resasi necessaria in seguito al deterioramento delle finanze cantonali. I conti della Repubblica e Cantone Ticino si avvicinano a quelli dei Paesi UE. Oltre al debito pubblico disastroso, si sommano 2 miliardi di franchi di voragine creata dalla Cassa pensione dei dipendenti dello Stato: in pratica per erogare pensioni da nababbi a 6′000 pensionati statali, lo Stato (cioè noi cittadini che lavorano nel settore privato) si è indebitato a dismisura, e continua a perdere. Da oltre un anno la commissione paritetica della cassa statale aveva deciso di cambiare i piani previdenzali, e ridurre drasticamente le rendite. Ma Sadis e Consiglio di Stato non fanno nulla. VERGOGNA! In tutta Europa si abbassano le pensioni statali, dunque un argomento che ci viene propinato ogni giorno dai media e dalla TSI. Ma della cassa pensioni del Canton Ticino silenzio di tomba. Argomento troppo tecnico? Dossier difficile da capire?? NO, NO! La verità è che non sono capaci a togliere privilegi allucinanti a poche migliaia di statali, mentre i ticinesi normali pagano per quei privilegiati e si impoveriscono per gli statali pensionati. Un vero disastro finanziario e una vera ingiustiza sociale.

Il Ticino come la Grecia? Cassa pensioni statale catastrofica.

30 ottobre 2011

Oltre che a causa della corruzione, del lavoro nero e di problemi economici strutturali, la Grecia è quasi fallita anche in seguito alla voragine creatasi nella Cassa pensioni statale: i dipendenti pubblici greci vanno in pensione a 53 (!!) anni e ricevono pensioni da nababbi!! Ma cosa c’entra il Paese ellenico con la Repubblica del Cantone Ticino? C’entra eccome: pensate che il deficit accumulato dalla Cassa pensioni dei dipendenti pubblici è superiore al deficit pubblico del Cantone. Roba da repubblica delle banane, anzi, roba da crisi e fallimento greco.

Ma come si è venuta a creare una situazione simile, da decenni denunciata dalla destra politica? Semplice: i dipendenti pubblici pagano troppo poco per poi ricevere troppo sotto forma di pensione e di rendita di invalidità. Semplicissimo. Pagano poco per poi ricevere troppo in età pensionabile. Oltretutto vanno spesso in pensione a 58 anni, con la rendita ponte pagata dal Cantone (cioè noi contribuenti) che permette loro di percepire come se avessero lavorato fino a 65 anni. Roba da matti!! Ricevono, ma loro non pagano. Per versare le rendite a 10′000 pensionati statali, i ticinesi rischiano la bancarotta! Le cifre sono semplici e limpide: deficit che supera 1,6 miliardi di franchi svizzeri, grado di copertura poco superiore al 60%, quando le casse pensioni private devono invece garantire un grado di copertura del 100%. Da un anno e mezzo c’è la soluzione per risanare la cassa: passare dal primato delle prestazioni (rendita in base all’ultimo stipendio) al primato dei contributi (rendita in base a quanto effettivamente versato). La commissione della cassa ha già deciso ed è d’accordo col cambiamento, ma il Consiglio di Stato ha bloccato tutto! Da 20 anni osserviamo lo stallo più totale, e il grado di copertura scende inesorabilmente, mentre aumenta a dismisura il deficit, ed ora che basta passare in Parlamento per cambiare il regolamento, il Governo ha bloccato tutto!! E chi paga? Il contribuente, naturalmente! Perché è lo Stato (cioè noi tutti) a garantire per i conti deficitari della cassa, e i conti dello Stato soffrono da decenni per risanare la cassa statale. Noi tutti paghiamo gli stipendi agli statali, e poi sempre noi paghiamo pensioni spropositate ai pensionati statali!! Allucinante, un incubo.  Basta privilegi: i dipendenti dello Stato devono pagare di più, e ricevere rendite più basse. Punto.

Cassa pensioni dello Stato: ma cosa aspettano?

