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Posts Tagged ‘asilanti’

Ma sono asilanti o no?

14 luglio 2010

I dati degli ultimi giorni sull’asilo in Svizzera: negli ultimi tre mesi sono arrivate oltre 3′500 richieste di asilo, cifre sempre preoccupantemente elevate. Le Nazioni che più ci forniscono asilanti sono: la Nigeria (Paese che ha appena organizzato i campionati mondiali di calcio under 17) da cui sono arrivati 421 richiedenti, 403 dall’Eritrea (i richiedenti l’asilo scappano per evitare il servizio militare nel loro Paese), 278 dalla Serbia (ma come, dalla Serbia?). Pare vi sia un aumento di richiedenti di origini Rom dal sud della Serbia, perché come ci fa sapere l’Ufficio federale della migrazione da quella regione si fugge dalla difficile situazione economica.

Ma che belle statistiche ci forniscono quelli della Confederazione! Ci sorge un dubbio: ma questi poveracci hanno davvero il diritto di depositare la domanda di asilo? Sono gli uffici federali stessi che ci dicono che tante persone scappano e vengono da noi per la difficile situazione economica. Ma la crisi c’ê dappertutto! Eppoi non è certo un motivo per farsi accogliere come asilanti in Svizzera. Stesso dicasi quando uno fa il disertore nel suo Paese, mica dobbiamo accoglierlo come rifugiato da noi! È la solita storia: meno del 20% dei casi (la fonte sono gli uffici federali competenti) sono stati accolti, quindi almeno l’80% degli asilanti sono disonesti e ci provano perché a casa loro si sta male. E così facendo, la Svizzera non può concentrarsi su chi ha davvero diritto e bisogno di essere accolto come asilante. Ah, dimenticavamo: vi ricordate che il Kosovo è ormai stato sovrano, dichiarato sicuro, democratico e organizzato? Ebbene, dal Kosovo nello scorso trimestre sono arrivati in Svizzera 140 richiedenti l’asilo!!!!! Ma basta, adesso!

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Dopo quasi 20 anni i cittadini dei Balcani non sono più asilanti. Eh??

11 luglio 2010

La decisione presa dall’Ufficio federale della migrazione è stata definita scioccante dalle organizzazioni umanitarie, noi invece diciamo che è stata presa con un decennio di ritardo: i cittadini dei Balcani (la ex-Jugoslavia per intenderci) non potranno più presentare domanda di asilo in Svizzera, dato che dopo quasi 20 anni dalla guerra la situazione è stabile e la pace consolidata. Demenziale invece che non si voglia ritirare lo statuto di asilo ai cittadini di Serbia e Bosnia-Erzegovina ospitati nel nostro Paese. Assurdo anche che chi ha lo statuto di rifugiato potrà opporsi alla decisione e ricorrere fino al Tribunale Federale: come dire che non solo questi asilanti sono stati ospitati, protetti, formati dalla Svizzera, ma che ora potrebbero causare ulteriori problemi e spese al contribuente con una lunga procedura di ricorso. Dovrebbero essere tutti felici se nell’ex-Jugoslavia pace è fatta e se per gli asianti balcanici non c’è più motivo di essere rifugiato. Ma si sa, da noi il mondo funziona al contrario. Oltretutto a chi viene ritirato lo statuto di rifugiato mica se ne tornerà a casa sua, al suo paesello, per ricostruirlo e per renderlo bello e prospero come prima della guerra (?): ormai decine di migliaia di ex-asilanti hanno il permesso B o C. Quindi l’Organizzazione di aiuto ai rifugiati che si dice scioccata per la decisione, cosa rompe le balle? Con la loro azione umanitaria si concentrino piuttosto su chi ha veramente bisogno, mica su popolazioni che possono ritornare sicuri a casa loro (e come detto mica ritornano, qui si sta meglio).

