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Posts Tagged ‘investimenti’

Italia a terra. Ma si va oltre ogni limite.

3 ottobre 2011

Come noto l’UE è messa malissimo, la zona euro al limite del collasso. Paesi come la Grecia, Spagna, Portogallo, Italia sono sull’orlo del fallimento. L’Italia, Nazione con un grosso potenziale economico, necessita di almeno 110 mia di euri entro fine anno, sennò fallisce. Come anche per la Grecia, gli altri Paesi che pagano sti falliti, come Germania e Francia, prima di erogare miliardi come patatine, chiedono garanzie su come le Nazioni in difficoltà risaneranno le finanze pubbliche. Ebbene, la televisione francese ha mostrato certe inchieste su suolo italico: hanno messo a nudo il fatto che vi sono migliaia di barche e panfili ormeggiati nei porti italiani, ma moltissimi jacht non sono registrati a nome di nessuno, e quindi non vengono pagate le relative tasse. Infatti chi possiede beni di lusso deve pagare esose imposte. Scioccante poi che in Italia vi siano 4 milioni di case e palazzine non registrate: anche qui miliardi di tasse immobiliari non pagate ogni anno. Se si confrontano le immagini satellitari con i registri fondiari appare evidente l’inganno e l’abusivismo edilizio. Insomma, non pagano le tasse, difficile pertanto che lo Stato abbia finanze floride! Basterebbe assumere poche decine di impiegati solerti per recuperare importi di tasse evase per aiutare lo Stato a uscire da questa situazione di fallimento. Invece stanno ancora a discutere se introdurre o meno una tassa patrimoniale, un po’ come l’imposta sulla sostanza che in Svizzera si paga da sempre. Ma si sa, in Italia vi è corruzione, e c’è pure la mafia. Fanno bene Francia e Germania a sincerarsi della situazione in queste repubbliche delle banane, prima di concedere decine e decine di miliardi…

Author: LATO-B Categories: Attualità Estera Tags: , ,

UBS: un caso perso. Ma non dobbiamo accettarlo.

18 settembre 2011

Nel 2008 era una banca fallita. Solo grazie ai 5 miliardi di franchi iniettati in fretta e furia dallo Stato, UBS aveva potuto far fronte alle spese correnti. Inoltre 62 miliardi di titoli tossici, quelli legati ai subprime statunitensi, sono tuttora posteggiati alla Banca Nazionale Svizzera (BNS), in attesa che il mercato immobiliare americano risorga da una crisi senza precendenti. In pratica senza l’aiuto statale, UBS SA non esisterebbe più. Facciamo notare poi che i cittadini elvetici si erano alquanto indignati quando la banca, una volta ricevuti i 5 miliardi dallo Stato (soldi del contribuente), li aveva spesi per distribuire bonus ai propri dipendenti. Ma come? Non hanno soldi in cassa e una volta ricevuti li spendono per pagare i bonus? Bonus per obiettivi raggiunti? Ma se la banca stava per andare in bancarotta!! Semmai avrebbero dovuto NON pagare bonus per obiettivi non raggiunti!! Ma si sa, il mondo va spesso al contrario. E il mondo bancario è semplicemente assurdo e immorale. E nemmeno crisi profonde come quelle avvenute nel 2008 hanno portato ai cambiamenti auspicati.

E difatti è notizia dei giorni scorsi che un trader del Ghana, attivo nell’Investment Banking UBS di Londra, ha fatto perdere alla banca 2,3 mia di dollari. Nelle banche tutto si quantifica in miliardi, numeri che sono difficili da scrivere e impossibili da immaginare. Sempre cifre astronomiche. Il dipendente è stato arrestato, ma intanto il danno è fatto. UBS è di nuovo sotto accusa: mancano sistemi di controllo efficaci per evitare simili casi che fanno tremare la banca e ne mettono in forse il futuro. Il CEO Grüber, numero 1 della banca, non si dimette per ora, e ha sempre difeso strategie aggressive e ad alto rischio. Del resto il settore Investment è per difinizione speculativo. Alla trasmissione TV della SF Arena è stato più volte detto che i banchieri svizzeri sono competenti nelle attività tradizionali delle banche, ma che ma col Investment hanno poca confidenza. In parole povere i banchieri svizzeri non sono competenti e non capiscono l’Investment banking, quindi è difficile per loro anche creare controlli efficaci per evitare perdite miliardarie come quelle capitate al dipendente africano. Tra l’altro ci sorge una domanda: ma con tutti i bancari svizzeri attivi, proprio un ghanese dovevano assumere per quel posto? Un 31enne figlio di diplomatici. Cosa ne capisce uno così di banche? Ma a quella età non dovrebbe ancora lavorare allo sportello e servire le vecchiette, giusto per farsi un po’ di esperienza. Blocher sta già pensando di proporre il divieto di continuare per le banche elvetiche ad avere un settore di Investment, proporrà di scorporare questo settore dal resto delle attività tradizionali delle banche svizzere. Intanto però UBS ha fatto un’altra figuraccia. Una ditta sovvenzionata dalla Stato che continua a fare affari ad alto richio. L’errore più grande è stato commesso quando la Confederazione ha iniettato miliardi per evitare il fallimento di UBS, senza imporre della chiare condizioni. Non si può accettare di aiutare una ditta privata coi soldi del contribuente, e non pretendere nuove regole, nuovi controlli, più rigore. Ma il settore bancario non era il fiore all’occhiello della Svizzera?

