Da molti anni la Lega, in particolare Attilio Bignasca, denunciava grossi e crassi malandazzi nell’Amministrazione cantonale, in particolare nella Sezione della logistica. Il caposezione della logistica Massimo Martignoni, funzionario super-pagato con futura pensione da nababbo (pagata dai contribuenti ticinesi), è stato sollevato dal suo incarico. Dopo tutte le boiate che ha combinato non è neppure stato licenziato, solo spostato a incarico da stabilire. Gli inventeranno un posto di lavoro solo per lui, in attesa della “meritata” pensione. Ma per licenziare uno di questi personaggi statali di cosa si deve macchiare? Deve uccidere un Consigliere di Stato? Ma quand’è che gli statali ticinesi si possono punire? Ricordiamo quel caso all’ufficio contribuzioni di Locarno, quando una statale mandava le cartoline dalle spiaggie dove passava le vacanze, mentre diceva di essere in malattia. Oppure lo statale che non veniva a lavorare, mentre il suo collega timbrava per lui il sui cartellino… In quel caso solo ammonimenti. Davvero poco rispetto per i lavoratori veri e per i contribuenti.
La Sezione della logistica distrubuisce e spande milioni e milioni dei contribuenti, per pagare opere nel settore pubblico. Da poco il caso di quel terone, che ha preso i soldi ed è scappato, senza fare nemmeno 1 lavoro dei tanti che erano stato assegnati alla sua ditta, nella quale non figurava alcun operaio e forse una segretaria… Roba da repubblica delle banane! Il Cantone ha deliberato lavori per milioni a una ditta nata dal nulla, senza operai, e gli hanno pure pagato congrui acconti!! Responsabile la sezione della logistica. Ma bravi, ma metteteli voi statali i milioni che perdete, cazzo. L’Amministrazione cantonale è allo sbando, perché in realtà molti funzionari sono totalmente incompetenti, assunti perché amici degli amici, spinti dai partiti che vogliono posti di lavoro per i propri adepti. Peccato, perché il cittadino comune fa fatica tutti i giorni. E l’esempio che ci danno gli statali, e i politici che coprono i malaffari dei loro protetti, è semplicemente scandaloso. Un pensiero a tutti quei funzionari statali che lavorano con coscienza e correttezza, che non sono pochi. Peccato davvero.

Che bello, è Natale !
È trascorso un anno ricco di avvenimenti, in Svizzera e nel mondo. In Ticino siamo sommersi dai debiti, e il preventivo 2012 presenta un manco di oltre 200 milioni; il debito pubblico è di 1,8 mia, la voragine della Cassa pensioni dello Stato è ormai di 2 miliardi di franchi. Poche migliaia di ex-dipendenti pubblici tengono in ostaggio (con le loro pensioni da super manager di banca) il contribuente ticinese: si tratta di pensioni impagabili, tanto è vero che non si possono pagare, e di fatti la cassa presenta un debito pazzesco, garantito dai cittadini ticinesi, che con le loro imposte devono finanziare le pensioni d’oro degli statali. In Svizzera c’è la garanzia che il segreto bancario non c’è più, e che il nostro Paese è sempre ancora nella black list della vicina Penisola, e questo ci penalizza fiscalmente ed penalizza gli imprenditori e le ditte svizzere. L’UDC ha perso consensi alle ultime elezioni federali, pur restando il primo partito del Paese; cade clamorosamente la concordanza, dato che l’Assemblea federale ha concesso un seggio nel nuovo Consiglio Federale ad un partito piccolo come il PBD, e ha concesso altrettanto all’UDC, mentre PS e PLRT si sono dati due seggi a testa. A livello europeo la sempre più grande UE è sull’orlo del fallimento, e la moneta EURO è diventata carta straccia o poco più: le Nazioni UE hanno truccato i conti statali e hanno accumulato un debito pubblico che peserà sui cittadini per generazioni. Coloro che dicevano di entrare nell’UE si sono sbagliati, ma il PS insiste che la Svizzera debba farne parte. Allucinante….! Gli USA stanno male, e si ritirano da una guerra costosissima come quella dell’Iraq. Gli equilibri internazionali sono fragili, e Cina e Russia possiedono gran parte del debito pubblico mondiale. Questi due Paesi ci tengono per le palle. Nonostante tutto sto pastrocchio, auguriamo a tutti i lettori del lato-b ogni bene per queste feste e BUON NATALE a voi e alle vostre famiglie. Cerchiamo di mantenere le nostre festività cristiane e le nostre tradizioni. Sarà sempre più difficile difendere questi valori, ma dobbiamo tener duro! L’Islam e molte altre culture religiose incombono, molti partiti di sinistra vorrebbero un abbandono delle nostre tradizioni cristiane, ma noi teniamo duro.
