È la sconfitta più bruciante per il mondo politico italiano: non ce la fanno proprio i politici a risanare le finanze italiche. Non ce la fanno perché è tradizione discutere, dibattere, litigare, insultare. Ma non è pagante dal punto di vista elettorale dover alzare le imposte, le tasse, i balzelli; abbassare le pensioni, le rendite, i privilegi. E quindi ci pensa l’Unione Europea a provare a rimettere in sesto i conti statali disastrati delle Nazioni europee. Dopo la Grecia tocca all’Italia. E il ricatto è eloquente: o introducono misure strutturali per riportare in parità i bilanci, oppure per la Penisola si mette proprio male: basta aiuti, basta miliardi di aiuti da parte dell’UE. Ma come fanno a stringere la cinghia in un Paese incasinato come l’Italia? Ma è chiaro: con un bel governo tecnico, che poi vuol dire con un gruppo di persone con buon senso, che per decenni hanno visto i danni fatti dai politici. Grazie a persone che non devono rendere conto agli elettori, che non rischiano di non essere rieletti. Una scoppola per il mondo politico, che per decenni non ha saputo combattere contro evasione fiscale, lavoro nero, mafia, corruzione. In un Paese dove i soldi ci sono, ma la gente non ha il senso dello stato, e se può, frega e non paga le tasse. Saranno capaci i tecnici a risanare i conti pubblici? Abbiamo l’impressione che ci vorranno un paio di generazioni per rimettere un po’ di ordine e per cercare di cambiare una mentalità a una Nazione che poco ha da spartire con la Germania o la Francia.
Non stiamo così bene come ci vogliono far credere! Le statistiche che vengono fornite dalle autorità federali e cantonali sulla disoccupazione sono preoccupanti, ma rispetto al resto dell’Europa sicuramente vengono forniti dati migliori. Ma quello che ci viene sottaciuto è che c’è un forte aumento dei casi di assistenza, quelle persone per intenderci che non hanno più diritto alla indennità disoccupazione, e finiscono con chiedere aiuti sociali. Ecco, questi casi non sono contemplati nelle statistiche dei senza lavoro: alla percentuale dei disoccupati, per avere un quadro esatto della situazione occupazionale in Svizzera, dovrebbero affiancare la percentuale degli assistiti. E sono davvero tanti, soprattutto in Ticino, i cittadini che chiedono aiuto sociale. Ultimamente il Consiglio Federale ha affermato che non vi è necessità di misure per attenuare gli effetti devastanti della libera circolazione delle persone, neppure nelle regioni di confine come il Ticino. Sono stati creati molti posti di lavoro, la disoccupazione è sotto controllo, quindi va tutto bene. Eh NO, non va bene, perché molti frontalieri rubano il posto di lavoro ai domiciliati svizzeri, i quali finiscono prima in disoccuapazione, e molti anche in assistenza. Consideriamo infine che uscire dalla spirale dell’assistenza non è per niente facile; rischiamo di avere migliaia di casi sociali a carico di Cantone e Comuni per tutta la vita. Ne sanno qualcosa di Comuni, che vedono crescere gli assistiti ogni mese, con grandi ripercussioni sulle finanze comunali.
Da quanti anni ormai si ripete la solita solfa: bisogna risanare le finanze, bisogna rivedere i compiti dello Stato, bisogna ridurre le spese. Tante belle intenzioni, ma pochi i frutti. Anzi, sembrerebbe che tutto vada peggio. Da notare che il gettito (cioè le entrate) sono aumentate, ma sono le spese dello Stato che sono esplose. Il risultato? Debito pubblico da 1,8 miliardi. Per il 2012 si prevede un ulteriore deficit di oltre 200 mio di franchi. Il Governo ha tentato un ribaltamento delle spese a carico dei Comuni, ma nessuno vuole questo trucchetto da bambini per mascherare l’impotenza di un Consiglio di Stato molle e senza palle. E di un Granconsiglio incerto e confuso.
