Nei giorni scorsi il vice-presidente del PLRT Franco Lazzarotto (quel simpatico bonaccione del Cabaret della Svizzera Italiana, nonché direttore di scuola media) ha rassegnato le dimissioni dalla carica in seno al PLRT. E questo a meno di 6 mesi dall’investitura di vice-presidente cantonale! Il tempo di non lasciare il segno, il tempo di far finta che nel partitone va tutto bene, il tempo di non vedere i risultati dell’ufficio presidenziale, ecco che nel PLRT si perdono ancora pezzi. Tempi duri per i radicali-liberali, o per i liberali-radicali. Si tratta comunque di una dirigenza debole, di un presidente cantonale Walter Gianora di scarsissima personalità, e che si distingue per assordanti silenzi in Granconsiglio. Non sono certo le migliori premesse per un rilancio dell’immagine del partitone, disgregato dalle faide interne tra sinistroidi-radicali e liberali. Certo che anche tra i liberali puri ne capitano di tutti i colori, col sindaco di Lugano Giorgio Giudici che prima se ne va dal gruppo secessionista Idea liberale (pare arrabbiato da un comunicato stampa che non aveva gradito fosse reso pubblico, ma il cui contenuto lui aveva pienamente approvato!), per poi tornare ad aderire al gruppo di liberali scontenti dello strapotere dei radicali all’interno del partito. Ricordiamo che diversi radicali come Ducry e Scacchi partecipano attivamente alle riunioni politiche coi sinistroidi dell’Associazione Incontro Democratico, trovandosi con gente come Barenco (ex giornalista TSI con propensione per l’alcol) e il presidente PS Bertoli. Non c’è che dire, un bel quadretto di unità quello proposto dal PLR. Ma non preoccupatevi, l’ingegner presidente Gianora terrà unito il partito…
Nei giorni scorsi il sindaco di Lugano Giorgio Giudici, liberalone doc, ha sbattuto la porta ed è uscito in modo polemico da Idea liberale, gruppo senza statuti che raccoglie i pochi veri liberali ticinesi rimasti (nel senso che gli altri PLRT sono vicini alla sinistra). Si tratta per molti di un modo di agire incomprensibile, in quanto Giudici stesso era tra i promotori dell’iniziativa Idea liberale. Pare che il sindaco, dopo aver approvato insieme agli altri liberaloni un comunicato stampa critico nei confronti del presidente PLR Walter Gianora, si sia infuriato che lo stesso testo approvato sia stato trasmesso alla stampa e sia stato pubblicato dai media. Ci chiediamo come si faccia ad approvare il testo di un comunicato, per poi arrabbiarsi che il comunicato sia dato ai media. Se non si segue questa procedura non si chiamerebbe “comunicato”, bensì “testo ad uso interno, da non divulgare”.
Qualcuno ipotizza che Giudici abbia subito le pressioni dei massoni cui lui appartiene: parrebbe che anche Gianora faccia parte della loggia massonica di Giudici, e che i grandi maestri non abbiano gradito che due colleghi massoni si attacchino. Ma, se davvero le cose stanno così, allora Giudici si deve decidere: o fa il massone, o fa politica. Perché lui si è sempre definito libero e liberale, e questo dietro-front polemico (di tipo politico) non giova di certo alla sua immagine di uomo libero e di politico senza peli sulla lingua. Certo, non è facile gestire la cosa pubblica senza subire influenze e pressioni provenienti da ogni dove… Intanto l’Associazione Incontro Democratico, nato dall’unione tra radicali del PLRT e il PS finalmente pubblicamente a braccetto, va a gonfie vele: poveri liberali!

il presidente dell'associazione radical-socialista
Sono oramai decenni che resiste a fatica la convivenza tra i liberali e i radicali nel partito cantonale PLRT, partito interclassista che accoglie sia militanti di sinistra (radicali) che rappresentanti di destra (liberali). Negli ultimi anni se ne sono viste di tutti i colori per tenere insieme le due anime del partito: litigi, ricatti, guerre di potere e cadreghini, e tanto altro. Come ultimo atto PLRT il teatrino dell’elezione del nuovo presidente, l’ingegnere valligiano Walter Gianora. Se il neo-presidente Gianora aveva delle gatte da pelare per tenere unito il partito spaccato dai litigi, adesso si presenta un ulteriore grave problema: diversi radicali (come Ducry e Scacchi) si associano coi socialisti del Bertoli e del Barenco (ricordate, lo spettinato e bevuto cronista TSI da Berna) in un gruppo interpartitico dagli scopi poco chiari e si presentano pure in TV!! Cosa? Ma se da sempre vanno illudendo gli elettori che liberali e radicali sono uniti nel partito, uniti dai principi liberali e avanti con simili panzanate!
