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Disoccupazione stabile, ma assistiti in forte aumento!!

11 dicembre 2011

Non stiamo così bene come ci vogliono far credere! Le statistiche che vengono fornite dalle autorità federali e cantonali sulla disoccupazione sono preoccupanti, ma rispetto al resto dell’Europa sicuramente vengono forniti dati migliori. Ma quello che ci viene sottaciuto è che c’è un forte aumento dei casi di assistenza, quelle persone per intenderci che non hanno più diritto alla indennità disoccupazione, e finiscono con chiedere aiuti sociali. Ecco, questi casi non sono contemplati nelle statistiche dei senza lavoro: alla percentuale dei disoccupati, per avere un quadro esatto della situazione occupazionale in Svizzera, dovrebbero affiancare la percentuale degli assistiti. E sono davvero tanti, soprattutto in Ticino, i cittadini che chiedono aiuto sociale. Ultimamente il Consiglio Federale ha affermato che non vi è necessità di misure per attenuare gli effetti devastanti della libera circolazione delle persone, neppure nelle regioni di confine come il Ticino. Sono stati creati molti posti di lavoro, la disoccupazione è sotto controllo, quindi va tutto bene. Eh NO, non va bene, perché molti frontalieri rubano il posto di lavoro ai domiciliati svizzeri, i quali finiscono prima in disoccuapazione, e molti anche in assistenza. Consideriamo infine che uscire dalla spirale dell’assistenza non è per niente facile; rischiamo di avere migliaia di casi sociali a carico di Cantone e Comuni per tutta la vita. Ne sanno qualcosa di Comuni, che vedono crescere gli assistiti ogni mese, con grandi ripercussioni sulle finanze comunali.

Tutti davanti alla TV per il sorteggio del secolo!

25 novembre 2011

Duca Widmer e Romano, di nuovo loro! Avevano ottenuto lo stesso numero di voti personali alle ultime elezioni nazionali, ma ancora non si sa chi andrà a Berna. Il sistema informatico aveva deciso che ci doveva andare la PPDina, ma dopo ricorsi vari il Tribunale Federale (TF) ha sancito che il sorteggio va rifatto, e questa volta non virtualmente con un computer: oggi alle 12.30 in diretta RSI qualcuno tirerà a sorte, qualcuno estrarrà il bigliettino del nome dell’eletto. Che suspance!! Come 8 anni fa, quando non si sapeva se Bush o Gore erano diventati presidente degli USA, solo che in quel caso si sono rimessi a ricontare per mesi le schede, per capire chi l’avesse spuntata. Ci sembra che quel caso fosse un po’ più importante per le sorti del pianeta… Per fortuna il TF ha deciso che tra i due PPDini ticinesi è sufficiente rifare il sorteggio. Quel che lascia perplessi è che in Svizzera, Patria della democrazia diretta, dove si va a votare almeno 4 volte all’anno, dove vi è una tradizione secolare nel conteggio dei voti, delle schede e degli abitanti, dopo un mese si sia ancora al palo, e l’ambiziosissimo Romano non sappia ancora se ce la farà. Auguriamo alla RSI una audience da record durante il sorteggio che verrà proposto in diretta, un vero e proprio evento planetario. E speriamo che non ci facciano una lunga e inutile trasmissione per tirarla per le lunghe, quando per un sorteggio ci vogliono dai 15 ai 30 secondi. E se la Duca Widmer dovesse perdere, dopo che tutti l’hanno congratulata per la sua elezione?