Ci sembra evidente che si impongano decisi tagli alla spesa pubblica, ed eventualmente un aumento delle imposte, misura quest’ultima resasi necessaria in seguito al deterioramento delle finanze cantonali. I conti della Repubblica e Cantone Ticino si avvicinano a quelli dei Paesi UE. Oltre al debito pubblico disastroso, si sommano 2 miliardi di franchi di voragine creata dalla Cassa pensione dei dipendenti dello Stato: in pratica per erogare pensioni da nababbi a 6′000 pensionati statali, lo Stato (cioè noi cittadini che lavorano nel settore privato) si è indebitato a dismisura, e continua a perdere. Da oltre un anno la commissione paritetica della cassa statale aveva deciso di cambiare i piani previdenzali, e ridurre drasticamente le rendite. Ma Sadis e Consiglio di Stato non fanno nulla. VERGOGNA! In tutta Europa si abbassano le pensioni statali, dunque un argomento che ci viene propinato ogni giorno dai media e dalla TSI. Ma della cassa pensioni del Canton Ticino silenzio di tomba. Argomento troppo tecnico? Dossier difficile da capire?? NO, NO! La verità è che non sono capaci a togliere privilegi allucinanti a poche migliaia di statali, mentre i ticinesi normali pagano per quei privilegiati e si impoveriscono per gli statali pensionati. Un vero disastro finanziario e una vera ingiustiza sociale.
I vincitori dell’elezione al Consiglio degli Stati per il Ticino si chiamano Lombardi e Abate. Lombardi è pressoché inamovibile, Abate tira un sospiro di sollievo e viene eletto alla Camera dei Cantoni. Per il Ticino una conferma degli ultimi 12 anni. Al posto di Marti, piuttosto di sinistra, un Abate un po’ più al centro. Va bene così, anche perché onestamente il buon Morisoli è andato bene, e più di così non poteva fare, restando comunque distanziato di un bel po’ di voti.
Parliamo del nostro medico preferito, il Franco Cavalli ormai 70enne, che prima molla il PS e poi si ripresenta sempre per il PS. Ci ha creduto e ha speso una marea di soldi per la sua campagna. Annunci a pagamento e cartelloni carissimi ovunque non sono serviti: Cavalli a casa, non sappiamo se per sempre, ma a casa. Il vero sconfitto, il nostro amico della Cuba marxista e ostaggio della famiglia Castro. Socialista e amico dei poveri, salvo poi spendere almeno 300′000 franchetti svizzeri per la propria ambizione. Veramente coerente il Cavalli: invece di dare tutto quel grano ai poveri, li spende per la sua campagna politica, come i veri ambiziosi personaggi di destra, quelli ricchi che vengono criticati dalla sinistra. Ciao Cavalli, a casa.
Negli USA la lotta contro fumo e fumatori non si ferma. Dopo aver ristretto gli spazi concessi ai fumatori, sempre più confinati in micro-aree dove possono consumare tabacco, ora è la volta del sistema sanitario: chi fuma deve pagare di più per l’assicurazione sanitaria. Sembrerebbe una discriminazione contro una categoria di persone, invece è correttissimo: chi fuma causa danni volontari al proprio corpo, pertanto si giustifica per loro un aumento dei premi di cassa malati. Il fumo causa tumori, problemi respiratori, malattie del sistema cardio-circolatorio, e via dicendo. Se li paghino loro i danni causati dal fumo!! I fumatori contribuiscono ad aumentare in modo sensibile i costi sanitari. Anche in Svizzera, dove tra poco il sistema sanitario non sarà più finanziabile, con aumenti costanti dei premi di cassa malati, i fumatori causano costi altissimi. Essendo categoria a rischio siamo favorevoli ad un aumento dei premi da loro pagati: vogliono farsi male? Paghino. Magari saranno pure più motivati a smettere di fumare ed arricchire una spietata industria del tabacco.
