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Posts Tagged ‘investimenti’

Meglio gli sgravi fiscali che l’amnistia

6 settembre 2010

In autunno si era cominciato a parlare concretamente di amnistia fiscale nel Canton Ticino, con la proposta che all’inizio era stata condivisa da tutti i partiti (ovviamente non dal PS, che notoriamente succhia ai contribuenti i soldi che abbisogna per la sua solidarietà senza fondo). In un secondo tempo la Lega dei Ticinesi si era tirata fuori, e in seguito anche il PPD aveva fatto un passo indietro. Ma perché la Lega aveva desistito: semplice, approfondendo la proposta di amnistia, si era accorta che non era per nulla interessante, e non avrebbe avuto chissà che risultato (nel senso che ben pochi contribuenti avrebbero approfittato di questa amnistia fiscale, conseguentemente sarebbero stati pochi i milioni a riemergere dai conti in nero). Condividiamo l’interpretazione: se proprio si fa un’amnistia, allora si faccia una proposta davvero allettante, per far tornare alla luce non pochi spiccioli, ma consistenti capitali, in maniera che il fisco ne approfitti, e che i contribuenti che hanno fondi neri ne escano ancora interi.

Nelle ultime settimane sempre la Lega propone sgravi fiscali, grazie ai quali beneficerebbero tutti i livelli dei contribuenti ticinesi. Questa è una buona proposta, che peserebbe poche decine di milioni sul fisco (75 mio, di cui 48,3 mio a favore delle persone fisiche, il resto per le aziende), ma che soprattutto lascerebbe qualche soldo in più ai ticinesi; soprattutto a beneficiarne sarebbe la classe media, tanto maltrattata dal fisco ticinese. La popolazione spenderebbe sicuramente meglio dello Stato i soldi risparmiati, rilanciando anche un pochino un’economia cantonale un po’ fiacca. Meglio gli sgravi, le cui ripercussioni sono facilmente prevedibili per Stato e cittadini, che un’amnistia poco interessante per quelli che davvero hanno tanti soldi da fa riemergere dal nero. La sinistra comunque è contraria anche agli sgravi. Vedremo se anche questa volta PLR e PPDini saranno coi socialisti, contrastando una proposta di sgravi fiscali assolutamente sostenibili!

Author: LATO-B Categories: Attualità Cantonale Tags: ,

Cassa pensioni dello Stato: finalmente basta a pensioni lussuose, ma paga ancora il contribuente e non lo statale!

22 agosto 2010

Finalmente, ci vien voglia di dire!! Dopo decenni durante i quali la destra parlamentare chiedeva di smetterla di pagare agli statali pensioni da nababbi, prestazioni che hanno come conseguenza un indebitamento da paura della Cassa (attualmente vi è un buco da 1,7 Mia di franchi!!), finalmente si passerà dal primato delle prestazioni al primato dei contributi. Detto con parole semplici, il pensionato statale riceverà la sua pensione in base ai contributi da lui versati, e non come avviene adesso in base alla media degli ultimi 10 anni di attività. Si tratta di un cambiamento sostanziale, perché adesso gli statali vanno in pensione ricevendo rendite d’oro da loro non finanziate. Se fosse che gli statali si autofinanziassero, andrebbe bene a tutti. Il problema è che è lo Stato che garantisce per le finanze delle pensioni degli statali, per cui se la Cassa è da risanare (quello che sta accadendo) è il contribuente a pagare!! E così è stato proposto in questi giorni: se da un lato gli statali ci perderanno grazie al nuovo primato dei contributi che ridurrà le rendite, dall’altro il Cantone pagherà per i prossimi 40 anni ca. 30 milioni di franchi all’anno alla Cassa. Ed è ancora il Cantone a pagare il 2% in più di contributi per risanare la Cassa. Come dire che per per poche migliaia di pensionati privilegiati (gli statali appunto) noi tutti pagheremo per le loro rendite d’oro!! Pazzesco: mentre nel privato aumentano i contributi a carico dei lavoratori (e in alcuni casi addirittura riduzione delle rendite dei pensionati), nel pubblico è ancora il cittadino comune a pagare per i danni cumulati dalla Cassa degli statali. L’unica concessione fatta dagli statali è che rinunciano all’adeguamento delle rendite all’inflazione. Poca roba rispetto agli oneri di cui si fa carico il Cantone.