Quello dei Balcani è un capitolo assurdo della recente storia europea: al di là del dramma vissuto dalle popolazioni interessate, mentre la Nato bombardava la Jugoslavia e l’ONU pasticciava impotente (vedi massacro di Srebreniza che si poteva evitare se i caschi blu olandesi dell’ONU avessero svolto il loro compito), in Svizzera sono arrivati quasi 100′000 mila disperati, mentre gli altri Paesi di accogliere rifugiati non ne volevano sapere. E a distanza di 20 anni ancora si discute se concedere o meno lo statuto di rifugiato…

Author: LATO-B Categories: Attualità Federale Tags: , ,

Rosarno (Calabria) nelle fiamme dei disordini dell’immigrazione

11 gennaio 2010
scontri e tensioni

scontri e tensioni

Non è la prima volta che in Italia vi sono disordini sociali in seguito alla presenza di extra-comunitari: vi sono stati atti di violenza e giustizia sommaria con i rumeni in

seguito a stupri e omicidi, vi erano state rivolte da parte degli africani nei centri di accoglienza per rifugiati, vi sono stati scontri tra domiciliati e asilanti in molti quartieri di città italiane, a Padova (16% di extra-comunitari sul totale degli abitanti) erano stati costretti a erigere un muro in metallo per separare un quartiere residenziale dalla zona di spaccio in mano a stranieri spacciatori. Negli scorsi giorni, in una regione che di solito fa parlare di sè per atti criminali legati alla famigerata ‘ndrangheta, la mafia locale, nel comune di Rosarno in Calabria si sono verificati disordini gravissimi, causati dall’enorme numero di clandestini/braccianti/extra-comunitari che abitano nella località calabrese (3′000 extra-comunitari, 15′000 domiciliati). Botte, incendi, spari, violenza da parte dei locali e degli stranieri. Certo, questi extra-comunitari pare siano sfruttati, alloggiati male e trattati peggio, di mezzo c’è anche la mafia locale.

Ma il punto è che ovunque in Europa dove si trovano grandi quantità di stranieri rispetto agli abitanti del luogo, dove quindi si rompe l’equilibrio di convivenza tra domiciliati e ospiti, si creano tensioni, incomprensioni, difficoltà ad integrarsi, anche in regioni notoriamente tolleranti con gli stranieri. In poche parole grossi problemi. In Svizzera, secondo i teorici benpensanti, c’è ancora posto per stranieri, soprattutto per richiedenti l’asilo. La verità è che, dopo l’introduzione della libera circolazione delle persone con l’Unione Europea, nel nostro Paese sono arrivati grandi numeri di lavoratori stranieri (che hanno in parte rubato il lavoro ai domiciliati, fatto questo provato dalle cifre in aumento della disoccupazione dei domiciliati a fronte di un continuo incremento di frontalieri assunti). Di richiedenti l’asilo ne arrivano a frotte, un flusso continuo ed inarrestabile. Attualmente in Ticino vi sono più di 300 richiedenti l’asilo senza una dimora, cioè non si sa dove metterli. Se si vuole evitare ciò che è successo a Rosarno, dove gli extra-comunitari sono stati ammassati  senza controllo, anche in seguito ad una politica italiana in materia di stranieri scellerata ed irresponsabile, la Svizzera deve porre dei chiari limiti all’immigrazione, perché è solo con un progetto a lungo termine che si potranno evitare tensioni sociali incontrollabili. Ciò significa basta a nuove entrate se non vi sono le strutture per accogliere i richiedenti: la Svizzera deve mettere a disposizione un numero limitato di posti per asilanti, una volta esauriti non si accoglie più nessuno. Ci vuole una politica di accoglienza di qualità.

