
Lei può tutto !
Belen Rodriguez, la bella soubrette-cantante-conduttrice argentina, ha ammesso durante gli interrogatori per le solite indagini italiane legate a vallettopoli di aver fatto uso di cocaina. Avrebbe ammesso di essersi tirata una striscia di cocaina in compagnia di amici, tra cui l’attricetta Francesca Lodo, che invece ne avrebbe tirate 9 striscie (??) in una sera. Ora Belen rischia di non essere più chiamata a presentare il Festival della canzione di San Remo. E ha paura che le saltino altri contratti interessanti, come gli spot televisivi con TIM telefonia. E questo per il danno di immagine provocato dall’ammissione del consumo della droga. Noi riteniamo invece che la Rodriguez non debba temere molto, tanto soprattutto sui giovani l’idea che lei sia trasgressiva e un po’ sbandata non farâ che alimentare l’interesse per i prodotti che pubblicizza. Per quel che riguarda il mondo della spettacolo, è risaputo che in quella cerchia si faccia uso e abuso di cocaina. Niente di nuovo, quindi. Forza Belen, continua a farci sognare, e non ti azzardare a tornare insieme a quel pazzo di Fabrizio Corona, che nel frattempo è stato beccato per l’ennesima volta senza patente, alla guida spericolata della sua Bentley bianca. Corona rischia ora 1 anno di detenzione, perché più volte recidivo.

Che bella da lassù
Eccolo lo studio scientifico che mancava per dimostrare la cosa più ovvia finora scoperta: il pianeta Terrà è più caldo, e con molta probabilità l’uomo con le sue attività contribuisce a riscaldarla. Vediamo: per la prima parte della scoperta bastano un paio di termometri piazzati un po’ ovunque sul nostro pianeta. Lo sanno anche i sassi che fa più caldo ovunque sulla Terra, e chi non lo sa lo vede e lo costata ogni inverno, quando di neve ce n’è sempre meno e i ghiacciai e i poli si sciolgono come… neve al sole! Gli inverni poi sono molto più brevi, basta chiederlo ai nostri nonni. Passiamo alla seconda parte della questione: ma l’uomo influenza la temperatura del pianeta su cui vive? Lo studio del Met Office, l’ufficio metereologico britannico che ha raccolto i dati per emettere il suo verdetto, dice che probabilmente l’uomo ci mette lo zampino a scaldare il sito su cui vive. Anche questa è un’affermazione più che ovvia: se pensiamo che nel Medioevo vivevano sulla Terra poche centinaia di milioni di abitanti, e producevano ed inquinavano davvero poco rispetto ai 7 miliardi di abitanti di oggi, ci pare incontestabile che contribuiamo tutti ad aumentare la temperatura del nostro pianeta. Pensiamo a quanto petrolio bruciamo per spostarci in auto, coi mezzi pubblici, con gli aerei e le navi. Consideriamo quello che produciamo e sprechiamo, all’energia che disperdiamo sotto forma di calore per scaldare le nostre abitazioni, per l’illuminazione, per la cottura degli alimenti, per costruire strade, palazzi. Eppoi ancora per produrre gli alimenti che mangiamo, per far crescere le bestie da carne e le piante che consumiamo. Insomma, questo studio ci ha davvero aperto gli occhi: la Terra è più calda, e l’uomo ha contribuito a scaldarla. Bene. Grazie.

facci sognare, Paul !
Per chi non conoscesse il polpo Paul, che vive in una vasca salata in Germania, vi diremo che si tratta di una piovra che azzecca i pronostici delle partite di calcio, e non solo di calcio: durante il campionato del mondo di calcio in Sudafrica, Paul ha imbroccato tutte le previsioni fatte. Addirittura in diretta TV, collegate molte emittenti, ha indovinato la squadra che sarebbe diventata campione del mondo, cioè la Spagna. Il polpo ha scelto il cibo in una scatola trasparente con la bandiera spagnola, preferendola alla scatola contenente cibo con bandiera olandese. Incredibile come Paul si destreggi coi suoi tentacoli e imbrocchi le previsioni.