Asilo in Svizzera: una politica ridicola e irrispettosa

12 novembre 2011

Siamo proprio un Paese di ingenuotti e fessacchiotti, che fa accordi con gli altri, rispettandoli da bravi secchioni, mentre gli altri Paesi delle regole se ne fanno un baffo. Svizzerotti citrulli, penseranno di noi. Il bello è che poi ci becchiamo anche le critiche degli altri. La politica di asilo ne è un esempio clamoroso: con gli accordi di Dublino, i richiedenti che passano da uno Stato a noi vicino e dove potrebbero fare domanda di asilo, in Svizzera non possono diventare asilanti. E difatti il nostro Paese rimanda indietro migliaia di clandestini che se ne devono tornare in Italia, Germania, Francia e fare lì la domanda di asilo. Ma ovviamente i nostri simpatici vicini mica li vogliono, loro e la loro decantata politica di accoglienza europea, e fanno di tutto per rimandarceli. Risultato: dei richiedenti respinti dalle autorità elvetiche, molti ritornano nel nostro Paese e ci riprovano più volte. Li espelliamo e poi ritornano. Sembra un giochino tipo il ping-pong, ma è pura e cruda realtà. E nümm a pagum!! Ogni incarto costa migliaia di franchi, burocrazia, perdita di tempo: tutti fondi che invece di essere destinati ai bisognosi domiciliati (anche in Svizzera c’è genta in difficoltà), finiscono per essere sprecati. E tutto ciò in seguito ad un evidente abuso del diritto di asilo. Eppoi l’Italia la maggioranza dei richiedenti neppure li registra, così almeno può far finta che gli asilanti non siano passati dal loro Paese. Insomma, una vera schifezza. E noi continuiamo ad accogliere, accogliere, accogliere, e negli ultimi mesi vi è pure un ulteriore aumento delle domande di asilo… MA BASTA!

I socialisti non sanno fare i conti. Non crediamo loro.

10 ottobre 2011

Sono arrivati in tutte le bucalettere del Cantone i volantini elettorali in vista delle elezioni federali di fine ottobre. Ci salta all’occhio quello del PS: i socialisti propongono 10 punti di cambiamenti, tra cui istruzione e formazione per tutti, asili nido, classi scolastiche meno numerosi, stipendi alti per tutti, e tante altre allettanti proposte, volte ad attirare gli elettori. Speriamo che la gente comune non caschi nella trappola, nel senso che da sempre che i socialisti spendono i soldi degli altri e da sempre spendono i soldi che non hanno e che di certo non producono. Le proposte del PS, opinabili, sono chiaramente non finanziabili, in tempo di crisi poi non sono neppure proponibili!! A meno che non vogliamo finire come la Grecia, Paese fallito in seguito a spese non sopportabili per le casse pubbliche. In Grecia fino a ieri si andava in pensione a 53 anni, e il sistema pensionistico brucia le risorse finanziarie dello Stato (un po’ quello che sta succedento con la Cassa pensioni nel Canton Ticino…). In Grecia hanno speso e sprecato per decenni i soldi che la Nazione ellenica non aveva, ma stampava alllegramente!

NO al PS, NO ai socialisti, perché siamo in un Paese dove la socialità è forte e garantisce di vivere degnamente, e nessuno dorme sotto i ponti. NO ai socialisti perché vogliono cambiamenti che metterebbero in ginocchio la nostra economia, quella che produce ricchezza da ridistribuire ai bisognosi. NO a proposte demagogiche e non finanziabili (a meno che non mettano loro i soldi necessari, ma quando devi pagare tu allora cambi subito idea). NO al PS che ri-ri-ripropone quella mummia di Franco Cavalli, marxista amico dei cubani.

Italia a terra. Ma si va oltre ogni limite.

3 ottobre 2011

Come noto l’UE è messa malissimo, la zona euro al limite del collasso. Paesi come la Grecia, Spagna, Portogallo, Italia sono sull’orlo del fallimento. L’Italia, Nazione con un grosso potenziale economico, necessita di almeno 110 mia di euri entro fine anno, sennò fallisce. Come anche per la Grecia, gli altri Paesi che pagano sti falliti, come Germania e Francia, prima di erogare miliardi come patatine, chiedono garanzie su come le Nazioni in difficoltà risaneranno le finanze pubbliche. Ebbene, la televisione francese ha mostrato certe inchieste su suolo italico: hanno messo a nudo il fatto che vi sono migliaia di barche e panfili ormeggiati nei porti italiani, ma moltissimi jacht non sono registrati a nome di nessuno, e quindi non vengono pagate le relative tasse. Infatti chi possiede beni di lusso deve pagare esose imposte. Scioccante poi che in Italia vi siano 4 milioni di case e palazzine non registrate: anche qui miliardi di tasse immobiliari non pagate ogni anno. Se si confrontano le immagini satellitari con i registri fondiari appare evidente l’inganno e l’abusivismo edilizio. Insomma, non pagano le tasse, difficile pertanto che lo Stato abbia finanze floride! Basterebbe assumere poche decine di impiegati solerti per recuperare importi di tasse evase per aiutare lo Stato a uscire da questa situazione di fallimento. Invece stanno ancora a discutere se introdurre o meno una tassa patrimoniale, un po’ come l’imposta sulla sostanza che in Svizzera si paga da sempre. Ma si sa, in Italia vi è corruzione, e c’è pure la mafia. Fanno bene Francia e Germania a sincerarsi della situazione in queste repubbliche delle banane, prima di concedere decine e decine di miliardi…