Si è infatti costituita l’Associazione Incontro Democratico (uellà, che nome altisonante nella Patria della democrazia, come se vivessimo in un regime totalitario dove i diritti umani vengono calpestati!), che vede insieme noti esponenti radicali e socialisti. L’intento del nuovo gruppo non ci è molto chiaro, se non la volontâ di discutere sui temi sociali (ma non si discute già abbastanza in Granconsiglio???), ma dimostra ancora una volta ai distratti che tra radicali e socialisti la differenza non è poi molta. Vedremmo male un’alleanza liberal-socialista, ma un’unione radical-sinistra la vediamo benissimo! Quando gli elettori PLRT di area liberale apriranno gli occhi? Come si fa a votare scheda liberale per mandare a Berna radical-socialisti come Dick Marty? Quando i liberali ne avranno veramente piene le tasche e si scinderanno dai radicali? Sarà interessante sentire i commenti del presidente Gianora: come fa un presidente ad accettare simili inciuci coi socialisti? Lo abbiamo detto più volte: la Svizzera è ostaggio della sinistra. E questa associazione ne è un palese esempio.
Il bleniese Walter Gianora è il nuovo presidente PLRT. Si sapeva da mesi che c’era solo lui che voleva diventare presidente dei radicali-liberali, con tanto di condizioni da lui imposte, tipo un cospicuo stipendio e la nomina accanto a lui di 5 (cinque) vice-presidenti (??), ma comunque il congresso ha ratificato la sua nomina ieri al Conza di Lugano. Il Comitato aveva già fatto fuori Roberto Badaracco di Lugano, per cui in lizza per la presidenza restava solo Gianora. Smilzo, timido, carente parlantina, italiano scarso e incerto, Gianora si è autoproclamato cavaliere dei radicali-liberali. Durante il suo discorso al Congresso, a parte i molteplici errori grammaticali e di lettura del testo che aveva preparato, l’ingegnere bleniese pareva un visionario di sinistra: lui per i ticinesi non vuole solo un lavoro, vuole un impiego appagante e famiglie felici. Un vero filantropo, con auspici nobili e altruisti. Forse il buon Gianora non si è accorto che siamo in piena crisi, che il Cantone è nella palta, che è già bello averlo il lavoro e che è meglio farselo piacere. Che la disoccupazione aumenta e che le molte ditte gestite dagli imprenditori liberali assumono frontalieri al posto dei ticinesi!! Svevglia Gianora, magari in valle di Blenio l’invasione di stranieri ancora non c’ê stata, ma nel resto del Cantone la libera circolazione delle persone ha portato ad una crisi occupazionale mai vista in Ticino!
Bello anche il discorso di Pelli, che chiede più disciplina da parte dei deputati liberali in Granconsiglio: come dire, anche se non siete tutti d’accordo cercate ci votare sempre compatti, secondo quello che impone la maggioranza (radicale). Ma guarda un po’, vorrebbe votazioni bulgare, tutti a seguire il volere radicale. E poi ci si chiede perché la spaccatura tra radicali e liberali sia così profonda: ma perché le due anime sui temi importanti sono spesso in contrasto, sono distanti e di parecchio. Inoltre Pelli vuole mettere a tacere i liberali, cosa che in particolare a Lugano non è mai stata accettata.
Auguri Gianora, volevi la bicicletta, e adesso pedala.
Dopo 11 anni in Consiglio Federale Pascal Couchepin, del partito liberale, ha presentato oggi le sue dimissioni. Dapprima come ministro delle finanze, ha concluso il suo mandato come ministro degli interni, affrontando dossier difficili come casse malati e AVS. Per la sostituzione di Couchepin, oltre ovviamente ai liberali, i partiti scalpitano per rivendicare un ulteriore seggio in Consiglio Federale. In particolare l’UDC (che ha la frazione parlamentare più numerosa e un solo consigliere federale), ma pare anche il PPD vorrebbe un ministro in più. Affaire à suivre.
Gli irriducibili liberali ticinesi, quelli di IdeaLiberale per intenderci (Giorgio e Andrea Giudici, Bobbià, Righinetti & Co.), non mollano ed hanno indetto nei giorni scorsi una conferenza stampa per ribadire i loro messaggi che vanno ripetendo da mesi: più considerazione da parte dei radicali (i sinistroidi del PLRT), disappunto per i rapporti con la presidenza, ecc ecc. Insomma siamo alle solite, i liberali da anni non sono contenti del loro partito e cercano più spazio e rilanciano i temi a loro cari, come fiscalità più moderata per le persone fisiche, SÌ ad esercito e all’energia nucleare, propongono la trasformazione della Banca dello Stato e dell’Azienda elettrica in società anonime, suggeriscono di ospitare i rifugiati in strutture militari e di Protezione civile. Il contrario di ciò che portano avanti i cuginastri radicali, e molto-molto simile al programma di un altro partito giâ presente in Ticino e che a livello nazionale è il primo partito! Riassumendo: litigi ed insoddisfazioni da anni, chiaro sbilanciamento del PLRT verso l’area radicale, scarsissima considerazione dei vertici del partito nei confronti dei superstiti liberali, azione politica del PLRT in Governo e Parlamento spesso non condivisa, … DOMANDA: ma cosa ci fanno ancora i liberali (quelli veri) in un partito simile? Abbiano le palle di fondare un altro movimento, che porti avanti idee e progetti liberali. Basta farsi fagocitare dai radical-sinistroidi! Oppure, se proprio non hanno voglia di creare un nuovo movimento politico, si arrendano all’evidenza: c’è già un partito a livello nazionale che porta avanti idee liberali. Si chiama UDC.