Le rendite acquisite di chi è già in pensione non verranno diminuite, e chi vorrà andare in pensione anticipatamente potrà farlo senza decurtazione della rendita (in poche parole uno statale va in pensione col massimo della rendita, come se avesse lavorato e contribuito fino a 65 anni, ma in realtà non lo fa): indovinate chi paga i molti soldi che mancano a finanziare questo ennesimo privilegio? Ma il contribuente, naturalmente. E nemmeno per i lavoratori attivi è prevista alcun aumento dei contributi per risanare sta Cassa disastrata.

Concludendo: questa proposta, che deve essere ancora approvata dal Granconsiglio, va a tutto vantaggio degli statali, e i miliardi che mancano ce li mette il Cantone, cioè il contribuente. Gli statali non ci mettono un franco di contributi sui loro stipendi per risanare la propria Cassa pensioni. Demenziale.

Il solito assalto alla diligenza

20 agosto 2010

E ci risiamo: ogni volta che un Consigliere Federale si ritira, frotte di partiti e soprattutto di candidati si fanno avanti. Questa volta poi l’occasione è ghiottissima, dato che saranno ben due i Consiglieri Federali a rinunciare al mandato: il vecchio cardiopatico Merz e l’ex-68ino Leuenberger se ne vanno. I seggi sarebbero per un radicale ed un socialista, ma ovviamente tutti i partiti rivendicano un ministro in più. Gli UDC perché avevano trombato Blocher, i PPDini perché avevano impacchettato e spedito la Metzler, i verdi perché non hanno Consiglieri Federali, e ovviamente radicali e socialisti perché si tratta di un loro ministro dimissionario.

Quello che più volte abbiamo ribadito, al di là dell’appartenenza partitica (si tratta dei soliti giochini di potere e accordi trasversali ai pariti che permettono di eleggere un candidato di certo partito piuttosto che di un altro), è quanto sia importante avere persone valide e con gli attributi giusti. È preoccupante vedere che chiunque si auto-candida a Consigliere Federale, con la presunzione di appartenere ad una certa area geografica che ha diritto ad un ministro, oppure parlare una certa lingua che manca in Governo, o magari essere donna per pretendere il seggio vacante. Spesso i candidati sono privi di esperienza sia parlamentare sia di governo (anche solo di un’esperienza in un municipio o in Consiglio di Stato). Sono finiti i tempi in cui si distribuivano mandati secondo questi criteri arcaici: ci vogliono persone capaci e preparate, conscie del fatto che la Svizzera è da anni sotto pressione internazionale, che la crisi economica ha lasciato dei segni profondi, che siamo invasi da lavoratori stranieri, che abbiamo problemi irrisolti ma che necessitano di soluzioni! Vogliamo competenza in Governo, mica clientelismo!

Author: LATO-B Categories: Attualità Federale Tags: ,

Il 23% dei cittadini in Ticino non paga imposte

5 agosto 2010

In base ai dati definitivi della tassazione dell’anno 2007, forniti dalla Divisione delle contribuzioni, emergono interessanti dati: innanzitutto è meglio avere tanti ricchi nel Cantone, essi pagano infatti il 29% delle imposte, pur essendo questi ricchi solo il 2% della popolazione! Poi i medio-ricchi, che rappresentano il 6% dei cittadini, pagano il 23% delle imposte. Infine il ceto medio (con un reddito fino a Fr 100′000.-, che costituiscono il 69% dei contribuenti) fornisce allo Stato il 49% del gettito. Insomma il ceto medio garantisce la metà delle entrate del Cantone. Ecco perché è giusto affermare che il ceto medio va trattato bene: perché costituisce la vera colonna portante dell’attuale società e perché paga un pacco di tasse!

