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Posts Tagged ‘liberali’

Pesce rosso Gianora se ne va. Era ora!!

25 novembre 2011

La notizia è stata ripresa da tutti i media del mondo, una novella che fa tremare il mondo politico internazionale (?): il presidente PLRT Walter Gianora se ne va! Caspiterina, che news! Ma soprattutto finalmente se ne va, dopo due anni di sconfitte elettorali. Non ricordiamo un presidente di partito in Ticino di così poco carisma. Non abbiamo mai capìto perché abbiano puntato su di lui (in realtà non è che facciano la coda per diventare presidente PLRT), e soprattutto non abbiamo afferrato perché un ingegnere valligiano come lui abbia accettato di sedere su di una poltrona così scomoda. Magari per ambizioni personali? Magari voleva dimostrare la sua personalità, dato che in Granconsiglio non apre mai bocca e nessuno sa chi lui sia? Boh. Probabilmente perché davvero egli crede nella causa, e quindi bisogna solo ringraziarlo per l’impegno dimostrato al partito in un momento così difficile.

Ora Gianora se ne va, e diciamo che non è che abbia lasciato il segno durante la sua presidenza. Vi è da dire che guidare il PLRT non è mica facile! Litigiosi e polemici tra le due aree, i liberali hanno perso un pacco di consensi, ed hanno pure perso seggi importanti come un Consigliere di Stato a favore della Lega, e un Consigliere Nazionale a favore di un UDC. È probabile che anche senza Gianora tutto ciò sarebbe avvenuto comunque, ma la presenza del Walter di certo non ha stimolato l’elettore a votare PLRT. Chissà chi si beccherà la peppa tencia e accetterà di fare il presidente PLR??

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Sergio Morisoli candidato per Lega/UDC

14 giugno 2011

Più volte su questo sito abbiamo commentato le vicissitudini dei liberali, dei radicali e dei liberali-radicali ticinesi. Non c’è unità, si litiga, si discute tanto ma non si sana niente. La spaccatura è netta ed irreversibile. La maggioranza radicale di sinistra schiaccia la compenente liberale di destra. È un po’ lo specchio dell’attuale società civile svizzera, dove la sinistra ha sostanzialmente il sopravvento ed impone la propria visione. Ecco però arrivare chi non ci sta: Sergio Morisoli, dopo essere stato eletto in Granconsiglio (e non in Governo, dove sperava di entrare, causa per la quale ha speso un pacco di soldi di inutile campagna elettorale) per il PLRT, è uscito dal suo partito e siede in Parlamento come indipendente. Ora si candida per Lega/UDC al Consiglio degli Stati alle prossime elezioni nazionali. PLRT letteralmente scosso dalla notizia, il pseudo-presidente Gianora che non dice nulla, Idea Liberale che valuterà, il solito bla-bla insomma. Il fatto è solo uno: Morisoli si candida e cerca di fregare il seggio ai liberali, rappresentati alla Camera alta da Fabio Abate. Quanti liberali avranno il coraggio di votare con la testa per un candidato di destra, e quanti invece avranno ancora il complesso PLRT e non sosterranno Morisoli? Quel che pensa Morisoli lo sanno tutti, il suo programma è cristallino. Indipendentemente dalla sua appartenenza ad un partito. Sarebbe ora di sostenere la persona, il candidato, e non il partito: considerando che il PLRT è stato rappresentato a Berna durante 16 anni da uno di sinistra come Dick Marti…

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Sergio Morisoli è il simbolo del liberale coraggioso

5 maggio 2011

È ufficiale: Morisoli, candidato per il PLRT per il Governo cantonale ed eletto in Granconsiglio alle recenti elezioni cantonali, si è dimesso dal suo partito. Non si dimette invece dalla carica di parlamentare, cominciando la sua attività di Granconsigliere come indipendente. Il perché di questa scelta: poco appoggio dal suo partito. E i risultati elettorali lo dimostrano: ha raccolto più voti personali fuori dal PLRT che non dal suo partito. E si è beccato infinite critiche per il fatto di essere liberale (e non radicale) e ciellino (ovvero cattolico estremo) non già dagli avversari del PLR ma nuovamente da membri del suo ex-partito. “Atto di chiarezza politica”: Morisoli definisce così le sue dimissioni dal PLR, lasciando il presidente pesce rosso Walter Gianora col naso in mezzo alla faccia.

