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Posts Tagged ‘pensioni d’oro’

Cassa pensioni dello Stato: finalmente basta a pensioni lussuose, ma paga ancora il contribuente e non lo statale!

22 agosto 2010

Finalmente, ci vien voglia di dire!! Dopo decenni durante i quali la destra parlamentare chiedeva di smetterla di pagare agli statali pensioni da nababbi, prestazioni che hanno come conseguenza un indebitamento da paura della Cassa (attualmente vi è un buco da 1,7 Mia di franchi!!), finalmente si passerà dal primato delle prestazioni al primato dei contributi. Detto con parole semplici, il pensionato statale riceverà la sua pensione in base ai contributi da lui versati, e non come avviene adesso in base alla media degli ultimi 10 anni di attività. Si tratta di un cambiamento sostanziale, perché adesso gli statali vanno in pensione ricevendo rendite d’oro da loro non finanziate. Se fosse che gli statali si autofinanziassero, andrebbe bene a tutti. Il problema è che è lo Stato che garantisce per le finanze delle pensioni degli statali, per cui se la Cassa è da risanare (quello che sta accadendo) è il contribuente a pagare!! E così è stato proposto in questi giorni: se da un lato gli statali ci perderanno grazie al nuovo primato dei contributi che ridurrà le rendite, dall’altro il Cantone pagherà per i prossimi 40 anni ca. 30 milioni di franchi all’anno alla Cassa. Ed è ancora il Cantone a pagare il 2% in più di contributi per risanare la Cassa. Come dire che per per poche migliaia di pensionati privilegiati (gli statali appunto) noi tutti pagheremo per le loro rendite d’oro!! Pazzesco: mentre nel privato aumentano i contributi a carico dei lavoratori (e in alcuni casi addirittura riduzione delle rendite dei pensionati), nel pubblico è ancora il cittadino comune a pagare per i danni cumulati dalla Cassa degli statali. L’unica concessione fatta dagli statali è che rinunciano all’adeguamento delle rendite all’inflazione. Poca roba rispetto agli oneri di cui si fa carico il Cantone.

Le rendite acquisite di chi è già in pensione non verranno diminuite, e chi vorrà andare in pensione anticipatamente potrà farlo senza decurtazione della rendita (in poche parole uno statale va in pensione col massimo della rendita, come se avesse lavorato e contribuito fino a 65 anni, ma in realtà non lo fa): indovinate chi paga i molti soldi che mancano a finanziare questo ennesimo privilegio? Ma il contribuente, naturalmente. E nemmeno per i lavoratori attivi è prevista alcun aumento dei contributi per risanare sta Cassa disastrata.

Concludendo: questa proposta, che deve essere ancora approvata dal Granconsiglio, va a tutto vantaggio degli statali, e i miliardi che mancano ce li mette il Cantone, cioè il contribuente. Gli statali non ci mettono un franco di contributi sui loro stipendi per risanare la propria Cassa pensioni. Demenziale.

Il 23% dei cittadini in Ticino non paga imposte

5 agosto 2010

In base ai dati definitivi della tassazione dell’anno 2007, forniti dalla Divisione delle contribuzioni, emergono interessanti dati: innanzitutto è meglio avere tanti ricchi nel Cantone, essi pagano infatti il 29% delle imposte, pur essendo questi ricchi solo il 2% della popolazione! Poi i medio-ricchi, che rappresentano il 6% dei cittadini, pagano il 23% delle imposte. Infine il ceto medio (con un reddito fino a Fr 100′000.-, che costituiscono il 69% dei contribuenti) fornisce allo Stato il 49% del gettito. Insomma il ceto medio garantisce la metà delle entrate del Cantone. Ecco perché è giusto affermare che il ceto medio va trattato bene: perché costituisce la vera colonna portante dell’attuale società e perché paga un pacco di tasse!

