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Posts Tagged ‘libera circolazione’

Aumento di clandestini, ancora.

27 gennaio 2011

Niente di  nuovo sotto il sole: si legge in questi giorni che vi è stato un aumento delle entrate clandestine nel nostro Paese, in particolare in Ticino. Ovviamente viene in mente la richiesta dell’UDC che proponeva di rivedere gli accordi di Schengen: l’UDC suggeriva di aumentare i controlli alle dogane svizzere, ormai diventate dei veri e propri colabrodi. Infatti ormai le nostre frontiere sono aperte e non sorvegliate, e ovviamente lo sanno tutti che in Svizzera si entra con grande facilità. Gli altri partiti non accolgono le proposte dell’UDC e anzi vogliono farci credere che da quando la Svizzera ha aderito agli accordi di Schengen, vi sono meno entrate illegali e più sicurezza (??!!??). Mah? Ma la gente è così stupida da non accorgersi che il nostro Paese è divenuto meno sicuro e più esposto alla criminalità internazionale? Siamo basiti.

Bulgaria e Romania per ora non entrano nello spazio Schengen. Ci mancherebbe!

16 gennaio 2011

Almeno per ora Sofia e Bucarest non sono pronte per entrare nell’area di libera circolazione Schengen: un rapporto dei soliti esperti indipendenti dell’Unione Europea (UE), mandati in avanscoperta per stabilire se i nuovi Paesi UE si stanno evolvendo secondo i parametri europei (??), dice che Bulgaria e Romania non sono maturi e non passano l’esamino. Il rapporto è stato presentato nei giorni scorsi a Bruxelles davanti ai rappresentanti dei 27 Stati membri. Pare che secondo gli esperti UE la Bulgaria ha ancora difficoltà a garantire la sicurezza con la frontiera turca. Eh? Cosa? Tutto qui? Lo sanno anche i sassi che questi due Paesi sono un crogiolo di tensioni sociali, corruzione, povertà e criminalità! Escono da un buio periodo di comunismo totalitario, e ci metteranno decenni a mettere a posto i loro problemoni! Di buono per la Svizzera è che si ritarda la libera circolazione dei bulgari e dei rumeni, che tanto entrano ed escono nello spazio Schengen senza grossi problemi, ma che almeno devono varcare una frontiera sorvegliata prima di penetrare nella terra promessa. Mica come i valichi svizzeri, aperti e non presidiati dalle guardie di confine. Chi da noi voleva la libera circolazione nello spazio Schengen è comunque soddisfatto: aumento dei clandestini, dei richiedenti l’asilo, della criminalità di importazione, ecc ecc. Vi ricordiamo che l’UDC ha chiesto di rivedere gli accordi di Schengen, per ottenere almeno la possibilità di aumentare i controlli alle nostre dogane, giusto per aumentare un pochino la sicurezza…

Buon Anno! E a tutti l’augurio di un 2011 sereno e ricco di soddisfazioni!

1 gennaio 2011
Auguri !!

Auguri !!

