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Buon Natale!

24 dicembre 2011
Che bello, è Natale !

Che bello, è Natale !

È trascorso un anno ricco di avvenimenti, in Svizzera e nel mondo. In Ticino siamo sommersi dai debiti, e il preventivo 2012 presenta un manco di oltre 200 milioni; il debito pubblico è di 1,8 mia, la voragine della Cassa pensioni dello Stato è ormai di 2 miliardi di franchi. Poche migliaia di ex-dipendenti pubblici tengono in ostaggio (con le loro pensioni da super manager di banca) il contribuente ticinese: si tratta di pensioni impagabili, tanto è vero che non si possono pagare, e di fatti la cassa presenta un debito pazzesco, garantito dai cittadini ticinesi, che con le loro imposte devono finanziare le pensioni d’oro degli statali. In Svizzera c’è la garanzia che il segreto bancario non c’è più, e che il nostro Paese è sempre ancora nella black list della vicina Penisola, e questo ci penalizza fiscalmente ed penalizza gli imprenditori e le ditte svizzere. L’UDC ha perso consensi alle ultime elezioni federali, pur restando il primo partito del Paese; cade clamorosamente la concordanza, dato che l’Assemblea federale ha concesso un seggio nel nuovo Consiglio Federale ad un partito piccolo come il PBD, e ha concesso altrettanto all’UDC, mentre PS e PLRT si sono dati due seggi a testa. A livello europeo la sempre più grande UE è sull’orlo del fallimento, e la moneta EURO è diventata carta straccia o poco più: le Nazioni UE hanno truccato i conti statali e hanno accumulato un debito pubblico che peserà sui cittadini per generazioni. Coloro che dicevano di entrare nell’UE si sono sbagliati, ma il PS insiste che la Svizzera debba farne parte. Allucinante….! Gli USA stanno male, e si ritirano da una guerra costosissima come quella dell’Iraq. Gli equilibri internazionali sono fragili, e Cina e Russia possiedono gran parte del debito pubblico mondiale. Questi due Paesi ci tengono per le palle. Nonostante tutto sto pastrocchio, auguriamo a tutti i lettori del lato-b ogni bene per queste feste e BUON NATALE a voi e alle vostre famiglie. Cerchiamo di mantenere le nostre festività cristiane e le nostre tradizioni. Sarà sempre più difficile difendere questi valori, ma dobbiamo tener duro! L’Islam e molte altre culture religiose incombono, molti partiti di sinistra vorrebbero un abbandono delle nostre tradizioni cristiane, ma noi teniamo duro.

Alptransit è un fallimento ancor prima di essere ultimato

18 dicembre 2011

Negli scorsi giorni è stato reso noto il solito studio pagato coi soldi del contribuente: secondo tale studio, una volta che Alptransit sarà operativo, si potranno al massimo mantenere i livelli attuali di traffico merci dei TIR europei attraverso le Alpi svizzere. In parole povere significa che gli 1,25 milioni di camion europei che passano in Svizzera e che inquinano senza neppure fermarsi una volta nel nostro Paese, continueranno a passare ed a intasare le nostre strade: ovviamente l’intento di Alptransit fallisce miseramente, dato che lo scopo di fare buchini nelle montagne e di spendere 20 miliardi di franchi svizzeri, era quello di trasferire il traffico merci dalla strada sulla ferrovia. Un intento nobile, che ha fatto gola ai votanti elvetici, i quali avevano accolto l’iniziativa popolare, pensando di fare buona cosa a preservare i boschi alpini e a liberare le nostre strade dai TIR europei in transito. Ma ovviamente la realtà è ben diversa: i TIR  passeranno sempre sulle nostre strade, sempre più pesanti così ci tocca pure pagare per rifare il manto stradale. Senza contare poi che ci intasano le strade e le rendono anche più pericolose. Alptransit assorbirà pochissimo traffico pesante, circa il 3% del totale (come già scritto su questo sito nell’ottobre 2010). Il 3%?? Un’opera faraonica dove passerà solo il 3% del traffico pesante europeo?? Siamo completamente pazzi. I politici hanno ingannato il popolo. Comunque noi riteniamo che una volta concluso Alptransit, la Svizzera abbia il dovere nei confronti dei cittadini elvetici di imporre un numero massimo di passaggi di TIR europei. E se all’UE non va bene, passino pure dagli altri intasatissimi valichi alpini.

Consiglio Federale come prima. UDC sconfitta, la concordanza pure.

