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Posts Tagged ‘libera circolazione’

Levrat litiga coi giovani PS sulla libera circolazione…

3 gennaio 2012

È notorio che il PS sia per l’apertura della Svizzera ai mercati UE: 440 mio di abitanti che stanno colonizzando il nostro Paese, e da quando la libera circolazione delle persone è effettiva, pochissimi svizzeri sono andati all’estero (ma quanti saranno?) ma centinaia di migliaia di lavoratori stranieri sono arrivati da noi. Le ripercussioni sono note anche ai sassi: disoccupazione aumentata, orde di frontalieri ogni giorno sulle nostre strade, pressione sui salari. Chi vuole incrementare i costosissimi controlli si scervella per limitare gli effetti negativi di una politica di apertura auto-lesionista di un piccolo e appetibile Paese come il nostro. Controllare eventuali abusi serve a poco, anche perché l’afflusso in massa di lavoratori stranieri continua comunque.

Ora arriva il presidente del PS Levrat e ammette che per le regioni periferiche come il Ticino gli effetti sono molto negativi, e che bisogna prendere provvedimenti, come p.es. un temporaneo blocco dell’immigrazione. Roba da UDC e Lega! E in effetti i giovani socialisti attaccano il loro presidente. Per i giovani la ricetta non può essere un blocco. In realtà succede solo che la sinistra ufficiale di Levrat si è svegliata, forse sensibilizzata dai propri elettori che non riescono a trovar lavoro e che vengono discriminati a vantaggio dei frontalieri, che ciulano posti di lavoro agli svizzeri. Anche in settori dove prima dei bilaterali i frontalieri non trovavano spazio come banche, assicurazioni, ospedali, studi di avvocatura, ecc. la situazione è drammatica per i lavoratori domiciliati. È anni che andiamo predicando che i bilaterali ci distruggono: ora sarà interessante se il PS, in gran parte responsabile di questa dissennata politica di apertura, appoggerà le misure UDC volte a frenare l’immigrazione di massa che stiamo vivendo da un decennio. Che ridere, i socialisti che si vogliono chiudere su se stessi. Magari se lo dice il PS succederà qualcosa a favore degli svizzeri… Ah, ah!

Disoccupazione stabile, ma assistiti in forte aumento!!

11 dicembre 2011

Non stiamo così bene come ci vogliono far credere! Le statistiche che vengono fornite dalle autorità federali e cantonali sulla disoccupazione sono preoccupanti, ma rispetto al resto dell’Europa sicuramente vengono forniti dati migliori. Ma quello che ci viene sottaciuto è che c’è un forte aumento dei casi di assistenza, quelle persone per intenderci che non hanno più diritto alla indennità disoccupazione, e finiscono con chiedere aiuti sociali. Ecco, questi casi non sono contemplati nelle statistiche dei senza lavoro: alla percentuale dei disoccupati, per avere un quadro esatto della situazione occupazionale in Svizzera, dovrebbero affiancare la percentuale degli assistiti. E sono davvero tanti, soprattutto in Ticino, i cittadini che chiedono aiuto sociale. Ultimamente il Consiglio Federale ha affermato che non vi è necessità di misure per attenuare gli effetti devastanti della libera circolazione delle persone, neppure nelle regioni di confine come il Ticino. Sono stati creati molti posti di lavoro, la disoccupazione è sotto controllo, quindi va tutto bene. Eh NO, non va bene, perché molti frontalieri rubano il posto di lavoro ai domiciliati svizzeri, i quali finiscono prima in disoccuapazione, e molti anche in assistenza. Consideriamo infine che uscire dalla spirale dell’assistenza non è per niente facile; rischiamo di avere migliaia di casi sociali a carico di Cantone e Comuni per tutta la vita. Ne sanno qualcosa di Comuni, che vedono crescere gli assistiti ogni mese, con grandi ripercussioni sulle finanze comunali.

51′000 son troppi. Troppi.