A tutti lettori gli Auguri di un Anno Nuovo migliore del precedente, cosa per nulla scontata. Gli stravolgimenti mondiali che investono anche il nostro Paese non portano a niente di buono. Per quel che riguarda la Svizzera, il 2011 è l’anno della Presidenza della Confederazione per Micheline Calmy-Rey: convinta socialista, contraria all’esercito, favorevole all’entrata del nostro Paese nell’Unione Europea, favorevole all’abolizione del segreto bancario, la Michelin Dimitri è stata eletta presidente dalle Camere federali con un numero di voti bassissimo, il più basso di sempre. Ancora una volta il Parlamento ha perso l’occasione di dimostrare che la politica non puè essere solo un teatrino, che ruoli istituzionali come la Presidenza non possono essere ceduti a personaggi destabilizzanti come la Calmy-Rey, accusata tra l’altro di aver truccato i conti del Canton Ginevra prima di arrivare in Consiglio Federale. Il 2011 è anche l’anno delle donne: per la prima volta in Svizzera, e cosa rarissima anche negli altri Esecutivi in tutto il mondo, il nostro Governo federale è in maggioranza composto da donne. La cosa a noi va bene, basta che lavorino e non si facciano prendere dalla sensibilità femminile e dall’emotività tipica delle femmine. Calmy-Rey, assieme a quel vecchietto spaesato e confuso di Merz, aveva gestito in modo ridicolo e pericoloso il dossier degli ostaggi svizzeri in Libia: a distanza di mesi, e dopo attenta analisi, tutti hanno condannato la gestione della crisi con Tripoli. La Svizzera ha bisogno di un Governo forte, credibile, unito e pragmatico; se poi sono le donne a farlo funzionare meglio, noi saremo contenti. Non si tratta come dice la Micheline nella sua allocuzione del 1° gennaio di oggi di una vittoria delle donne; noi speriamo che le persone che siedono nel Consiglio Federale siano quelle giuste per questo difficile ruolo. È l’anno anche della disoccupazione, perché se è vero che stiamo meno peggio degli altri, è anche vero che molti posti (soprattutto nel terzîario come banche, servizi, settore medico, ingegneristico, ecc) sono occupati da stranieri, il che porta ad un aumento dei disoccupati residenti. Si tratta di una tendenza che continua e preoccupa molto chi ha a cuore il destino dei nostri giovani e del nostro Paese. È l’anno degli anarchici, che totalmente impuniti continueranno a recapitare pacchi-bomba nelle ambasciate di tutto il mondo. Il pericolo è diventare ostaggi della sinistra violenta, e perché ciò non accada bisogna punire no-global, casseur, comunisti ed estrema sinistra che manifestano senza autorizzazione e poi spaccano tutto, esattamente come si farebbe per un cittadino comune. È l’anno delle elezioni cantonali in Ticino e delle elezioni federali: il cittadino riuscirà a votare con la testa, per partiti e politici che li rappresentino, o continuerà a mandare nei Parlamenti persone che non difendono le loro cause? Sarà insomma un anno di cambiamenti e di interessanti evoluzioni. Intanto vi auguriamo ancora uno splendido 2011!!

L’UDC ha ragione: accordi Schengen da rivedere

30 dicembre 2010

Inutile nascondere la verità: da quando la Svizzera ha aderito allo spazio Schengen, la sicurezza non è migliorata. Come può migliorare la sicurezza di un Paese se i confini non esistono più, se i controlli sono poco rigorosi, se le nostre frontiere sono ormai un colabrodo? Entra nel nostro Paese di tutto e di più, e ovviamente i malintenzionati lo sanno che la Svizzera non fa più controlli alle dogane. Nei mesi passati abbiamo riferito delle camionate (nel vero senso della parola) di iracheni che sono stati fermati, stipati come sardine nei TIR che cercano di entrare in Svizzera e scaricano i richiedenti l’asilo sul nostro territorio: chissà quanti camion pieni di asilanti sono entrati indisturbati nel nostro Paese. E chissà quanti delinquenti, zingari Rom, richiedenti l’asilo, e chi più ne ha più ne metta, avranno varcato il confine assolutamente indisturbati, tanto i controlli in dogana non esistono più. Esistono invece i valichi di frontiera aperti e dichiaratamente incustoditi: un invito a nozze per tutti coloro vogliono entrare in Svizzera!!

Fatto sta che l’UDC propone ora di rivedere l’accordo. E la proposta è legittima, perché il buon senso dice di aumentare la sicurezza interna del nostro Paese, e ciò si può raggiungere solo con maggiori controlli alle frontiere, mica facendo sapere al mondo che i nostri valichi sono incustoditi!! Le statistiche sulla criminalità non sono poi rassicuranti: giornalmente si registrano furti, spesso anche violenti, di criminali che entrano in Svizzera, delinquono e poi tornano indisturbati nei loro campi illegali all’estero. Pensate che tra poco pure le popolazioni balcaniche potranno entrare senza permessi, perché lo spazio Schengen sarà sempre più ampio e accoglierâ sempre più Paesi dell’Est, i cui cittadini potranno tranquillamente varcare le frontiere. I comandanti delle polizie delle città dell’Est europeo pare si sfreghino le mani: da loro la criminalità è scesa da quando esistono gli accordi di Schengen, e questo perché i malavitosi si sono spostati ad operare nei Paesi ricchi dell’Ovest europeo. Del resto mettetevi nei panni dei delinquenti: preferireste svuotare le case di poveri concittadini, o magari spostarvi ad ovest per svaligiare le case di ricchi svizzeri? Domanda quasi scema, ma i buonisti nostrani sono convinti che di problemi non ve ne siano… Ovviamente auguriamo loro di ricevere quanto prima nella loro casa la visita di bande di delinquenti dell’est senza scrupoli!