Durante gli ultimi mesi la politica italiana ha dibattuto a lungo sulle intercettazioni telefoniche a Berlusconi, sulle sue performance con le ragazze, del fatto che il Paese sta bene, che le borse crollate non fossero un problema, dell’incompetenza delle società americane di rating che declassano lo Stato italiano. Di tutto hanno parlato, ma poco di come salvare la Nazione dalla bancarotta. La sinistra, a noi non certo simpatica, ha criticato pure il documento presentato all’UE, che contiene i punti salienti per risanare le finanze statali: il Governo non parla di lotta all’evasione fiscale, di lotta alla mafia e al lavoro nero, di introduzione di nuovi balzelli come la tassa patrimoniale (che in Svizzera da sempre paghiamo). In effetti è incredibile come la maggioranza faccia finta che tutto vada bene, quando invece UE, FMI e il resto del mondo facciamo pressione sull’Italia, affinché vengano prese quanto prima misure di risanamento. Ora l’Italia è sotto tutela del FMI: ogni 3 mesi il Fondo monetario dovrà esaminare le cifre e verificare che tutto il previsto e promesso sia realmente applicato. Insomma, la penisola non solo è sotto osservazione internazionale, ma deve ammettere i suoi evidenti problemi. Altro che tutto va bene, l’economia è solida, siamo un Paese benestante, e tutte le boiate che asserisce il cavaliere!! Lavorate italiani, e pagate le tante imposte che evadete da decenni! …E pensare che in Svizzera c’è ancora qualcuno che vorrebbe aderire all’UE!! Pazzi.
I risultati delle elezioni federali sembrano essere definitive: dopo molti intoppi tecnici/informatici/ di trasmissione dati da repubblica delle banane e non certo da Nazione con grandi tradizioni democratiche come la Svizzera, i seggi e i numeri sono probabilmente assegnati. La Duca-Widmer in Ticino è eletta dopo sorteggio, nel Canton Berna l’UDC Graber torna al Nazionale dopo aver creduto di non avercela fatta e dopo aver annunciato di ritirarsi dalla politica, pure il pres. nazionale Pelli torna in Parlamento dopo che la TSI e i suoi grandi matematici l’avevano dichiarato sconfitto da Merlini. Mai vista tanta confusione ad elezioni nazionali, neppure in Burundi. Comunque il risultato è che l’UDC perde, il Ps sorride, PLRT e PPD sono ancor più deboli, mentre i Verdi di destra e il PBD si rafforzano. I Verdi convenzionali (verdi fuori e rossi dentro, come le angurie) perdono un terzo dei seggi. Un gran pasticcio partitico, ma se si analizzano le aree politiche, allora si nota che la destra si rafforza, e notevolmente. Si tratta di un elemento importante, perché quando si vota su Europa, sicurezza, indipendenza, stranieri, e tutti quei temi cari alla destra, allora in molti sosterranno le proposte UDC o PLR. I partiti sono scontenti, ma forse i cittadini otterranno qualche risultato pratico interessante e tangibile. Ora bisognerà attendere l’esito del ballottaggio per il Consiglio degli Stati, e magari ci scappa pure alla Camera dei Cantoni un aumento della destra. La composizione del Consiglio Federale viene decisa dall’Assemblea federale, e di conseguenza la tendenza e il futuro dei prossimi 4 anni per la Svizzera.
Sono le ore 21 (e i risultati non sono ancora definitivi), ma una cosa è certa dopo queste elezioni federali: l’unica sopravvissuta di sinistra della delegazione ticinese al Consiglio Nazionale è la figlia del vecchio Werner Carobbio, la Marina. A parte la succitata, non c’è ombra di deputati ticinesi sinistroidi. Il PS ha perso un rappresentante a Berna, e i due sinistroidi Simoneschi e Robbiani del PPD sono stati sostituiti da un imprenditore di destra come Regazzi e da un centrista come Romano. I PLRT sono rimasti in 2, i verdi inesistenti.
I vincitori sono la destra e Lega-UDC. La congiunzione tecnica tra i due partiti (forse nemmeno necessaria per la conquista del successo elettorale) e i temi sentiti dai Ticinesi hanno permesso alla Lega di conquistare 2 poltrone, e all’UDC di mandare a Berna il primo rappresentante del partito da sempre. Una bella sterzata anti-sinistra della deputazione ticinese al Nazionale, non c’è che dire!! Ma saranno in grado i nuovi deputati a spiegare al Parlamento i problemi che assillano il nostro Cantone?? Beh, diciamo che la deputazione precedente non vi era minimamente riuscita, peggio probabilmente non si può fare. Intanto si leccano tutti le ferite riportate dopo queste elezioni federali, e solo Lega e UDC festeggiano. Alla faccia dei giornalisti sinistroidi della TSI che questa domenica hanno sofferto davvero tanto quando leggevano i risultati elettorali. Poverini… hanno in mano il potere mediatico, lo sfruttano in modo evidente e spudorato per influenzare il voto degli ascoltatori, ma stavolta la gente non li ha seguiti! E la gente ha deciso col proprio voto che era tempo di cambiare decisamente rotta.