Da quanti anni ormai si ripete la solita solfa: bisogna risanare le finanze, bisogna rivedere i compiti dello Stato, bisogna ridurre le spese. Tante belle intenzioni, ma pochi i frutti. Anzi, sembrerebbe che tutto vada peggio. Da notare che il gettito (cioè le entrate) sono aumentate, ma sono le spese dello Stato che sono esplose. Il risultato? Debito pubblico da 1,8 miliardi. Per il 2012 si prevede un ulteriore deficit di oltre 200 mio di franchi. Il Governo ha tentato un ribaltamento delle spese a carico dei Comuni, ma nessuno vuole questo trucchetto da bambini per mascherare l’impotenza di un Consiglio di Stato molle e senza palle. E di un Granconsiglio incerto e confuso.
Ci sembra evidente che si impongano decisi tagli alla spesa pubblica, ed eventualmente un aumento delle imposte, misura quest’ultima resasi necessaria in seguito al deterioramento delle finanze cantonali. I conti della Repubblica e Cantone Ticino si avvicinano a quelli dei Paesi UE. Oltre al debito pubblico disastroso, si sommano 2 miliardi di franchi di voragine creata dalla Cassa pensione dei dipendenti dello Stato: in pratica per erogare pensioni da nababbi a 6′000 pensionati statali, lo Stato (cioè noi cittadini che lavorano nel settore privato) si è indebitato a dismisura, e continua a perdere. Da oltre un anno la commissione paritetica della cassa statale aveva deciso di cambiare i piani previdenzali, e ridurre drasticamente le rendite. Ma Sadis e Consiglio di Stato non fanno nulla. VERGOGNA! In tutta Europa si abbassano le pensioni statali, dunque un argomento che ci viene propinato ogni giorno dai media e dalla TSI. Ma della cassa pensioni del Canton Ticino silenzio di tomba. Argomento troppo tecnico? Dossier difficile da capire?? NO, NO! La verità è che non sono capaci a togliere privilegi allucinanti a poche migliaia di statali, mentre i ticinesi normali pagano per quei privilegiati e si impoveriscono per gli statali pensionati. Un vero disastro finanziario e una vera ingiustiza sociale.
Oltre che a causa della corruzione, del lavoro nero e di problemi economici strutturali, la Grecia è quasi fallita anche in seguito alla voragine creatasi nella Cassa pensioni statale: i dipendenti pubblici greci vanno in pensione a 53 (!!) anni e ricevono pensioni da nababbi!! Ma cosa c’entra il Paese ellenico con la Repubblica del Cantone Ticino? C’entra eccome: pensate che il deficit accumulato dalla Cassa pensioni dei dipendenti pubblici è superiore al deficit pubblico del Cantone. Roba da repubblica delle banane, anzi, roba da crisi e fallimento greco.