28 agosto 2011

Da questo sito molte volte commentiamo con regolarità l’aumento dei frontalieri occupati in Ticino, e stigmatizziamo pure l’aumento della disoccupazione nel Cantone. Questo fenomeno si riscontra purtroppo anche nel resto della Svizzera, non solo in Ticino: del resto è difficile immaginare che i frontalieri non stucchino il lavoro ai domiciliati! Solo i soliti professoroni USI e SUPSI, pagati dal contribuente ticinese, sono capaci ad affermare che non è vero che i fronalieri siano una concorrenza per gli indigeni. Ma questi imbecilli dobbiamo davvero ancora pagarli?? In Ticino, secondo gli ultimissimi dati, ancora una volta il numero dei frontalieri è salito, siamo arrivati a 51′000 unità (a questi si aggiungono padroncini, lavoratori distaccati, ecc) . E questo in un Cantone con poco più di 300′000 abitanti (di cui un terzo pensionato, a carico dell’assistenza o disoccupato). Sono cifre da brivido: anche perché con la crisi chi rischia di perdere il lavoro è il ticinese, notoriamente pagato di più. E basta con la manfrina secondo cui abbiamo bisogno dei frontalieri: certo che ne abbiamo bisogno, nell’edilizia, nella vendita, e in tutti quei mestieri che i frontalieri hanno sempre svolto dato che i ticinesi non hanno voglia di farli. Ma da un decennio vi è un’invasione di stranieri in settori da sempre occupati dagli svizzeri: la sanità, le banche, le assicurazioni, la RSI e il parastato, e molte altre branche dell’economia. Preferiscono i frontalieri ai domiciliati, e li pagano pure meno. Basta lo abbiamo detto ancor prima della libera circolazione delle persone con l’UE. Ora diciamo basta-basta: bisogna introdurre tetti massimi e contingenti. Il mercato attinga prima in Ticino, e se non trova quella figura professionale, faccia domanda a Bellinzona: in pratica il sistema vigente prima degli accordi capestri con l’UE, metodo che funzionava benissimo con piena soddisfazione di tutte le parti. Basta invasioni dall’estero se vogliamo bene alla Svizzera.

Svizzeri discriminati in casa propria. Il nostro Paese è stato svenduto.

28 luglio 2011

È anni che predichiamo che i trattati bilaterali con l’UE e la relativa libera circolazione delle persone sono stati l’inizio della fine per il nostro Paese. Decine e decine di episodi e statistiche che dimostrano l’invasione di stranieri in Svizzera e il continuo aumento della disoccupazione dei domiciliati. Svizzeri e ditte svizzere che operano nell’UE sono poco niente, i Paesi UE non rispettano neppure la reciprocità. Poi da noi vi sono all’ordine del giorno abusi, sfruttamenti, soprusi, sia sui cantieri privati che su quelli pubblici, tutti fenomeni da noi sconosciuti fino a prima della tanto voluta apertura. Invasione di stranieri nei settori dei servizi, banche, assicurazioni, sanità, ed anche alla RSI e nel pubblico (SUPSI, USI, ecc). Chi nega l’evidenza mente sapendo di mentire!!

L’ultimo caso ha del clamoroso: un docente di musica stucca il lavoro cantonale ad una ticinese, perché quest’ultima non ha nemmeno potuto partecipare al concorso di assunzione di insegnante liceale di musica. Secondo le autorità il diploma in possesso della ticinese, ottenuto all’alta scuola di musica di Lucerna, non è stato riconosciuto dalla conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione, pertanto la candidata non ha neppure potuto concorrere. Se poi scopriamo che in Ticino non vi è nemmeno una possibilità formativa per poi insegnare musica agli allievi dei licei, allora la follia è irreversibile: in Ticino siamo obbligati ad assumere stranieri!!! O magari qualche ticinese che ha i papiri richiesti, ottenuti altrove o all’estero. Ma siamo pazzi?? Creiamo disoccupati svizzeri e diamo lavoro agli stranieri!!! Posti di lavoro pubblici, pagati dal contribuente!! Siamo addirittura capaci di riconoscere i diplomi esteri e non quelli ottenuti a casa nostra!!! BASTA, BASTA CON QUESTE ALLUCINAZIONI POLITICHE! È inutile dire che appoggiamo qualsiasi proposta per tornare indietro: rivedere gli accordi con l’UE, reinserire contingenti per gli stranieri, rivedere Schengen, ritornare insomma a come eravamo un tempo: il lavoro va dato prima agli svizzeri, e se non abbiamo candidati domiciliati con un certo profilo richiesto, solo allora possiamo aprire le porte agli stranieri. Der resto provate ad andare a lavorare nell’UE! Lì non sanno neppure cosa sono gli accordi con la Svizzera!! “Trattati bilaterali? E che sò i trattati bilaterali?”