15 dicembre 2011

Finiti i tempi quando la PPD Metzler fu trombata a favore di Blocher, finiti i tempi quando la Schlumpf fu preferita a Blocher: sulla nomina del nuovo Consiglio Federale è tornata calma piatta. Tutto si era già deciso giorni prima, senza sussulti né colpi di scena. La politica federale elvetica sembra essere tornata noiosa e scontata, come lo è stata per 50 anni. Ma, assieme alla sconfitta su tutti i fronti dell’UDC che chiedeva un secondo seggio, vi è un elemento importante: la concordanza è stata infranta. L’UDC aveva diritto a 2 seggi, come del resto ottenuti dai socialisti e dai liberali. L’UDC ha ottenuto come primo partito del Paese il maggior numero di consensi elettorali e di seggi alle Camere, eppure ha solo un consigliere federale. E questo fatto, secondo le regole della concordanza, è scorretto. La concordanza non c’è più, è questa la novità: a pagarne le spese è il primo partito elvetico, vittima pure di una direzione di partito piuttosto discutibile (Brunner-Blocher-Baader).

Consigliamo vivamente all’UDC di andare all’opposizione, tanto per star dentro in Governo al dipartimento militare porta a poco. E soprattutto PPD e PLR non sono certo alleati, figuriamoci PS e Verdi. E pensare che PLR, PPD e UDC avrebbero i numeri per formare un Governo di centro-destra ed escludere la sinistra dal Consiglio Federale…

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L’italiano è in pericolo in Svizzera? Mah.

13 dicembre 2011

La TV di Stato dà sempre grande enfasi alle notizie relative alla lingua italiana. Qualche settimana fa il semi-cantone di Obwaldo annunciava di non voler più offrire l’italiano tra le lingue che vengono insegnate. Da notare i pochi studenti iscritti ai corsi della lingua di Dante. Oggi l’annuncio che il semicantone avrebbe comunque l’obbligo di offrire lezioni di lingua italiana. Lungi da noi l’idea di definire questo argomento banale, ma abbiamo l’impressione che si tratti di un tema sopravvalutato, considerando che le vere emergenze in Europa sono i conti pubblici disastrati e l’indebitamento. E soprattutto dire che l’italiano sarebbe in pericolo ci fa spanciare dal ridere: ci sono centinaia di migliaia di italofoni nel nostro Paese (ovviamente gli italiani sono la stragrande maggioranza), e ci pare stupido affermare che l’italiano sia in pericolo. Considerando poi tutte le reti TV italiane che gli utenti possono seguire, con a pochi chilometri una Nazione dove 60 milioni di italiani parlano la lingua, allora ci sembrano motivazioni ridicole. Semmai sarà il romancio in pericolo, anch’essa lingua nazionale!! Poche migliaia di persone che parlano questa lingua, sempre meno giovani che la conoscono. Altro che l’italiano! Anche lo Schwitzerdütsch è in pericolo, dopo l’invasione di 300′000 germanici. Si tratta di idiomi parlati solo in Svizzera, dunque a rischio. Ma la TSI, che continua ad assumere frontalieri italiani e li paga coi soldi degli svizzeri, ritiene che l’italiano sia in pericolo…

Ce la farà l’Italia a cambiare? Diktat dell’UE.

11 dicembre 2011

È la sconfitta più bruciante per il mondo politico italiano: non ce la fanno proprio i politici a risanare le finanze italiche. Non ce la fanno perché è tradizione discutere, dibattere, litigare, insultare. Ma non è pagante dal punto di vista elettorale dover alzare le imposte, le tasse, i balzelli; abbassare le pensioni, le rendite, i privilegi. E quindi ci pensa l’Unione Europea a provare a rimettere in sesto i conti statali disastrati delle Nazioni europee. Dopo la Grecia tocca all’Italia. E il ricatto è eloquente: o introducono misure strutturali per riportare in parità i bilanci, oppure per la Penisola si mette proprio male: basta aiuti, basta miliardi di aiuti da parte dell’UE. Ma come fanno a stringere la cinghia in un Paese incasinato come l’Italia? Ma è chiaro: con un bel governo tecnico, che poi vuol dire con un gruppo di persone con buon senso, che per decenni hanno visto i danni fatti dai politici. Grazie a persone che non devono rendere conto agli elettori, che non rischiano di non essere rieletti. Una scoppola per il mondo politico, che per decenni non ha saputo combattere contro evasione fiscale, lavoro nero, mafia, corruzione. In un Paese dove i soldi ci sono, ma la gente non ha il senso dello stato, e se può, frega e non paga le tasse. Saranno capaci i tecnici a risanare i conti pubblici? Abbiamo l’impressione che ci vorranno un paio di generazioni per rimettere un po’ di ordine e per cercare di cambiare una mentalità a una Nazione che poco ha da spartire con la Germania o la Francia.

