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Posts Tagged ‘libera circolazione’

Immigranti dal Nordafrica: alzi la mano chi li vuole.

17 aprile 2011

Da settimane Lampedusa viene invasa da migliaia di africani, che fuggono dal Continente nero per i più disparati motivi. Guerre, persecuzioni, povertà, fame, ecc. ecc. Esprimiamo grande solidarietà con tutte le persone del mondo che scappano dal proprio Paese, per sperare di trovare una nuova Patria dove magari le condizioni di vita sono migliori e più sicure. La fuga dalle Nazioni povere e in guerra prosegue da decenni, ed ha portato in Europa milioni di rifugiati, politici ed economici. Ciò che sta accadendo in queste settimane è ovviamente legato alla rivoluzione che avviene nel Nordafrica. Fatto sta che tutti sti sfortunati sono proprio tanti, e nessuno li vuole. Un po’ come la peppa tencia a carte, nessuno la vuole. La maggior parte dei magrebini che giungono a Lampedusa (isola turistica invasa da africani e dove la situazione è fuori controllo) vogliono proseguire verso la Francia, dove si parla il francese (lingua a loro nota) e dove spesso i disperati hanno amici, parenti o conoscenti, arrivati in Francia negli ultimi decenni di continua emigrazione dall’Africa. Ma ovviamente i transalpini mica vogliono essere il Paese di raccolta dei Nordafricani!! Anche perché le banlieu delle grandi città ospitano già milioni di magrebini, che oltretutto talvolta creano disordini e tensioni sociali. Ed è guerra diplomatica tra Francia e Italia: gli italiani caricano i Nordafricani sui treni verso la Francia, i francesi bloccani i treni. La domanda che si impone è: ma chi li vuole questi magrebini, quasi tutti maschi tra i 20 e i 40 anni? La maggior parte di essi vogliono una migliore esistenza e un lavoro, ma non hanno il diritto di restare come rifugiati politici.  Gli italiani fanni i furbi, e non registrano i magrebini, così essi non risultano essere provenienti dall’Italia: se li registrassero, gli italiani dovrebbero tenerseli, così come indicano i trattati internazionali. Insomma, migrazioni di massa che destabilizzano la tanto decantata ed unita Unione Europea, che dovrebbe correre in aiuto dell’Italia, ma nessuno vuole altri ulteriori rifugiati nei propri confini, oltre ai milioni già arrivati negli scorsi anni. Intanto a Chiasso la pressione dei fuggitivi cresce, e la nostra Consigliera federale Sommaruga vuole creare tanti posti di lavoro per accogliere i rifugiati… Non vogliamo di nuovo vivere quello che successe con l’ex Jugoslavia, quando arrivarono in Svizzera centinaia di migliaia di rifugiati (mentre l’UE non li accoglieva), e dopo la fine della guerra quasi nessuno dei fuggitivi se ne tornò al suo Paese. Sono restati qui. Una volta che arrivano da noi, è difficile rimpatriarli. Urge un efficiente dispositivo di contenimento lungo le nostre frontiere per farne entrare il meno possibile. Punto. E dal Nordafrica non devono più salpare altre bagnarole direzione Europa, altrimenti sarà il caos più incontrollabile.

Funzionari cantonali corrotti? Meglio verificare.

13 marzo 2011

Il Ministero pubblico ha aperto un’inchiesta penale contro uno o più funzionari del Cantone (Sezione logistica) invischiato nel caso della ditta CHIT, l’impresa di costruzioni che si era aggiudicata molteplici appalti pubblici in un breve periodo, lavori per diversi milioni di franchi. Da notare che questa CHIT era apparsa dal nulla, e in brevissimo tempo si è vista arrivare molti lavori dal Cantone: sospettoso, no? Ma poi il titolare italiano Barbone (già il nome a noi fa venire qualche sospetto e di certo non avremmo dato alla sua ditta neppure un misero incarico) se ne è fuggito con Fr 600′000.- : della serie, Prendi i soldi e scappa. Il leghista Attilio Bignasca aveva denunciato i mandati attribuiti alla fantomatica CHIT, tramite atto parlamentare, ed ora il Ministero pubblico si è attivato. Bignasca aveva parlato di infiltrazioni mafiose in seno all’Amministrazione pubblica. Vedremo ora cosa scaturirà dall’inchiesta: in passato ci hanno abituati a sanzioni ridicole nei confronti dei funzionari, tipo spostamento in un altro servizio, ammonimento, o altre baggianate simili. Se davvero c’è gentaglia pubblica che attribuisce gli appalti a ditte estere, magari ricevendo mazzette, noi proponiamo il licenziamento in tronco, il taglio della pensione, far sapere immediatamente il nome e il cognome di questi malavitosi, scontare integralmente la pena inflitta dai giudici e la restituzione del maltolto. Chiediamo troppo a marmaglia che sbatte via i soldi pubblici?