Ma come si è venuta a creare una situazione simile, da decenni denunciata dalla destra politica? Semplice: i dipendenti pubblici pagano troppo poco per poi ricevere troppo sotto forma di pensione e di rendita di invalidità. Semplicissimo. Pagano poco per poi ricevere troppo in età pensionabile. Oltretutto vanno spesso in pensione a 58 anni, con la rendita ponte pagata dal Cantone (cioè noi contribuenti) che permette loro di percepire come se avessero lavorato fino a 65 anni. Roba da matti!! Ricevono, ma loro non pagano. Per versare le rendite a 10′000 pensionati statali, i ticinesi rischiano la bancarotta! Le cifre sono semplici e limpide: deficit che supera 1,6 miliardi di franchi svizzeri, grado di copertura poco superiore al 60%, quando le casse pensioni private devono invece garantire un grado di copertura del 100%. Da un anno e mezzo c’è la soluzione per risanare la cassa: passare dal primato delle prestazioni (rendita in base all’ultimo stipendio) al primato dei contributi (rendita in base a quanto effettivamente versato). La commissione della cassa ha già deciso ed è d’accordo col cambiamento, ma il Consiglio di Stato ha bloccato tutto! Da 20 anni osserviamo lo stallo più totale, e il grado di copertura scende inesorabilmente, mentre aumenta a dismisura il deficit, ed ora che basta passare in Parlamento per cambiare il regolamento, il Governo ha bloccato tutto!! E chi paga? Il contribuente, naturalmente! Perché è lo Stato (cioè noi tutti) a garantire per i conti deficitari della cassa, e i conti dello Stato soffrono da decenni per risanare la cassa statale. Noi tutti paghiamo gli stipendi agli statali, e poi sempre noi paghiamo pensioni spropositate ai pensionati statali!! Allucinante, un incubo. Basta privilegi: i dipendenti dello Stato devono pagare di più, e ricevere rendite più basse. Punto.
Sono arrivati in tutte le bucalettere del Cantone i volantini elettorali in vista delle elezioni federali di fine ottobre. Ci salta all’occhio quello del PS: i socialisti propongono 10 punti di cambiamenti, tra cui istruzione e formazione per tutti, asili nido, classi scolastiche meno numerosi, stipendi alti per tutti, e tante altre allettanti proposte, volte ad attirare gli elettori. Speriamo che la gente comune non caschi nella trappola, nel senso che da sempre che i socialisti spendono i soldi degli altri e da sempre spendono i soldi che non hanno e che di certo non producono. Le proposte del PS, opinabili, sono chiaramente non finanziabili, in tempo di crisi poi non sono neppure proponibili!! A meno che non vogliamo finire come la Grecia, Paese fallito in seguito a spese non sopportabili per le casse pubbliche. In Grecia fino a ieri si andava in pensione a 53 anni, e il sistema pensionistico brucia le risorse finanziarie dello Stato (un po’ quello che sta succedento con la Cassa pensioni nel Canton Ticino…). In Grecia hanno speso e sprecato per decenni i soldi che la Nazione ellenica non aveva, ma stampava alllegramente!
NO al PS, NO ai socialisti, perché siamo in un Paese dove la socialità è forte e garantisce di vivere degnamente, e nessuno dorme sotto i ponti. NO ai socialisti perché vogliono cambiamenti che metterebbero in ginocchio la nostra economia, quella che produce ricchezza da ridistribuire ai bisognosi. NO a proposte demagogiche e non finanziabili (a meno che non mettano loro i soldi necessari, ma quando devi pagare tu allora cambi subito idea). NO al PS che ri-ri-ripropone quella mummia di Franco Cavalli, marxista amico dei cubani.