Author: LATO-B Categories: Attualità Estera Tags: ,

Disoccupazione stabile, ma assistiti in forte aumento!!

11 dicembre 2011

Non stiamo così bene come ci vogliono far credere! Le statistiche che vengono fornite dalle autorità federali e cantonali sulla disoccupazione sono preoccupanti, ma rispetto al resto dell’Europa sicuramente vengono forniti dati migliori. Ma quello che ci viene sottaciuto è che c’è un forte aumento dei casi di assistenza, quelle persone per intenderci che non hanno più diritto alla indennità disoccupazione, e finiscono con chiedere aiuti sociali. Ecco, questi casi non sono contemplati nelle statistiche dei senza lavoro: alla percentuale dei disoccupati, per avere un quadro esatto della situazione occupazionale in Svizzera, dovrebbero affiancare la percentuale degli assistiti. E sono davvero tanti, soprattutto in Ticino, i cittadini che chiedono aiuto sociale. Ultimamente il Consiglio Federale ha affermato che non vi è necessità di misure per attenuare gli effetti devastanti della libera circolazione delle persone, neppure nelle regioni di confine come il Ticino. Sono stati creati molti posti di lavoro, la disoccupazione è sotto controllo, quindi va tutto bene. Eh NO, non va bene, perché molti frontalieri rubano il posto di lavoro ai domiciliati svizzeri, i quali finiscono prima in disoccuapazione, e molti anche in assistenza. Consideriamo infine che uscire dalla spirale dell’assistenza non è per niente facile; rischiamo di avere migliaia di casi sociali a carico di Cantone e Comuni per tutta la vita. Ne sanno qualcosa di Comuni, che vedono crescere gli assistiti ogni mese, con grandi ripercussioni sulle finanze comunali.

Il Cantone Ticino è messo malissimo, finanze come l’UE!!

4 dicembre 2011

Da quanti anni ormai si ripete la solita solfa: bisogna risanare le finanze, bisogna rivedere i compiti dello Stato, bisogna ridurre le spese. Tante belle intenzioni, ma pochi i frutti. Anzi, sembrerebbe che tutto vada peggio. Da notare che il gettito (cioè le entrate) sono aumentate, ma sono le spese dello Stato che sono esplose. Il risultato? Debito pubblico da 1,8 miliardi. Per il 2012 si prevede un ulteriore deficit di oltre 200 mio di franchi. Il Governo ha tentato un ribaltamento delle spese a carico dei Comuni, ma nessuno vuole questo trucchetto da bambini per mascherare l’impotenza di un Consiglio di Stato molle e senza palle. E di un Granconsiglio incerto e confuso.

Ci sembra evidente che si impongano decisi tagli alla spesa pubblica, ed eventualmente un aumento delle imposte, misura quest’ultima resasi necessaria in seguito al deterioramento delle finanze cantonali. I conti della Repubblica e Cantone Ticino si avvicinano a quelli dei Paesi UE. Oltre al debito pubblico disastroso, si sommano 2 miliardi di franchi di voragine creata dalla Cassa pensione dei dipendenti dello Stato: in pratica per erogare pensioni da nababbi a 6′000 pensionati statali, lo Stato (cioè noi cittadini che lavorano nel settore privato) si è indebitato a dismisura, e continua a perdere. Da oltre un anno la commissione paritetica della cassa statale aveva deciso di cambiare i piani previdenzali, e ridurre drasticamente le rendite. Ma Sadis e Consiglio di Stato non fanno nulla. VERGOGNA! In tutta Europa si abbassano le pensioni statali, dunque un argomento che ci viene propinato ogni giorno dai media e dalla TSI. Ma della cassa pensioni del Canton Ticino silenzio di tomba. Argomento troppo tecnico? Dossier difficile da capire?? NO, NO! La verità è che non sono capaci a togliere privilegi allucinanti a poche migliaia di statali, mentre i ticinesi normali pagano per quei privilegiati e si impoveriscono per gli statali pensionati. Un vero disastro finanziario e una vera ingiustiza sociale.

Tutti davanti alla TV per il sorteggio del secolo!