Concludiamo con chi di imposte non ne paga, e sono sempre di più: sono oltre 42 mila cittadini, ovviamente in aumento rispetto all’anno precedente. Non pagano le imposte e non contribuiscono al gettito cantonale e nemmeno pagano le tasse nei comuni dove risiedono. Significa che quasi un quarto della popolazione non paga le tasse ed usufruisce nel contempo di sussidi, aiuti, assicurazione complementare AVS, ecc ecc. Riteniamo opportuno di non seguire il credo socialista, che ha sempre propugnato di andare a prendere i soldi dove ci sono. I tre quarti dei cittadini ticinesi, quelli che lavorano e producono ricchezza, già pagano per i servizi spesso poco efficienti della macchina statale, per gli stipendi e cassa pensione di lusso degli impiegati dello Stato, per gli aiuti sociali ai molti bisognosi, per le spese correnti statali sempre in aumento e per futuri investimenti. Per fortuna che qualcuno paga per tutto questo: trattiamo bene i contribuenti, soprattutto quelli facoltosi, sennò tutti i bisogni di questa società chi li pagherebbe? Di certo non i socialisti, che vorrebbero disossare ogni ricco che risiede nel Cantone!

Controllate sempre la schedina!

4 luglio 2010
gioca e incassa!

gioca e incassa!

Sono tanti i milioni di franchi svizzeri giocati nel nostro Paese ogni settimana, tra Lotto e tanti altri giochi e grattaevinci. Da anni lo Swisslotto comunica che vi sono decine di vincite milionarie mai incassate dai giocatori. Come dire che mentre nelle altre Nazioni ai giocatori non sfugge niente, e che magari in passato sono saltate fuori schedine vincenti ma truccate, da noi ci si dimentica di controllare se si è vinto. Sarà l’abitudine a tentare la sorte tutte le settimane (o due volte la settimana, da anni hanno introdotto due sorteggi, al sabato e al mercoledì), sarà che siamo distratti, fatto sta che non è raro che vincite milionarie non vengono incassate. Lo Swisslotto, quando una vincita cospicua non viene incassata dal giocatore, si attiva e fa mettere sui quotidiani delle inserzioni a pagamento, con lo scopo di risvegliare dal torpore il giocatore smemorato, prima che scada il termine per ritirare la somma vinta. Scaduto il termine, Swisslotto devolve in beneficienza la somma mai riscossa.

È successo negli scorsi giorni che la moglie di un giocatore distratto abbia letto un’inserzione ed abbia convinto il marito a controllare le sue ricevute delle precedenti giocate: ebbene, questo fortunato della Svizzera centrale aveva in effetti vinto quasi 5 milioni di franchi nell’estrazione di gennaio, e il termine per riscuotere la somma vinta era il 18 luglio. Il fortunato vincitore ha dunque incassato i suoi milioni all’ultimo momento grazie alla moglie solerte, prima che la vincita sparisse. Morale: controllate sempre i numeri vincenti sulla vostra giocata! È bello sapere che i soldi da voi vinti ma mai ritirati vengono distribuiti ai bisognosi, ma è più bello incassare e poi se del caso darne in beneficienza! O no?

Author: LATO-B Categories: Attualità Federale, Gossip Tags: ,

Sanità malata. Troppi morosi disonesti.