Accordi di Schengen: segnali preoccupanti

7 dicembre 2009

Clandestini in aumento: in Ticino 4 intercettazioni al giorno di media di clandestini che cercano di varcare il confine, per entrare in Svizzera. Grazie agli accordi di Schengen, le nostre dogane sono oramai dei colabrodi. Non vi è più alcun controllo alla frontiera, e la voce si è sparsa: tutti in Svizzera, che tanto non controlla più nessuno! E ovviamente lo sanno tutti che in Svizzera si può entrare con facilità: vi è da ricordare che i clandestini transitano da una Nazione dell’Unione Europea, p.es. l’Italia, che se anche dovrebbe riprendersi gli asilanti fa di tutto per non registrarli e per non riaccettarli sul proprio territorio. In grande aumento i clandestini nigeriani, che poi sono anche difficili da rimpatriare. Rimpatrio possibile ed eseguibile solo quando si è esaurita anche l’ultima possibilità di ricorso e controricorso (e finché si arriva alla decisione di rimpatrio passano mesi e mesi…). Pochi giorni fa una cinquantina di poliziotti svizzeri che avevano rimpatriato una trentina di nigeriani, mentre si trovavano all’aeroporto nigeriano di Lagos, sono stati violentemente caricati dai nigeriani, che non avevano nessuna intenzione di essere consegnati alle autorità del loro Paese! Per fortuna gli agenti nigeriani sono intervenuti per mobilizzare i connazionali rimpatriati, e i poliziotti svizzeri sono potuti tornare vivi, ma spaventati, nel nostro Paese! Hai capito come è difficile e pericoloso far rispettare la legge…

Profughi nigeriani in Svizzera dopo aver fatto richiesta in Italia

19 novembre 2009

Vabbé che la Svizzera Under 17 di calcio ha sconfitto nella finale mondiale la Nigeria, ma non si spiega questa pressione alle nostre frontiere di asilanti nigeriani. Oltretutto richiedenti l’asilo nigeriani che già hanno depositato domanda di asilo in Italia, pertanto che non hanno il diritto di depositarne un’altra in Svizzera. Ma tant’è: 32 nigeriani sono stati fermati alla frontiera, stavano entrando dall’Italia in treno. Le guardie di confine affermano che si tratta di un fenomeno in espansione nelle ultime settimane: profughi che provano ad ottenere asilo in Svizzera, dopo che hanno già fatto domanda in un Paese dell’Unione Europea (UE). Molti dei 32 nigeriani intercettati non avevano con sè i documenti, altri presentavano già permessi di soggiorno italiani. La cosa è chiara: si è sparsa la voce che in Svizzera si sta meglio e gli svizzeri accolgono tutti, tanto prima che ti sbattano fuori passano mesi o anni. Ma poi, sbattere fuori dove? Nei paesi di provenienza non li vogliono, spesso i poliziotti svizzeri che riaccompagnano i richiedenti vengono aggrediti. Rimandarli in Italia è la procedura corretta, visto che provengono da lì, ma l’Italia non li vuole. Da decenni applichiamo il diritto, ma le regole cozzano contro la non applicazione delle leggi e degli accordi in Italia. Gli italiani firmano gli accordi, ma poi non li applicano. Ci vogliono severissimi controlli alle frontiere, mica lasciare i valichi di frontiera incustoditi, evitare che questi falsi rifugiati entrino in Svizzera, perché una volta da noi ce li cucchiamo per anni. Altro che Schengen e frontiere aperte…

Centinaia di rifugiati senza tetto in Ticino

27 ottobre 2009

Doveva prima o poi succedere, ed è successo: in Ticino oramai almeno 200 asilanti sono senza tetto, nel senso che sempre più proprietari di immmobili decidono di dare la disdetta al rapporto di locazione con famiglie di asilanti. Fra Martino Dotta, direttore di SOS Ticino, è disperato e non sa più dove trovare alloggio per i richiedenti l’asilo. Sempre meno proprietari vogliono rifugiati nei propri appartamenti. Questi inquilini sono indesiderati, e come dare torto ai proprietari: ritardi nel pagamento delle pigioni, asilanti che creano problemi, interi quartieri che si spopolano di inquilini ticinesi, per riempirsi di richiedenti l’asilo. Ma la cosa più preoccupante è che si attende un nuovo aumento dei richiedenti in arrivo in Ticino, e le autorità cantonali sono sicuramente impreparate. Ma dove li mettiamo? Considerando poi che la stragrande maggioranza dei richiedenti non hanno neppure il diritto di rimanere (per es. la famiglia ucraina “salvata” sul Lema, il falso medico con passaporto italiano proveniente dall’Uruguay, e molti moltissimi altri casi di gente che arriva e ci prova e ci riprova), il punto è: dove li ospitiamo? Per mesi sono stati messi negli alberghi, ma dopo il caso degli eritrei ospitati in via Nassa (??), anche questa soluzione presenta degli evidenti problemi. I partiti di destra propongono di ospitare i richiedenti nelle caserme fuori dai centri abitati, ma ppdini e sinistra si oppongono per motivi di dignità, o scuse simili. La verità è che gli asilanti sono ospiti problematici, e che i posti sono limitati: non possiamo ospitare un numero indefinito di richiedenti l’asilo. Prima si sparge la voce che in Svizzera la barca è piena e meglio è, anche perché negli altri Cantoni il problema è lo stesso. Dove metterli? Bisogna fissare un numero massimo di posti a disposizione dei richiedenti l’asilo, occupati questi posti basta, il Ticino non ne ospiti più. Anche la grande Unione europea faccia il suo lavoro.

