Ma in Svizzera si può ancora parlare?
Che in Svizzera non ci si possa più esprimere liberamente è cosa nota: da anni la destra non si può più esprimere liberamente, e fioccano i processi per infrazione al famigerato art. 261bis, quello relativo a presunte dichiarazioni razziste. Ormai tutto quello che viene affermato rientra in questo articolo di legge, che ovviamente viene evocato ad ogni piè sospinto. Ogni volta che viene detto o scritto qualcosa di politicamente scorretto, allora è razzismo.
Ciò che però è accaduto nel canton Lucerna ha del pazzesco: era prevista nei giorni scorsi una conferenza sull’Islam in Svizzera, con permessi, autorizzazioni e tutto il resto. Parla il relatore socialista e nulla accade, sta per prendere parola il conferenziere UDC, Felix Müri consigliere nazionale, allora succede il putiferio. Giovani islamisti interrompono il discorso, e dopo vari tentativi viene forzatamente interrotta la manifestazione, e l’esponente UDC non può neppure aprir bocca. Un esponente del primo partito nazionale messo a tacere. Inaccettabile, roba da regimi totalitari comunisti. Casi simili non sono nuovi, di solito sono socialisti e comunisti che disturbano manifestazioni autorizzate, e poi finisce con la solita guerriglia urbana, con feriti e danni materiali causati dai giovinastri di sinistra. La Svizzera è ostaggio della sinistra da decenni, e i partiti PLR e PPD si sfregano le mani quando l’UDC è messo a tacere. PLR e PPD complici del non rispetto della libertà di parola in un Paese dove vige la democrazia più diretta del mondo. Ora ci si mettono pure gli islamici, che rompono le palle e mettono il bavaglio ai nostri politici. Proprio gli islamici che in quanto a rispetto dei cristiani, delle donne, delle minoranze non sono certo un esempio da seguire. Ma per i socialisti è più importante difendere gli islamici che difendere la libertà di espressione in Svizzera…


