Siamo proprio un Paese di ingenuotti e fessacchiotti, che fa accordi con gli altri, rispettandoli da bravi secchioni, mentre gli altri Paesi delle regole se ne fanno un baffo. Svizzerotti citrulli, penseranno di noi. Il bello è che poi ci becchiamo anche le critiche degli altri. La politica di asilo ne è un esempio clamoroso: con gli accordi di Dublino, i richiedenti che passano da uno Stato a noi vicino e dove potrebbero fare domanda di asilo, in Svizzera non possono diventare asilanti. E difatti il nostro Paese rimanda indietro migliaia di clandestini che se ne devono tornare in Italia, Germania, Francia e fare lì la domanda di asilo. Ma ovviamente i nostri simpatici vicini mica li vogliono, loro e la loro decantata politica di accoglienza europea, e fanno di tutto per rimandarceli. Risultato: dei richiedenti respinti dalle autorità elvetiche, molti ritornano nel nostro Paese e ci riprovano più volte. Li espelliamo e poi ritornano. Sembra un giochino tipo il ping-pong, ma è pura e cruda realtà. E nümm a pagum!! Ogni incarto costa migliaia di franchi, burocrazia, perdita di tempo: tutti fondi che invece di essere destinati ai bisognosi domiciliati (anche in Svizzera c’è genta in difficoltà), finiscono per essere sprecati. E tutto ciò in seguito ad un evidente abuso del diritto di asilo. Eppoi l’Italia la maggioranza dei richiedenti neppure li registra, così almeno può far finta che gli asilanti non siano passati dal loro Paese. Insomma, una vera schifezza. E noi continuiamo ad accogliere, accogliere, accogliere, e negli ultimi mesi vi è pure un ulteriore aumento delle domande di asilo… MA BASTA!
Si sa che nella vicina Penisola vi sono disfunzioni e carenze in ogni settore. La notizia, invero poco pubblicizzata, è di oggi: la Svizzera vorrebbe espellere in Italia diverse centinaia di richedenti l’asilo che non hanno diritto a restare da noi. Ma le nostre autorità non possono: infatti gli italiani sono già in vacanza e non hanno intenzione di ritornare a lavorare prima di inizio settembre. Ancora una volta si dimostra (facilmente) che noi svizzeri rispettiamo accordi e contratti con gli altri Stati, gli altri per nulla, soprattutto gli italiani. Ma i rifugiati mica vanno in vacanza, loro si muovono tutto l’anno, in cerca di nuove opportunità. E da noi trovano ospitalità e lavoro, ormai la voce si è sparsa per ogni dove, che in Svizzera come rifugiato ti mettono in comodi appartamenti. Gli accordi di Dublino obbligano l’Italia a riprendersi i richiedenti transitati in Italia, prima di arrivare in Svizzera, ma come ben si vede le cose non funzionano proprio come dovrebbero. Del resto agli italiani va bene così: offriamo loro lavoro, abbiamo 50′000 frontalieri, ospitiamo noi i magrebini che scappano dall’Africa e che sono passati prima da loro. Loro sono furbi (e disonesti), noi siamo imbecilli. E la sinistra applaude. Siamo alle solite, siamo diventati il centro d’accoglienza continentale dei rifugiati. Quanto scommettiamo che quel migliaio di africani non riusciremo mai a rispedirli in Italia, e che ne arriveranno entro poco altrettanti. Ma dove le mettiamo tutte ste persone?? Per ora aspettiamo che gli italiani tornino dalle vacanze…
Nei giorni scorsi aveva fatto il giro della Svizzera una buffa notizia: a Zugo un richiedente l’asilo algerino, che non dovrebbe neppure vivere più in Svizzera dato che non ha diritto a restare come rifugiato nel nostro Paese, è stato arrestato due volte nella stessa giornata. Prima fermato per furto in un’automobile, poi rilasciato, ed infine nuovamente arrestato per furto in una macchina della polizia. Buffa come notizia, no? Pensandoci meglio è tristissimo: come svizzero se rubi vai in galera e subisci pure un bel processo, per poi magari essere punito con le solite aliquote giornaliere. Ma almeno vieni punito. Questo algerino è ospite da noi, e ruba, perché tanto sa che non gli può succedere nulla. Gli svizzeri sono discriminati in casa propria.
