Viagra

Archivio

Posts Tagged ‘lato-b’

Per le banche svizzere si mette male…

5 febbraio 2012

Che il segreto bancario ormai non esista più pare evidente a tutti. Lo scambio di informazioni è dato, e non è più cosa rara. Ultimo caso negli scorsi giorni, quando le autorità elvetiche informavano quelle statunitensi in riferimento a conti bancari e nomi di contribuenti USA. Ormai è lotta contro il segreto bancario elvetico. E la Danimarca ha già proposto, visto che la Svizzera è così collaborativa con gli USA, che lo diventi anche con l’Unione Europea. Vogliono i soldi evasi, vogliono smontare il sistema bancario elvetico. Certo che anche le banche non è che ne escano bene: quanti funzionari di banche svizzere operanti all’estero che sono accusati di favorire l’evasione fiscale! Che figure di palta, soprattutto dopo tutti i precedenti che hanno infangato le nostre banche. La banca più antica del Paese, la Wegelin, che negli scorsi giorni è stata smantellata e venduta a pezzi alla Raiffeisen, per evitare che venisse distrutta dagli USA è solo l’ultimo grave episodio in ordine di data. Roba da matti. L’avidità dei bancari non ha limiti, ma proprio in un momento delicato come questo non valeva la pena stare un po’ tranquilli? Le banche stesse con questo comportamento scorretto e immorale, forniscono ai Paesi esteri tutti i pretesti per smantellare il sistema bancario elvetico. Povera Svizzera, nemmeno le banche ci lasciano…

Erano anni che si denunciavano casi allucinanti… Amministrazione cantonale allo sbando

4 febbraio 2012

Da molti anni la Lega, in particolare Attilio Bignasca, denunciava grossi e crassi malandazzi nell’Amministrazione cantonale, in particolare nella Sezione della logistica. Il caposezione della logistica Massimo Martignoni, funzionario super-pagato con futura pensione da nababbo (pagata dai contribuenti ticinesi), è stato sollevato dal suo incarico. Dopo tutte le boiate che ha combinato non è neppure stato licenziato, solo spostato a incarico da stabilire. Gli inventeranno un posto di lavoro solo per lui, in attesa della “meritata” pensione. Ma per licenziare uno di questi personaggi statali di cosa si deve macchiare? Deve uccidere un Consigliere di Stato? Ma quand’è che gli statali ticinesi si possono punire? Ricordiamo quel caso all’ufficio contribuzioni di Locarno, quando una statale mandava le cartoline dalle spiaggie dove passava le vacanze, mentre diceva di essere in malattia. Oppure lo statale che non veniva a lavorare, mentre il suo collega timbrava per lui il sui cartellino… In quel caso solo ammonimenti. Davvero poco rispetto per i lavoratori veri e per i contribuenti.

La Sezione della logistica distrubuisce e spande milioni e milioni dei contribuenti, per pagare opere nel settore pubblico. Da poco il caso di quel terone, che ha preso i soldi ed è scappato, senza fare nemmeno 1 lavoro dei tanti che erano stato assegnati alla sua ditta, nella quale non figurava alcun operaio e forse una segretaria… Roba da repubblica delle banane! Il Cantone ha deliberato lavori per milioni a una ditta nata dal nulla, senza operai, e gli hanno pure pagato congrui acconti!! Responsabile la sezione della logistica. Ma bravi, ma metteteli voi statali i milioni che perdete, cazzo. L’Amministrazione cantonale è allo sbando, perché in realtà molti funzionari sono totalmente incompetenti, assunti perché amici degli amici, spinti dai partiti che vogliono posti di lavoro per i propri adepti. Peccato, perché il cittadino comune fa fatica tutti i giorni. E l’esempio che ci danno gli statali, e i politici che coprono i malaffari dei loro protetti, è semplicemente scandaloso. Un pensiero a tutti quei funzionari statali che lavorano con coscienza e correttezza, che non sono pochi. Peccato davvero.