Dopo più di un decennio che la destra parlamentare (Lega e UDC) chiede di risanare con decisione la Cassa pensioni dello Stato del Canton Ticino, stanno ancora tergiversando sulle misure da prendere. Il Governo sta valutando diverse alternative per risanare i conti fallimentari della Cassa, mentre ogni anno aumenta di 200 mio di franchi il deficit. Ormai siamo alla follia ed ad una palese ingiustizia sociale: poche migliaia di pensionati statali che incassano rendite impagabili, e infatti a pagare ci pensa lo Stato, cioè il contribuente con le imposte pagate dai cittadini. Ma è giusto che tanti paghino per far incassare a pochi privilegiati statali rendite da sballo? Secondo noi NO. Risanare la cassa pensioni era un dovere già 15 anni fa, ora è ancora più difficile: bisogna diminuire le rendite, abbassare le prestazioni assicurative, far lavorare più a lungo i lavoratori, calcolare le rendite in funzione di quanto il dipendente ha pagato realmente e non in base al suo ultimo stipendio. Sono tutte misure talmente ovvie, che è assurdo anche solo parlarne invece che applicarle. Il deficit è di oltre 1,7 mia di franchi, più o meno il debito pubblico cantonale (!!!!!?!!!). Ma come si è arrivati a tale scempio? Semplice: vengono elargite prestazioni impagabili con soldi che mai sono entrati nella cassa. Si pagano rendite con soldi non disponibili, aumentando allegramente il debito della cassa. Risanare una cassa simile costerà sempre di più al contribuente! Cosa aspettano ad applicare le arci-note misure di risanamento? Non vogliamo fasi di consultazioni per perdere ulteriore tempo prezioso. Facciamo notare che le casse private si auto-risanano, aumentando i contributi a carico dei lavoratori, e se necessario diminuendo le rendite ai pensionati. Questo devono subìre anche gli statali. Punto.
Finalmente, ci vien voglia di dire!! Dopo decenni durante i quali la destra parlamentare chiedeva di smetterla di pagare agli statali pensioni da nababbi, prestazioni che hanno come conseguenza un indebitamento da paura della Cassa (attualmente vi è un buco da 1,7 Mia di franchi!!), finalmente si passerà dal primato delle prestazioni al primato dei contributi. Detto con parole semplici, il pensionato statale riceverà la sua pensione in base ai contributi da lui versati, e non come avviene adesso in base alla media degli ultimi 10 anni di attività. Si tratta di un cambiamento sostanziale, perché adesso gli statali vanno in pensione ricevendo rendite d’oro da loro non finanziate. Se fosse che gli statali si autofinanziassero, andrebbe bene a tutti. Il problema è che è lo Stato che garantisce per le finanze delle pensioni degli statali, per cui se la Cassa è da risanare (quello che sta accadendo) è il contribuente a pagare!! E così è stato proposto in questi giorni: se da un lato gli statali ci perderanno grazie al nuovo primato dei contributi che ridurrà le rendite, dall’altro il Cantone pagherà per i prossimi 40 anni ca. 30 milioni di franchi all’anno alla Cassa. Ed è ancora il Cantone a pagare il 2% in più di contributi per risanare la Cassa. Come dire che per per poche migliaia di pensionati privilegiati (gli statali appunto) noi tutti pagheremo per le loro rendite d’oro!! Pazzesco: mentre nel privato aumentano i contributi a carico dei lavoratori (e in alcuni casi addirittura riduzione delle rendite dei pensionati), nel pubblico è ancora il cittadino comune a pagare per i danni cumulati dalla Cassa degli statali. L’unica concessione fatta dagli statali è che rinunciano all’adeguamento delle rendite all’inflazione. Poca roba rispetto agli oneri di cui si fa carico il Cantone.
Le rendite acquisite di chi è già in pensione non verranno diminuite, e chi vorrà andare in pensione anticipatamente potrà farlo senza decurtazione della rendita (in poche parole uno statale va in pensione col massimo della rendita, come se avesse lavorato e contribuito fino a 65 anni, ma in realtà non lo fa): indovinate chi paga i molti soldi che mancano a finanziare questo ennesimo privilegio? Ma il contribuente, naturalmente. E nemmeno per i lavoratori attivi è prevista alcun aumento dei contributi per risanare sta Cassa disastrata.
Concludendo: questa proposta, che deve essere ancora approvata dal Granconsiglio, va a tutto vantaggio degli statali, e i miliardi che mancano ce li mette il Cantone, cioè il contribuente. Gli statali non ci mettono un franco di contributi sui loro stipendi per risanare la propria Cassa pensioni. Demenziale.
