
è pure scomodo
Il Canton San Gallo aveva emesso il divieto per le allieve di indossare il velo islamico nelle scuole. Fino a qui niente da eccepire, la normativa del consiglio scolastico cantonale sangallese non sarebbe un unicum. Ed ecco che arriva la solita Commissione federale contro il razzismo, che ovviamente ha definito intollerabile il divieto. Secondo la temibile commissione, che taccia tutto e tutti di razzismo, alle allieve ed al personale ausiliario deve essere permesso indossare il chador. Invece per la commissione è giustificato imporre alle maestre una restrizione nell’espressione delle proprie convinzioni religiose (beh, diremo noi, almeno fino a lì ci arrivano). Per la commissione che vede razzismo in ogni dove, l’imposizione sarebbe solo un simbolo di identificazione culturale da eliminare.
Bravi! Ricordiamo che la commissione presieduta dal socialista intollerante Kreis, per esprimere commenti negativi e sprizzare velenose prese di posizione, è pagata lautamente coi soldi dei contribuenti svizzeri. Secondo noi invece si tratta di un divieto giustificato, senonaltro perché altrimenti le ragazze che portano il velo non potrebbero fare la lezione di nuoto. Il punto è che noi cristiani non possiamo esporre crocefissi e alberi di Natale (ce lo vietano in casa nostra!), mentre gli islamici, che giâ spesso non vogliono integrarsi, possono sfoggiare i loro simboli religiosi. Ancora una volta siamo discriminati, anzi ci auto-discriminiamo a tutti i livelli e foraggiamo una commissione di gente che vede sempre razzismo, non disponendo di altri argomenti.
Tra le mille cifre di spesa che l’Amministrazione federale ci propina con regolarità, manca trasparenza su quanto la Svizzera spende all’anno per il solo rifiuto e rimpatrio di chi non ha diritto a rimanere da noi come asilante. Infatti il 90% delle richieste di asilo sono totalmente ingiustificate, e tutta la macchina preposta alla decisione di non entrata in materia e di rimpatrio degli asilanti ci costa un pacco di soldi ogni anno.
Ultimo esempio allucinante quello accaduto in questi giorni: la Confederazione aveva organizzato un aereo speciale per rimpatriare dei richiedenti l’asilo del Gambia. Dopo un primo atterraggio nel vicino Mali per consegnare un richiedente respinto alle locali autorità, l’aereo si è visto negare il permesso di atterraggio in Gambia ed ha dunque fatto ritorno in Svizzera, con 5 richidenti respinti che vengono riportati nel nostro Paese. Ma è possibile che capitino cose simili, e ciò nonostante le autorità elvetiche e quelle del Gambia avessero precedentemente concordato tutta la procedura di consegna dei falsi rifugiati. Del resto il capitolo dei rimpatri forzati è tristemente famoso: ciò che è occorso in Gambia non è un’eccezione e capita non di rado che addirittura i poliziotti elvetici vengano attaccati dalla polizia locale. Capita pure purtroppo che qualche falso rifugiato ci lasci le penne in seguito ai modi duri della polizia.
Ma quanto ci costa tutto ’sto casino? Quanto spendiamo per dire di NO a gente che non dovrebbe neppure essere da noi e che si rifiuta di andarsene, nonostante la decisione definitiva di negazione del diritto di asilo e l’ordine di andarsene?? Il volo nel Gambia per esempio ci è costato Fr 110′000.- (!!?!). Quanto ci costano tutte le trafile giuridiche, con gli avvocati (pagati dal contribuente) che provano in tutti i modi e si rivolgono a tutte le istanze possibili per tenere in Svizzera questi falsi rifugiati? Quanti miliardi ogni anno vengono spesi per gente che non ha diritto di asilo, miliardi che farebbero comodo ai cittadini domiciliati da noi che fanno fatica ad arrivare a fine mese? Questa è discriminazione pura nei confronti dei domiciliati! Forse queste cose sarebbe meglio non saperle neppure, sennò ci si incazza…
Il Consigliere Federale socialista Moritz Leuenberger se ne va, finalmente, dopo 15 anni in Governo. Il buon sessantottino, dopo tanto can-can da alternativo quando non ricopriva cariche pubbliche, si è adattato bene ed in fretta al sistema politico, e da uomo sulle barricate si è ritrovato prima nel Consiglio di Stato zurighese, poi in Consiglio Federale. Molti gli articoli di critica sui quotidiani nazionali sull’operato di Leuenberger in questi 15 lunghi anni. Del resto in molti dicevano che magari il buon Moritz avesse buone qualità teatrali (più che capacitâ oratorie), ma soprattutto dimostrasse duro comprendonio e limitate capacità intellettuali. Detto di Leuenberger che tanto se ne va, si parla ora della sua successione: e siamo alle solite, perché quei rompiballe dei socialisti (sempre ammesso che abbiano i numeri nell’Assemblea Federale per far rieleggere un Consigliere Federale delle loro fila) vogliono un successore donna. Ma sempre le donne vogliono? Ci sembra che i socialisti, dall’alto della loro solidarietà col mondo intero (destra a parte), dimostrino discriminazione nei confronti dei maschietti!! Ricordate un ventennio fa quando il neocastellano Mathey, già eletto in Governo dall’Assemblea Federale, dovette farsi da parte per la solita femmina socialista? Roba da matti.