25 novembre 2011

Duca Widmer e Romano, di nuovo loro! Avevano ottenuto lo stesso numero di voti personali alle ultime elezioni nazionali, ma ancora non si sa chi andrà a Berna. Il sistema informatico aveva deciso che ci doveva andare la PPDina, ma dopo ricorsi vari il Tribunale Federale (TF) ha sancito che il sorteggio va rifatto, e questa volta non virtualmente con un computer: oggi alle 12.30 in diretta RSI qualcuno tirerà a sorte, qualcuno estrarrà il bigliettino del nome dell’eletto. Che suspance!! Come 8 anni fa, quando non si sapeva se Bush o Gore erano diventati presidente degli USA, solo che in quel caso si sono rimessi a ricontare per mesi le schede, per capire chi l’avesse spuntata. Ci sembra che quel caso fosse un po’ più importante per le sorti del pianeta… Per fortuna il TF ha deciso che tra i due PPDini ticinesi è sufficiente rifare il sorteggio. Quel che lascia perplessi è che in Svizzera, Patria della democrazia diretta, dove si va a votare almeno 4 volte all’anno, dove vi è una tradizione secolare nel conteggio dei voti, delle schede e degli abitanti, dopo un mese si sia ancora al palo, e l’ambiziosissimo Romano non sappia ancora se ce la farà. Auguriamo alla RSI una audience da record durante il sorteggio che verrà proposto in diretta, un vero e proprio evento planetario. E speriamo che non ci facciano una lunga e inutile trasmissione per tirarla per le lunghe, quando per un sorteggio ci vogliono dai 15 ai 30 secondi. E se la Duca Widmer dovesse perdere, dopo che tutti l’hanno congratulata per la sua elezione?

Pesce rosso Gianora se ne va. Era ora!!

25 novembre 2011

La notizia è stata ripresa da tutti i media del mondo, una novella che fa tremare il mondo politico internazionale (?): il presidente PLRT Walter Gianora se ne va! Caspiterina, che news! Ma soprattutto finalmente se ne va, dopo due anni di sconfitte elettorali. Non ricordiamo un presidente di partito in Ticino di così poco carisma. Non abbiamo mai capìto perché abbiano puntato su di lui (in realtà non è che facciano la coda per diventare presidente PLRT), e soprattutto non abbiamo afferrato perché un ingegnere valligiano come lui abbia accettato di sedere su di una poltrona così scomoda. Magari per ambizioni personali? Magari voleva dimostrare la sua personalità, dato che in Granconsiglio non apre mai bocca e nessuno sa chi lui sia? Boh. Probabilmente perché davvero egli crede nella causa, e quindi bisogna solo ringraziarlo per l’impegno dimostrato al partito in un momento così difficile.

Ora Gianora se ne va, e diciamo che non è che abbia lasciato il segno durante la sua presidenza. Vi è da dire che guidare il PLRT non è mica facile! Litigiosi e polemici tra le due aree, i liberali hanno perso un pacco di consensi, ed hanno pure perso seggi importanti come un Consigliere di Stato a favore della Lega, e un Consigliere Nazionale a favore di un UDC. È probabile che anche senza Gianora tutto ciò sarebbe avvenuto comunque, ma la presenza del Walter di certo non ha stimolato l’elettore a votare PLRT. Chissà chi si beccherà la peppa tencia e accetterà di fare il presidente PLR??

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Lombardi e Abate eletti. Cavalli a casa, ma sarà per sempre?

20 novembre 2011

I vincitori dell’elezione al Consiglio degli Stati per il Ticino si chiamano Lombardi e Abate. Lombardi è pressoché inamovibile, Abate tira un sospiro di sollievo e viene eletto alla Camera dei Cantoni. Per il Ticino una conferma degli ultimi 12 anni. Al posto di Marti, piuttosto di sinistra, un Abate un po’ più al centro. Va bene così, anche perché onestamente il buon Morisoli è andato bene, e più di così non poteva fare, restando comunque distanziato di un bel po’ di voti.

Parliamo del nostro medico preferito, il Franco Cavalli ormai 70enne, che prima molla il PS e poi si ripresenta sempre per il PS. Ci ha creduto e ha speso una marea di soldi per la sua campagna. Annunci a pagamento e cartelloni carissimi ovunque non sono serviti: Cavalli a casa, non sappiamo se per sempre, ma a casa. Il vero sconfitto, il nostro amico della Cuba marxista e ostaggio della famiglia Castro. Socialista e amico dei poveri, salvo poi spendere almeno 300′000 franchetti svizzeri per la propria ambizione. Veramente coerente il Cavalli: invece di dare tutto quel grano ai poveri, li spende per la sua campagna politica, come i veri ambiziosi personaggi di destra, quelli ricchi che vengono criticati dalla sinistra. Ciao Cavalli, a casa.

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