Certo che Morisoli ha coraggio, ed anche coerenza. Quella che manca a tanti liberali frustrati, che da anni si lamentano di non trovare spazio tra gli imperanti radicali. Che denunciano una deriva verso sinistra del partito. Che ne hanno pieni gli zebedej di questa infinita diatriba tra liberali e radicali, ma che non ce la fanno proprio a mollare il PLR. Si potrà dire che Morisoli ha comunque ottenuto il seggio in Granconsiglio, e ora che è stato eletto se ne va dal partito che l’ha traghettato in Parlamento. Se ne va. E la sua scelta noi ovviamente la condividiamo, sperando che molti arrabbiati di Idea Liberale e tutti quelli che non sopportano più la convivenza tra due anime troppo diverse imitino la scelta di Morisoli: e cioè che non votino più PLRT. Ma non succederà, lo sappiamo. Troppi interessi, troppe cadreghe, troppi mandati.

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Granconsiglio: PLR e PPD non hanno più la maggioranza assoluta

11 aprile 2011

I risultati dell’elezione per il Granconsiglio hanno sancito che PPD e PLR non potranno più decidere insieme, sbattendosene di cosa pensano gli altri partiti. Fino ad ora infatti la somma dei deputati dei due partitoni superavano i 45 voti necessari per fa passare qualsiasi decisione legislativa. Ora le cose son cambiate, si creano nuovi equilibri. I due partitoni hanno perso seggi nel Parlamento cantonale, e la Lega ne ha conquistati ulteriori 6. L’UDC ferma al palo, Verdi con 7 deputati. Entra pure il Pronzini del MPS. Ps in discesa.

Si conferma pertanto la piccola rivoluzione che si era consumata ieri nell’elezione per il Governo cantonale. La Lega stravince e cerca alleati. Il PLR in picchiata deve ora capire che sono finiti i tempi in cui decidevano su tutto: non hanno più i numeri, né in Consiglio di Stato, né il Granconsiglio. Il PPD è ridimensionato. I Verdi succhiano voti al PS: quello che perdono i socialisti lo incassano i Verdi. La Forza Civica non conquista seggi in Parlamento, e Brenno Martignoni esce con le ossa rotte, assieme a tutti quegli strani personaggi che sono in lista con lui in questo strano movimento. La Lega dei ticinesi ha vinto, ed ora ne vedremo delle belle.

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La Lega ha fatto il botto. E basta.

10 aprile 2011

Dunque la Lega dei ticinesi ha conquistato il secondo seggio in Consiglio di Stato, rubandolo al PLRT. Ovviamente durante i dibattiti post-elezioni le solite analisi per capire da parte liberale-radicale come sia stata possibile una simile débacle. Litigi, malumori, campagna inefficiente, liberali che per protesta non si sono recati alle urne, e tanto altro. In realtà il motivo per cui il PLRT ha perso il secondo seggio in Governo è uno solo: la Lega dei ticinesi ha fatto un balzo in avanti eccezionale, la Lega ha superato i liberali e la Lega ha incamerato il secondo seggio. Il PLRT dal punto di vista delle percentuali non è andata malissimo, perdendo rispetto a 4 anni fa ca. il 3%. Il partitone ha comunque ricevuto il consenso del 25% dei cittadini votanti. Se anche avesse tenuto le posizioni di 4 anni fa (per es. se tutti i PLR che hanno ipoteticamente disertato le urne avessero votato per i liberali), comunque il secondo seggio sarebbe spettato alla Lega, che ha raggiunto il 29,8% dei consensi!! Pertanto è giusto capire il perché della continua perdita di consensi dei liberali (erosione di voti che del resto hanno registrato anche PPD e PS), ma il punto è che la Lega ha fatto il botto. Grazie anche al fatto che hanno raccolto molti voti UDC, i quali non avevano presentato una lista per il Governo, Bignasca e compagni hanno sforato, e mai il PLRT avrebbe potuto salvare il secondo seggio con un tale successo devastante dei leghisti. Ne prendano atto i partiti storici, e vediamo se anche i risultati elettorali del Granconsiglio ci riserveranno delle sorprese…

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Liberali e radicali che litigano. PLRT in caduta libera?