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Aprire un altro centro asilanti? Cosa?

13 luglio 2009

Il direttore di SOS Ticino è il solito fra Martino Dotta, attivissimo coi rifugiati. Dotta era il grande difensore della famiglia ucraina, che se ne è andata dalla Svizzera solo dopo aver raggranellato la somma di Fr 60′000.-  per aprire un’attività nel loro Paese (capito i furboni, e dire che il nostro Consiglio di Stato aveva scritto a Berna chiedendo di avere un occhio di riguardo per i poveri sopravvissuti del Lema…). Intanto anche Mendrisio è stata tradita dalla sua solidarietà e generositâ in fatto di asilanti: uno dei richiedenti ospitato in albergo (??) è stato beccato a spacciare cocaina… sì, ma la novità dov’è? È arcinoto che lo spaccio di stupefacenti è in mano in gran parte ai richiedenti l’asilo. Ora il frate Dotta chiede al Governo cantonale di costruire un terzo centro asilanti. Col cavolo! Basta così, soprattutto in un momento di crisi come quella che stiamo vivendo! Ma lo sapete che quando vedete le immagini dei clandestini a Lampedusa, la maggioranza degli africani non viene neppure registrata dalle autorità italiane, in maniera che non se li devono tenere su suolo italico? Vengono in Svizzera, perché noi registriamo e accogliamo senza limiti! Col cavolo che costruiamo un ennesimo centro asilanti, se si sparge la voce arrivano il triplo di richiedenti!
La politica di asilo in Svizzera deve cambiare: già oggi un solo richiedente l’asilo su 10 ha il diritto di restare da noi. Dobbiamo dimostrare coerenza, mettendo a disposizione un numero limitato di posti, esauriti questi si chiude baracca. Deve essere una politica di accoglienza di qualità, e non far entrare senza limiti chi non ne ha neppure diritto. E se proprio deve essere, nei momenti di emergenza, allora mettiamo i richiedenti negli impianti di protezione civile o nelle caserme in disuso. È inaccettabile ospitarli negli hotel cittadini…

Immigrazione continua e intensa

11 giugno 2009

La Svizzera è sempre ancora molto attrattiva per gli stranieri in cerca di fortuna, checché ne dica la sinistra e qualche cieco benpensante: con regolarità vengono fermati ai valichi con l’Italia vagonate di irregolari con relativi passatori che cercano di entrare nel nostro Paese, qualcuno per transito in direzione delle Nazioni più a Nord, molti di più per fermarsi in Svizzera e presentare da noi asilio politico. Si tratta ovviamente della punta dell’iceberg: ne bloccano pochi e ne passeranno molti di più. È evidente che, quando mostrano in TV le immagini delle migliaia di persone che arrivano ogni anno a Lampedusa su barche di fortuna, buona parte dei disperati ce li ritroveremo da noi, mica si fermano in Italia. La cosa che lascia più perplessi è che ormai le dogane non ci sono più, i controlli sono ridotti all’osso, pertanto è già bello se ogni tanto intercettano qualche clandestino. In seguito all’entrata in vigore del trattato di Schengen, sembra quasi che si sia sparsa la voce che ormai si passa indisturbati dalle nostre frontiere, anche con camion stipate di clandestini: è il caso ri-successo il 9 giugno ‘09, quando hanno fermato un TIR carico di 24 curdi iracheni, di cui 2 donne e 5 bambini. Uno di questi era già stato colpito da decreto di espulsione (ma tanto non se ne vanno!). È paradossale costatare che i passatori scelgano i valichi autostradali, vagamente presidiati dalle guardie di confine, quando potrebbero passare in Svizzera senza alcun rischio transitando dai molti valichi ormai aperti a chiunque e non sorvegliati. Si ricordi il caso degli Ucraini, che invece di entrare tranquillamente a piedi da qualsiasi frontiera con l’Italia, si sono avventurati su per il Lema coperto di neve, con spirito di avventura di altri tempi, per poi farsi soccorrere ed ospitare per più di un anno dal nostro Paese: per chi non lo sapesse, la famiglia ucraina, che non aveva nessun diritto di rimanere perche non perseguitata, ha usato tutte le vie legali per non farsi espellere, e se ne è andata solo quando era riuscita a raccogliere 60′000.- franchi svizzeri per comprar casa e iniziare un’attività nel loro Paese! Avanti così, con questa farsa!