E ci risiamo. I soliti incappucciati di sinistra, quelli che rompono sempre tutto e distruggono le città rimanendo impuniti, hanno assaltato con successo la capitale italiana: approfittando del corteo degli indignados, centinaia di anarchici di sinistra hanno messo a fuoco Roma. Una vergogna all’italiana, dato che nelle altre città del mondo dove si sono svolte manifestazioni degli indignados non sono accaduti disordini particolari. Giusto per chiarirci: anche noi siamo indignati dalla crisi economica, dal fatto che siamo in mano alle banche e che molte di esse siano poco serie, dal fatto che la Svizzera debba pagare per la cattiva gestione della cosa pubblica nell’area Euro. Siamo incazzati per tante cose, ma non andiamo in piazza a sfilare. Per cui non siamo avversi a manifestazioni che denunciano un malandazzo noto a tutti. Ma da questo sito più volte abbiamo denunciato l’immobilismo delle autorità nei confronti dei black blocks, dei casseurs, dei chaoten, degli anarchici, chiamateli come volete. Più volte abbiamo scritto che non punire atti vandalici e attacchi alle forze dell’ordine significa invitare questi criminali a continuare a mettere fuoco e fiamme le città. E di fatti anche Roma ha subìto quello che aveva subito Ginevra e Losanna in ambito G8.
Ma c’è forse una novità: in Italia si sono incazzati e vogliono arrestare questi estremisti di sinistra. Come? Grazie a testimonianze, filmati, foto, e tutte quelle belle cosette tecnologiche che abbiamo a disposizione. Ma guarda un po’… Abbiamo la sensazione che più ne arrestano e ne processano, meno ne vedremo di casìni nelle città. Come pure successe a Londra qualche mese fa (vedi il nostro articolo del 12.08.2011): a un certo punto era guerra civile, ma è bastato che la polizia arrestasse oltre 1′700 casinisti, che tutto si è pacato, come d’incanto. In Svizzera auspichiamo che le cose cambino, anche grazie ad una futura legge che vieta nelle manifestazioni i partecipanti incappucciati. E poi saranno cavoli amari anche per la sinistra estrema, speriamo.
Sono arrivati in tutte le bucalettere del Cantone i volantini elettorali in vista delle elezioni federali di fine ottobre. Ci salta all’occhio quello del PS: i socialisti propongono 10 punti di cambiamenti, tra cui istruzione e formazione per tutti, asili nido, classi scolastiche meno numerosi, stipendi alti per tutti, e tante altre allettanti proposte, volte ad attirare gli elettori. Speriamo che la gente comune non caschi nella trappola, nel senso che da sempre che i socialisti spendono i soldi degli altri e da sempre spendono i soldi che non hanno e che di certo non producono. Le proposte del PS, opinabili, sono chiaramente non finanziabili, in tempo di crisi poi non sono neppure proponibili!! A meno che non vogliamo finire come la Grecia, Paese fallito in seguito a spese non sopportabili per le casse pubbliche. In Grecia fino a ieri si andava in pensione a 53 anni, e il sistema pensionistico brucia le risorse finanziarie dello Stato (un po’ quello che sta succedento con la Cassa pensioni nel Canton Ticino…). In Grecia hanno speso e sprecato per decenni i soldi che la Nazione ellenica non aveva, ma stampava alllegramente!
NO al PS, NO ai socialisti, perché siamo in un Paese dove la socialità è forte e garantisce di vivere degnamente, e nessuno dorme sotto i ponti. NO ai socialisti perché vogliono cambiamenti che metterebbero in ginocchio la nostra economia, quella che produce ricchezza da ridistribuire ai bisognosi. NO a proposte demagogiche e non finanziabili (a meno che non mettano loro i soldi necessari, ma quando devi pagare tu allora cambi subito idea). NO al PS che ri-ri-ripropone quella mummia di Franco Cavalli, marxista amico dei cubani.