Frontalieri: c’è chi mente sapendo di mentire

5 marzo 2011

Ecco, ci voleva anche uno studio scientifico pagato dal contribuente sul fenomeno dei frontalieri in Ticino. L’Istituto di ricerche economiche (IRE) si è messo a fare un esoso studio (reso noto ieri e già ne annuncia un altro sullo stesso argomento): il risultato scaturito è che “non sembra esistere evidenza scientifica” di una sistematica sostituzione della manodopera locale con lavoratori frontalieri. Che razza di scoperta è? Nessuno ha mai detto che in modo sistematico (cioè sempre) il frontaliere ciula il lavoro al ticinese, ci mancherebbe altro. Lega e UDC (e ora anche i furbetti Verdi) affermano che i frontalieri sono un problema, perché mentre loro aumentano di numero contemporaneamente aumentano i ticinesi disoccupati, quindi è ovvio che da molte ditte vengano preferiti i frontalieri. Oltretutto è evidente la pressione sui salari, verso il basso! Ma poi quella frase che vanifica lo sforzo dello studio: “non sembra esistere evidenza scientifica”!!! Ma se non sembra esistere qualcosa, non hai ancora dimostrato niente, che razza di studio scientifico è?? Avete speso un pacco di soldi per dimostrare un tubo di niente!! La gente però non è scema, e capisce che questo pseudo-studio da repubblica delle banane arriva proprio prima delle elezioni cantonali, e vorrebbe dimostrare che va tutto bene per rassicurare gli elettori. Col cavolo!! I frontalieri sono eccome un problema (oltre che una risorsa quando abbiamo davvero bisogno di questi lavoratori e quando nessun domiciliato può fare il lavoro richiesto). Ed è un problema sentito, tanto è vero che si mettono a studiare il fenomeno con studi pagati dal contribuente. L’unica evidenza scientifica emersa e scoperta (??!?) dall’IRE è che nel ramo commerciale la situazione è critica. Appunto, come diciamo da anni, è critica.

Emergenza rapine in Ticino. Rapine pericolose.

27 febbraio 2011

Ennesima rapina dall’inizio dell’anno nel Mendrisiotto. In pieno centro a Chiasso per poco non ci scappa il morto. La gioielleria Maiocchi presa di mira, la titolare Rita Maiocchi reagisce e il rapinatore le spara addosso tre colpi di pistola. Il malvivente indisturbato riprende la sua auto, varca il confine, e viene in seguito arrestato nel Bresciano. È incredibile la facilità con cui si passa la dogana svizzera, con armi a bordo della propria macchina. Ormai si tratta di una vera e propria emergenza: il nostro Cantone è preso d’assalto dai rapinatori di ogni risma, che non esitano a sparare per uccidere. Si è sparsa la voce di quanto sia facile scappare in direzione Italia dopo la rapina: lo sanno tutti nell’ambiente della malavita che la Svizzera fa parte dello spazio Schengen, e che le nostre guardie di confine non presidiano più i valichi. Sanno anche che siamo impreparati, ingenui, sorpresi da questa escalation di rapine. Non che in passato questi atti non si presentassero, ma di certo non con questa frequenza e con questa violenza. I commercianti sono esasperati e spaventati, e trovano la causa di questi atti malavitosi nelle dogane che sono diventati colabrodi. Urge un massiccio aumento dei controlli ai valichi, urge rivedere gli accordi di Schengen. Ci avevano detto che con accordi internazionali ci sarebbe stata più sicurezza, invece siamo vittime della libera circolazione, della mobilità senza controlli, dell’apertura del nostro Paese alla criminalità. Giuste le reazioni politiche della destra che accusano le autorità (la sinistra tace, tanto a loro piace essere diventati come qualsiasi altro paese dell’Unione Europea). Altro che “sciacallaggio elettorale” come dice il capo del Dipartimento istituzioni Luigi Pedrazzini: qui bisogna agire subito, e ce ne sbattiamo che Pedrazzini e le sue statistiche dicano che non è vero che il nostro Paese sia meno sicuro che in passato! Vogliamo più controlli, più sicurezza, vogliamo poter ancora andare a ritirare soldi al bancomat senza essere assaliti, passeggiare indisturbati nel centro, vogliamo controlli severi alle dogane, rivogliamo la tranquillità che la Svizzera aveva…