Stojanovic si ritira dalla candidatura di presidente PS, peccato…

29 gennaio 2012

Come noto alla presidenza ticinese del PS si erano presentati Saverio Lurati, sindacalista, e il politologo Nenad Stojanovic. Il primo sempre è sulle instabili barricate, colui che ha affermato candidamente a proposito dell’invasione di manopoera estera in Ticino “noi vogliamo che i lavoratori stranieri vengano a lavorare nel nostro Cantone, l’importante è che vengano pagati con paghe ticinesi” (!!?!). L’altro arrogante come pochi di origine balcanica, super-ambizioso e spintonaro pur di arrivare al suo obiettivo, sempre pronto a sputare sulla destra e a denigrare la Lega dei ticinesi. Stoja, dopo essersi candidato alla presidenza della sezione ticinese del PS, ora si mette da parte: le sue motivazioni sono da circo, in particolare afferma che gli altri partiti avrebbero strumentalizzato una sua elezione o non-elezione. Ma da quando in qua a Stoja frega qualcosa dei sentimenti dei rappresentanti degli altri partiti ticinesi. Noi invece abbiamo l’impressione che il balcanico non avesse supporters nel comitato socialista, e una volta accortosi (o forse non si è nemmeno accorto da solo, vista la sua boria e supponenza, qualche compagno pietoso gliel’avrà spifferato) che nessuno, nemmeno i socialisti, avrebbero votato un simile personaggio venuto in Svizzera a causa della ferma chiusura (?) del nostro Paese nei confronti degli stranieri, egli si sia messo da parte. Peccato, perché nemmeno i socialisti, sempre pronti a sostenere gli stranieri e i derelitti, avrebbero scelto lui come presidente, e avrebbero fatto una figura dei ticinesotti che scelgono il nostrano Lurati, invece che votare per l’importato Stoja. Ma il balcanico ha rassicurato tutti: si candida vice-presidente per il PS ticinese. Mitico!!

Author: LATO-B Categories: Attualità Cantonale Tags: ,

Ma come? Dicevano che eravamo al sicuro…

18 gennaio 2012

Il popolo svizzero, ingannato dalle autorità, aveva approvato Schengen qualche anno fa. Ci dicevano che aderire ai Paesi dove era già in vigore il trattato di Schengen era buona cosa per la Svizzera, che con gli altri Paesi europei si poteva combattere meglio la criminalità, che con le frontiere aperte tutto sarebbe stato meglio. Mah… in diversi non erano per niente convinti di questa campagna europeista, di questa propaganda pro-apertura. E infatti i dati danno ragione a chi non voleva aderire al trattato: criminalità d’importazione in aumento, rapine sempre più violente, pompe di benzina lungo il confine prese d’assalto, atti violenti sempre più all’ordine del giorno, e molto altro. L’apertura ha spalancato le porte della Svizzera, e i malintenzionati non si sono fatti pregare. Ma per le autorità nulla di nuovo, nessun aumento, e tante balle. Ora però il Corpo delle guardie di confine entro il 2013 dovrebbe aumentare di 24 unità: secondo la commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati si impone un rafforzamento della sicurezza nelle regioni di confine, e la stessa commissione critica le tergiversazioni del Consiglio federale. Insomma secondo il Parlamento c’è un problema di sicurezza, secondo il Governo no. Ma allora dopo Schengen non va tutto bene, come vorrebbero farci credere! Se la speciale commissione chiede “a qualunque costo” di aumentare gli effettivi delle Guardie di confine per garantire maggior sicurezza, vuol dire che qualcosa non va… E vài con l’apertura verso l’estero!!

Hildebrand-Blocher: 2 casi distinti. Se hanno sbagliato paghino.