Concludiamo con chi di imposte non ne paga, e sono sempre di più: sono oltre 42 mila cittadini, ovviamente in aumento rispetto all’anno precedente. Non pagano le imposte e non contribuiscono al gettito cantonale e nemmeno pagano le tasse nei comuni dove risiedono. Significa che quasi un quarto della popolazione non paga le tasse ed usufruisce nel contempo di sussidi, aiuti, assicurazione complementare AVS, ecc ecc. Riteniamo opportuno di non seguire il credo socialista, che ha sempre propugnato di andare a prendere i soldi dove ci sono. I tre quarti dei cittadini ticinesi, quelli che lavorano e producono ricchezza, già pagano per i servizi spesso poco efficienti della macchina statale, per gli stipendi e cassa pensione di lusso degli impiegati dello Stato, per gli aiuti sociali ai molti bisognosi, per le spese correnti statali sempre in aumento e per futuri investimenti. Per fortuna che qualcuno paga per tutto questo: trattiamo bene i contribuenti, soprattutto quelli facoltosi, sennò tutti i bisogni di questa società chi li pagherebbe? Di certo non i socialisti, che vorrebbero disossare ogni ricco che risiede nel Cantone!

Fallimento Grecia: anche la Svizzera paga per sanare i conti ellenici

13 maggio 2010
hellas

La Grecia di oggi: un cumulo di macerie

Come noto la Grecia è sull’orlo del fallimento: l’Unione Europea (UE) ha previsto un aiuto di 120 miliardi di euro (!) per salvare il Paese ellenico. Pare che non saranno comunque sufficienti, ci vorrano molti più soldi. Poi sarà la volta di Spagna, Portogallo, Italia, tutte Nazioni con conti statali da brivido. A prima vista la Svizzera, che non è membro dell’UE, sembrerebbe fuori dal marasma, anche perché almeno per ora non ci risulta che al Confederazione abbia truccato i conti statali per reintrare nei parametri imposti dall’Unione. In realtà la Svizzera pagherà un pacco di soldi per la crisi greca: innanzitutto facciamo parte del Fondo monetario internazionale, il quale finanzierà un terzo dell’aiuto alla Grecia, pertanto il nostro Paese deve passare alla cassa. Inoltre il nostro Consigliere Federale Merz ha già parlato di aiuti (si stima per oltre 5 miliardi di franchi), necessari per stabilizzare l’euro e l’economia dell’UE: per la Svizzera ovviamente l’UE è un partner commerciale fondamentale.

Ma il punto è: perché pagare tutti sti soldi, quando l’Inghilterra (membro UE) si è rifiutata di finanziare il pacchetto di salvataggio dell’Unione? Eppoi, è giusto che gli svizzeri aiutino a sanare i conti dello Stato ellenico che manda in pensione i propri cittadini a 53 (cinquantatre!) anni? Se i greci vogliono smettere di lavorare così presto è affare loro, ma non vediamo perché gli svizzeri debbano contribuire al pagamento delle pensioni di cittadini di altri Stati. Del resto anche da noi ci sono problemi enormi con le Casse pensioni statali, sempre a causa di concessioni scandalose ai dipendenti cantonali e federali: già il contribuente elvetico deve pagare per i privilegiati statali che ricevono pensioni da nababbi (statali che oltretutto hanno contribuito ben poco alla creazione della propria previdenza, e questo grazie al primato delle prestazioni su cui si basano le casse pensioni statali) e che smettono presto di lavorare. Dobbiamo anche finanziare le pensioni degli ellenici, che oltretutto evadono allegramente le imposte e una volta in pensione lavorano in nero come in Italia. Col cavolo!! È ragionevole che gli svizzeri aiutino un Paese come la Grecia, dove è diffusa la corruzione, l’evasione fiscale, e dove truccano i conti statali per rispettare i parametri imposti? La Svizzera ê fuori dall’UE e non deve pagare un franco al sistema corrotto e sperperone vigente nell’Unione. E per fortuna che gli svizzeri hanno sempre dimostrato di non voler aderire all’UE… Capito socialisti e partiti a rimorchio dei socialisti (PLR e PPD), tutti a favore dell’adesione all’UE? Capito TV di Stato, che da anni prova a farci il lavaggio del cervello per convincerci ad entrare nell’UE?