Scorrendo la stampa nazionale arriviamo alla follia: il quotidiano Blick riferisce che questo richiedente l’asilo, colpito da una decisione di espulsione perché non ha nessun diritto all’asilo politico e quindi clandestino, vanta già presso la polizia elvetica 450 verbali a suo carico, per furti ed altro. Cosa? Pare che l’algerino, quando lo arrestano, ammette i reati, ride e fa pure battute. Tanto sa (e tutti questi personaggi sanno) che non gli può succedere un bel niente, che non verrà incarcerato. Sul Blick spiegavano che non lo si può neppure espellere dalla Svizzera, perché si rifiuta di andarsene e l’Algeria non riprende connazionali espulsi in modo coatto. Cosa? Come? Inutile dire che la sinistra nostrana si sfrega le mani… Pora Svizzera, pora giustizia. Ecco come si finisce con questa politica dell’apertura verso l’estero. Ma è davvero questa la società che vogliamo?
Per anni UDC, Lega dei Ticinesi e qualche esponente di buon senso dei partiti borghesi hanno denunciato la lentezza della procedura di espulsione dei richienti l’asilo che a decine di migliaia ogni anno arrivano in Svizzera. È lapalissiano che chi deve andarsene deve farlo in fretta, e questo dimostrerebbe la serietà della politica d’asilo applicata dalla Svizzera. Ormai invece lo sanno anche i sassi che da noi si trova aiuto, complicità da parte delle autorità, appartamenti a disposizione, possibilità infinite di ricorso alle decisioni di espulsione, e in futuro pure la concessione della nazionalità svizzera, e tutto questo come semplici rifugiati (??%&??). Lo sanno tutti in nel mondo, e quindi arrivano a frotte nel nostro Paese. Ovviamente di questi tempi arrivano i magrebini dal Nordafrica, e anche se le solite compiacenti autorità sdrammatizzano, giungono a Chiasso decine di richiedenti al giorno. Ma dove li mettermo tutti sti rifugiati, per la maggioranza neppure perseguitati nella loro Patria? Ad una chiara domanda di un deputato UDC al Nazionale, il Consiglio Federale rispondeva che ci terremo ca. la metà dei nordafricani che presentano domanda di asilo, e questo perché gli italiani non registrano i richiedenti, i quali pertanto non figurano transitanti da un Paese sicuro (in teoria la Svizzera potrebbe rimandare tutti i magrebini in Italia, dato che essi potevano presentare domanda di asilo in Italia). Furbizie degli Stati UE, noi svizzeri ligi e poveri fessacchiotti. Gli accordi di Dublino, ostentati dal Consiglio Federale come accordi per noi convenienti, si stanno rivelando una fregatura pazzesca per la Svizzera!!
Adesso arriva il bello: la Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia accusa le autorità federali di lentezza delle procedure di espulsione dei richiedenti l’asilo provenienti da Paesi sicuri. Ma come?? Se la denuncia parte dall’UDC, allora è razzismo e xenofobia, e se invece arriva dai Cantoni è una cosa seria da titoloni e articoli super-intellettuali? Pora Svizzera… Speriamo solo che questa denuncia da parte dei Cantoni della situazione dell’asilo in Svizzera, assurda e surreale che perdura da decenni, e che porta ad un’invasione di richiedenti economici da ogni dove, possa finalmente migliorare. Chi necessita resti, chi non ha diritto venga allontanato il prima possibile. Lo dicono anche i Cantoni.
Circa 6 mesi fa l’UDC chiedeva di rivedere gli accordi di Schengen: in seguito alle negative ripercussioni sul nostro Paese, il primo partito svizzero chiedeva di ritrattare gli accordi, in particolare chiedeva di aumentare la sorveglianza lungo le frontiere con i vicini dell’UE. Ovviamente sono piovute critiche da ogni dove: sempre l’UDC che rompe, l’UDC vuole chiudersi su se stessa, UDC intollerante, e altre (le solite) baggianate, cui i partiti PLR-PS-PPD ci hanno da tempo abituati. L’UDC ha quindi visto che Schengen è un problema per la Svizzera: aumento di furti nelle regione di confine, aumento dell’immigrazione clandestina, senso di insicurezza dei cittadini, e molto altro, tutto ciò a causa dell’apertura scellerata delle nostre frontiere. Ormai i passatori, i criminali trasfrontalieri, i clandestini lo sanno che da noi si entra e si esce come niente, che i valichi non sono più presidiati, che siamo come (se non peggio dal punto di vista dei controlli) gli altri Paesi europei.