7 gennaio 2012

Da una settimana non si parla d’altro. Il Consigliere nazionale Christoph Blocher ha segnalato al Consiglio Federale le transazioni di un conto privato del direttore della Banca Nazionale Svizzera (BNS) Philipp Hildebrand: su un conto della banca Sarasin figura un acquisto di dollari per oltre mezzo milione (Fr 500′000.- sono tanti tanti soldi) pochi giorni prima che la BNS annunciasse a settembre 2011 misure draconiane per ridurre il valore del franco svizzero. Il risultato di questa specualzione di valute è che i coniugi Hildebrand hanno guadagnato in pochi giorni 75′000 franchi. Ora la questione è: ma è legale, corretto, eticamente pulito che un direttore della potenza di Hildebrand possa sfruttare informazioni riservate circa la politica della BNS per arricchirsi?? Ovviamente NO. Qualunque bancario che specula disponendo di notizie riservate commette reato. Blocher segnala al Governo federale l’agire dei coniugi Hildebrand, e da qui tutto il putiferio. Philipp dice che non ne sapeva niente, che fu la moglie a ordinare l’acquisto di mezzo milione di dollari. Ma la moglie fu informata dal direttore circa le intenzioni della BNS? Il giorno dopo l’acquisto di dollari da parte della moglie, Hildebrand venne a saperlo, ma non annullò l’acquisto e non rivendette subito i dollari; quindi seppe poco dopo l’operazione della moglie, ma non fece nulla per porre rimedio. Philipp durante le recente conferenza stampa ha affermato che sua moglie ha una forte personalità (risatina compiacente dei presenti), che lui lascia fare, che non sapeva neppure che la moglie avesse la procura sul suo conto (ehhh???). Ma come? Il direttore della banca più potente del Paese, dell’istituto bancario che decide sul costo del denaro, sulla politica monetaria della Nazione, sul livello delle ipoteche e molto ancora, il nostro direttore strapagato non sa che la moglie, sul conto a lui intestato, sta facendo acquisti speculativi? Non sa che la moglie ha la procura sul suo conto? Preoccupante. Chissà allora come Hildebrand gestisce la BNS… E la moglie, che dice di avere un passato bancario, lo sapeva benissimo che speculare su valute grazie a informazioni confidenziali è vietato, o perlomeno rischioso dal punto di vista etico. Oltretutto agendo sul conto bancario del marito… Roba da “oggi le comiche“!

Ora vi sono due casi distinti: Hildebrand e Blocher. Il primo ha dato le sue giustificazioni, convincendo la stampa, la sinistra (che in cambio chiede di bloccare il franco a 1,40 rispetto all’Euro, ora ancorato a 1,20), e tutti i fessacchiotti che fanno finta di non sapere che certe cose sono vietate. Per niente convinti UDC e la destra: secondo loro il direttore deve andarsene. Girano pure voci che non sia l’unica speculazione e l’unica banca coinvolta… Che sia stato aperto il vaso di Pandora? Magari siamo solo all’inizio? Si vedrà. Nel frattempo tutti si affrettano a voler inasprire le regole interne della BNS: come dire che fino a ieri alla Banca Nazionale ci si poteva arricchire grazie a informazioni riservate, d’ora in poi non si potrà più (??!!). Blocher invece, che nega di aver fornito documentazioni originali al Consiglio Federale, ma pare abbia comunque portato la copia di un estratto bancario alla ministra Calmy-Rey, è nella bufera: Blocher avrebbe infranto il segreto bancario, lui grande paladino del mondo finanziario, indebolendo un segreto bancario che come più volte abbiamo affermato su questo sito non esiste più da tempo. Noi riteniamo che sia giusto fare chiarezza per tutti e due. Hildebrand trema ma non si dimette. Blocher resta arrogante e sicuro di sè. Se hanno sbagliato devono pagare. Ambedue.

Author: LATO-B Categories: Attualità Federale Tags: , ,

Levrat litiga coi giovani PS sulla libera circolazione…

3 gennaio 2012

È notorio che il PS sia per l’apertura della Svizzera ai mercati UE: 440 mio di abitanti che stanno colonizzando il nostro Paese, e da quando la libera circolazione delle persone è effettiva, pochissimi svizzeri sono andati all’estero (ma quanti saranno?) ma centinaia di migliaia di lavoratori stranieri sono arrivati da noi. Le ripercussioni sono note anche ai sassi: disoccupazione aumentata, orde di frontalieri ogni giorno sulle nostre strade, pressione sui salari. Chi vuole incrementare i costosissimi controlli si scervella per limitare gli effetti negativi di una politica di apertura auto-lesionista di un piccolo e appetibile Paese come il nostro. Controllare eventuali abusi serve a poco, anche perché l’afflusso in massa di lavoratori stranieri continua comunque.