Cassa pensioni dello Stato: nessuna illusione, se la devono sanare da soli!

25 aprile 2010

La Cassa pensioni dello Stato del Canton Ticino (CPDS), ormai è noto a tutti, è messa davvero male: se in questo momento dovesse far fronte a tutti gli obblighi, mancherebbero più di 1,4 miliardi di franchi. La Cassa si trova in sottocopertura, con un disastroso 65,11% di grado di copertura; per capire meglio, ricordiamo che le casse pensioni private non possono per legge scendere sotto il 100% di copertura, e se ciò dovesse accadere sono obbligate a intraprendere misure concrete per aumentare la copertura al 100% (come è successo per esempio alla cassa pensioni della Georg Fischer che ha ridotto le rendite ai beneficiari del 6%, oppure con maggiori trattenute sugli stipendi agli assiurati attivi). Ora arriva il bello: per il deficit vergognoso della Cassa pensioni del Canton Ticino (CPDS) garantisce il contribuente!!! Capito?, noi tutti garantiamo agli impiegati dello Stato rendite da nababbi e anche il deficit accumulato!! Le casse private chiedono sacrifici agli assicurati (che sono i dipendenti della ditta e gli ex-dipendenti beneficiari di rendite), alla CPDS pagano i cittadini per i privilegiatissimi statali!!

Ma come è possibile che la CPDS sia così malmessa? Semplice: vengono pagate rendite non in base a quanto versato negli anni dall’assicurato (come nella maggior parte dei casi nel privato), bensì una percentuale in base all’ultimo stipendio!! Significa che uno statale ha magari avuto un basso stipendio per 25 anni, poi il suo capoufficio lo promuove negli ultimi 5 anni e la rendita è in base agli ultimi alti stipendi! Assurdo, chi paga il buco contributivo? La Cassa appunto, cioè ancora il contribuente! Inoltre gli statali vanno in pensione a 58 anni, e le rendite ponte fino ai 65 anni e il buco contributivo li paga ancora la cassa, cioè il contribuente! In parole povere questi privilegiatissimi statali vanno presto in pensione e beccano pensioni da loro non finanziate, il che ha portato la CPDS a conti catastrofici. Da più di 1 decennio la destra parlamentare propone di passare al primato dei contributi (cioè rendite ai pensionati in base al capitale da loro versato negli anni, e non in base all’ultimo stipendio), si è anche proposto di aumentare gli anni lavorativi per far contribuire maggiormente gli statali alla loro pensione, ma la maggioranza PLR-PPD-sinistra non ha mai accettato cambiamenti sostanziali. Gli statali sono per loro intoccabili.

Dopo un catastrofico 2008, il 2009 per la CPDS è un po’ migliore, ma nessuna illusione, il buco miliardario resta: urgono misure incisive, chiamando alla cassa statali attivi e statali beneficiari di rendite, nel senso che se la devono risanare da soli e versare tanti soldoni tintinnanti, come succede per gli istituti privati, per riportare il grado di copertura ad un livello accettabile. E che i partitoni la piantino di difendere i privilegi inaccettabili degli impiegati statali, pagati dal cittadino per pochi eletti (gli statali appunto)!

Author: LATO-B Categories: Attualità Cantonale Tags: ,

Il Ticino ostaggio della sinistra che se la ride, e deride gli altri partiti

21 ottobre 2009

Durante la seduta di ieri del Granconsiglio ticinese si è dibattuto sulla situazione catastrofica della Cassa pensioni dei dipendenti cantonali. I dati salienti sono terrificanti: quasi 2 miliardi (di franchi svizzeri!!) di deficit, grado di copertura di poco superiore al 60% (quando per legge le casse private devono avere un grado di copertura di 100%, che significa essere in grado di garantire gli impegni con gli assicurati). Centinaia di statali ogni anno che se ne vanno allegramente in pensione anticipata a 58 con rendite da manager. Se fossero gli statali a pagarsi e garantirsi la propria Cassa pensioni nessuno avrebbe niente da eccepire a queste cifre drammatiche e a questi privilegi da super-direttori di banca.