In base ai dati definitivi della tassazione dell’anno 2007, forniti dalla Divisione delle contribuzioni, emergono interessanti dati: innanzitutto è meglio avere tanti ricchi nel Cantone, essi pagano infatti il 29% delle imposte, pur essendo questi ricchi solo il 2% della popolazione! Poi i medio-ricchi, che rappresentano il 6% dei cittadini, pagano il 23% delle imposte. Infine il ceto medio (con un reddito fino a Fr 100′000.-, che costituiscono il 69% dei contribuenti) fornisce allo Stato il 49% del gettito. Insomma il ceto medio garantisce la metà delle entrate del Cantone. Ecco perché è giusto affermare che il ceto medio va trattato bene: perché costituisce la vera colonna portante dell’attuale società e perché paga un pacco di tasse!
Concludiamo con chi di imposte non ne paga, e sono sempre di più: sono oltre 42 mila cittadini, ovviamente in aumento rispetto all’anno precedente. Non pagano le imposte e non contribuiscono al gettito cantonale e nemmeno pagano le tasse nei comuni dove risiedono. Significa che quasi un quarto della popolazione non paga le tasse ed usufruisce nel contempo di sussidi, aiuti, assicurazione complementare AVS, ecc ecc. Riteniamo opportuno di non seguire il credo socialista, che ha sempre propugnato di andare a prendere i soldi dove ci sono. I tre quarti dei cittadini ticinesi, quelli che lavorano e producono ricchezza, già pagano per i servizi spesso poco efficienti della macchina statale, per gli stipendi e cassa pensione di lusso degli impiegati dello Stato, per gli aiuti sociali ai molti bisognosi, per le spese correnti statali sempre in aumento e per futuri investimenti. Per fortuna che qualcuno paga per tutto questo: trattiamo bene i contribuenti, soprattutto quelli facoltosi, sennò tutti i bisogni di questa società chi li pagherebbe? Di certo non i socialisti, che vorrebbero disossare ogni ricco che risiede nel Cantone!

La Grecia di oggi: un cumulo di macerie
Come noto la Grecia è sull’orlo del fallimento: l’Unione Europea (UE) ha previsto un aiuto di 120 miliardi di euro (!) per salvare il Paese ellenico. Pare che non saranno comunque sufficienti, ci vorrano molti più soldi. Poi sarà la volta di Spagna, Portogallo, Italia, tutte Nazioni con conti statali da brivido. A prima vista la Svizzera, che non è membro dell’UE, sembrerebbe fuori dal marasma, anche perché almeno per ora non ci risulta che al Confederazione abbia truccato i conti statali per reintrare nei parametri imposti dall’Unione. In realtà la Svizzera pagherà un pacco di soldi per la crisi greca: innanzitutto facciamo parte del Fondo monetario internazionale, il quale finanzierà un terzo dell’aiuto alla Grecia, pertanto il nostro Paese deve passare alla cassa. Inoltre il nostro Consigliere Federale Merz ha già parlato di aiuti (si stima per oltre 5 miliardi di franchi), necessari per stabilizzare l’euro e l’economia dell’UE: per la Svizzera ovviamente l’UE è un partner commerciale fondamentale.