25 giugno 2010

In Svizzera la sanità sta male: primo perchè ogni anni i premi cassa malati subiscono impennate insostenibili. Secondo perchè gli aiuti statali per pagare i premi vengono spalmati in modo irrazionale e spesso a chi non ha nemmeno bisogno di aiuti, privando così chi ha veramente bisogno di un sostegno. Da un paio d’anni inoltre si assiste ad un fenomeno preoccupante, che è chiaramente sfuggito di mano: vi sono sempre più cittadini che non pagano i premi di cassa malati, pur ricevendo magari anche i sussidi di cassa malati erogati dal Cantone. Capito? Il contribuente paga due volte: una prima volta per finanziare i sussidi, una seconda volta per tappare i buchi creati dai morosi di cassa malati!! Quello in vigore è un sistema perverso, che induce a non pagare i premi, tanto ci pensa lo Stato! In Svizzera quasi 200′000 morosi, in Ticino 15′000 in aumento!! E ai morosi si garantiscono pure le cure d’urgenza! Se all’estero vengono a sapere ciò che accade da noi, si mettono a ridere!

Ieri il Parlamento cantonale ticinese ha approvato un sistema di distribuzione dei sussidi di cassa malati più equo e più mirato, che dovrebbe aiutare chi ha veramente bisogno (in Ticino ca. 1/3 dei cittadini riceve tali sussidi). Il Granconsiglio ha approvato inoltre una variante che permetterebbe di risparmiare ca 4 mio di franchi. Ci sembra il minimo provare a risparmiare dove si può, e togliere i sussidi a chi non ha bisogno. La consigliera di Stato Pesenti, direttrice del DSS, non ha dato l’assenso del Governo a questa modifica. In realtà tutto il sistema sanità è da rivedere profondamente, aiutando chi ha bisogno e punendo duramente chi riceve aiuti statali, coi quali va magari in vacanza invece di pagare la cassa malati. Le proposte che chiedevano di versare direttamente alle casse malati i sussidi erogati dal Cantone (invece di darli in mano agli assicurati che non sanno gestirsi) sono sempre state bocciate, per motivi organizzativi…

Author: LATO-B Categories: Attualità Cantonale Tags: ,

L’asfalto si è scottato. Finalmente giustizia?

21 giugno 2010

Dopo anni e anni di tira e molla, di inchieste e di ricorsi, asfaltopoli sembra essere arrivata al capolinea. Dal giugno del 2004 ad oggi una lunga procedura. Ora anche il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha confermato, in modo ancor più severo, la decisione della Commissione della concorrenza: il cartello dell’asfalto c’era eccome, e il Cantone ha pagato 25 mio di franchi di troppo per le opere legate alla pavimentazione, il Comune di Lugano stima ca 5 mio di troppo. Anche i privati ovviamente hanno speso molto di più del giusto: i prezzi infatti erano pompati del 30%, proprio grazie agli accordi tra le ditte di asfalto che si spartivano i lavori coi prezzi esorbitanti che gli enti pubblici criticavano. A nulla ha portato dunque il ricorso presentato al TAF da 7 ditte di pavimentazione ricorrenti. Ora vi è ancora la possibilità di ricorrere al Tribunale Federale, vedremo se avranno la tolla di farlo. Oltre all’infrazione della legge sui cartelli, si ipotizza pure truffa e falsità in documenti. I giudici del TAF sono stati più severi della prima istanza: nell’ambito dei concorsi per i lavori a Lugano, l’autocertificazione che le ditte indagate fornivano al Comune di Lugano sulla bontà dei prezzi (quindi non frutto di accordi cartellari) e la possibilità che si riservava il committente (cioè il Comune di Lugano) di procedere penalmente contro l’offerente che avesse dato indicazioni inveritiere sono per il TAF cosa seria, è di rilevanza penale. Le 17 ditte che per anni si spartivano i lavori in Ticino, coi prezzi che volevano loro, hanno perso su tutta la linea. Bisognerà ora vedere se la Magistratura riaprirà un caso chiuso con troppa fretta, considerando pure che il Cantone si era costituito parte civile.