Il problema è che è lo Stato (cioè tutti noi cittadini) a garantire la Cassa: capito?, significa che noi tutti con le nostre imposte paghiamo rendite elevatissime agli statali, tappiamo i buchi creati dai privilegi inaccettabili e costosissimi di cui godono i funzionari cantonali, e questo mentre le istutuzioni private fanno i salti mortali per far quadrare i conti, chiamando alla cassa i propri assicurati, anche quelli che già percepisono le rendite! Durante il dibattito a Bellinzona tutti i partiti erano d’accordo a cambiare gestione e comprimere le uscite per risanare la cassa. Tutti, tranne i socialisti, per i quali gli stipendi modesti pagati dal Cantone (bassi? sono altissimi, anche considerando che molti statali più che lavorare fanno presenza!) dovrebbero venir compensati da rendite appetibili. Ma il bello viene adesso: il PS Saverio Lurati (quello che ha affermato “noi siamo contenti che lavoratori stranieri vengono in Ticino a lavorare”, sì, stuccando il lavoro ai ticinesi), in risposta ad una provocazione verbale di un altro deputato, asserisce che il PS non ha responsabilità nella mala-gestione della Cassa, che il PS da solo non decide, che gli altri partiti potevano approvare già in passato misure per risanare la cassa se ritenevano che la stessa fosse così malconcia. Quanto è vero ciò che ha detto Lurati: gli altri partiti (esclusi Lega e UDC) da molti anni difendono la mala-gestione della cassa pensione statale, e non hanno avuto il coraggio di imporre dei correttivi per evitare questa situazione disastrata! I paritoni PLR e PPD hanno da sempre la maggioranza per imporre qualsiasi decisione in Granconsiglio, ma non hanno avuto le palle per farlo, ostaggi della sinistra che li ha convinti per molto tempo a desistere da misure draconiane per risanare la cassa. La sinistra ride, la sinistra la fanno vincere i partitoni che non hanno coraggio e responsabilità per il Canton Ticino. Risultato: il contribuente ticinese deve pagare 2 miliardi di franchi per azzerare il debito accumulato dagli statali…

Socialisti (d’improvviso) forcaioli coi fuchi dell’amministrazione cantonale

22 settembre 2009

Il mondo, di questi tempi, spesso funziona al contrario. Se ne vedono e se ne sentono di tutti i colori. Che però i socialisi ticinesi diventino mangia-fannulloni dello Stato è cosa strana.

Ma andiamo con ordine: la proprosta del Governo di introdurre il salario al merito fa impazzire i sinistroidi cantonali. Essi aborriscono anche solo l’idea che qualcuno all’amministrazione cantonale faccia qualcosa in più della media (invero bassa al Cantone), non accettano che vi siano persone che si impegnano a fondo per il proprio lavoro. Eh sì, perché dopo si metterebbe in luce che c’è un pacco di gente che fa pochino. Alla sinistra non piace il confronto. Non accettano che ci sia la benché minima concorrenza: per loro si deve essere tutti mediocri, e che la media si situi verso il basso. Non accettano l’eccellenza, lo stakanovismo, la voglia di emergere, la meritocrazia. Pertanto, come conseguenza di quanto precede, si scagliano sul sistema del maggior salario a chi rende di più, tirando fuori dal cassetto un concetto tipicamente di destra: puniamo i fannulloni. Pazzesco, la sinistra che ammette che vi siano sacche di inefficienza nell’amministrazione cantonale e che bisogna stanare i lavativi. Ma se hanno sempre protetto gli statali e la loro scarsa propensione all’efficienza sul lavoro. Il presidente Bertoli, dalle righe del Caffè, ci fa sapere che sarebbe più opportuno punire chi non lavora, piuttosto che premiare chi si dà da fare. Ragionamento perverso, quello del Bertoli, perché ammette finalmente che i fannulloni ci sono eccome. Però ci viene un dubbio: perché quando invece la destra da anni afferma che vi sono pigroni cronici al Cantone la sinistra ha sempre condannato i cattivoni del meno-Stato che affermano cose che non possono provare, che i funzionari statali sono maltrattati, che gli statali hanno già concesso moltissimo e che certe accuse provocano solo demotivazione ai poveretti che lavorano per l’amministrazione cantonale.

