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Asilo in Svizzera: una politica ridicola e irrispettosa

12 novembre 2011

Siamo proprio un Paese di ingenuotti e fessacchiotti, che fa accordi con gli altri, rispettandoli da bravi secchioni, mentre gli altri Paesi delle regole se ne fanno un baffo. Svizzerotti citrulli, penseranno di noi. Il bello è che poi ci becchiamo anche le critiche degli altri. La politica di asilo ne è un esempio clamoroso: con gli accordi di Dublino, i richiedenti che passano da uno Stato a noi vicino e dove potrebbero fare domanda di asilo, in Svizzera non possono diventare asilanti. E difatti il nostro Paese rimanda indietro migliaia di clandestini che se ne devono tornare in Italia, Germania, Francia e fare lì la domanda di asilo. Ma ovviamente i nostri simpatici vicini mica li vogliono, loro e la loro decantata politica di accoglienza europea, e fanno di tutto per rimandarceli. Risultato: dei richiedenti respinti dalle autorità elvetiche, molti ritornano nel nostro Paese e ci riprovano più volte. Li espelliamo e poi ritornano. Sembra un giochino tipo il ping-pong, ma è pura e cruda realtà. E nümm a pagum!! Ogni incarto costa migliaia di franchi, burocrazia, perdita di tempo: tutti fondi che invece di essere destinati ai bisognosi domiciliati (anche in Svizzera c’è genta in difficoltà), finiscono per essere sprecati. E tutto ciò in seguito ad un evidente abuso del diritto di asilo. Eppoi l’Italia la maggioranza dei richiedenti neppure li registra, così almeno può far finta che gli asilanti non siano passati dal loro Paese. Insomma, una vera schifezza. E noi continuiamo ad accogliere, accogliere, accogliere, e negli ultimi mesi vi è pure un ulteriore aumento delle domande di asilo… MA BASTA!

L’Italia sotto tutela del Fondo monetario internazionale (FMI)

6 novembre 2011

Durante gli ultimi mesi la politica italiana ha dibattuto a lungo sulle intercettazioni telefoniche a Berlusconi, sulle sue performance con le ragazze, del fatto che il Paese sta bene, che le borse crollate non fossero un problema, dell’incompetenza delle società americane di rating che declassano lo Stato italiano. Di tutto hanno parlato, ma poco di come salvare la Nazione dalla bancarotta. La sinistra, a noi non certo simpatica, ha criticato pure il documento presentato all’UE, che contiene i punti salienti per risanare le finanze statali: il Governo non parla di lotta all’evasione fiscale, di lotta alla mafia e al lavoro nero, di introduzione di nuovi balzelli come la tassa patrimoniale (che in Svizzera da sempre paghiamo). In effetti è incredibile come la maggioranza faccia finta che tutto vada bene, quando invece UE, FMI e il resto del mondo facciamo pressione sull’Italia, affinché vengano prese quanto prima misure di risanamento. Ora l’Italia è sotto tutela del FMI: ogni 3 mesi il Fondo monetario dovrà esaminare le cifre e verificare che tutto il previsto e promesso sia realmente applicato. Insomma, la penisola non solo è sotto osservazione internazionale, ma deve ammettere i suoi evidenti problemi. Altro che tutto va bene, l’economia è solida, siamo un Paese benestante, e tutte le boiate che asserisce il cavaliere!! Lavorate italiani, e pagate le tante imposte che evadete da decenni! …E pensare che in Svizzera c’è ancora qualcuno che vorrebbe aderire all’UE!! Pazzi.

Il Ticino come la Grecia? Cassa pensioni statale catastrofica.

30 ottobre 2011

Oltre che a causa della corruzione, del lavoro nero e di problemi economici strutturali, la Grecia è quasi fallita anche in seguito alla voragine creatasi nella Cassa pensioni statale: i dipendenti pubblici greci vanno in pensione a 53 (!!) anni e ricevono pensioni da nababbi!! Ma cosa c’entra il Paese ellenico con la Repubblica del Cantone Ticino? C’entra eccome: pensate che il deficit accumulato dalla Cassa pensioni dei dipendenti pubblici è superiore al deficit pubblico del Cantone. Roba da repubblica delle banane, anzi, roba da crisi e fallimento greco.