19 agosto 2011

Dopo più di un decennio che la destra parlamentare (Lega e UDC) chiede di risanare con decisione la Cassa pensioni dello Stato del Canton Ticino, stanno ancora tergiversando sulle misure da prendere. Il Governo sta valutando diverse alternative per risanare i conti fallimentari della Cassa, mentre ogni anno aumenta di 200 mio di franchi il deficit. Ormai siamo alla follia ed ad una palese ingiustizia sociale: poche migliaia di pensionati statali che incassano rendite impagabili, e infatti a pagare ci pensa lo Stato, cioè il contribuente con le imposte pagate dai cittadini. Ma è giusto che tanti paghino per far incassare a pochi privilegiati statali rendite da sballo? Secondo noi NO. Risanare la cassa pensioni era un dovere già 15 anni fa, ora è ancora più difficile: bisogna diminuire le rendite, abbassare le prestazioni assicurative, far lavorare più a lungo i lavoratori, calcolare le rendite in funzione di quanto il dipendente ha pagato realmente e non in base al suo ultimo stipendio. Sono tutte misure talmente ovvie, che è assurdo anche solo parlarne invece che applicarle. Il deficit è di oltre 1,7 mia di franchi, più o meno il debito pubblico cantonale (!!!!!?!!!). Ma come si è arrivati a tale scempio? Semplice: vengono elargite prestazioni impagabili con soldi che mai sono entrati nella cassa. Si pagano rendite con soldi non disponibili, aumentando allegramente il debito della cassa. Risanare una cassa simile costerà sempre di più al contribuente! Cosa aspettano ad applicare le arci-note misure di risanamento? Non vogliamo fasi di consultazioni per perdere ulteriore tempo prezioso. Facciamo notare che le casse private si auto-risanano, aumentando i contributi a carico dei lavoratori, e se necessario diminuendo le rendite ai pensionati. Questo devono subìre anche gli statali. Punto.

No all’Europa.

23 ottobre 2010

Vi ricordate dell’iniziativa popolare che gli svizzeri hanno respinto in votazione in modo netto qualche anno fa? Si chiamava “Sî all’Europa”. Era una proposta scellerata, che chiedeva di aderire quanto prima all’Unione Europea. E questo mentre le cose nel continente andavano ancora benino. Ora questa saggia decisione del popolo svizzero è più attuale che mai: c’è infatti sempre qualche imbecille che continua a propugnare l’adesione del nostro Paese alla grande Europa, e questo nonostante siano più che evidenti le ripercussioni negative dei trattati bilaterali, come disoccupazione, abusi sui cantieri, dumping salariale, invasione di decine di migliaia di lavoratori stranieri, ecc. Insomma si continua sulla strada della svendita della Svizzera, che una volta nell’Unione Europea cadrebbe nel più profondo anonimato.

Eppure in questi mesi si nota in che stato derelitto si trova l’UE: la Grecia, la Spagna, il Portogallo e altri Paesi sull’orlo del fallimento; scioperi in Francia che mettono in crisi una delle locomotive dell’Europa unita; il sud Italia sommerso dal pattume sulle strade come a Calcutta; le Nazioni dell’est in forte difficoltâ; emergenza immigrazione clandestina e emergenza Rom. Ce n’ê per tutti i gusti e per tutti i palati. Premesso che in Svizzera abbiamo tanti problemi di risolvere, non vediamo perché infognarci con un’UE in difficoltà pazzesche. L’Europa invecchia, e le pensioni non sono più finanziabili: si tratta di un dossier costosissimo. Almeno quello in Svizzera lo abbiamo sotto controllo: a parte gli statali che vanno in pensione troppo presto (e di fatti le loro casse pensioni sono in profondo rosso e siamo noi contribuenti a pagare pensioni da nababbi baby-pensionati statali), da noi si smette di lavorare a 65 anni. Pensate che in Grecia vanno in pensione a 52 anni! Incredibile! E la Svizzera dovrebbe aderire all’UE? Per pagare le scemenze e il malandazzo europeo (in realtâ già paghiamo tantissimo per sostenere la carta straccia Euro e con l’appartenenza al Fondo monetario)? Col cavolo: stiamo fuori dall’UE. Gestiamoci i nostri problemi. Quelli dell’UE se li paghino chi ha voluto una comunità di Nazioni inaffidabili e sull’orlo della bancarotta!!

Author: LATO-B Categories: CH e Unione Europea Tags: ,

Svizzera un Paese di somari? La scuola allo sbando.