Delinquenti impuniti, clandestini e molto altro. Povera Svizzera…

17 luglio 2011

Nei giorni scorsi aveva fatto il giro della Svizzera una buffa notizia: a Zugo un richiedente l’asilo algerino, che non dovrebbe neppure vivere più in Svizzera dato che non ha diritto a restare come rifugiato nel nostro Paese, è stato arrestato due volte nella stessa giornata. Prima fermato per furto in un’automobile, poi rilasciato, ed infine nuovamente arrestato per furto in una macchina della polizia. Buffa come notizia, no? Pensandoci meglio è tristissimo: come svizzero se rubi vai in galera e subisci pure un bel processo, per poi magari essere punito con le solite aliquote giornaliere. Ma almeno vieni punito. Questo algerino è ospite da noi, e ruba, perché tanto sa che non gli può succedere nulla. Gli svizzeri sono discriminati in casa propria.

Scorrendo la stampa nazionale arriviamo alla follia: il quotidiano Blick riferisce che questo richiedente l’asilo, colpito da una decisione di espulsione perché non ha nessun diritto all’asilo politico e quindi clandestino, vanta già presso la polizia elvetica 450 verbali a suo carico, per furti ed altro. Cosa? Pare che l’algerino, quando lo arrestano, ammette i reati, ride e fa pure battute. Tanto sa (e tutti questi personaggi sanno) che non gli può succedere un bel niente, che non verrà incarcerato. Sul Blick spiegavano che non lo si può neppure espellere dalla Svizzera, perché si rifiuta di andarsene e l’Algeria non riprende connazionali espulsi in modo coatto. Cosa? Come? Inutile dire che la sinistra nostrana si sfrega le mani… Pora Svizzera, pora giustizia. Ecco come si finisce con questa politica dell’apertura verso l’estero. Ma è davvero questa la società che vogliamo?

Nella politica di asilo Berna è debole e lenta.

25 giugno 2011

Per anni UDC, Lega dei Ticinesi e qualche esponente di buon senso dei partiti borghesi hanno denunciato la lentezza della procedura di espulsione dei richienti l’asilo che a decine di migliaia ogni anno arrivano in Svizzera. È lapalissiano che chi deve andarsene deve farlo in fretta, e questo dimostrerebbe la serietà della politica d’asilo applicata dalla Svizzera. Ormai invece lo sanno anche i sassi che da noi si trova aiuto, complicità da parte delle autorità, appartamenti a disposizione, possibilità infinite di ricorso alle decisioni di espulsione, e in futuro pure la concessione della nazionalità svizzera, e tutto questo come semplici rifugiati (??%&??). Lo sanno tutti in nel mondo, e quindi arrivano a frotte nel nostro Paese. Ovviamente di questi tempi arrivano i magrebini dal Nordafrica, e anche se le solite compiacenti autorità sdrammatizzano, giungono a Chiasso decine di richiedenti al giorno. Ma dove li mettermo tutti sti rifugiati, per la maggioranza neppure perseguitati nella loro Patria? Ad una chiara domanda di un deputato UDC al Nazionale, il Consiglio Federale rispondeva che ci terremo ca. la metà dei nordafricani che presentano domanda di asilo, e questo perché gli italiani non registrano i richiedenti, i quali pertanto non figurano transitanti da un Paese sicuro (in teoria la Svizzera potrebbe rimandare tutti i magrebini in Italia, dato che essi potevano presentare domanda di asilo in Italia). Furbizie degli Stati UE, noi svizzeri ligi e poveri fessacchiotti. Gli accordi di Dublino, ostentati dal Consiglio Federale come accordi per noi convenienti, si stanno rivelando una fregatura pazzesca per la Svizzera!!

Adesso arriva il bello: la Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia accusa le autorità federali di lentezza delle procedure di espulsione dei richiedenti l’asilo provenienti da Paesi sicuri. Ma come?? Se la denuncia parte dall’UDC, allora è razzismo e xenofobia, e se invece arriva dai Cantoni è una cosa seria da titoloni e articoli super-intellettuali? Pora Svizzera… Speriamo solo che questa denuncia da parte dei Cantoni della situazione dell’asilo in Svizzera, assurda e surreale che perdura da decenni, e che porta ad un’invasione di richiedenti economici da ogni dove, possa finalmente migliorare. Chi necessita resti, chi non ha diritto venga allontanato il prima possibile. Lo dicono anche i Cantoni.

Edilizia allo sbando.