Beh, ora si fa (anzi ri-fa) il nome di Patrizia Pesenti, Consigliera di Stato ticinese. Sempre la buona Patrizia era stata candidata al Consiglio Federale nel 2002, quando la Dreyfuss lasciò il suo seggio: in quel caso fu preferita la Calmy-Rey. Il Blick cita la Pesenti tra i possibili candidati, e se lo dice il Blick… Il 24 agosto prossimo i socialisti ticinesi discuteranno di un’eventuale candidatura della Pesenti, la quale di solito mica si tira indietro. Speriamo che al di là che vogliano una donna, i socialisti faranno eleggere una persona competente e magari meno cavallo-pazzo della Calmy-Rey che ne ha fatte di tutti i colori!
È notizia di qualche settimana fa: il Burka, tradizionale vestito islamico che lascia solo intravedere gli occhi delle donne ma che copre tutto il resto del corpo, è stato vietato in Belgio. Anche in Svizzera si sta muovendo qualcosa, visto che il Parlamento cantonale di Argovia propone il divieto del Burka nel nostro Paese. A Novara, in Italia, in seguito ad un’ordinanza che vieta di coprire il viso, nei giorni scorsi una donna è stata multata per aver indossato il Burka in luogo pubblico: ammenda di 500 Euro.
Non si tratta di una questione religiosa, il problema è chiarissimo: a volto coperto non bisogna girare! Pensate che anche a far benzina alla moto in molte stazioni di rifornimento in Svizzera ti obbligano a toglierti il casco, per evitare che qualche furbo faccia il pieno e poi scappi via senza pagare. È chiarissimo che si chiede di rinunciare a Burka o cappucci per motivi di sicurezza! Eppoi il divieto di coprirsi il viso dovrebbe ovviamente essere esteso ai soliti estremisti di sinistra, che sempre belli incappucciati ed irriconoscibili da anni se ne vanno indisturbati a creare scompiglio nelle città e distruggere vetrine ed automobili. Per esempio sono sempre questi comunisti incappucciati che hanno ucciso i 3 impiegati di banca in Grecia durante le recenti manifestazioni, in seguito al lancio di bombe incendiarie contro l’istituto bancario.
Tolleranza zero contro chi si copre il volto! E non si spiega la contrarietà al divieto del Burka da parte del Partito socialista svizzero (PS), che non ritiene opportuno vietarne l’uso: ma come, non sono sempre i socialisti che si prodigano per la parità di diritti tra uomo e donnna? Non sono i socialisti che denunciano sempre che le donne sono vittime della società? Ma è proprio il Burka un’imposizione ed una discriminazione contro le donne! O forse il PS, in seguito al divieto di coprirsi il volto, teme che i suoi incappucciati di sinistra che distruggono le città non potrebbero più agire indisturbati?…
È ormai noto a tutti: durante la crisi attuale in Svizzera si registrano tassi di disoccupazione in aumento, e contemporaneamente i frontalieri crescono di numero. Come dire, non ci vuole chissà che studio per capirlo, che i frontalieri fregano il lavoro agli svizzeri. In Ticino poi il fenomeno è devastante: frontalieri non più solo nell’edilizia, ma in tutti i possibili settori dell’economia. Frontalieri nella sanità, nelle banche, nelle assicurazioni, nel corpo docenti cantonale, negli studi legali, nella vendita, e persino nei comuni. Non ci vuole più alcuna autorizzazione: la ditta assume il frontaliere, punto a capo, e ovviamente spesso lo paga anche meno di quello che pagherebbe un ticinese per lo stesso impiego.