Accordi bilaterali: saremmo noi a non rispettarli??!??

25 dicembre 2010

La notizia è demenziale: un’eurodeputata italiana un po’ bevuta, tale Lara Comi di Varese, interroga la Commissione Europea sui manifesti UDC con i ratti che ballano. La Comi afferma che i ticinesi non rispetterebbero gli accordi bilaterali, in particolare la libera circolazione delle persone (eh, ma questa da dove viene? Da Marte?). La deputata in preda ad un raptus di pura follia chiede all’UE se non sia il caso di intervenire per difendere i frontalieri italiani e fare pressione per tutelare i diritti dei frontalieri. È evidente che Lara Comi non abbia capito un tubo sul dossier libera circolazione delle persone e non sappia neppure che il Canton Ticino offra lavoro a 45′000 italiani frontalieri, pagati in sonanti franchi svizzeri e mica in euro svalutati, e sia di fatto il terzo più grande datore di lavoro della penisola, dopo lo Stato e le Poste.

Ma come si fa anche solo a pensare che il nostro Cantone non rispetti gli accordi sulla libera circolazione delle persone? Qui da noi aumenta costantemente il numero di disoccupati, e parallelamente incrementa il numero dei frontalieri attivi. Qui si preferiscono i frontalieri ai domiciliati!! Siamo discriminati in casa nostra e arriva l’eurodeputata di turno a dire l’esato contrario! Altro che non rispetto della libera circolazione, da noi si abusa della possibilità di assumere lavoratori stranieri!!! Ma piuttosto l’eurodeputata impazzita dovrebbe chiedere all’UE che l’Italia rispetti gli accordi con la Svizzera: lo sanno anche i sassi che non c’è reciprocitâ, che per noi svizzeri è praticamente impossibile ottenere un permesso di lavoro, che le ditte ticinesi non riescono a lavorare in Italia perché vengono volutamente escluse!! La Svizzera secchiona come sempre applica i contratti, sono gli altri che fanno i furbi e sfruttano il nostro Paese del bengodi. Va bene che è Natale, ed è bello fare doni e ci vogliamo tutti più bene, però Lara Comi (ennesima donnina avvenente di Berlusconi) vài a pescare, dàtti all’ippica, alla lap dance. Dài retta a noi, la politica lasciala perdere!

La disoccupazione fa paura ai ticinesi.

12 dicembre 2010

Il Corriere del Ticino riporta i risultati di un sondaggio effettuato nelle scorse settimane: 600 ticinesi hanno partecipato all’indagine. Alla domanda “indica quali sono gli argomenti più importanti da trattare durante la campagna elettorale” hanno risposto in modo inequivocabile: la disoccupazione. Al secondo posto, nettamente staccato, il fisco e poi la sanità. Per carità, non ci voleva certo un sondaggio per confermare che i ticinesi sono preoccupati dal fenomeno della disoccuapazione, ma ora abbiamo anche la conferma demoscopica.

Da anni, da quando vi è la libera circolazione delle persone con l’Unione Europea, si assiste al fenomeno più perverso e più frustrante per i ticinesi: la disoccupazione in Ticino aumenta, ed aumentano pure i frontalieri che vengono assunti nel Cantone. Anche uno sprovveduto intuisce che il mercato del lavoro ticinese è in subbuglio, che i lavoratori domiciliati sono sotto pressione, che c’è dumping salariale, che in molti casi vengono preferiti i frontalieri ai ticinesi, che la libera circolazione è a favore degli altri e non nostra. La reciprocità poi non è garantita, ma tanto chi se ne frega, dirà qualcuno: chi va in Italia a lavorare con i bassi stipendi che danno lì, oltretutto in svalutatissimi euro? Insomma gli accordi con l’UE sono stati una mega-fregatura: arrivano centinaia di migliaia di lavoratori stranieri in Svizzera, e fregano posti di lavoro; la disoccupazione aumenta, la povertà pure. Oltretutto non si tratta di lavori che gli svizzeri non vogliono o non sanno compiere: in Ticino il settore terziario è stato preso d’assalto dai frontalieri. Una volta gli stranieri erano impiegati nell’edilizia, nell’industria. Ora vengono assunti a migliaia nelle banche, assicurazioni, alla TSI, studi legali, nella sanità e perfino gli Enti pubblici (Comuni) assumono frontalieri al posto di ticinesi!! Siamo alla follia. Sì, la disoccupazione è al primo posto delle preoccuazioni dei ticinesi. E qualsiasi tentativo di frenare l’invasione straniera sarà ben vista dalla maggioranza della popolazione.