Author: LATO-B Categories: Attualità Estera Tags: , ,

Vietato il volto coperto

30 settembre 2011

A Berna il Parlamento ha approvato una mozione di Oskar Freysinger (UDC vallesano) che chiede il divieto di presentarsi a volto scoperto agli sportelli dei comuni, cantoni e confederazione, otre che a manifestazioni. Evidente ricondurre questa mozione al divieto di indossare il burqa, già in vigore in diversi Paesi europei, e la stampa ha evidenziato questo aspetto: nonostante il testo dell’atto parlamentare non facesse esplicito riferimento al burqa, si tratta secondo i media di un divieto anti-burqa.

Ma secondo noi Freysinger ha centrato pienamente l’obiettivo, inserendo nel testo anche il divieto di mascherarsi alle manifestazioni: come più volte riferito in questo sito, gli estremisti di sinistra che distruggono le nostre città sono sempre mascherati, e spesso restano impuniti, anche perché le autorità danno talvolta l’ordine alla polizia di lasciar fare. Se davvero questa mozione verrà messa in atto, quando arriveranno gli estremisti di sinistra in piazza mascherati, dovrebbero essere bloccati e impacchettati. Ovviamente non siamo così ingenui da credere che una mozione cambi il lassismo delle autorità, troppo deboli e di poca volontà per tener fronte agli anarchici di sinistra, da sempre impuniti. Però almeno se ne parla, fino ad ora è stato accettato senza commenti il fatto che questi criminali spaccassero le città e assalissero la polizia a volto coperto e restassero impuniti. Che Paese civile, che siamo. Come anche è totalmente assurdo che vi siano persone che si presentano agli sportelli pubblici, magari a ritirare documenti, che non si identificano. Del resto ai distributori di benzina è vietato fare il pieno con in testa il casco della moto! Motociclisti discriminati.

Cavalli di nuovo candidato alle elezioni federali

25 settembre 2011

Franco Cavalli non muore mai, almeno politicamente. Ancora una volta è candidato alle elezioni federali, stavolta per il Consiglio degli Stati. Di per sè quindi niente di nuovo: nel senso che il Francesco non molla e si rimette sempre in gioco. O meglio, lo rimettono in gioco i socialisti. E qui sta il punto: possibile che il PS, grande paladino delle candidate donne e che lascia volentieri spazio ai giovani, non abbia trovato di meglio che ri-ri-ri-candidare Cavalli?. E possibile che il medico Cavalli non abbia niente di meglio da fare che ambire ad una carica politica che lo impegnerebbe mesi all’anno a Berna? Ma non è un grande professore, oncologo, impegnatissimo? Misteri della politica elvetica. Eppoi Cavalli aveva sbattuto la porta al PS, salvo poi rientrare dalla porta invece che discretamente dalla finestra. Non crediamo che l’ormai vecchio (politicamente, ma anche l’anagrafe non lo aiuta…) Cavalli possa avere chances di entrare nella Camera dei Cantoni, ma in politica tutto è possibile. Per il Ticino sarebbe un rappresentante scomodo e poco interessante per gli interessi del nostro Cantone. Abbiamo bisogno di politici che affrontino il degrado del Ticino dopo la libera circolazione, che affrontino la crisi e la disoccupazione, il rilancio economico, i pasticci con l’Italia, non di marxisti e filo-cubani come lui da sempre è. Inoltre abbiamo semmai bisogno del Cavalli buon medico in Ticino, per la salute dei pazienti e per la cura dei malati.