In questi giorni i danesi hanno reintrodotto i controlli a tappento lungo i propri confini, in seguito al massiccio afflusso di stranieri degli ultimi mesi, in particolare dal Nordafrica. Nelle scorse settimane, sempre a causa dell’invasione di africani, Francia e Italia chiedevano di rivedere i termini dell’accordo di Schengen. Insomma, l’UDC ha visto ancora una volta giusto, gli altri voltano la faccia per non vedere il problema. La libera circolazione all’interno dello spazio Schengen è un macigno. E la gente lo sente sulla propria pelle. Solo che se lo dice l’UDC è xenofobia, discrimazione, razzismo. Ora però lo dicono anche Sarkozy e Berlusconi, i capi di Governo di due importanti Nazioni UE. Schengen è una bella patata bollente, è un colabrodo grazie al quale tutti entrano nello spazio e godono poi della libera circolazione. Per la Svizzera è un accordo demenziale, e soprattutto non ci guadagnamo niente (salvo non fare le file all’immigrazione negli aereoporti europei ??!!?). Ma come tutti i contratti, anche Schengen si può disdire e ritrattare. Per la nostra sicurezza, per i nostri cittadini, per il futuro del nostro Paese. Ma i partitoni europeisiti lo capiranno?
Da settimane Lampedusa viene invasa da migliaia di africani, che fuggono dal Continente nero per i più disparati motivi. Guerre, persecuzioni, povertà, fame, ecc. ecc. Esprimiamo grande solidarietà con tutte le persone del mondo che scappano dal proprio Paese, per sperare di trovare una nuova Patria dove magari le condizioni di vita sono migliori e più sicure. La fuga dalle Nazioni povere e in guerra prosegue da decenni, ed ha portato in Europa milioni di rifugiati, politici ed economici. Ciò che sta accadendo in queste settimane è ovviamente legato alla rivoluzione che avviene nel Nordafrica. Fatto sta che tutti sti sfortunati sono proprio tanti, e nessuno li vuole. Un po’ come la peppa tencia a carte, nessuno la vuole. La maggior parte dei magrebini che giungono a Lampedusa (isola turistica invasa da africani e dove la situazione è fuori controllo) vogliono proseguire verso la Francia, dove si parla il francese (lingua a loro nota) e dove spesso i disperati hanno amici, parenti o conoscenti, arrivati in Francia negli ultimi decenni di continua emigrazione dall’Africa. Ma ovviamente i transalpini mica vogliono essere il Paese di raccolta dei Nordafricani!! Anche perché le banlieu delle grandi città ospitano già milioni di magrebini, che oltretutto talvolta creano disordini e tensioni sociali. Ed è guerra diplomatica tra Francia e Italia: gli italiani caricano i Nordafricani sui treni verso la Francia, i francesi bloccani i treni. La domanda che si impone è: ma chi li vuole questi magrebini, quasi tutti maschi tra i 20 e i 40 anni? La maggior parte di essi vogliono una migliore esistenza e un lavoro, ma non hanno il diritto di restare come rifugiati politici. Gli italiani fanni i furbi, e non registrano i magrebini, così essi non risultano essere provenienti dall’Italia: se li registrassero, gli italiani dovrebbero tenerseli, così come indicano i trattati internazionali. Insomma, migrazioni di massa che destabilizzano la tanto decantata ed unita Unione Europea, che dovrebbe correre in aiuto dell’Italia, ma nessuno vuole altri ulteriori rifugiati nei propri confini, oltre ai milioni già arrivati negli scorsi anni. Intanto a Chiasso la pressione dei fuggitivi cresce, e la nostra Consigliera federale Sommaruga vuole creare tanti posti di lavoro per accogliere i rifugiati… Non vogliamo di nuovo vivere quello che successe con l’ex Jugoslavia, quando arrivarono in Svizzera centinaia di migliaia di rifugiati (mentre l’UE non li accoglieva), e dopo la fine della guerra quasi nessuno dei fuggitivi se ne tornò al suo Paese. Sono restati qui. Una volta che arrivano da noi, è difficile rimpatriarli. Urge un efficiente dispositivo di contenimento lungo le nostre frontiere per farne entrare il meno possibile. Punto. E dal Nordafrica non devono più salpare altre bagnarole direzione Europa, altrimenti sarà il caos più incontrollabile.