27 marzo 2011

Le due anime del PLRT, quella liberale e quella radicale, da sempre sono in contrasto. Litigano da anni, ma da quando è stata fondata la frangia Idealiberale, le cose si sono complicate. Innanzitutto gli statuti del partito vieterebbero la creazione di fazioni all’interno del gruppo, ma nessuno dei vertici applica quanto chiedono le regole, per evitare ulteriori tensioni. Eppoi lo sanno tutti, che fanno comodo i voti da sinistra ed anche quelli da destra; pertanto per mantenere il potere, i cadreghini e i mandati, meglio andare avanti così, con molte tensioni ma con molto potere. Idealiberale ha nel frattempo fatto sapere pubblicamente che invita a votare Sergio Morisoli per il Consiglio di Stato. Ma solo Morisoli, senza appoggiare la ministra dell’economia PLRT Sadis o senza votare nessun altro. Capito? Raccomandano di votare solo il ciellino Morisoli. Che bei PLRT che sono quelli di Idealiberale!!

I sondaggi del Caffè della domenica relativi alle prossime elezioni cantonali sono inquietanti per il PLR: secondo i dati pubblicati, i liberali perderebbero un seggio in Governo, mentre i leghisti passerebbero da uno a due!! Il PLR deve cominciare seriamente a preoccuparsi?? Parrebbe di sì, perché i sondaggi non sono oro colato, ma indicano tendenze pericolose per il partito che da decenni detiene la maggioranza relativa in governo e parlamento. Il PLR allo sfascio, dunque. E molti esponenti del partitone, magari non davanti alle telecamere, già da tempo affermano di non essere per niente certi che il PLR confermerà i due seggi in Consiglio di Stato. Gli elettori probabilmente penseranno che se anche daranno il voto alla Lega dei ticinesi al posto che ai liberali, allora si vedrà durante quattro anni cosa potrà fare un nuovo Governo. Gli elettori vorranno una piccola rivoluzione? Al massimo tra un quadriennio, se proprio tutto andrà peggio, si rivota PLR…

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Liberali-radicali litigiosetti, come sempre.

20 febbraio 2011

Che vi sia maretta tra l’ala liberale e quella (dominante) radicale in casa PLRT non è una novità. Il presidente pesce rosso Gianora Walter parla di dialogo, confronto, ed altre belle definizioni tra le due anime del partito. In realtà è in atto uno scontro frontale, si sta riproponendo quello che era già accaduto ai tempi di Marina Masoni, e cioè che al candidato PLRT di IdeaLiberale per il Consiglio di Stato Sergio Morisoli (ex collaboratore della Masoni) sta stretto il programma politico del suo partito, pertanto si è creato il suo programmino. Simile a quello ufficiale, ma così diverso… Come non capirlo!! Del resto come detto anche la Masoni così aveva fatto poco prima delle elezioni, proponendo ricette ben diverse da quelle ufficiali. Ovviamente la cosa non è andata giù ai radicali, come Franco Celio o l’altro candidato per il Governo Matteo Quadranti, che nei giorni scorsi in tv hanno attaccato Morisoli e tutti quelli che non si attengono al documento programmatico approvato dal Comitato Cantonale del partito. Certo, pur capendo Morisoli, ci chiediamo cosa ci faccia il buon Sergio in un partito che gli sta così stretto. È un po’ il destino dei liberali: stare coi radicali e poi pensarla diversamente su argomenti piuttosto importanti. Va bene che col PLRT è più facile conquistare cadreghini, ma i liberali non hanno mai pensato seriamente a farla finita coi radicali? Ci diverte di più il candidato PLR del mendrisiotto Mirko Valtulini coi suoi volantini porno-goliardici (”tanta figa per tutti“, invitava il Mirko sui suoi volantini elettorali), ovviamente anche lui bacchettato dal presidente Gianora!

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Sorpresa e imbarazzo dei liberali ticinesi

29 ottobre 2010

La lista per il Governo del PLRT è pronta, anzi NO. Al recentissimo comitato cantonale arriva la notizia della rinuncia a candidarsi da parte di Raffaele Tognacca, noto imprenditore frontaliere (nel senso che pare che il domicilio ce l’abbia a Genova). Con tutti i problemi che ci creano i frontalieri, ci mancava pure Tognacca! esclamerà qualcuno. In realtà l’”uomo di Pelli” è coinvolto in un’inchiesta penale, roba da 12 mio di Euro, nel settore del commercio di gas naturale. Imbarazzo, tremendo imbarazzo. Alla fine il comitato PLRT ha ratificato la lista per il Consiglio di Stato, ma ne ha accettati solo 4 sui 5 posti disponibili. Ora Pelli e Co. devono trovare il 5. uomo; e questo dopo che pare abbiano avuto molte difficoltà a completare una lista con personaggi di spicco (?). Ovviamente tutti scalpitano, anche perché chi è candidato al Governo difficilmente manca l’elezione in Parlamento, dunque si tratta sicuramente di posto ambito. Arrivano i mo-mo che rivendicano la candidatura, i giovani, le donne, ecc ma soprattutto i radicali capitanati da Franco Celio vogliono quella candidatura, perché secondo loro la lista proposta è troppo liberale. Per i soliti giochetti interclassisti i PLR hanno sempre cercato di equilibrare le due anime del partito, talvolta con giochi di equilibrismo patetici. Ora vedremo se i radicali ancora una volta la spunteranno nei confronti dei liberali, divenuti ormai una forza debole all’interno del partitone.