Adesso arriva il bello: la grande ditta Zegna, attiva nel settore tessile, ha pubblicato negli scorsi giorni su internet la ricerca di un collaboratore nella azienda attiva in Ticino. Nei requisiti richiesti vi era una condizione discriminatoria nei confronti dei ticinesi: il candidato deve essere frontaliero delle provincie di Come, Varese, Lecco. CHE COSA? Discriminati a casa nostra! Che schifo! Grazie socialisti e grazie a tutti quei politici che in nome dell’apertura hanno svenduto la Svizzera all’Unione Europea (UE), che con un mercato di 400 mio di abitanti sta invadendo il nostro Paese. È una sfida persa in partenza: i nostri giovani e i nostri disoccupati costano troppo rispetto ai frontalieri! La libera circolazione delle persone ci ha affondati. Il Consiglio Federale non vuole nemmeno introdurre contingenti, cioè un numero massimo all’anno di stranieri che potrebbero ricevere un lavoro in Svizzera. L’augurio di un buon 1° maggio ai lettori del sito lato-b, un 1° maggio amaro per i ticinesi, ma allegro per i frontalieri e per i cittadini dell’UE in cerca di lavoro nel nostro Paese.
Come noto gli USA vogliono liberare i detenuti di Guantanamo: si tratta di persone legate al terrorismo internazinonale che gli Stati Uniti hanno arrestato, magari anche ingiustamente. Non sono rari i casi nei quali il sospetto, tenuto in stato di fermo per mesi o anni, alla fine delle indagini sia stato liberato, senza nemmeno ricevere tante scuse per l’errore. Fatto sta che diverse Nazioni si sono fatte avanti per accogliere ex-detenuti, tra queste ovviamente lo Stato più papista del papa per eccellenza, cioè la Svizzera! Ne abbiamo già accolto uno (un uzbeco), e ora è la volta di due Uiguri, accusati dalla Cina di essere terroristi. La Cina invita la Svizzera a non accoglierli.
A parte che la Cina se la deve far fuori lei con il loro terrorismo interno, causato da discriminazioni di Pechino nei confronti delle minoranze in Cina (p.es gli uiguri). Ma poi perché la Svizzera dovrebbe accogliere ex-detenuti di Guantanamo? Sono cacchi degli americani, sono affari sporchi loro! Noi cosa c’entriamo, non siamo mica qui a togliere le castagne dal fuoco degli altri! Eppoi ci trattano tutti male da anni, come fossimo appestati! Mai ci sono state così tante tensioni con gli USA e l’Unione Europea, e adesso dovremmo anche svolgere compiti umanitari che dovrebbero fare chi ha causato il pasticcio? Venire in aiuto a chi ci rende da anni la vita impossibile? Ma non esiste!
In Svizzera abbiamo accettato l’iniziativa che chiede di vietare l’edificazione dei minareti, e sùbito agitazione: la TV di Stato che grida allo scandalo, i media internazionali che rompono, il mondo arabo (mica tutto, poi) scassa. Insomma, il solito casìno montato ad arte dai mezzi di comunicazione, chiaramente di sinistra.
In molti ignorano la persecuzione che devono subîre i cristiani in diversi Paesi a maggioranza musulmana, tra cui anche in Turchia, Nazione che vorrebbe entrare nell’Unione Europea (??!!): mica che i cristiani non possono edificare campanili, divieto già in vigore p.es. in Arabia Saudita, intendiamo proprio persecuzioni! Attentati alle chiese, ai preti, ai cristiani, omicidi, stragi! Altro che divieto all’edificazione dei campanili o dei minareti! In questi Paesi fanno fuori i cristiani, li uccidono, li vogliono far sparire. Ultimo caso in Malaysia, Nazione con tanti bei grattacieli e downtown all’americana. Qui discriminano e perseguono i cristiani, fa niente se cattolci o anglicani. Altro che scandalizzarsi per la votazione democratica in Svizzera! Il mondo intero si sciocchi ed esprima sdegno per il mondo islamico estremo, che non accetta altra religione che l’islam. Il mondo combatta la discriminazione e il terrorismo, la Svizzera continui a dare esempio di tolleranza e convivenza pacifica.