Ancora una rapina nel Mendrisiotto. Ma è tutto normale. Forse…

11 febbraio 2011

Ennesima rapina a mano armata nella regione di confine. Ancora una volta rapinata una stazione di servizio del Mendrisiotto, la sesta del 2011. La situazione è inaccettabile, la popolazione ha paura, i commessi delle pompe di benzina sono stressati ed impotenti. La polizia non garantisce la sicurezza, le guardie di confine sono poche e con i trattati di Schengen chiunque passa indisturbato alle frontiere che sono ormai diventati dei colabrodi. Urge un aumento delle forze dell’ordine nella zona di confine, urge un aumento degli effettivi e dei controlli alle dogane (cosa del resto richiesta dall’UDC nazionale).

Il fatto che lascia esterrefatti è che durante i dibattiti che si susseguono in TV e in radio per le prossime elezioni cantonali, i soliti candidati di sinistra facciano finta di niente, dicano che le rapine sono nella media, che non è vero che si delinque di più rispetto agli anni scorsi. Pazzesco!! Ma anche ammettendo (e mentendo) che non vi sia più criminalità di un tempo, è pazzesco non capire che la popolazione è insicura, spaventata. E che i commerci e le attività economiche vadano tutelate e protette. È incredibile come certi politici non si rendano conto che urge maggior sicurezza nel nostro Paese, che i cittadini vadano protetti. Ma si sa, se si ammette un problema poi bisogna affrontarlo e risolverlo. E di gente che non vuole risolvere i problemi è pieno il Ticino…

Svizzera secchiona, Europa non si attiene agli accordi

29 gennaio 2011

Il nostro Paese firma da decenni una moltitudine di accordi internazionali: secchioni e ingenui come siamo, noi li rispettiamo in modo ligio, gli altri spesso se ne sbattono e non applicano quanto sottoscritto. Pensiamo solo agli accordi bilaterali con l’Unione Europea: la Svizzera ha accolto centinaia di migliaia di lavoratori UE, mentre per uno svizzero andare a lavorare in Europa (in particolare in Italia) è quasi impossibile. Oppure alle ridicole firme con la Libia per liberare gli ostaggi che Tripoli teneva prigionieri: Gheddati aveva restituto solo le valigie dei due cittadini elvetici, mentre noi ci siamo pure scusati per aver applicato la legge nell’arresto del figlio Hannibal.

Negli scorsi giorni la Grecia, Paese praticamente fallito per aver truccato i conti statali e in seguito a corruzione a tutti i livelli della sua economia, è stata accusata dall’UE di non attenersi al trattato di Dublino, che regola l’attribuzione dei richiedenti l’asilo nello spazio Schengen. Ma è ovvio, gli ellenici devono ricostruire la propria Nazione, cosa gliene frega di accogliere i rifugiati africani! Intanto però il sistema è in crisi, e gli altri Paesi si cuccano ancora più asilanti perché la Grecia non fa i suoi compitini. Ovviamente anche la Svizzera si becca ancor più asilanti di quanti già ne ha. Del resto secondo la sinistra dovremmo accogliere tutti i rifugiati del mondo, i socialisti saranno contenti che l’UE non si attiene agli accordi…

Aumento di clandestini, ancora.