17 giugno 2011

Abbiamo riferito più volte su questo sito dell’anarchia che regna nell’edilizia ticinese, sia su cantieri pubblici che su quelli privati. Sono emerse gravi irregolarità sui cantieri Alptransit, Vedeggio-Cassarate, Inceneritore di Giubiasco, e molti luoghi dove i committenti erano privati: la zuppa non cambia, è e sarà sempre la stessa zuppa, nel senso che non c’è controllo che tenga a frenare una valanga di scorrettezze. Operai sottopagati, sfruttati, costretti a dormire sui cantieri, ditte che non avevano permessi, padroncini che se ne strafregano, documenti falsificati, salari non versati, e molte altre schifezze. La sinistra chiede più controlli: ancora di più?? Ma volete avere 1000 ispettori per i 1000 cantieri attivi sul territorio cantonale, per controllare che tutti siano in regola, ovviamente pagati da contribuente? In pratica ci costano infinitamente di più già solo gli ispettori che non il presunto beneficio di questi strampalati accordi con l’UE. Oltre che danneggiare le ditte locali, che perdono i concorsi a causa della concorrenza sleale operata dalle imprese estere. Ora basta! Avete voluto gli accordi bilaterali, avete imposto misure di accompagnamento, avete promesso cose cosmiche, ma niente, il caos è di casa: tutto ciò che le persone di buon senso avevano previsto prima della votazione sugli accordi con l’UE si sono avverate. Gli ultimi casi sul cantiere del secolo di Lugano, dove sono stati arrestati due caporali (gente che arraffa dagli stipendi dei subalterni): sulle rovine del Palace Hotel lavorano ditte (consorzi stranieri) che sfruttano operai stranieri, reclutati appena fuori confine, disposti a lavorare per molto meno di quello che i sindacati hanno definito come minimo salariale. Ding-dong, sveglia!! Era chiaro che aprendo il mercato svizzero a mezzo miliardo di abitanti europei saremmo stati invasi e colonizzati!! Ding-dong!! Ora i buoi sono entrati e son cazzi per tutti. Da notare che quando gli ispettori arrivano sui cantieri a fare controlli, spesso le ditte estere nemmeno li cagano. Devono arrivare addirittura i poliziotti a richiedere i papiri a queste ditte, come se la pola non avesse nient’altro da fare… Accordi bilaterali da rivedere, subito, e a nostro favore.

Libera circolazione: ormai è un’invasione

13 giugno 2011

Sulla libera circolazione delle persone tra Svizzera e l’Unione Europea ormai si è detto tutto: solo qualche imbecille non vuole ancora ammettere che l’equazione “aumento dei lavoratori stranieri = aumento della disoccupazione” è sacrosanta. Riferiamo sempre del Ticino, anche perché da noi il fenomeno dei frontalieri è assolutamente fuori controllo. Dei frontalieri abbiamo bisogno in settori come l’industria, l’edilizia, l’artigianato. Ma in effetti si registra un’esplosione di stranieri in settori dove la manodopera indigena dovrebbe essere più che sufficiente: invasione nelle banche, nelle assicurazione, nella sanità, nel settore pubblico (Comuni e Cantone) e parapubblico (RSI in primis). E tutto questo quando nessuno vuole andare a lavorare in Italia, e chi vorrebbe non può perché gli italiani non rispettano gli accordi ed ostacolano l’entrata degli svizzeri. Incredibile: siamo invasi, e quei pochi che cercano di lavorare all’estero sono bloccati… Siamo proprio dei masochisti, noi svizzeri.

Parliamo ora di ciò che avviene in Svizzera tedesca. C’è una vera e propria immigrazione di massa dalla Germania. Centinaia di migliaia di lavoratori tedeschi che si prendono posti ambiti nei Cantoni tedescofoni. Tedeschi negli ospedali, nei treni e tram come guidatori, nel settore terziario. Sembra che si senta sempre meno lo schwitzer düütsch, e sempre più il germanico. E gli europei, come si sa, sono colonizzatori. Tanto che anche il settore tradizionalmente appannaggio degli autoctoni è invaso: nelle FFS e nella Posta aumento drammatico di tedeschi, ma anche nello Stato, dove la presenza dei germanici è triplicata, spesso con mansioni da quadro. Sui quotidiani ticinesi gli articoli si preoccupavano che così la parte germanofona nello Stato aumentava ulteriormente, a scapito degli italofoni. E chissenefrega, diciamo noi! Il dramma è che coi soldi dei contribuenti si foraggiano lavoratori stranieri, a scapito ovviamente dei domiciliati. Pora Svizzera…

Author: LATO-B Categories: Attualità Federale Tags: ,

Accordi di Schengen: ci costano 10 volte più del previsto e la sicurezza diminuisce!