12 settembre 2010

Parrebbe dai soliti studi che in Svizzera vi siano 800 mila adulti che non leggono bene e 400 mila che non sanno fare di calcolo, calcoli semplici ovviamente. La Federazione svizzera per la formazione continua chiede che tutti i Cantoni offrano corsi pubblici gratuiti (???). Cosa, coi soldi del contribuente ancora spiegare come si fanno le addizioni e come si fa a leggere un semplice testo? Col cavolo! I nostri giovani sono già stati a scuola e grazie alla scuola pagata dai contribuenti hanno potuto frequentare regolarmente i corsi della scuola dell’obbligo che dovrebbe aver insegnato loro a leggere, scrivere e fare di calcolo. Se non erano in grado di farlo, i nostri docenti statali avrebbero dovuto far loro bocciare la classe e dare loro le nozioni per evitare di avere alunni somari alla fine delle elementari e delle medie. La realtà è che in questo mondo di mediocrità e bagatellizzazione i docenti non bocciano praticamente più: in Ticino non si boccia più durante la scuola dell’obbligo, e a 15 anni i ragazzi finiscono le medie e molti alunni escono totalmente impreparati. La società di oggi è lo specchio della nostra scuola. La Federazione della formazione continua dovrebbe preoccuparsi che i docenti della scuola dell’obbligo non permettano agli ignoranti di acquisire la licenza elementare (dove insegnano a leggere e a fare le moltiplicazioni) e la licenza di scuola media! Altro che spiegare agli adulti con carenze primitive come si legge e si fa di calcolo. Se poi la Federazione intende istruire gli stranieri ignoranti immigrati in Svizzera a centinaia di migliaia, allora siamo comunque contrari a corsi gratuiti (che poi sono gratuiti per i partecipanti, chi paga è sempre il cittadino con le proprie imposte!!)! La Svizzera deve far entrare gente straniera capace ed istruita almeno al punto di saper leggere, e se non lo sanno fare allora gli stranieri si paghino un bel corso per adulti di tasca propria!. Non vediamo perché dobbiamo pagare noi svizzeri.

Author: LATO-B Categories: Attualità Federale Tags: , ,

Cassa pensioni dello Stato: finalmente basta a pensioni lussuose, ma paga ancora il contribuente e non lo statale!

22 agosto 2010

Finalmente, ci vien voglia di dire!! Dopo decenni durante i quali la destra parlamentare chiedeva di smetterla di pagare agli statali pensioni da nababbi, prestazioni che hanno come conseguenza un indebitamento da paura della Cassa (attualmente vi è un buco da 1,7 Mia di franchi!!), finalmente si passerà dal primato delle prestazioni al primato dei contributi. Detto con parole semplici, il pensionato statale riceverà la sua pensione in base ai contributi da lui versati, e non come avviene adesso in base alla media degli ultimi 10 anni di attività. Si tratta di un cambiamento sostanziale, perché adesso gli statali vanno in pensione ricevendo rendite d’oro da loro non finanziate. Se fosse che gli statali si autofinanziassero, andrebbe bene a tutti. Il problema è che è lo Stato che garantisce per le finanze delle pensioni degli statali, per cui se la Cassa è da risanare (quello che sta accadendo) è il contribuente a pagare!! E così è stato proposto in questi giorni: se da un lato gli statali ci perderanno grazie al nuovo primato dei contributi che ridurrà le rendite, dall’altro il Cantone pagherà per i prossimi 40 anni ca. 30 milioni di franchi all’anno alla Cassa. Ed è ancora il Cantone a pagare il 2% in più di contributi per risanare la Cassa. Come dire che per per poche migliaia di pensionati privilegiati (gli statali appunto) noi tutti pagheremo per le loro rendite d’oro!! Pazzesco: mentre nel privato aumentano i contributi a carico dei lavoratori (e in alcuni casi addirittura riduzione delle rendite dei pensionati), nel pubblico è ancora il cittadino comune a pagare per i danni cumulati dalla Cassa degli statali. L’unica concessione fatta dagli statali è che rinunciano all’adeguamento delle rendite all’inflazione. Poca roba rispetto agli oneri di cui si fa carico il Cantone.

Le rendite acquisite di chi è già in pensione non verranno diminuite, e chi vorrà andare in pensione anticipatamente potrà farlo senza decurtazione della rendita (in poche parole uno statale va in pensione col massimo della rendita, come se avesse lavorato e contribuito fino a 65 anni, ma in realtà non lo fa): indovinate chi paga i molti soldi che mancano a finanziare questo ennesimo privilegio? Ma il contribuente, naturalmente. E nemmeno per i lavoratori attivi è prevista alcun aumento dei contributi per risanare sta Cassa disastrata.

Concludendo: questa proposta, che deve essere ancora approvata dal Granconsiglio, va a tutto vantaggio degli statali, e i miliardi che mancano ce li mette il Cantone, cioè il contribuente. Gli statali non ci mettono un franco di contributi sui loro stipendi per risanare la propria Cassa pensioni. Demenziale.