Author: LATO-B Categories: Attualità Cantonale Tags: ,

UBS: un caso perso. Ma non dobbiamo accettarlo.

18 settembre 2011

Nel 2008 era una banca fallita. Solo grazie ai 5 miliardi di franchi iniettati in fretta e furia dallo Stato, UBS aveva potuto far fronte alle spese correnti. Inoltre 62 miliardi di titoli tossici, quelli legati ai subprime statunitensi, sono tuttora posteggiati alla Banca Nazionale Svizzera (BNS), in attesa che il mercato immobiliare americano risorga da una crisi senza precendenti. In pratica senza l’aiuto statale, UBS SA non esisterebbe più. Facciamo notare poi che i cittadini elvetici si erano alquanto indignati quando la banca, una volta ricevuti i 5 miliardi dallo Stato (soldi del contribuente), li aveva spesi per distribuire bonus ai propri dipendenti. Ma come? Non hanno soldi in cassa e una volta ricevuti li spendono per pagare i bonus? Bonus per obiettivi raggiunti? Ma se la banca stava per andare in bancarotta!! Semmai avrebbero dovuto NON pagare bonus per obiettivi non raggiunti!! Ma si sa, il mondo va spesso al contrario. E il mondo bancario è semplicemente assurdo e immorale. E nemmeno crisi profonde come quelle avvenute nel 2008 hanno portato ai cambiamenti auspicati.

E difatti è notizia dei giorni scorsi che un trader del Ghana, attivo nell’Investment Banking UBS di Londra, ha fatto perdere alla banca 2,3 mia di dollari. Nelle banche tutto si quantifica in miliardi, numeri che sono difficili da scrivere e impossibili da immaginare. Sempre cifre astronomiche. Il dipendente è stato arrestato, ma intanto il danno è fatto. UBS è di nuovo sotto accusa: mancano sistemi di controllo efficaci per evitare simili casi che fanno tremare la banca e ne mettono in forse il futuro. Il CEO Grüber, numero 1 della banca, non si dimette per ora, e ha sempre difeso strategie aggressive e ad alto rischio. Del resto il settore Investment è per difinizione speculativo. Alla trasmissione TV della SF Arena è stato più volte detto che i banchieri svizzeri sono competenti nelle attività tradizionali delle banche, ma che ma col Investment hanno poca confidenza. In parole povere i banchieri svizzeri non sono competenti e non capiscono l’Investment banking, quindi è difficile per loro anche creare controlli efficaci per evitare perdite miliardarie come quelle capitate al dipendente africano. Tra l’altro ci sorge una domanda: ma con tutti i bancari svizzeri attivi, proprio un ghanese dovevano assumere per quel posto? Un 31enne figlio di diplomatici. Cosa ne capisce uno così di banche? Ma a quella età non dovrebbe ancora lavorare allo sportello e servire le vecchiette, giusto per farsi un po’ di esperienza. Blocher sta già pensando di proporre il divieto di continuare per le banche elvetiche ad avere un settore di Investment, proporrà di scorporare questo settore dal resto delle attività tradizionali delle banche svizzere. Intanto però UBS ha fatto un’altra figuraccia. Una ditta sovvenzionata dalla Stato che continua a fare affari ad alto richio. L’errore più grande è stato commesso quando la Confederazione ha iniettato miliardi per evitare il fallimento di UBS, senza imporre della chiare condizioni. Non si può accettare di aiutare una ditta privata coi soldi del contribuente, e non pretendere nuove regole, nuovi controlli, più rigore. Ma il settore bancario non era il fiore all’occhiello della Svizzera?

Author: LATO-B Categories: Attualità Federale Tags: , ,

Europa a picco. E mò son cavoli amari.