Da metà dicembre bosniaci e albanesi liberi di circolare anche da noi…

9 novembre 2010

L’Unione Europea ha deciso: da metà dicembre 2010 i cittadini della Bosnia-Herzegovina e dell’Albania potranno spostarsi nell’area Schengen liberamente, senza più aver bisogno di visti e permessi. La Svizzera ovviamente, Stato secchione neppure membro dell’UE, sarà la prima ad adottare le nuove normative. Pertanto anche da noi albanesi e bosniaci potranno entrare in Svizzera senza alcuna limitazione. Infatti, aderendo agli accordi di Schengen, il nostro Paese automaticamente adotta le decisioni prese dalla maggioranza. Inutile dire che questa ennesima apertura piace ai socialisti, ma preoccupa seriamente il cittadino di buon senso. Vi sarà ovviamente un’invasione di cittadini dell’Est in Svizzera. Del resto da 20 anni si assiste a immigrazioni di massa incontrollate da questi Paesi, e questo quando bisognava avere almeno uno straccio di permesso, figuriamoci da dicembre quando non bisognerà neppure più disporre di un visto di entrata. Diciamola tutta: da quando abbiamo aderito allo spazio Schengen nessuno svizzero fa più la coda agli aereoporti europei, ma intanto il nostro Paese è invaso da qualsiasi persona che entra indisturbata in Svizzera. Rom che rubano e in giornata se ne tornano tranquillamente nei loro campi all’estero, clandestini provenienti dai più disparati luoghi (nemmeno spazio Schengen), ecc. La Svizzera è meno sicura. Le nostre frontiere sono un colabrodo, e neppure vengono controllate le migliaia di auto che varcano ogni giorno il nostro confine. Volevano la libera circolazione delle persone e la mobilità in un mercato da mezzo miliardo di cittadini? I risultati si vedono bene, e sono inquietanti. Indietro ovviamente non si torna. Le stalle sono aperte e arriva di tutto.

Author: LATO-B Categories: Attualità Cantonale Tags:

Basta assumere stranieri!

25 ottobre 2010

Su questo sito abbiamo denunciato da sempre il malandazzo ormai consolidato nel nostro Paese di assumere stranieri al posto degli svizzeri, creando disoccupazione qui da noi ed esportando benessere all’estero, visto che spesso si tratta di frontalieri. Ma perché, soprattutto in Ticino ma anche in Svizzera tedesca, si è osservato il preoccupante fenomeno, questa invasione di stranieri? Innanzitutto è corretto dire che l’assunzione di stranieri è legale e legittima, perché con la libera circolazione delle persone con l’Unione Europea non ci vuole più nessuna domanda preliminare al Cantone: basta uno straccio di contratto per ottenere il permesso di lavoro. Le ditte sfruttano le possibilità date dagli accordi con l’UE: assumono frontalieri al posto dei ticinesi per diversi motivi a pari competenze, tra cui paghe più basse rispetto ai domiciliati (con l’Euro così basso poi, il frontaliere si sfrega le mani con salari in franchi svizzeri) e maggiore disponibilità e flessibilità. Quel che fino a pochi anni fa non succedeva, ora si osserva in modo evidente, cioè che i molti frontalieri assunti in Ticino siano del settore terziario; che non vi sia manodopera sufficiente in Ticino nell’industria, nell’edilizia e artigianato lo sanno anche i sassi. Gli stranieri però adesso rubano il lavoro ai ticinesi nelle banche, fiduciarie, assicurazioni, ospedali e studi medici, studi di ingegneria e architettura (tutti settori che finora sono sempre stati appannaggio dei domiciliati), ma anche nel settore pubblico come Comuni e Cantone, oltre che alla TV di Stato, finanziata lautamente coi soldi degli svizzeri che poi rimangono disoccupati a causa degli stranieri. Roba da matti! Ora il Mattino della domenica ci informa che anche al Festival di Locarno, foraggiato ampiamente con soldi pubblici, vengono assunti dozzine di stranieri, con compiti che potrebbero essere tranquillamente risolti dai ticinesi! Basta assumere stranieri, proprio le istituzioni pubbliche dovrebbero dare lavoro ai domiciliati, proprio perché senza soldi pubblici un Festival di Locarno, distintosi nell’ultima edizione per aver presentato film scabro-porno omosessuali disgustosi, non esisterebbe neppure! Doppio danno per il contribuente: sperpero di denaro pubblico, e aumento della disoccupazione indigena in seguito all’assunzione di stranieri… Roba da pazzi.