Author: LATO-B Categories: Attualità Federale Tags: , ,

Europa a picco. E mò son cavoli amari.

14 settembre 2011

Da mesi ormai l’Unione Europea cerca di salvare la Grecia dalla bancarotta. Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia non stanno certo meglio. Da mesi ci sono proclami della politica europea per calmare i mercati borsistici affondati e per rassicurare cittadini e investitori: la Grecia non fallirà, dicono. Ma dopo tanti mesi e dopo tantissimi miliardi di svalutati euri gettati nelle casse elleniche, la Grecia sta malissimo. Entro fine mese non avrà più nulla da spendere. E allora altri miliardi vengono pompati per gli ellenici, gente che per decenni ha vissuto sopra le proprie possibilità, cittadini che non pagano le imposte, dove la corruzione è la norma, pensionati a 53 anni con lavori in nero, uno Stato che ha truccato i conti per anni. Come fa un simile Paese a far parte dell’area Euro? Come si fa ad accogliere nella moneta unica Nazioni allo sbando, totalmente diverse dal motore Germania, che è ormai stufa di pagare per gli altri lazzaroni? Prima della moneta Euro, i Paesi avevano indipendenza monetaria, e quando tutto andava male, la loro valuta svalutava, e poi tutto ricominciava. Ora con l’Euro non si può fallire, altrimenti le banche esposte con bond greci fallirebbero, creando un vortice di fallimenti e defaults.

Il punto è che tutta l’Europa sta andando allo sfascio. Ora anche l’Italia abbisogna di 110 mia di euro entro fine anno, altro che piano di austerità. Gli italiani stanno litigando da tutta l’estate nei loro parlamenti, invece di prendere in mano la situazione e reagire. E la Banca Nazionale Svizzera (BNS) vorrebbe mantenere un cambio col franco a Fr 1,20 ! Ma non si rendono conto i dirigenti della BNS che con queste premesse l’Euro scenderà, non già in seguito a speculazioni, ma proprio perché la moneta unica europea vale sempre meno, e se ne stampa sempre di più per tappare i buchi. La BNS si indebiterà a dismisura per mantenere un cambio artificiale che comunque non soddisfa l’economia elvetica, che vorrebbe un cambio a Fr 1.40 . Cosa ci aspetta dunque? Di sicuro tante incertezze e crisi profonde. E la Svizzera paga per aver tenuto bene i propri conti statali.

L’informazione è potere e Bignasca lo sa.

9 settembre 2011

Terremoto nell’editoria ticinese. In poche settimane gli annunci che 20Minuten, noto quotidiano gratuito svizzero tedesco, sbarca in Ticino, e come reazione Giuliano Bignasca ci fa sapere che verrà stampato un quotidiano leghista gratutito dal titolo che la dice tutta: 10minuti. Infine, ma questa notizia è buffa, il Granconsigliere socialista balcanico Stoianovic balza sulle cronache della TV di Stato perché anche lui diventa editore di un mensile: si tratta di 3 numeri in 3 mesi; come dire che dopo le elezioni federali il suo foglietto di sinistra non esisterà più. 