Ora gli enti pubblici si stanno muovendo per sottoscrivere accordi extragiudiziali con le ditte condannate: vengono chiesti indennizzi per i lavori eseguiti sovrapprezzo. È evidente che gli enti pubblici abbiano tutto l’interesse a farsi ridare i soldi dalle 17 ditte, e allo stesso tempo che le ditte possano continuare ad operare correttamente. Nel frattempo i prezzi, come noto, sono nettamente scesi in Ticino per i lavori di asfaltatura. Se non vi sarà alcun ricorso al Tribunale Federale, si chiude qui una vicenda di sprechi di denaro pubblico e privato, una brutta storia che grazie alla legge sui cartelli non dovrebbe davvero ripetersi

Author: LATO-B Categories: Attualità Cantonale Tags:

L’Unione Europea (UE) sta diventando l’incubo svizzero

17 maggio 2010

Come noto la Grecia è praticamente fallita: i conti statali sono stati truccati selvaggiamente, i cittadini ellenici vanno in pensione a 53 anni (?) dopo aver contribuito in minima parte alla propria pensione, la corruzione è devastante, l’economia stagna. Insomma un Paese allo sbando, salvo che l’UE ha varato un piano di salvataggio, al quale anche la Svizzera (che non fa parte dell’UE) partecipa con almeno 5 miliardi di franchi. La Svizzera è membro del Fondo monetario internazionale, il quale partecipa per un terzo dell’importo destinato a salvare la Grecia ed altri Paesi UE nella merda fino al collo (Spagna, Portogallo, Italia ed altri), pertanto il nostro Paese paga. E paga anche la nostra Banca Nazionale Svizzera (BNS), che ha già acquistato miliardi di Euri, per cercare di sostenere il crollo della valuta europea nelle borse mondiali.

Adesso arrivano gli austriaci a rompere le palle, e con toni poco diplomatici nei confronti della Confederazione chiedono a gran voce che anche la Svizzera debba contribuire in modo consistente per salvare Grecia e le altre repubbliche delle banane dell’UE. Anche i verdi tedeschi ci scassano gli zebedej, e con la solita arroganza germanica vogliono che gli svizzeri paghino per rimpinguire le casse europee. All’origine della rivendicazione c’è la presunta quasi-appartenenza della Svizzera all’UE, nel senso che grazie agli accordi bilaterali con l’UE noi avremmo grandi vantaggi, e dunque dobbiamo essere pronti anche a pagare. La nostra diplomazia, invece di rispondere per le rime, cerca con toni pacati di spiegare che noi giâ paghiamo, ma non si rende conto che l’UE vuole solo i nostri soldi, e ne vuole tanti, visto che loro non sono capaci a mantenere finanze sani nelle loro Nazioni, vittime di malagestione dei conti pubblici, corruzione dilagante e clientelismo all’ordine del giorno. L’UE, oltre che invadere la Svizzera coi suoi lavoratori a basso costo fregando il lavoro agli svizzeri, sta diventando l’incubo del nostro Paese! E per fortuna che non siamo membri dell’UE! Alla faccia degli euro-turbo nostrani che volevano a tutti i costi aderire all’Unione dei Paesi in fallimento!

Fallimento Grecia: anche la Svizzera paga per sanare i conti ellenici

13 maggio 2010
hellas

La Grecia di oggi: un cumulo di macerie

Come noto la Grecia è sull’orlo del fallimento: l’Unione Europea (UE) ha previsto un aiuto di 120 miliardi di euro (!) per salvare il Paese ellenico. Pare che non saranno comunque sufficienti, ci vorrano molti più soldi. Poi sarà la volta di Spagna, Portogallo, Italia, tutte Nazioni con conti statali da brivido. A prima vista la Svizzera, che non è membro dell’UE, sembrerebbe fuori dal marasma, anche perché almeno per ora non ci risulta che al Confederazione abbia truccato i conti statali per reintrare nei parametri imposti dall’Unione. In realtà la Svizzera pagherà un pacco di soldi per la crisi greca: innanzitutto facciamo parte del Fondo monetario internazionale, il quale finanzierà un terzo dell’aiuto alla Grecia, pertanto il nostro Paese deve passare alla cassa. Inoltre il nostro Consigliere Federale Merz ha già parlato di aiuti (si stima per oltre 5 miliardi di franchi), necessari per stabilizzare l’euro e l’economia dell’UE: per la Svizzera ovviamente l’UE è un partner commerciale fondamentale.