La verità è finalmente emersa, e ci voleva una proposta di salario maggiorato a chi si dà la pena di produrre. La sinistra, e i suoi super-funzionari da Fr 200′000.-, vogliono salari alti e basta, non paghe alte per chi lavora bene. Una volta assunti per un certo compito con una determinata paga, allora per il PS (con la complicità dei partitoni di centro) è fatta, il funzionario è inamovibile! Alla faccia della flessibilità sul lavoro, alla faccia della formazione continua e dell’aggiornamento, alla faccia del mondo che cambia quotidianamente… Capito? Tutto il mondo si fa il mazzo, agli statali invece, una volta ottenuto il lavoro, non può più succedere niente, se non gli aumenti di stipendio!! E a fine carriera (spesso a soli 58 anni) vanno in pensione con una rendita astronomica, grazie ad una cassa pensioni che vanta un deficit da baratro di 2 miliardi di franchi, garantito dai contribuenti, cioè pagato da noi tutti!! Condividiamo invece quando Bertoli dice che c’è evidente clientelismo allo Stato: assumono parenti, amici, amici degli amici, colleghi di partito, e, come spesso capita, senza che il candidato abbia i requisiti minimi e la formazione richiesti !

Author: LATO-B Categories: Attualità Cantonale Tags: ,

Meglio trattare bene chi paga le imposte (e sono pochi in Ticino!)

24 luglio 2009

Interessante articolo sul Corriere del Ticino di venerdì 24 luglio 2009, che spiega bene come in Ticino siano solo il 7,5% dei contribuenti a pagare metà del gettito fiscale delle persone fisiche (ca. 260 mio di franchi). Si tratta di 13′500 contribuenti: Di questi solo 3′100 paga il 27% del del totale. E questo mentre ben 40′000 nuclei non pagano un franco di tasse, perché non raggiungono il minimo imponibile: questi contribuenti, che non versano nulla nelle casse dello Stato, rappresentano quasi il 25% (!). Capito in Ticino, come siamo messi? Un quarto dei contribuenti non paga imposte, ma sicuramente riceverà sussidi, aiuti, sovvenzioni, prestazioni complementari, assistenza, ecc. ecc. Il più grande gruppo dei contribuenti è il ceto medio, categoria di difficile definizione: ca. il 70% dei contribuenti appartiene a questo gruppo e pagano ca il 50% del gettito delle persone fisiche. Insomma, diciamo che è meglio trattare coi guanti chi finanzia le attività dello Stato, chi paga gli stipendi agli statali e parte della loro faraonica cassa pensioni, chi sostiene la socialità, chi permette che esista una ridistribuzione della ricchezza.

Regolarmente vi sono delle proposte dei socialisti (quelli che dicono senza pudore “i soldi si vanno a prendere dove ci sono”) che non fanno altro che far scappare i contribuenti facoltosi. Pensiamo solo all’iniziativa sulle casse malati del medico ticinese Cavalli e dei suoi compagni socialisti, che non chiedeva di ridurre i costi ma proponeva cassa malati gratis fino a un reddito imponibile di Fr 100′000 (eh?), mentre chi doveva pagare erano quelli al di sopra di questa cifra. Si calcolava che vi sarebbero stati contribuenti facoltosi che avrebbero dovuto pagare più di 1 milione di franchi all’anno per la loro cassa malati (??!!). Folli, come si fa a sottoporre al popolo una simile bestialità. Sarebbero scappate decine di ricchi, lasciandoci senza finanziamenti, né per lo Stato, né per la cassa malati. I ricchi bisogna attirarli, mica farli scappare via!