Al di là degli spazi pubblicitari che i due quotidiani gratuiti ruberanno ai 3 quotidiani ticinesi, al di là che i giornalisti di queste due nuove testate diventeranno matti a trovare notizie ed approfondimenti per riempire i loro fogli, al di là del fatto che 10minuti rischia di diminuire il numero di lettori del Mattino della domenica, perché Bignasca si lancia in questa ulteriore avventura editoriale? Bignasca sa quanto conta l’informazione, sa che la Lega dei ticinesi esiste grazie al Mattino della domenica, e fa di tutto per contrastare il potere e l’informazione (sinistroide?) di un editore come Tamedia. Qualsiasi esperto di informazione sa quanto sia importante avere in mano un giornale, un settimanale, una piattaforma online. Il potere lo si conquista con l’informazione, e lo si perde in fretta se non si hanno in mano i mass media. Per questo in Ticino tutto risultava difficile: il potere era in mano al PLR, al PPD e al PS, che tuttora si spartiscono l’informazione televisiva, quella di Stato pagata dal contribuente. 20 anni fa arriva come un tifone il Mattino della domenica, settimanale domenicale, e la gente comincia a votare Lega. Il castello mediatico cantonale è sotto assedio, la TSI comincia a tremare, e dopo un ventennio la Lega conquista il Consiglio di Stato. Bignasca sa quanto sia importante raggiungere i ticinesi, gratuitamente e in modo capillare. E sa usare molto bene i mass media. L’informazione è potere.

Euro a Fr 1,20. Paghiamo ancora noi.

8 settembre 2011

Notizia dei giorni scorsi: la Banca Nazionale Svizzera (BNS) si impegna illimitatamente a svalutare il franco nei confronti dell’Euro, e non permetterà che il corso di un Euro scenda sotto la soglia del Franco e venti centesimi. Lo strumento utilizzato dalla BNS per raggiungere lo scopo è quello di acquistare senza limiti la moneta unica europea. In pratica continuare a fare quello che ha già fatto e che non aveva portato ad alcun frutto: infatti nei mesi scorsi la BNS ha comprato miliardi di Euri, quando il cambio era ancora a oltre 1,30. Il risultato di questi acquisti è stato di uno o due giorni, dopo di che il corso è arrivato fino al minimo di 1 franco = 1 euro. La notizia sembra segni una svolta, e cioè finalmente qualcuno si dà la pena di provare a fermare il superfranco. Noi vediamo due grossi problemi nella decisione della BNS: il primo è che se l’euro dovesse di nuovo scendere, spinto verso il basso non dalla speculazione ma dai mercati che non credono nella moneta unica europea, la BNS farebbe di tutto per mantenere il tasso minimo di Fr 1,20 per un euro. In pratica il resto del mondo della finanza contro la piccola BNS; una lotta impari, che porterebbe la nostra Banca nazionale a stampare franchi per quantità pazzesche, indebitandosi a dismisura (attualmente la BNS ha riserve per 300-400 miliardi di franchi). In seguito al continuare a stampare franchi, si registrerà un aumento dell’inflazione, cosa certo non auspicata in un momento di crisi. Il secondo aspetto tocca direttamente il cittadino, perché se la BNS non farà più utili in seguito a questo massiccio intervento di acquisti di euri, sia Confederazione sia Cantoni non incasseranno più i miliardi che vengono per legge riversati. Il risultato è palese: lo Stato dovrà innalzare e di molto le imposte, cosa anche questa non solo impopolare, ma anche poco sana durante la crisi che stiamo vivendo.

In pratica la Svizzera si metterà a stampare carta moneta, come fanno attivamente le Nazioni della zona Euro, ma per motivi opposti: i membri UE lo fanno per non fallire, la Svizzera paga una tenuta diligente dei conti statali. Significa che paghiamo per non aver truccato i conti, per non avere pensionati a 53 anni (Grecia) o a 35 anni di età (Italia), paghiamo per avere un debito pubblico bassissimo rispetto alla zona Euro, paghiamo perché i Paesi UE hanno una grande economia in nero che non paga le imposte e noi invece siamo ligi e precisi nei confronti dello Stato. Pazzesco, no?