Ma il punto è: perché pagare tutti sti soldi, quando l’Inghilterra (membro UE) si è rifiutata di finanziare il pacchetto di salvataggio dell’Unione? Eppoi, è giusto che gli svizzeri aiutino a sanare i conti dello Stato ellenico che manda in pensione i propri cittadini a 53 (cinquantatre!) anni? Se i greci vogliono smettere di lavorare così presto è affare loro, ma non vediamo perché gli svizzeri debbano contribuire al pagamento delle pensioni di cittadini di altri Stati. Del resto anche da noi ci sono problemi enormi con le Casse pensioni statali, sempre a causa di concessioni scandalose ai dipendenti cantonali e federali: già il contribuente elvetico deve pagare per i privilegiati statali che ricevono pensioni da nababbi (statali che oltretutto hanno contribuito ben poco alla creazione della propria previdenza, e questo grazie al primato delle prestazioni su cui si basano le casse pensioni statali) e che smettono presto di lavorare. Dobbiamo anche finanziare le pensioni degli ellenici, che oltretutto evadono allegramente le imposte e una volta in pensione lavorano in nero come in Italia. Col cavolo!! È ragionevole che gli svizzeri aiutino un Paese come la Grecia, dove è diffusa la corruzione, l’evasione fiscale, e dove truccano i conti statali per rispettare i parametri imposti? La Svizzera ê fuori dall’UE e non deve pagare un franco al sistema corrotto e sperperone vigente nell’Unione. E per fortuna che gli svizzeri hanno sempre dimostrato di non voler aderire all’UE… Capito socialisti e partiti a rimorchio dei socialisti (PLR e PPD), tutti a favore dell’adesione all’UE? Capito TV di Stato, che da anni prova a farci il lavaggio del cervello per convincerci ad entrare nell’UE?

Luganese: traffico nel caos, basta un incidente per mettere in crisi il sistema

28 aprile 2010

È bastato un incidente per creare il caos sulle strade del luganese e del mendrisiotto: sulla A2 a Bissone un camion e una vettura si sono scontrati. Ed è subito crisi profonda sulle strade del sottoceneri. 15 Km di code e collasso del sistema viario per molte ore. Diciamolo pure: che finché non succede nulla, la rete stradale del sottoceneri è insufficiente, e regge a malapena. Appena però vi sono incidenti come quello di ieri a Bissone, le strade si rivelano un disastro.

Il motivo è palese: le strade attuali sono vie create decenni fa per sopportare un traffico di 3-4 volte inferiore a quello attuale. Pensate che ogni giorno entrano nel luganese 30′000 frontalieri, con chissà quante decine di migliaia di automobili targate Italia che si riversano sulle nostre strade, e che si aggiungono ai tantissimi veicoli ticinesi che già circolano. La situazione è demenziale: circolano sempre più veicoli su strade create per pochi veicoli. Finora ce la siamo cavata ancora bene, ma se si aggiungono i soliti lavori su strade e autostrade, e magari altri incidenti, allora la mobilità nel luganese collassa. E ne vanno di mezzo, oltre che i privati, tutte le attività commerciali che fanno ricca la regione.

Si impone un profondo ripensamento del piano viario: bisogna investire in nuove strade, capaci di assorbire il traffico in continuo aumento. I verdi ci tengono in ostaggio, con teorie demenziali del tipo che se creiamo più strade il traffico aumenta, e molti partiti li seguono pure. Il problema è che qualsiasi cambiamento del piano viario, e la costruzione di nuove strade, avverrebbe comunque solo tra 10 o 20 anni. Pazzesco! Pensate che per esempio la galleria Vedeggio-Cassarate, opera attesa da decenni, rischia di essere aperta con un anno di ritardo perché non è ancora stato edificato un posteggio nella zona Cornaredo…

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