Ultima chicca avvenuta pochi mesi fa: Sergio Mantegazza, miliardario ticinese che voleva tornare in Ticino a prendere domicilio, aveva chiesto di trovare un accordo alle autorità fiscali cantonali. Niente da fare, il fisco ticinese non ha ceduto su nessun punto e il risultato è stato che Mantegazza non è tornato nel Cantone. Tra imposte federali, cantonali e comunali abbiamo perso centinaia di migliaia di franchi all’anno. Proposta: paghino le imposte mancanti i funzionari statali che si lasciano sfuggire queste occasioni!

Concorsi truccati nell’amministrazione cantonale? Coi soldi del contribuente!

19 luglio 2009

Lo sappiamo, non è niente di nuovo, ma lo segnaliamo volentieri: i concorsi dell’amministrazione cantonale potrebbero essere viziati da irregolaritâ da denuncia penale. Quando per un posto di funzionario si fissano i requisiti minimi e si sceglie un candidato che non dispone dei requisiti minimi, allora il concorso è illegale, e le persone che truccano i concorsi sono dei veri e propri deliquenti. Pare che al Cantone succeda mica poi tanto di rado, ma poi la cosa si mette a tacere. Ci vengono segnalati almeno due casi avvenuti nel Dipartimento del territorio, a capo del quale vi è da 10 anni Marco Borradori. Un caso documentato si legge nell’ultimo Mattino della domenica: per un posto di capoufficio presso la divisione delle costruzioni hanno scelto un socialista, vicesindaco di Cadro, anche se non aveva i requisiti minimi richiesti dal concorso (ingegnere ETH). Un altro caso simile segnalatoci: la formazione richiesta era il diploma universitario, pare abbiano concesso scatto e aumento di stipendio al sindaco di Airolo, pur lui non avendo conseguito diploma universitario. Insomma, oltre al danno di regalare posti stra-pagati agli amici degli amici, si tratterebbe di una profonda scorrettezza nei confronti di chi ha partecipato ai concorsi avendo i requisiti richiesti e che si è visto soffiare il posto da persona senza i titoli di studio richiesti, e dunque senza le competenze richieste. Un’amministrazione in mano ad incompetenti e stra-pagati funzionari? Pensiamo che vi siano molti statali che lavorano e si guadagnano il salario. Ma adesso vedremo se qualcuno farà luce su queste azioni di una bassezza infinita, avviando perlomeno un’inchiesta interna all’amministrazione cantonale. Intanto l’unica cosa sicura è che il contribuente paga e continua a pagare gli stipendi ai funzionari dello Stato, già privilegiati da orari allegri e ritmi di lavoro leggeri, oltre che da una cassa pensioni che continua ad erogare pensioni da milionari agli statali pensionati e che continua ad indebitarsi ! Tanto garantisce ancora il contribuente!

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Pestoni & compagni-socialisti vittime della canicola