Ora arriva il presidente del PS Levrat e ammette che per le regioni periferiche come il Ticino gli effetti sono molto negativi, e che bisogna prendere provvedimenti, come p.es. un temporaneo blocco dell’immigrazione. Roba da UDC e Lega! E in effetti i giovani socialisti attaccano il loro presidente. Per i giovani la ricetta non può essere un blocco. In realtà succede solo che la sinistra ufficiale di Levrat si è svegliata, forse sensibilizzata dai propri elettori che non riescono a trovar lavoro e che vengono discriminati a vantaggio dei frontalieri, che ciulano posti di lavoro agli svizzeri. Anche in settori dove prima dei bilaterali i frontalieri non trovavano spazio come banche, assicurazioni, ospedali, studi di avvocatura, ecc. la situazione è drammatica per i lavoratori domiciliati. È anni che andiamo predicando che i bilaterali ci distruggono: ora sarà interessante se il PS, in gran parte responsabile di questa dissennata politica di apertura, appoggerà le misure UDC volte a frenare l’immigrazione di massa che stiamo vivendo da un decennio. Che ridere, i socialisti che si vogliono chiudere su se stessi. Magari se lo dice il PS succederà qualcosa a favore degli svizzeri… Ah, ah!

L’italiano è in pericolo in Svizzera? Mah.

13 dicembre 2011

La TV di Stato dà sempre grande enfasi alle notizie relative alla lingua italiana. Qualche settimana fa il semi-cantone di Obwaldo annunciava di non voler più offrire l’italiano tra le lingue che vengono insegnate. Da notare i pochi studenti iscritti ai corsi della lingua di Dante. Oggi l’annuncio che il semicantone avrebbe comunque l’obbligo di offrire lezioni di lingua italiana. Lungi da noi l’idea di definire questo argomento banale, ma abbiamo l’impressione che si tratti di un tema sopravvalutato, considerando che le vere emergenze in Europa sono i conti pubblici disastrati e l’indebitamento. E soprattutto dire che l’italiano sarebbe in pericolo ci fa spanciare dal ridere: ci sono centinaia di migliaia di italofoni nel nostro Paese (ovviamente gli italiani sono la stragrande maggioranza), e ci pare stupido affermare che l’italiano sia in pericolo. Considerando poi tutte le reti TV italiane che gli utenti possono seguire, con a pochi chilometri una Nazione dove 60 milioni di italiani parlano la lingua, allora ci sembrano motivazioni ridicole. Semmai sarà il romancio in pericolo, anch’essa lingua nazionale!! Poche migliaia di persone che parlano questa lingua, sempre meno giovani che la conoscono. Altro che l’italiano! Anche lo Schwitzerdütsch è in pericolo, dopo l’invasione di 300′000 germanici. Si tratta di idiomi parlati solo in Svizzera, dunque a rischio. Ma la TSI, che continua ad assumere frontalieri italiani e li paga coi soldi degli svizzeri, ritiene che l’italiano sia in pericolo…

Disoccupazione stabile, ma assistiti in forte aumento!!

11 dicembre 2011

Non stiamo così bene come ci vogliono far credere! Le statistiche che vengono fornite dalle autorità federali e cantonali sulla disoccupazione sono preoccupanti, ma rispetto al resto dell’Europa sicuramente vengono forniti dati migliori. Ma quello che ci viene sottaciuto è che c’è un forte aumento dei casi di assistenza, quelle persone per intenderci che non hanno più diritto alla indennità disoccupazione, e finiscono con chiedere aiuti sociali. Ecco, questi casi non sono contemplati nelle statistiche dei senza lavoro: alla percentuale dei disoccupati, per avere un quadro esatto della situazione occupazionale in Svizzera, dovrebbero affiancare la percentuale degli assistiti. E sono davvero tanti, soprattutto in Ticino, i cittadini che chiedono aiuto sociale. Ultimamente il Consiglio Federale ha affermato che non vi è necessità di misure per attenuare gli effetti devastanti della libera circolazione delle persone, neppure nelle regioni di confine come il Ticino. Sono stati creati molti posti di lavoro, la disoccupazione è sotto controllo, quindi va tutto bene. Eh NO, non va bene, perché molti frontalieri rubano il posto di lavoro ai domiciliati svizzeri, i quali finiscono prima in disoccuapazione, e molti anche in assistenza. Consideriamo infine che uscire dalla spirale dell’assistenza non è per niente facile; rischiamo di avere migliaia di casi sociali a carico di Cantone e Comuni per tutta la vita. Ne sanno qualcosa di Comuni, che vedono crescere gli assistiti ogni mese, con grandi ripercussioni sulle finanze comunali.