A Chiasso situazione grave coi rifugiati che preoccupano i cittadini

16 maggio 2009

Scene di violenza, ubriachezza molesta e inciviltà: questo devono subire gli abitanti di Chiasso in zona parchetto dietro la Galleria Mosaico. Il Municipio ha chiesto (e sembra ottenuto) al direttore del Centro di registrazione e procedura per richiedenti l’asilo di garantire la presenza fissa di un agente della sicurezza privata del centro profughi al giardino pubblico quando gli asilanti sono presenti durante la giornata. Il quartiere di via Bossi nelle ultime settimane pare abbia vissuto scene di botte tra richiedenti, i quali se la prendono anche coi passanti e talvolta fanno i proprio bisogni fisiologici all’aperto. Da quel che si può leggere sul Corriere del Ticino un vero schifo. La gente è stufa, e ancora una volta il contribuente passa alla cassa con maggiori controlli, anche da parte delle pattuglie di polizia. Pensate che nelle scorse settimane, dopo che da parte del Municipio i parchi erano stati vietati a chi beve alcool, i comunisti si erano lamentati tramite comunicato stampa, perché questo divieto non permetteva agli asilanti di bersi la birra al parco, e nel contempo non permetteva loro di muoversi liberamente. Capito? Delle mamme con bambini e degli anziani che invece vogliono godersi il parco senza essere infastiditi dai bevitori di alcool (domiciliati o rifugiati che siano) cosa importa ai comunisti?

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Le famiglie potrebbero ospitare gli asilanti, lo Stato potrebbe risparmiare!

12 maggio 2009

Finalmente qualcuno lo dice apertamente: sul Caffè del 10 maggio ‘09 il verde Zanchi suggerisce di far ospitare richiedenti l’asilo nelle famiglie ticinesi. Invece di far alloggiare i profughi negli hotel, Zanchi invita a “manifestare un po’ di buona volontà” da parte di famiglie che hanno stanze libere nelle proprie abitazioni. Propone pure di versare alle famiglie ospitanti quello che il Cantone pagherebbe agli alberghi. Bravo! Si è sempre detto anche al bar: chi vuole i rifugiati in Svizzera (socialisti, verdi, sindacalisti, ppdini, radicali aperti al mondo, qualche religioso, associazioni vicino ai richiedenti, gruppi interessati all’asilo senza limiti, ecc ecc), può anche ospitarli a casa propria! Bella proposta. Ovviamente Zanchi vuole motivare la buona volontà, pagando chi ospita così generosamente i profughi. Comunque vedremo, sempre che la proposta venga accettata, quanti metteranno a disposizione la propria abitazione ai richiedenti. A proposito, se davvero una famiglia è spinta da questi sani principi, potrà anche rinunciare al compenso dell’ufficio dei rifugiati, così da far risparmiare qualche soldo alla Confederazione… Sarebbe poi anche una gioia vedere i vari Ducry, Simoneschi Cortesi, Marti, Cavalli e molti altri rampanti politici ticinesi ospitare molti, molti profughi a casa loro!

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