Il Magreb è in rivolta, ed è subito aumento di entrate illegali in Europa. Lampedusa presa d’assalto da 5′000 africani arrivati coi battelli in pochi giorni. Il problema è che ogni occasione è buona, per chi cerca fortuna, per imbarcarsi ed andarsene dall’Africa. Il problema è che da noi di posto non ce n’è più tanto. Anzi, appartamenti sfitti stanno diventando una rarità, soprattutto per i residenti. Non si può far entrare incondizionatamente quantità così grandi di richiedenti l’asilo, la situazione diventa incontrollabile. Nei giorni scorsi avevamo riferito come nell’UE l’emergenza rifugiati venga affrontata in malo modo: la Grecia, Paese praticamente fallito, non si attiene agli accordi di Dublino, e come conseguenza le altre Nazioni si devono cuccare un maggior numero di asilanti. Ovviamente la Svizzera, sempre primissima nella speciale classifica di chi accoglie più richiedenti, è prontissima ad accettare ancor più asilanti, per aiutare l’Europa nel pallone. È sempre così: la Svizzera firma accordi con Paesi che non li rispettano. Ma ora la situazione è serissima, perché se davvero una gran massa di disperati si sposta dall’Africa verso l’Europa, dove cavolo li mettiamo tutti sti rifugiati (di solito uomini tra i 20 e i 30 anni)? Considerando poi che nessuno di questi ha intenzione di ritornarsene a casa, utilizzeranno tutte le vie legali (ovviamente pagate da noi contribuenti) per non farsi espellere. E anche espellerli in modo coatto, è costoso e non funziona, tanto anche i loro Paesi non rivogliono questi disperati. Per ora diremmo che la soluzione migliore è quella di ricominciare a presidiare in modo efficiente le nostre frontiere. Meno ne entrano, meno gabole avremo da affrontare. E l’esercito può dare una mano.

e si gratta
Ricardo Lumengo arrivò in Svizzera dall’Angola nel 1982, come richiedente l’asilo. Poi nel nostro Paese, definito da molti imbecilli come chiuso su se stesso, razzista, intollerante e molte altre boiate, egli si è dato alla politica, ricoprendo cariche pubbliche a tutti i livelli: comunale, cantonale e federale, dimostrando che a un africano nulla è precluso in Svizzera. Ma ora viene il bello: il nostro Lumengo, consigliere nazionale PS, è stato condannato per frode elettorale per aver compilato personalmente almeno 44 schede elettorali in suo favore per le elezioni del Granconsiglio bernese. È stato riconosciuto colpevole, e condannato alle solite ridicole pene pecuniarie. Il Partito Socialista nei giorni scorsi, vista la condanna, gli ha chiesto di dimettersi dal Consiglio Nazionale. Il Lumengo invece che fa? Si dimette dal PS, e non dal Parlamento. Dal nostro punto di vista l’angolano ha fatto bene a distanziarsi dal partito delle tasse, a noi il PS non ci piace neanche un po’. Ma in realtà il Lumengo ha fatto un brutto sgambetto al suo ex-partito, perché i socialisti sono convinti di essere puri, puliti, al di sopra di litigi e imbrogli, e si ritrova in Parlamento un esponente disonesto appoggiato proprio dal PS!! Lumengo scemo non è, e mica rinuncia alle indennità parlamentari che arrivano ad oltre Fr 100′000.- all’anno!! PS gabbato alla grande, e un disonesto ex-PS è sempre ancora seduto sui banchi del Consiglio Nazionale. Che vergogna!
Una chicca per i lettori del lato-b: Lumengo aveva compilato di proprio pugno almeno 44 schede elettorali, di cui 42 erano risultate nulle (?!?!?). L”angolano sarà anche disonesto, ma mica tanto in chiaro su come si compilano le schede elettorali in Svizzera, e proprio per la sua imperizia è stato beccato! E bravo il nostro primo parlamentare nero… cominciamo bene.
Tra le mille cifre di spesa che l’Amministrazione federale ci propina con regolarità, manca trasparenza su quanto la Svizzera spende all’anno per il solo rifiuto e rimpatrio di chi non ha diritto a rimanere da noi come asilante. Infatti il 90% delle richieste di asilo sono totalmente ingiustificate, e tutta la macchina preposta alla decisione di non entrata in materia e di rimpatrio degli asilanti ci costa un pacco di soldi ogni anno.