27 gennaio 2011

Niente di  nuovo sotto il sole: si legge in questi giorni che vi è stato un aumento delle entrate clandestine nel nostro Paese, in particolare in Ticino. Ovviamente viene in mente la richiesta dell’UDC che proponeva di rivedere gli accordi di Schengen: l’UDC suggeriva di aumentare i controlli alle dogane svizzere, ormai diventate dei veri e propri colabrodi. Infatti ormai le nostre frontiere sono aperte e non sorvegliate, e ovviamente lo sanno tutti che in Svizzera si entra con grande facilità. Gli altri partiti non accolgono le proposte dell’UDC e anzi vogliono farci credere che da quando la Svizzera ha aderito agli accordi di Schengen, vi sono meno entrate illegali e più sicurezza (??!!??). Mah? Ma la gente è così stupida da non accorgersi che il nostro Paese è divenuto meno sicuro e più esposto alla criminalità internazionale? Siamo basiti.

Bulgaria e Romania per ora non entrano nello spazio Schengen. Ci mancherebbe!

16 gennaio 2011

Almeno per ora Sofia e Bucarest non sono pronte per entrare nell’area di libera circolazione Schengen: un rapporto dei soliti esperti indipendenti dell’Unione Europea (UE), mandati in avanscoperta per stabilire se i nuovi Paesi UE si stanno evolvendo secondo i parametri europei (??), dice che Bulgaria e Romania non sono maturi e non passano l’esamino. Il rapporto è stato presentato nei giorni scorsi a Bruxelles davanti ai rappresentanti dei 27 Stati membri. Pare che secondo gli esperti UE la Bulgaria ha ancora difficoltà a garantire la sicurezza con la frontiera turca. Eh? Cosa? Tutto qui? Lo sanno anche i sassi che questi due Paesi sono un crogiolo di tensioni sociali, corruzione, povertà e criminalità! Escono da un buio periodo di comunismo totalitario, e ci metteranno decenni a mettere a posto i loro problemoni! Di buono per la Svizzera è che si ritarda la libera circolazione dei bulgari e dei rumeni, che tanto entrano ed escono nello spazio Schengen senza grossi problemi, ma che almeno devono varcare una frontiera sorvegliata prima di penetrare nella terra promessa. Mica come i valichi svizzeri, aperti e non presidiati dalle guardie di confine. Chi da noi voleva la libera circolazione nello spazio Schengen è comunque soddisfatto: aumento dei clandestini, dei richiedenti l’asilo, della criminalità di importazione, ecc ecc. Vi ricordiamo che l’UDC ha chiesto di rivedere gli accordi di Schengen, per ottenere almeno la possibilità di aumentare i controlli alle nostre dogane, giusto per aumentare un pochino la sicurezza…

Buon Anno! E a tutti l’augurio di un 2011 sereno e ricco di soddisfazioni!

1 gennaio 2011
Auguri !!

Auguri !!

A tutti lettori gli Auguri di un Anno Nuovo migliore del precedente, cosa per nulla scontata. Gli stravolgimenti mondiali che investono anche il nostro Paese non portano a niente di buono. Per quel che riguarda la Svizzera, il 2011 è l’anno della Presidenza della Confederazione per Micheline Calmy-Rey: convinta socialista, contraria all’esercito, favorevole all’entrata del nostro Paese nell’Unione Europea, favorevole all’abolizione del segreto bancario, la Michelin Dimitri è stata eletta presidente dalle Camere federali con un numero di voti bassissimo, il più basso di sempre. Ancora una volta il Parlamento ha perso l’occasione di dimostrare che la politica non puè essere solo un teatrino, che ruoli istituzionali come la Presidenza non possono essere ceduti a personaggi destabilizzanti come la Calmy-Rey, accusata tra l’altro di aver truccato i conti del Canton Ginevra prima di arrivare in Consiglio Federale. Il 2011 è anche l’anno delle donne: per la prima volta in Svizzera, e cosa rarissima anche negli altri Esecutivi in tutto il mondo, il nostro Governo federale è in maggioranza composto da donne. La cosa a noi va bene, basta che lavorino e non si facciano prendere dalla sensibilità femminile e dall’emotività tipica delle femmine. Calmy-Rey, assieme a quel vecchietto spaesato e confuso di Merz, aveva gestito in modo ridicolo e pericoloso il dossier degli ostaggi svizzeri in Libia: a distanza di mesi, e dopo attenta analisi, tutti hanno condannato la gestione della crisi con Tripoli. La Svizzera ha bisogno di un Governo forte, credibile, unito e pragmatico; se poi sono le donne a farlo funzionare meglio, noi saremo contenti. Non si tratta come dice la Micheline nella sua allocuzione del 1° gennaio di oggi di una vittoria delle donne; noi speriamo che le persone che siedono nel Consiglio Federale siano quelle giuste per questo difficile ruolo. È l’anno anche della disoccupazione, perché se è vero che stiamo meno peggio degli altri, è anche vero che molti posti (soprattutto nel terzîario come banche, servizi, settore medico, ingegneristico, ecc) sono occupati da stranieri, il che porta ad un aumento dei disoccupati residenti. Si tratta di una tendenza che continua e preoccupa molto chi ha a cuore il destino dei nostri giovani e del nostro Paese. È l’anno degli anarchici, che totalmente impuniti continueranno a recapitare pacchi-bomba nelle ambasciate di tutto il mondo. Il pericolo è diventare ostaggi della sinistra violenta, e perché ciò non accada bisogna punire no-global, casseur, comunisti ed estrema sinistra che manifestano senza autorizzazione e poi spaccano tutto, esattamente come si farebbe per un cittadino comune. È l’anno delle elezioni cantonali in Ticino e delle elezioni federali: il cittadino riuscirà a votare con la testa, per partiti e politici che li rappresentino, o continuerà a mandare nei Parlamenti persone che non difendono le loro cause? Sarà insomma un anno di cambiamenti e di interessanti evoluzioni. Intanto vi auguriamo ancora uno splendido 2011!!