Infine ricordiamo che l’industria elvetica ha bisogno di un cambio franco-euro a un livello di 1,40 , mica di 1,20!! Quindi nonostante l’intervento pericoloso della BNS, molte ditte dislocheranno all’estero, e la Svizzera perderà molti posti di lavoro. Paghiamo e ci impoveriamo perché la nostra Nazione ha le finanze sane. Ah, sta globalizzazione…

Alptransit: una storia senza fine, un pozzo senza fondo

31 agosto 2011

Qualcuno dice che già si sapeva, noi invece caschiamo dalle nuvole. Una volta ultimata e resa operativa la galleria di base dell’Alptransit sotto il Gottardo si risparmieranno 40 minuti per recarsi in treno a Zurigo. Sempre che riusciranno ad aprire il tunnel entro il 2016 e che riusciranno a risolvere i mille problemi tecnici che ritardano la conclusione dell’opera e che fanno aumentare i costi a dismisura. Quello che non sapevamo è che per i primi anni 40 minuti verso Zurigo verranno risparmiati, ma ci saranno disagi per 20 minuti in più per lavori sulla linea. Capito? Chi andrà a Zurigo ci metterà 20 minuti in meno di adesso (40 risparmiati ma 2o da aggiungere per i lavori previsti). Chi andrà a Lucerna, Basilea ed altro non verrà penalizzato. Ci piacerebbe sapere perché non facciano ora sti lavori, che tanto son da fare. Sembra una presa per i fondelli… Eppoi non siamo per nulla convinti che ci saranno davvero 40 di risparmio di tempo grazie alla galleria di base: hanno già parlato di velocità ridotta a causa della alte temperature che ci saranno nella galleria sotto il San Gottardo. E chissà quanti altri problemi affioreranno quando il treno ci dovrà davvero passare. Insomma, tanti miliardi, ma proprio tanti per scavare buchini sotto le montagne, per poi scoprire tristi verità. E intanto in Italia della nostra ferrovia non gliene frega niente, e pure in Germania sembrano poco interessati. Ma l’Alptransit non doveva essere per il traffico europeo? Pensate che hanno calcolato che il traffico merci che verrà caricato sul treno sarà meno del 10% del totale: la stragrande maggioranza dei camion europei continuerà a transitare sulle nostre strade…

Gli USA salvati dai miliardari?

21 agosto 2011

Come riferivano le cronache delle scorse settimane, gli USA hanno alzato il livello massimo di indebitamento. Hanno dovuto “attaccare là” ancora qualche miliardo di deficit, altrimenti lo stato federale sarebbe fallito, perché non avrebbe potuto pagare gli stipendi e le spese correnti. Roba da repubblica delle banane; un pozzo di debiti senza fondo. I segnali dell’economia reale sono tutt’altro che confortanti: disoccupazione alle stelle, consumi ridotti, crescita che rasenta la recessione. Ma ecco che arrivano i nostri: i miliardari americani, che hanno cominciato una crociata per salvare la Nazione. In diverse decine si sono messi a fare anche spot televisivi e a rilasciare interviste per convincere i politici ad aumentare le imposte ai ricchi statunitensi. Incredibile! Vogliono salvare gli USA dal baratro del default. Affermano che non è bello essere ricchi se gli altri stanno male, se la Nazione va a rotoli. Tutti filantropi dell’ultima ora. Certo le statistiche dicono che i miliardari americani pagano molte meno tasse rispetto a 20 anni fa. Ma anche tassando maggiormente i ricchi, ce la faranno gli USA ad evitare la bancarotta? Eppoi, quelle decine di migliaia di super-ricchi americani, non potevano comunque donare qualche milione agli USA, anche senza questa campagna di sensibilizzazione per chiedere di pagare più tasse? È infatti notorio che negli Stati Uniti i ricchi versano una buona parte dei propri utili in beneficienza, proprio per ridurre il carico fiscale. Per esempio il ricchissimo Bill Gates, padre della Microsoft, devolve in beneficienza la metà dei propri utili annuali miliardiari! Mah. Comunque tanto di cappello a chi davvero lo fa per salvare la propria Nazione che è veramente messa male…

Author: LATO-B Categories: Attualità Estera Tags: , ,

Cassa pensioni dello Stato: ma cosa aspettano?