In effetti una società russa di scommesse sportive via internet vorrebbe assumere il polpo ed acquistarlo per una somma di 100′000 dollari. L’acquario di Oberhausen in Germania, dove vive la piovra, ha ricevuto l’offerta di acquisto. I media russi hanno riferito della proposta di comprare il tentacolato. La società russa afferma che Paul diventerebbe uno dei 120 impiegati dell’azienda di scommesse. Grande Paul! Del resto si sa che i polpi hanno un quoziente intellettivo piuttosto elevato, ma addirittura farsi scegliere da una ditta vera con stipendio assicurato…

gioca e incassa!
Sono tanti i milioni di franchi svizzeri giocati nel nostro Paese ogni settimana, tra Lotto e tanti altri giochi e grattaevinci. Da anni lo Swisslotto comunica che vi sono decine di vincite milionarie mai incassate dai giocatori. Come dire che mentre nelle altre Nazioni ai giocatori non sfugge niente, e che magari in passato sono saltate fuori schedine vincenti ma truccate, da noi ci si dimentica di controllare se si è vinto. Sarà l’abitudine a tentare la sorte tutte le settimane (o due volte la settimana, da anni hanno introdotto due sorteggi, al sabato e al mercoledì), sarà che siamo distratti, fatto sta che non è raro che vincite milionarie non vengono incassate. Lo Swisslotto, quando una vincita cospicua non viene incassata dal giocatore, si attiva e fa mettere sui quotidiani delle inserzioni a pagamento, con lo scopo di risvegliare dal torpore il giocatore smemorato, prima che scada il termine per ritirare la somma vinta. Scaduto il termine, Swisslotto devolve in beneficienza la somma mai riscossa.
È successo negli scorsi giorni che la moglie di un giocatore distratto abbia letto un’inserzione ed abbia convinto il marito a controllare le sue ricevute delle precedenti giocate: ebbene, questo fortunato della Svizzera centrale aveva in effetti vinto quasi 5 milioni di franchi nell’estrazione di gennaio, e il termine per riscuotere la somma vinta era il 18 luglio. Il fortunato vincitore ha dunque incassato i suoi milioni all’ultimo momento grazie alla moglie solerte, prima che la vincita sparisse. Morale: controllate sempre i numeri vincenti sulla vostra giocata! È bello sapere che i soldi da voi vinti ma mai ritirati vengono distribuiti ai bisognosi, ma è più bello incassare e poi se del caso darne in beneficienza! O no?

Blatter lo stregone
Torniamo sui campionati mondiali di calcio, non per criticare la Svizzera che è uscita mestamente dopo la bella vittoria sulla Spagna, ma per segnalare che infine forse qualcosa succederà per migliorare gli arbitraggi di scarso livello che si possono osservare in Sudafrica: dopo errori immensi avvenuti nelle prime partite e che hanno deciso le sorti delle contese, il presidente della FIFA Joseph Blatter ha finalmente aperto uno spiraglio di speranza per chi vorrebbe il calcio uno sport un po’ meno imperfetto. Blatter si è scusato con le squadre vittime di mostruosi errori arbitrali e ha lasciato capire che in futuro è pensabile l’introduzione di tecnologia per evitare certi svarioni che poi decidono le partite.
Ormai se ne parla da tanti anni: con tutte le telecamere e tutti i replay che ci propinano in TV, possibile che gli arbitri non possano visionare le immagini nei casi dubbi? Perché la FIFA ha sempre precluso l’introduzione della moviola in campo? Vuole forse poter influenzare le partite? Ora anche il tennista Roger Federer si è espresso sull’argomento da Wimbledon, asserendo quanto sia importante che le partite di calcio non si decidano in seguito agli errori arbitrali. Ma pensiamo agli altri sport: nel tennis si possono rivedere le palle dubbie, nell’hockey gli arbitri possono rivedere le azioni discusse, nel football americano pure. Adesso basta! Basta pilotare le partite, basta errori! E la cosa più assurda è (fatto accaduto a questi mondiali sudafricani) che mentre l’arbitro decide che non vi è un fuori gioco, alle sue spalle sul maxischermo tutti gli spettatori nello stadio e quelli che seguoni la partita in tv vedono che invece il fuori gioco c’è: poi l’arbitro vede che il replay sul maxischermo evidenzia l’errore del suo arbitraggio ma non cambia la sua decisione. DEMENZIALE!