L’UDC ha ragione: accordi Schengen da rivedere

30 dicembre 2010

Inutile nascondere la verità: da quando la Svizzera ha aderito allo spazio Schengen, la sicurezza non è migliorata. Come può migliorare la sicurezza di un Paese se i confini non esistono più, se i controlli sono poco rigorosi, se le nostre frontiere sono ormai un colabrodo? Entra nel nostro Paese di tutto e di più, e ovviamente i malintenzionati lo sanno che la Svizzera non fa più controlli alle dogane. Nei mesi passati abbiamo riferito delle camionate (nel vero senso della parola) di iracheni che sono stati fermati, stipati come sardine nei TIR che cercano di entrare in Svizzera e scaricano i richiedenti l’asilo sul nostro territorio: chissà quanti camion pieni di asilanti sono entrati indisturbati nel nostro Paese. E chissà quanti delinquenti, zingari Rom, richiedenti l’asilo, e chi più ne ha più ne metta, avranno varcato il confine assolutamente indisturbati, tanto i controlli in dogana non esistono più. Esistono invece i valichi di frontiera aperti e dichiaratamente incustoditi: un invito a nozze per tutti coloro vogliono entrare in Svizzera!!

Fatto sta che l’UDC propone ora di rivedere l’accordo. E la proposta è legittima, perché il buon senso dice di aumentare la sicurezza interna del nostro Paese, e ciò si può raggiungere solo con maggiori controlli alle frontiere, mica facendo sapere al mondo che i nostri valichi sono incustoditi!! Le statistiche sulla criminalità non sono poi rassicuranti: giornalmente si registrano furti, spesso anche violenti, di criminali che entrano in Svizzera, delinquono e poi tornano indisturbati nei loro campi illegali all’estero. Pensate che tra poco pure le popolazioni balcaniche potranno entrare senza permessi, perché lo spazio Schengen sarà sempre più ampio e accoglierâ sempre più Paesi dell’Est, i cui cittadini potranno tranquillamente varcare le frontiere. I comandanti delle polizie delle città dell’Est europeo pare si sfreghino le mani: da loro la criminalità è scesa da quando esistono gli accordi di Schengen, e questo perché i malavitosi si sono spostati ad operare nei Paesi ricchi dell’Ovest europeo. Del resto mettetevi nei panni dei delinquenti: preferireste svuotare le case di poveri concittadini, o magari spostarvi ad ovest per svaligiare le case di ricchi svizzeri? Domanda quasi scema, ma i buonisti nostrani sono convinti che di problemi non ve ne siano… Ovviamente auguriamo loro di ricevere quanto prima nella loro casa la visita di bande di delinquenti dell’est senza scrupoli!