Svizzera, questa sconosciuta. Però ci stanno pappando a grossi bocconi!

14 ottobre 2010

La nostra presidente Doris Leuthard viene accolta ufficialmente dalla Norvegia, Paese a noi fortemente affine per non essere membro dell’Unione Europea e per essere una Nazione ricca (oltre che vantare un prezzo della vita carissimo) e libera. La cosa non fa notizia, si tratta di una visita ufficiale di una delegazione svizzera all’estero, se non che quando la banda musicale suona l’Inno nazionale elvetico, intona un motivo che con il nostro salmo non c’entra un tubo! Vi rendete conto? Siamo nel 2010, c’è Internet, Facebook, la Svizzera è talmente all’avanguardia che ha concesso la libera circolazione delle persone, e la Norvegia sbaglia la scelta dell’Inno nazionale svizzero durante una visita di Stato. È strano come nessuno ci conosca, pochi sanno che in Svizzera si parlano 4 lingue ufficiali, tutti pensano che siamo un Paese chiuso su se stesso e invece abbiamo la più alta percentuale di cittadini stranieri, in molti sono convinti che da noi ci siano solo mucche, formaggio, coltellini, banche e montagne. Neppure riescono a trovare l’Inno svizzero. Però poi sono migliaia gli stranieri che della Svizzera nulla sanno (però sanno che da noi si trova lavoro grazie alle frontiere aperte e alla libera circolazione siglata con l’Unione Europea), e che ci invadono ogni anno, contribuendo ad aumentare la disoccupazione nel nostro Paese. Insomma, Svizzera sconosciuta ai più, ma invasa da stranieri che rubano lavoro ai domiciliati. Eh sì, ci stiamo proprio globalizzando, appiattendo, diventando mediocri come gli altri. Magari tra poco ci toglieranno pure l’Inno.

Rom: problema che non vogliamo

10 ottobre 2010
no grazie !

no grazie !

Ma il problema Rom in Ticino esiste o no? Certo che esiste, visto che le nostre frontiere, note ormai in tutta Europa come facilmente valicabili, senza alcun controllo delle persone che entrano in Svizzera, vengono attraversate regolarmente dai nomadi provenienti dai campi lombardi o piemontesi: costoro vengono nel nostro Paese, rubano, e poi ritornano nei loro accampamenti in Italia con la refurtiva. Qualche volta vengono beccati, moltissime volte non vengono intercettati. E poi, anche se fermano dei Rom che hanno rubato in Ticino, si tratta spessissimo di minorenni ben istruiti all’arte del furto, e come minorenni vengono tosto rilasciati. Insomma rubano, vengono fermati per poche ore, e rubano ancora, ecc. Ci sono dei problemi, inutile far finta di niente come fanno i soliti socialisti, per i quali nulla càpita, fino a quando la questione non tocca loro e non sono loro stessi vittima di furti.

Ma nel nostro Cantone abbiamo un vantaggio rispetto al Norditalia: da noi non ci sono accampamenti abusivi di zingari, e questo è fondamentale, perché i campi Rom in Italia sono semplicemente incontrollabili e sono notoriamente il covo ideale per la delinquenza. Sono l’area di Galbisio, e neppure tutto l’anno, è attrezzata per ospitare i nomadi; anche a Mendrisio si accampano regolarmente gli zingari, che sono persone note alla polizia ticinese. E questo così deve restare: poche aree per gli zingari, in maniera che le autorità riescano a controllare i nomadi. Altro che chiedere nuove aree per gli zingari!! Siano i socialisti a prenderseli in casa loro, o facciano accampare i Rom nei loro giardini! Col cavolo che creeremo nuovi spazi per i nomadi!! Va bene così, pochi posti e ben controllati. Noi lo schifo dei campi abusivi dei Rom in Italia non li vogliamo, ci chiediamo perchè i socialisti vogliano sempre importare problemi dall’estero