14 settembre 2011

Da mesi ormai l’Unione Europea cerca di salvare la Grecia dalla bancarotta. Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia non stanno certo meglio. Da mesi ci sono proclami della politica europea per calmare i mercati borsistici affondati e per rassicurare cittadini e investitori: la Grecia non fallirà, dicono. Ma dopo tanti mesi e dopo tantissimi miliardi di svalutati euri gettati nelle casse elleniche, la Grecia sta malissimo. Entro fine mese non avrà più nulla da spendere. E allora altri miliardi vengono pompati per gli ellenici, gente che per decenni ha vissuto sopra le proprie possibilità, cittadini che non pagano le imposte, dove la corruzione è la norma, pensionati a 53 anni con lavori in nero, uno Stato che ha truccato i conti per anni. Come fa un simile Paese a far parte dell’area Euro? Come si fa ad accogliere nella moneta unica Nazioni allo sbando, totalmente diverse dal motore Germania, che è ormai stufa di pagare per gli altri lazzaroni? Prima della moneta Euro, i Paesi avevano indipendenza monetaria, e quando tutto andava male, la loro valuta svalutava, e poi tutto ricominciava. Ora con l’Euro non si può fallire, altrimenti le banche esposte con bond greci fallirebbero, creando un vortice di fallimenti e defaults.

Il punto è che tutta l’Europa sta andando allo sfascio. Ora anche l’Italia abbisogna di 110 mia di euro entro fine anno, altro che piano di austerità. Gli italiani stanno litigando da tutta l’estate nei loro parlamenti, invece di prendere in mano la situazione e reagire. E la Banca Nazionale Svizzera (BNS) vorrebbe mantenere un cambio col franco a Fr 1,20 ! Ma non si rendono conto i dirigenti della BNS che con queste premesse l’Euro scenderà, non già in seguito a speculazioni, ma proprio perché la moneta unica europea vale sempre meno, e se ne stampa sempre di più per tappare i buchi. La BNS si indebiterà a dismisura per mantenere un cambio artificiale che comunque non soddisfa l’economia elvetica, che vorrebbe un cambio a Fr 1.40 . Cosa ci aspetta dunque? Di sicuro tante incertezze e crisi profonde. E la Svizzera paga per aver tenuto bene i propri conti statali.

L’informazione è potere e Bignasca lo sa.

9 settembre 2011

Terremoto nell’editoria ticinese. In poche settimane gli annunci che 20Minuten, noto quotidiano gratuito svizzero tedesco, sbarca in Ticino, e come reazione Giuliano Bignasca ci fa sapere che verrà stampato un quotidiano leghista gratutito dal titolo che la dice tutta: 10minuti. Infine, ma questa notizia è buffa, il Granconsigliere socialista balcanico Stoianovic balza sulle cronache della TV di Stato perché anche lui diventa editore di un mensile: si tratta di 3 numeri in 3 mesi; come dire che dopo le elezioni federali il suo foglietto di sinistra non esisterà più. 

Al di là degli spazi pubblicitari che i due quotidiani gratuiti ruberanno ai 3 quotidiani ticinesi, al di là che i giornalisti di queste due nuove testate diventeranno matti a trovare notizie ed approfondimenti per riempire i loro fogli, al di là del fatto che 10minuti rischia di diminuire il numero di lettori del Mattino della domenica, perché Bignasca si lancia in questa ulteriore avventura editoriale? Bignasca sa quanto conta l’informazione, sa che la Lega dei ticinesi esiste grazie al Mattino della domenica, e fa di tutto per contrastare il potere e l’informazione (sinistroide?) di un editore come Tamedia. Qualsiasi esperto di informazione sa quanto sia importante avere in mano un giornale, un settimanale, una piattaforma online. Il potere lo si conquista con l’informazione, e lo si perde in fretta se non si hanno in mano i mass media. Per questo in Ticino tutto risultava difficile: il potere era in mano al PLR, al PPD e al PS, che tuttora si spartiscono l’informazione televisiva, quella di Stato pagata dal contribuente. 20 anni fa arriva come un tifone il Mattino della domenica, settimanale domenicale, e la gente comincia a votare Lega. Il castello mediatico cantonale è sotto assedio, la TSI comincia a tremare, e dopo un ventennio la Lega conquista il Consiglio di Stato. Bignasca sa quanto sia importante raggiungere i ticinesi, gratuitamente e in modo capillare. E sa usare molto bene i mass media. L’informazione è potere.