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Liberali-radicali sempre più in difficoltà

19 giugno 2010

Nei giorni scorsi il vice-presidente del PLRT Franco Lazzarotto (quel simpatico bonaccione del Cabaret della Svizzera Italiana, nonché direttore di scuola media) ha rassegnato le dimissioni dalla carica in seno al PLRT. E questo a meno di 6 mesi dall’investitura di vice-presidente cantonale! Il tempo di non lasciare il segno, il tempo di far finta che nel partitone va tutto bene, il tempo di non vedere i risultati dell’ufficio presidenziale, ecco che nel PLRT si perdono ancora pezzi. Tempi duri per i radicali-liberali, o per i liberali-radicali. Si tratta comunque di una dirigenza debole, di un presidente cantonale Walter Gianora di scarsissima personalità, e che si distingue per assordanti silenzi in Granconsiglio. Non sono certo le migliori premesse per un rilancio dell’immagine del partitone, disgregato dalle faide interne tra sinistroidi-radicali e liberali. Certo che anche tra i liberali puri ne capitano di tutti i colori, col sindaco di Lugano Giorgio Giudici che prima se ne va dal gruppo secessionista Idea liberale (pare arrabbiato da un comunicato stampa che non aveva gradito fosse reso pubblico, ma il cui contenuto lui aveva pienamente approvato!), per poi tornare ad aderire al gruppo di liberali scontenti dello strapotere dei radicali all’interno del partito. Ricordiamo che diversi radicali come Ducry e Scacchi partecipano attivamente alle riunioni politiche coi sinistroidi dell’Associazione Incontro Democratico, trovandosi con gente come Barenco (ex giornalista TSI con propensione per l’alcol) e il presidente PS Bertoli. Non c’è che dire, un bel quadretto di unità quello proposto dal PLR. Ma non preoccupatevi, l’ingegner presidente Gianora terrà unito il partito…

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Liberali ticinesi (sempre meno) nel pallone!

30 marzo 2010

Nei giorni scorsi il sindaco di Lugano Giorgio Giudici, liberalone doc, ha sbattuto la porta ed è uscito in modo polemico da Idea liberale, gruppo senza statuti che raccoglie i pochi veri liberali ticinesi rimasti (nel senso che gli altri PLRT sono vicini alla sinistra). Si tratta per molti di un modo di agire incomprensibile, in quanto Giudici stesso era tra i promotori dell’iniziativa Idea liberale. Pare che il sindaco, dopo aver approvato insieme agli altri liberaloni un comunicato stampa critico nei confronti del presidente PLR Walter Gianora, si sia infuriato che lo stesso testo approvato sia stato trasmesso alla stampa e sia stato pubblicato dai media. Ci chiediamo come si faccia ad approvare il testo di un comunicato, per poi arrabbiarsi che il comunicato sia dato ai media. Se non si segue questa procedura non si chiamerebbe “comunicato”, bensì “testo ad uso interno, da non divulgare”.

Qualcuno ipotizza che Giudici abbia subito le pressioni dei massoni cui lui appartiene: parrebbe che anche Gianora faccia parte della loggia massonica di Giudici, e che i grandi maestri non abbiano gradito che due colleghi massoni si attacchino. Ma, se davvero le cose stanno così, allora Giudici si deve decidere: o fa il massone, o fa politica. Perché lui si è sempre definito libero e liberale, e questo dietro-front polemico (di tipo politico) non giova di certo alla sua immagine di uomo libero e di politico senza peli sulla lingua. Certo, non è facile gestire la cosa pubblica senza subire influenze e pressioni provenienti da ogni dove… Intanto l’Associazione Incontro Democratico, nato dall’unione tra radicali del PLRT e il PS finalmente pubblicamente a braccetto, va a gonfie vele: poveri liberali!

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