La tecnologia deve entrare sui campi da calcio, soprattutto a questi livelli mondiali, per evitare il più possibile errori evitabilissimi che condannano ingiustamente le squadre vittime. Chiedetelo agli inglesi, cui non hanno convalidato un gol qualche giorno fa, quando la palla aveva superato di mezzo metro la linea di fondo…
Scioccante storia dall’Indonesia, ma forse neanche tanto: un pupetto sovrappeso (25 chili di ciccia) di soli due anni è già dipendente dal fumo dopo che il padre gli ha fatto provare la prima sigaretta ad appena diciotto mesi. “Non sono preoccupato per la sua salute”, racconta il papa’, Mohammad Rizal, “lui sta bene, piange e urla quando non lo facciamo fumare… è dipendente”. Ardi Rizal, questo il nome del fenomeno da baraccone, ora ha due anni e vive in un villaggio di pescatori a Musi Banyuasin, sull’isola di Sumatra. Il furbo e arzillo bimbo, che si pippa 40 (quaranta) sigarette al giorno, pare abbia addirittura imposto la marca delle sigarette da lui preferite, e costa alla famiglia 4,50 Euro al giorno per il suo vizietto poco salutare. I genitori sono ora indagati dalla giustizia indonesiana.
Al di là della notizia incredibile (ma tanto ci siamo abituati a quasi tutto), provate ad andare a vedere i divertenti video che sono stati girati e che sono disponibili su internet: ritraggono il nostro bimbo ciccione che gesticola la sigaretta come un adulto, e come un adulto aspira voglioso la boccata di veleno che succhia dalla sua sigaretta. Il piccolo è chiaramente dipendente e si arrabbia come un ossesso quando non gli danno l’agoniato fumo da consumare. Dicono che egli non giochi con gli altri bambini, se ne sta con la sua macchinina giocattolo e si trastulla solo solo. Un video poi lo ritrae mentre fa il bagnetto nudo e mostra i suoi cuscini adiposi (cioè il suo grasso in eccesso…): un vero spettacolo. Una bella storia, non c’è che dire, e questo mentre da noi si vieta il fumo nei locali pubblici e si scrive sui pacchetti di sigarette che questo vizio nuoce alla salute e uccide.
Che i soldi non facciano la felicità è noto, che però i soldi aiutino a raggiungere diversi scopi è bene ogni tanto rimarcarlo. In questi giorni ci arriva la notizia che il presidentissimo dell’Internazionale di Milano Massimo Moratti, squadra italiana di calcio, promette 500 mila euro ad ognuno dei suoi giocatori nel caso l’Inter dovesse centrare i 3 traguardi della stagione: Coppa Italia (obiettivo già raggiunto), campionato italiano e Champions Leage. Per la conquista del campionato mancano solo 90 minuti (l’Inter deve “solo” vincere l’ultima partita per garantirsi il successo), per portarsi a casa anche la coppa della Champions bisognerà battere il Bayern di Monaco il 22 maggio. Solo coi soldi non vinci, ma i giocatori ricevono un bell’incentivo, anzi mettono le ali ai piedi!
Incredibile i milioni che girano in questo sport. Al di là di questi BONUS imprevisti (almeno Moratti pagherà i bonus solo se gli obiettivi saranno raggiunti, mica come l’UBS che versa i bonus usando soldi dello Stato, subito dopo aver rischiato il fallimento dell’azienda!), impressionano gli stipendi che vengono pagati nel mondo del calcio. L’allenatore dell’Inter Mourino intasca 14 mio di euro all’anno (dichiarati, chissà quelli in nero). Per il trasferimento di un solo giocatore si è arrivati a pagare quasi 100 mio! Insomma, mentre la Grecia fallisce e mette in crisi l’Unione Europea, mentre le borse tremano, mentre le banche falliscono, il calcio naviga nell’oro (salvo qualche bolla speculativa sempre dietro l’angolo, p.es. la Roma sull’orlo del patatrak). Al Real Madrid, per creare uno squadrone che però non vincerà niente quest’anno, hanno speso quasi 500 mio…

buona Pasqua!
È Pasqua, e sulla Svizzera piove copiosamente. Oltre i 1′000 metri nevica pure. L’inverno sembra non finire mai quest’anno.