Ma il punto è: perché pagare tutti sti soldi, quando l’Inghilterra (membro UE) si è rifiutata di finanziare il pacchetto di salvataggio dell’Unione? Eppoi, è giusto che gli svizzeri aiutino a sanare i conti dello Stato ellenico che manda in pensione i propri cittadini a 53 (cinquantatre!) anni? Se i greci vogliono smettere di lavorare così presto è affare loro, ma non vediamo perché gli svizzeri debbano contribuire al pagamento delle pensioni di cittadini di altri Stati. Del resto anche da noi ci sono problemi enormi con le Casse pensioni statali, sempre a causa di concessioni scandalose ai dipendenti cantonali e federali: già il contribuente elvetico deve pagare per i privilegiati statali che ricevono pensioni da nababbi (statali che oltretutto hanno contribuito ben poco alla creazione della propria previdenza, e questo grazie al primato delle prestazioni su cui si basano le casse pensioni statali) e che smettono presto di lavorare. Dobbiamo anche finanziare le pensioni degli ellenici, che oltretutto evadono allegramente le imposte e una volta in pensione lavorano in nero come in Italia. Col cavolo!! È ragionevole che gli svizzeri aiutino un Paese come la Grecia, dove è diffusa la corruzione, l’evasione fiscale, e dove truccano i conti statali per rispettare i parametri imposti? La Svizzera ê fuori dall’UE e non deve pagare un franco al sistema corrotto e sperperone vigente nell’Unione. E per fortuna che gli svizzeri hanno sempre dimostrato di non voler aderire all’UE… Capito socialisti e partiti a rimorchio dei socialisti (PLR e PPD), tutti a favore dell’adesione all’UE? Capito TV di Stato, che da anni prova a farci il lavaggio del cervello per convincerci ad entrare nell’UE?
La Cassa pensioni dello Stato del Canton Ticino (CPDS), ormai è noto a tutti, è messa davvero male: se in questo momento dovesse far fronte a tutti gli obblighi, mancherebbero più di 1,4 miliardi di franchi. La Cassa si trova in sottocopertura, con un disastroso 65,11% di grado di copertura; per capire meglio, ricordiamo che le casse pensioni private non possono per legge scendere sotto il 100% di copertura, e se ciò dovesse accadere sono obbligate a intraprendere misure concrete per aumentare la copertura al 100% (come è successo per esempio alla cassa pensioni della Georg Fischer che ha ridotto le rendite ai beneficiari del 6%, oppure con maggiori trattenute sugli stipendi agli assiurati attivi). Ora arriva il bello: per il deficit vergognoso della Cassa pensioni del Canton Ticino (CPDS) garantisce il contribuente!!! Capito?, noi tutti garantiamo agli impiegati dello Stato rendite da nababbi e anche il deficit accumulato!! Le casse private chiedono sacrifici agli assicurati (che sono i dipendenti della ditta e gli ex-dipendenti beneficiari di rendite), alla CPDS pagano i cittadini per i privilegiatissimi statali!!
Ma come è possibile che la CPDS sia così malmessa? Semplice: vengono pagate rendite non in base a quanto versato negli anni dall’assicurato (come nella maggior parte dei casi nel privato), bensì una percentuale in base all’ultimo stipendio!! Significa che uno statale ha magari avuto un basso stipendio per 25 anni, poi il suo capoufficio lo promuove negli ultimi 5 anni e la rendita è in base agli ultimi alti stipendi! Assurdo, chi paga il buco contributivo? La Cassa appunto, cioè ancora il contribuente! Inoltre gli statali vanno in pensione a 58 anni, e le rendite ponte fino ai 65 anni e il buco contributivo li paga ancora la cassa, cioè il contribuente! In parole povere questi privilegiatissimi statali vanno presto in pensione e beccano pensioni da loro non finanziate, il che ha portato la CPDS a conti catastrofici. Da più di 1 decennio la destra parlamentare propone di passare al primato dei contributi (cioè rendite ai pensionati in base al capitale da loro versato negli anni, e non in base all’ultimo stipendio), si è anche proposto di aumentare gli anni lavorativi per far contribuire maggiormente gli statali alla loro pensione, ma la maggioranza PLR-PPD-sinistra non ha mai accettato cambiamenti sostanziali. Gli statali sono per loro intoccabili.
Dopo un catastrofico 2008, il 2009 per la CPDS è un po’ migliore, ma nessuna illusione, il buco miliardario resta: urgono misure incisive, chiamando alla cassa statali attivi e statali beneficiari di rendite, nel senso che se la devono risanare da soli e versare tanti soldoni tintinnanti, come succede per gli istituti privati, per riportare il grado di copertura ad un livello accettabile. E che i partitoni la piantino di difendere i privilegi inaccettabili degli impiegati statali, pagati dal cittadino per pochi eletti (gli statali appunto)!