Svizzera colonizzata
Da un sondaggio appena pubblicato dai media sulle apprensioni degli Svizzeri al primo posto è risultata la disoccupazione, al secondo la sanità e al terzo rango figura la pensione. Chissà perché per gli abitanti del nostro Paese la disoccupazione è diventata un problema così sentito: forse perché la disoccupazione aumenta, anche se questo temporaneo aumento potrebbe essere ancora plausibile vista la profonda crisi economica, o ancora meglio perché la disoccupazione aumenta e contemporaneamente aumentano i frontalieri attivi in Svizzera. Quindi i domiciliati perdono il posto di lavoro, i frontalieri invece sono in continuo aumento!! È questa la cosa demenziale! In seguito agli accordi bilaterali e alla libera circolazione delle persone per i lavoratori stranieri è un gioco da ragazzi enrare in Svizzera a lavorare, mentre oltretutto per gli Svizzeri è difficilissimo ottenere un posto di lavoro nell’Unione Europea. Anche il Consiglio Federale se ne è accorto (tardi), e tramite la ministra dell’economia Leuthard fa sapere che già 6 mesi fa il Governo avrebbe dovuto introdurre la clausola di salvaguardia, cioè imporre dei contingenti per i lavoratori stranieri; in pratica ogni anno l’economia assuma un numero massimo di lavoratori UE, non uno di più. Certo non è la soluzione al problema della disoccupazione, ma perlomeno si fisserebbe un tetto massimo di stranieri che fregano il posto di lavoro ai domiciliati. Perché così è: le ditte preferiscono assumere frontalieri a basso costo piuttosto che domiciliati svizzeri. Il risultato è lì da vedere: aumenta la disoccupazione e aumentano i frontalieri. Gli Svizzeri hanno finalmente capito ed esprimono la loro prima preoccupazione.
Qualche mese fa (vedi nostro articolo del 3.09.09) Gheddafi voleva inserire all’ordine del giorno dell’Assemblea generale dell’ONU una trattanda che chiedeva di smembrare la Svizzera ed annettere alla Francia la Romandia, alla Germania la Svizzera tedesca e il Ticino all’Italia. Il colonnello chiedeva insomma di cancellare il nostro Paese dalla cartina geografica. All’ONU nessuno si è scomposto, nessuno ha protestato, nessuno ha chiesto a Gheddafi di darsi una calmata. L’Organizzazione internazionale per eccellenza, creata per combattere i conflitti, la fame, l’ignoranza, e tutti quei bei valori non ha detto un “chip” alla Libia. Ma adesso arriva l’ultima: Tripoli chiede ora ufficialmente all’ONU di spostare la propria sede europea di Ginevra in un’altra Nazione, via dalla Svizzera. E questo in seguito al voto popolare di settimana scorsa, che ha sancito il divieto di edificare minareti. La Libia, che nel frattempo ha condannato i due ostaggi svizzeri a 16 mesi di reclusione, e che continuerà coi processi contro i due sventurati facendone proseguire le sofferenze, dopo le molte umiliazioni fatte subire al nostro Paese, continua la sua azione anti-Svizzera. Molti osservatori sono convinti che numerosi votanti svizzeri abbiano sostenuto l’iniziativa popolare anti-minareti proprio per la faccenda Libia-ostaggi svizzeri. Morale di tutta la storia: mai fare accordi con colonnelli instabili ed estremisti come Gheddafi, mai fidarsi.

oh, forse ho detto un'altra minchiata!
Giulio Tremonti, ministro italiano dell’economia, nato a Sondrio in Valtellina e malvoluto ministro in tutta Italia, quattrocchi dalla erre moscia, ha colpito ancora (nel senso che ha infierito di nuovo sulla Svizzera e sui ticinesi): avrebbe detto che i ticinesi sono tutti mafiosi. A parte il fatto che la mafia l’hanno creata, coltivata ed esportata gli italiani, Tremonti avrebbe detto questa scempiaggine nientepopodimeno che al presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz, il quale poi avrebbe riferito ai suoi funzionari di questa ennesima esternazione incivile e discriminatoria del nanetto italiano. Fatto è che la notizia è finita sul Blick, e adesso lo sanno tutti. Merz non avrebbe confermato gli insulti del valtellinese, anche perché Merz, dopo l’operazione al cuore, è diventato più buono di Gandhi e ha perso completamente l’orientamento, quello politico, ma pare non sappia nemmeno più dove sta il Nord. Dopo le stangate del ministro crucco Steinbrück, che almeno diceva le cose davanti alle telecamere, la Svizzera ha adottato Tremonti, con i suoi scudi fiscali probabilmente illegali (la Commissione europea dovrà decidere se bloccare lo scudo fiscale per evasione della tassa IVA da parte dell’Italia), con gli 007 che ha mandato in Ticino a spiare, col debito pubblico paragonabile all’Argentina fallita, coi suoi insulti, coi suoi luoghi comuni razzisti, con la sua arroganza e frustrazione. E pensare che pare che Tremonti per anni dal suo studio di Milano abbia aiutato i clienti italiani a portare capitali in Svizzera… Che tolla!