Come di questi tempi non finiscono mai le assurdità nel nostro Paese. Per esempio ci sorprendiamo sempre, e sempre ancora, quando ci comunicano gli stipendi e i bonus che percepiscono i bancari svizzeri: qualche mese fa uno studio dimostrava (se ce ne fosse bisogno) che i più pagati in Svizzera erano gli impiegati del settore bancario. Quasi 12′000.- Fr al mese di stipendio di media, cifre veramente alte se si pensa quanto le banche stiano soffrendo e se si considera che UBS sarebbe fallita se non ci fosse stato l’intervento dello Stato.
Negli scorsi giorni ci comunicano i bonus allucinanti che percepiranno i vertici di CS, e poi ancora la somma dei bonus che verranno distribuiti a tutti i dipendenti CS. Inutile dire che siamo tutti invidiosi, che ci piacerebbe anche noi intascare tutti quei soldi. Però un dubbio ci assale: ma tutta quella ricchezza è davvero stata creata, davvero tutto quel grano è stato racimolato dai vertici CS e poi in parte ridistribuito? La domanda è lecita: il CEO del Credit Suisse Dougan intasca un salario base poco superiore al milione (e va bene), poi 12 mio di bonus (ah), e poi ancora altri 70 mio di bonus bis (eh?). Ma davvero questo simpatico faccione smangiato dall’acne giovanile, con bell’accento americano, ha prodotto per la banca tutta questa ricchezza, che poi almeno in parte si ridistribuisce sotto forma di bonus? Noi abbiamo forti, fortissimi dubbi.
Anche la storiellina secondo la quale se non si tengono alti i compensi per i manager questi scappano da altri istituti bancari ci fa sorridere: al momento le banche falliscono, dove volete che vadano ’sti manager. Il mondo è pieno di manager, manager che hanno rovinato il sistema finanziario, pieno di manager disoccupati, pieno di manager che cercano altre ditte pronte a pagare i soliti stipendi milionari. Lo sapevate che sui bonus non vengono nemmeno pagati i contributi per l’assicurazione disoccupazione? L’assicurazione disoccupazione è nelle cifre rosse e i manager incassano senza dover pagare gli oneri sociali sulla disoccupazione: PAZZESCO!!
Insomma in questa Pasqua piove sul bagnato. Come sempre. Basta che poi anche il CS non venga a mendicare aiuti statali come ha fatto UBS…
Al momento l’età più sfigata è senz’altro quella dei 12 anni di vita. Dovrebbe essere un’età ancora spensierata e giuliva. Di quelle che non tornano più e di quelle che precedono il periodo dei teen-ager (tra i 13 e i 19 anni), noto per le difficoltà e le crisi esistenziali della pubertà.
Invece di questi tempi i 12enni sono super-tartassati: per loro ancora il nuovo e recentissimo obbligo di ri-allacciarsi al seggiolino per i piccoli bambini in automobile, prescrizione che mette in crisi intere famiglie e che costerà un pacco di grana. L’acquisto di questi seggiolini per 12enni è infatti oneroso. E in più è difficile obbligare questi bambinoni a riutilizzare i seggiolini in auto, quando da anni non li usano più e quando il fratellino prenderà in giro il 12enne, più grande ma che come il piccolo deve usare il seggiolino!
Ma il bello viene adesso: hanno creato e lanciato la moda dei preservativi per 12enni! La solita campagna del cazzo (scusate il termine, ma in questo caso à appropriato) che ci vuole far credere che i 12enni non abbiano in mente nient’altro che il sesso, e che ci sensibilizza tutti a far usare a questi stalloni alle prime armi l’odiatissimo condom. Assurdo! Hanno prodotto il cappuccio per i 12enni, ovviamente più piccolo rispetto alle dimensioni dei normali preservativi. Sî, perché ovviamente un 12enne ha il pene ancora piccino, e quindi l’industria ha ideato il preservativo anche per questa tenera età. È davvero prioritario che la società insegni anche ai 12enni a indossare il preservativo. Le solite campagne balorde pagate coi soldi del contribuente! Come scriveva una lettrice sul Corriere del Ticino: è buffo pensare al bambino allacciato al seggiolino in auto con a disposizione un mini-preservativo!