19 agosto 2011

Dopo più di un decennio che la destra parlamentare (Lega e UDC) chiede di risanare con decisione la Cassa pensioni dello Stato del Canton Ticino, stanno ancora tergiversando sulle misure da prendere. Il Governo sta valutando diverse alternative per risanare i conti fallimentari della Cassa, mentre ogni anno aumenta di 200 mio di franchi il deficit. Ormai siamo alla follia ed ad una palese ingiustizia sociale: poche migliaia di pensionati statali che incassano rendite impagabili, e infatti a pagare ci pensa lo Stato, cioè il contribuente con le imposte pagate dai cittadini. Ma è giusto che tanti paghino per far incassare a pochi privilegiati statali rendite da sballo? Secondo noi NO. Risanare la cassa pensioni era un dovere già 15 anni fa, ora è ancora più difficile: bisogna diminuire le rendite, abbassare le prestazioni assicurative, far lavorare più a lungo i lavoratori, calcolare le rendite in funzione di quanto il dipendente ha pagato realmente e non in base al suo ultimo stipendio. Sono tutte misure talmente ovvie, che è assurdo anche solo parlarne invece che applicarle. Il deficit è di oltre 1,7 mia di franchi, più o meno il debito pubblico cantonale (!!!!!?!!!). Ma come si è arrivati a tale scempio? Semplice: vengono elargite prestazioni impagabili con soldi che mai sono entrati nella cassa. Si pagano rendite con soldi non disponibili, aumentando allegramente il debito della cassa. Risanare una cassa simile costerà sempre di più al contribuente! Cosa aspettano ad applicare le arci-note misure di risanamento? Non vogliamo fasi di consultazioni per perdere ulteriore tempo prezioso. Facciamo notare che le casse private si auto-risanano, aumentando i contributi a carico dei lavoratori, e se necessario diminuendo le rendite ai pensionati. Questo devono subìre anche gli statali. Punto.

È crisi mondiale. Ma per il Viagra ci sono i soldi.

10 agosto 2011

Stiamo entrando nella crisi più profonda del dopoguerra. Gli Stati sono indebitati fino all’osso e rischiano il fallimento. L’oro schizza alle stelle assieme al franco svizzero, mentre si respira aria di recessione. Qui sono cavoli amari per tutti. Ma dal Brasile arrivano segnali confortanti: Viagra per tutti quelli meno abbienti che necessitano della pillolina azzurra. Il comune di Serra, nello Stato di Spirito Santo, ha annunciato di aver investito ca. 25′000 euro per acquistare il farmaco per contribuire al benessere della popolazione di ambo i sessi. Ottima iniziativa: non può che far bene un po’ di sano e soddisfacente sesso, sia a livello individuale che per la convivenza degli abitanti della ridente cittadina. Si portanno ricevere a cranio gratuitamente fino a 20 pillole di Viagra al mese, dimostrando di non avere un reddito sufficiente per comprare il medicamento. I pazienti verranno esaminati da uno staff medico del locale ospedale: i motivi per ricevere la pillola potranno essere, oltre ad una certa stanchezza erettiva, anche la depressione e la tossicodipendenza. (??). Limiti di età non ve ne saranno, ma il limite minimo sono i 18 anni. Beh, lasciatecelo dire: in un mondo dove si muore di sete e fame, in un mondo in profonda crisi e dove la fiduciavè merce rara, finalmente un barlume di speranza e spensieratezza!

Il G20 di nuovo senza la Svizzera!! Uhhh, scandalo…

8 agosto 2011

Il G20, i 20 Paesi con l’economia più forte (in teoria più forte), si troveranno presto per decidere le sorti del mondo. Il presidente Nicolas Sarkozy, leader di turno del G20, ha preferito invitare Singapore invece che la Svizzera. Pare che egli abbia promesso alla Svizzera che il nostro Paese sarebbe stato integrato nei processi decisionali del G2o, pur senza partecipare direttamente ai summit dei 20 eletti. Chiaramente molti imbecilli nostrani sono convinti che si tratti dell’ennesimo smacco a livello internazionale, che la Svizzera non abbia influenza, che paghiamo il nostro isolazionismo, insomma le solite fregnaccie già sentite e risentite.

Ma pensiamoci bene: meglio non essere invitati a queste riunioni tra Stati falliti! Gli USA stavano per andare in default, e per evitarlo hanno deciso di aumentare il debito pubblico, Italia e Spagna aiutati dalla Banca centrale europea per decine di miliardi di svalutatissimi euri, Grecia Portogallo e Irlanda praticamente in bancarotta (fraudolenta, visto che hanno truccato i conti statali), e molte altre Nazioni sull’orlo del baratro.  Che la Svizzera se ne stia pure a casa, a far lavorare per il bene del Paese gli inviati internazionali! Così mentre il G20 studia come salvare baracca e burattini delle Nazioni G20, come evitare il fallimento di economie malsane e truccatissime, la Svizzera continui a produrre benessere e ricchezza per i propri cittadini, continui a dare l’esempio all’UE che ci ignora ed ignora il nostro modello di prosperità, o perlomeno una gestione delle finanze pubbliche un po’ meno deficitario. Ve li diamo noi i G8, i G20 e tutti i punti G che volete!! Falliti!!