22 maggio 2011

Che il nostro Paese sia sempre stato un po’ masochista è cosa nota. Ma con gli accordi di Schengen abbiamo davvero toccato il fondo. A parte il fatto che Danimarca, Francia e Italia vogliono rivedere gli accordi, dato che l’UE è letteralmente invasa da pseudo-rifugiati dal Nordafrica, quindi le preoccuazioni della destra svizzera sono condivise da molti Governi di Nazioni membri dell’Unione Europea. Quello che in questi giorni fa discutere è quanto davvero ci costa essere entrati nello spazio Schengen: nel libretto informativo pubblicato dalla Confederazione in occasione del voto popolare, ci dicevano che gli accordi ci sarebbero costati 7,4 mio di franchi. Ora ci dicono che all’anno ci costano 86 milioni. Ma come, hanno sbagliato (per difetto) di più di 10 volte!! Roba da pazzi. Nel settore privato una ditta che stima i costi in questo modo chiude l’anno successivo! Ma è mai possibile che tutto ciò che viene fatto coi soldi pubblici diventa uno spreco di denaro, ci sono sempre aumenti spropositati rispetto ai preventivi, clientelismo, sub-sub appalto, e chi piu ne ha più ne metta? Ovviamente con dati così strampalati gli elettori sono stati ingannati. Si può sbagliare un preventivo del 10%, ma anche del 20 o del 30%. Ma quando le spese aumentano di più di 10 volte, allora la conclusione è che ci prendono in giro. Ma la vera beffa è che le entrate illegali aumentano, che il sistema di informatica tra i Paesi dello spazio Schengen non funziona, che la collaborazione tra le polizie degli Stati membri non è efficiente. E ci vengono pure a dire che grazie a questi accordi sono entrati in Svizzera mille richiedenti l’asilo in meno… La verità è che Schengen fa acqua da tutte le parti, e con la solita scusa che poi rimaniamo fuori, siamo entrati nello spazio Schengen, ovvero un sistema inefficiente, riducendo la sicurezza sul nostro territorio e annullando i controlli alle nostre frontiere. E vài con l’apertura.

Schengen in crisi profonda

14 maggio 2011

Circa 6 mesi fa l’UDC chiedeva di rivedere gli accordi di Schengen: in seguito alle negative ripercussioni sul nostro Paese, il primo partito svizzero chiedeva di ritrattare gli accordi, in particolare chiedeva di aumentare la sorveglianza lungo le frontiere con i vicini dell’UE. Ovviamente sono piovute critiche da ogni dove: sempre l’UDC che rompe, l’UDC vuole chiudersi su se stessa, UDC intollerante, e altre (le solite) baggianate, cui i partiti PLR-PS-PPD ci hanno da tempo abituati. L’UDC ha quindi visto che Schengen è un problema per la Svizzera: aumento di furti nelle regione di confine, aumento dell’immigrazione clandestina, senso di insicurezza dei cittadini, e molto altro, tutto ciò a causa dell’apertura scellerata delle nostre frontiere. Ormai i passatori, i criminali trasfrontalieri, i clandestini lo sanno che da noi si entra e si esce come niente, che i valichi non sono più presidiati, che siamo come (se non peggio dal punto di vista dei controlli) gli altri Paesi europei.

In questi giorni i danesi hanno reintrodotto i controlli a tappento lungo i propri confini, in seguito al massiccio afflusso di stranieri degli ultimi mesi, in particolare dal Nordafrica. Nelle scorse settimane, sempre  a causa dell’invasione di africani, Francia e Italia chiedevano di rivedere i termini dell’accordo di Schengen. Insomma, l’UDC ha visto ancora una volta giusto, gli altri voltano la faccia per non vedere il problema. La libera circolazione all’interno dello spazio Schengen è un macigno. E la gente lo sente sulla propria pelle. Solo che se lo dice l’UDC è xenofobia, discrimazione, razzismo. Ora però lo dicono anche Sarkozy e Berlusconi, i capi di Governo di due importanti Nazioni UE. Schengen è una bella patata bollente, è un colabrodo grazie al quale tutti entrano nello spazio e godono poi della libera circolazione. Per la Svizzera è un accordo demenziale, e soprattutto non ci guadagnamo niente (salvo non fare le file all’immigrazione negli aereoporti europei ??!!?). Ma come tutti i contratti, anche Schengen si può disdire e ritrattare. Per la nostra sicurezza, per i nostri cittadini, per il futuro del nostro Paese. Ma i partitoni europeisiti lo capiranno?