Ultimo esempio allucinante quello accaduto in questi giorni: la Confederazione aveva organizzato un aereo speciale per rimpatriare dei richiedenti l’asilo del Gambia. Dopo un primo atterraggio nel vicino Mali per consegnare un richiedente respinto alle locali autorità, l’aereo si è visto negare il permesso di atterraggio in Gambia ed ha dunque fatto ritorno in Svizzera, con 5 richidenti respinti che vengono riportati nel nostro Paese. Ma è possibile che capitino cose simili, e ciò nonostante le autorità elvetiche e quelle del Gambia avessero precedentemente concordato tutta la procedura di consegna dei falsi rifugiati. Del resto il capitolo dei rimpatri forzati è tristemente famoso: ciò che è occorso in Gambia non è un’eccezione e capita non di rado che addirittura i poliziotti elvetici vengano attaccati dalla polizia locale. Capita pure purtroppo che qualche falso rifugiato ci lasci le penne in seguito ai modi duri della polizia.
Ma quanto ci costa tutto ’sto casino? Quanto spendiamo per dire di NO a gente che non dovrebbe neppure essere da noi e che si rifiuta di andarsene, nonostante la decisione definitiva di negazione del diritto di asilo e l’ordine di andarsene?? Il volo nel Gambia per esempio ci è costato Fr 110′000.- (!!?!). Quanto ci costano tutte le trafile giuridiche, con gli avvocati (pagati dal contribuente) che provano in tutti i modi e si rivolgono a tutte le istanze possibili per tenere in Svizzera questi falsi rifugiati? Quanti miliardi ogni anno vengono spesi per gente che non ha diritto di asilo, miliardi che farebbero comodo ai cittadini domiciliati da noi che fanno fatica ad arrivare a fine mese? Questa è discriminazione pura nei confronti dei domiciliati! Forse queste cose sarebbe meglio non saperle neppure, sennò ci si incazza…
Un richiedente l’asilo cinese, che dovrebbe essere ricacciato in Italia perché non ha diritto all’asilo in Svizzera, si rifiuta di tornarsene da dove è arrivato. La notizia ha del surreale, ma pare sia prassi comune. Si sa che ci sono migliaia di clandestini cui è stato negato il diritto di asilo: si chiamano NEM quelli per cui il dossier non è neppure stato aperto, come per il cinese: Non Entrata in Materia, richiedenti l’asilo NEM appunto. Poi si nascondono e sono clandestini in Svizzera.
Secondo gli accordi di Dublino, che prevedono che i richiedenti l’asilo che arrivano in Svizzera debbano essere rinviati verso il primo paese in cui hanno fatto ingresso dopo essere entrati nello spazio europeo, il cinese deve tornarsene in Italia, ma ovviamente lui non vuole: è chiaro, da noi verrebbe ospitato in un comodo appartamento, e gli verrebbe dato pure il soldo per le spesuccie. In Italia è già bello se gli dessero un cartone per coprirsi quando dorme all’addiaccio. Ancora una volta si conferma una cosa lapalissiana: la Svizzera si attiene agli accordi e gli altri Paesi no; inoltre gli stessi accordi spesso non sono applicabili. In questo caso, dopo la solita lunga e costosa trafila giuridica (tanto paga il contribuente svizzero), con la decisione del Tribunale amministrativo federale di non entrare neppure in materia, tanto il cinese deve tornare in Italia, il nostro richiedente l’asilo si rifiuta di andarsene. Ma cosa vuol dire si rifiuta? Prendetelo a calcioni, e consegnatelo immediatamente alla polizia di stato italiana (sempre che se lo riprenda, tanto non rispettano gli accordi). E se il richiedente non collabora con le buone, allora mandatelo via con la forza! Chissà quanti migliaia di casi all’anno simili a questo, chissà quanti soldi sbattuti via, chissà quanti tengono occupati i posti che spetterebbero a veri rifugiati bisognosi… Ah, dimenticavamo di dirvi che il cinese è un ex-poliziotto che assisteva nel suo Paese al traffico di organi di condannati a morte: prima sparavano sui condannati senza ucciderli e poi espiantavano gli organi. Interessante, può raccontarlo ad Amnesty International Italia. Da noi non può restare.