24 maggio 2009

La canicola ha fatto le prime vittime, perlomeno nel mondo politico ticinese: i granconsiglieri Graziano Pestoni e co-firmatari socialisti inoltrano al Consiglio di Stato un’iniziativa parlamentare (in questo momento non ancora pubblicata sul sito dell’amministrazione cantonale www.ti.ch) che ha lo scopo di consentire ai lavoratori dipendenti di aziende private l’affiliazione alla Cassa pensioni dei dipendenti dello Stato; tale proposta dovrebbe servire alla cassa super-deficitaria ad ottenere “nuova linfa, attraverso un rapporto più equilibrato tra attivi e pensionati”. Hai capito il Graziano socialista e compagni a cosa hanno pensato? Vogliono nuovi affiliati che possano pagare le super-rendite dei pensionati d’oro dello Stato! La Cassa in questione ha un grado di copertura del 60% (contro il 100% necessario per far fronte agli impegni), vanta un deficit di 1,8 miliardi di franchi e solo nel 2008 ha bruciato mezzo miliardo di franchi svizzeri!!!  Ma la consigliera di Stato Sadis si è affrettata a comunicarci che non c’è problema, che tanto c’è la garanzia dello Stato (cioè anche noi tutti contribuenti finanziamo le super-pensioni agli statali, contribuiamo a che questi privilegiati dello Stato vadano in pensione a 58 anni con rendite-ponte costosissime). Il problema c’è eccome, ed è enorme. È da molti anni che a proposito dei conti della cassa dei dipendenti dello Stato la destra politica chiede che la cassa passi finalmente al primato dei contributi, cioè che gli statali vadano in pensione con rendite in base ai soldi che effettivamente hanno pagato negli anni di attività lavorativa, e non come attualmente in base agli ultimi altissimi stipendi. Insomma che gli statali ricevano la loro pensione in base a quello che hanno effettivamente pagato. Altrimenti è chiaro che la cassa continuerà ad accumulare deficit su deficit, perché le super-rendite degli statali non sono finanziabili!! Ora arriva Pestoni, e pensa di coinvolgere i lavoratori dell’economia privata per risanare la sua cassa: folle proposta! A parte il fatto che nessuno andrebbe a mettere i soldi della propria pensione in una cassa semi-fallita, ma poi che la cassa se la risanino gli statali, con maggiori trattenute sugli stipendi e riduzione delle super-rendite dei pensionati (come ha dovuto fare la ditta Georg Fischer, la cui cassa ha però un grado di copertura appena sotto al 100%!!). Infine il problema che solleva Pestoni è noto da molto tempo: troppi pensionati che ricevono rendite rispetto a troppo pochi che lavorano, e questo perché gli statali vanno in pensione troppo presto!  Che i dipendenti dello Stato lavorino fino a 65 anni, come fanno tutti, e si paghino le loro rendite! Basta pensionamenti anticipati e rendite d’oro!

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Cassa pensioni dello Stato, ovvero: tutti i ticinesi pagano pensioni d’oro ai funzionari statali

8 maggio 2009

Lo sapevate? Noi tutti con le nostre imposte contribuiamo in modo sostanziale a che i dipendenti dello Stato del canton Ticino ricevano pensioni d’oro, pensionamenti anticipati, rendite ponte per funzionari che vanno in pensione a 58 anni (!!). Eh sì, perché è lo Stato, cioè tutti noi, che garantisce le pensioni ai  dipendenti statali. Se il sistema pensionistico (2° pilastro) degli statali si autofinanziasse, cioè se si finanziasse con ciò che pagano gli statali durante i loro anni di lavoro, allora nessuno avrebbe da eccepire: in realtà la cassa pensioni in esame ha accumulato 1,8 miliardi di franchi svizzeri di deficit !! Significa che i ticinesi al momento garantiscono questa somma per permettere ai molti pensionati statali di ricevere rendite astronomiche, e questo mentre nel settore privato si chiedono sacrifici ai lavoratori. Pensate che per calcolare la rendita di un pensionato statale, non si considera il capitale accumulato durante gli anni di lavoro (primato dei contributi, quasi tutte le casse si basano su questo principio), bensì sulla base degli ultimi stipendi (primato delle prestazioni): se per es. uno statale per 20 anni ha guadagnato poco ed ha pagato poco-niente di 2° pilastro, e negli ultimi 10 anni ha guadagnato tanto e pagato di conseguenza per la sua pensione, riceve una rendita in base agli ultimi anni, come se avesse pagato per 30 anni come negli ultimi anni di attività. Anche un idiota capisce che al felice pensionato statale arrivano rendite fantastiche senza che abbia versato i contributi per finanziare tali rendite!! E i ticinesi pagano! DEMENZIALE. È uno scandalo che i partitoni politici del Ticino nulla abbiano fatto per evitare un’emorragia che dura da decenni, la crisi finanziaria ha fatto il resto (1/2 miliardo di deficit solo l’anno scorso). E indovina un po’ chi dovrà mettere i 1,8 mia di franchi per risanare la cassa degli statali: noi ticinesi. Eh no, che paghino in primis gli statali che lavorano (più trattenute sugli stipendi), e gli statali che beneficiano di una rendita (come sta facendo la ditta Georg Fischer, che ha ridotto le rendite ai propri pensionati del 6%). Solo dopo lo Stato faccia il resto per risanare una situazione vergognosa!

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