Tutti davanti alla TV per il sorteggio del secolo!

25 novembre 2011

Duca Widmer e Romano, di nuovo loro! Avevano ottenuto lo stesso numero di voti personali alle ultime elezioni nazionali, ma ancora non si sa chi andrà a Berna. Il sistema informatico aveva deciso che ci doveva andare la PPDina, ma dopo ricorsi vari il Tribunale Federale (TF) ha sancito che il sorteggio va rifatto, e questa volta non virtualmente con un computer: oggi alle 12.30 in diretta RSI qualcuno tirerà a sorte, qualcuno estrarrà il bigliettino del nome dell’eletto. Che suspance!! Come 8 anni fa, quando non si sapeva se Bush o Gore erano diventati presidente degli USA, solo che in quel caso si sono rimessi a ricontare per mesi le schede, per capire chi l’avesse spuntata. Ci sembra che quel caso fosse un po’ più importante per le sorti del pianeta… Per fortuna il TF ha deciso che tra i due PPDini ticinesi è sufficiente rifare il sorteggio. Quel che lascia perplessi è che in Svizzera, Patria della democrazia diretta, dove si va a votare almeno 4 volte all’anno, dove vi è una tradizione secolare nel conteggio dei voti, delle schede e degli abitanti, dopo un mese si sia ancora al palo, e l’ambiziosissimo Romano non sappia ancora se ce la farà. Auguriamo alla RSI una audience da record durante il sorteggio che verrà proposto in diretta, un vero e proprio evento planetario. E speriamo che non ci facciano una lunga e inutile trasmissione per tirarla per le lunghe, quando per un sorteggio ci vogliono dai 15 ai 30 secondi. E se la Duca Widmer dovesse perdere, dopo che tutti l’hanno congratulata per la sua elezione?

Asilo in Svizzera: una politica ridicola e irrispettosa

12 novembre 2011

Siamo proprio un Paese di ingenuotti e fessacchiotti, che fa accordi con gli altri, rispettandoli da bravi secchioni, mentre gli altri Paesi delle regole se ne fanno un baffo. Svizzerotti citrulli, penseranno di noi. Il bello è che poi ci becchiamo anche le critiche degli altri. La politica di asilo ne è un esempio clamoroso: con gli accordi di Dublino, i richiedenti che passano da uno Stato a noi vicino e dove potrebbero fare domanda di asilo, in Svizzera non possono diventare asilanti. E difatti il nostro Paese rimanda indietro migliaia di clandestini che se ne devono tornare in Italia, Germania, Francia e fare lì la domanda di asilo. Ma ovviamente i nostri simpatici vicini mica li vogliono, loro e la loro decantata politica di accoglienza europea, e fanno di tutto per rimandarceli. Risultato: dei richiedenti respinti dalle autorità elvetiche, molti ritornano nel nostro Paese e ci riprovano più volte. Li espelliamo e poi ritornano. Sembra un giochino tipo il ping-pong, ma è pura e cruda realtà. E nümm a pagum!! Ogni incarto costa migliaia di franchi, burocrazia, perdita di tempo: tutti fondi che invece di essere destinati ai bisognosi domiciliati (anche in Svizzera c’è genta in difficoltà), finiscono per essere sprecati. E tutto ciò in seguito ad un evidente abuso del diritto di asilo. Eppoi l’Italia la maggioranza dei richiedenti neppure li registra, così almeno può far finta che gli asilanti non siano passati dal loro Paese. Insomma, una vera schifezza. E noi continuiamo ad accogliere, accogliere, accogliere, e negli ultimi mesi vi è pure un ulteriore aumento delle domande di asilo… MA BASTA!