Ma come si è venuta a creare una situazione simile, da decenni denunciata dalla destra politica? Semplice: i dipendenti pubblici pagano troppo poco per poi ricevere troppo sotto forma di pensione e di rendita di invalidità. Semplicissimo. Pagano poco per poi ricevere troppo in età pensionabile. Oltretutto vanno spesso in pensione a 58 anni, con la rendita ponte pagata dal Cantone (cioè noi contribuenti) che permette loro di percepire come se avessero lavorato fino a 65 anni. Roba da matti!! Ricevono, ma loro non pagano. Per versare le rendite a 10′000 pensionati statali, i ticinesi rischiano la bancarotta! Le cifre sono semplici e limpide: deficit che supera 1,6 miliardi di franchi svizzeri, grado di copertura poco superiore al 60%, quando le casse pensioni private devono invece garantire un grado di copertura del 100%. Da un anno e mezzo c’è la soluzione per risanare la cassa: passare dal primato delle prestazioni (rendita in base all’ultimo stipendio) al primato dei contributi (rendita in base a quanto effettivamente versato). La commissione della cassa ha già deciso ed è d’accordo col cambiamento, ma il Consiglio di Stato ha bloccato tutto! Da 20 anni osserviamo lo stallo più totale, e il grado di copertura scende inesorabilmente, mentre aumenta a dismisura il deficit, ed ora che basta passare in Parlamento per cambiare il regolamento, il Governo ha bloccato tutto!! E chi paga? Il contribuente, naturalmente! Perché è lo Stato (cioè noi tutti) a garantire per i conti deficitari della cassa, e i conti dello Stato soffrono da decenni per risanare la cassa statale. Noi tutti paghiamo gli stipendi agli statali, e poi sempre noi paghiamo pensioni spropositate ai pensionati statali!! Allucinante, un incubo.  Basta privilegi: i dipendenti dello Stato devono pagare di più, e ricevere rendite più basse. Punto.

L’UDC perde, il PLR e il PPD pure. Ma forse vince solo la destra.

25 ottobre 2011

I risultati delle elezioni federali sembrano essere definitive: dopo molti intoppi tecnici/informatici/ di trasmissione dati da repubblica delle banane e non certo da Nazione con grandi tradizioni democratiche come la Svizzera, i seggi e i numeri sono probabilmente assegnati. La Duca-Widmer in Ticino è eletta dopo sorteggio, nel Canton Berna l’UDC Graber torna al Nazionale dopo aver creduto di non avercela fatta e dopo aver annunciato di ritirarsi dalla politica, pure il pres. nazionale Pelli torna in Parlamento dopo che la TSI e i suoi grandi matematici l’avevano dichiarato sconfitto da Merlini. Mai vista tanta confusione ad elezioni nazionali, neppure in Burundi. Comunque il risultato è che l’UDC perde, il Ps sorride, PLRT e PPD sono ancor più deboli, mentre i Verdi di destra e il PBD si rafforzano. I Verdi convenzionali (verdi fuori e rossi dentro, come le angurie) perdono un terzo dei seggi. Un gran pasticcio partitico, ma se si analizzano le aree politiche, allora si nota che la destra si rafforza, e notevolmente. Si tratta di un elemento importante, perché quando si vota su Europa, sicurezza, indipendenza, stranieri, e tutti quei temi cari alla destra, allora in molti sosterranno le proposte UDC o PLR. I partiti sono scontenti, ma forse i cittadini otterranno qualche risultato pratico interessante e tangibile. Ora bisognerà attendere l’esito del ballottaggio per il Consiglio degli Stati, e magari ci scappa pure alla Camera dei Cantoni un aumento della destra. La composizione del Consiglio Federale viene decisa dall’Assemblea federale, e di conseguenza la tendenza e il futuro dei prossimi 4 anni per la Svizzera.

Terremoto elettorale in Ticino: la sinistra quasi estinta

23 ottobre 2011

Sono le ore 21 (e i risultati non sono ancora definitivi), ma una cosa è certa dopo queste elezioni federali: l’unica sopravvissuta di sinistra della delegazione ticinese al Consiglio Nazionale è la figlia del vecchio Werner Carobbio, la Marina. A parte la succitata, non c’è ombra di deputati ticinesi sinistroidi. Il PS ha perso un rappresentante a Berna, e i due sinistroidi Simoneschi e Robbiani del PPD sono stati sostituiti da un imprenditore di destra come Regazzi e da un centrista come Romano. I PLRT sono rimasti in 2, i verdi inesistenti.

I vincitori sono la destra e Lega-UDC. La congiunzione tecnica tra i due partiti (forse nemmeno necessaria per la conquista del successo elettorale) e i temi sentiti dai Ticinesi hanno permesso alla Lega di conquistare 2 poltrone, e all’UDC di mandare a Berna il primo rappresentante del partito da sempre. Una bella sterzata anti-sinistra della deputazione ticinese al Nazionale, non c’è che dire!! Ma saranno in grado i nuovi deputati a spiegare al Parlamento i problemi che assillano il nostro Cantone?? Beh, diciamo che la deputazione precedente non vi era minimamente riuscita, peggio probabilmente non si può fare. Intanto si leccano tutti le ferite riportate dopo queste elezioni federali, e solo Lega e UDC festeggiano. Alla faccia dei giornalisti sinistroidi della TSI che questa domenica hanno sofferto davvero tanto quando leggevano i risultati elettorali. Poverini… hanno in mano il potere mediatico, lo sfruttano in modo evidente e spudorato per influenzare il voto degli ascoltatori, ma stavolta la gente non li ha seguiti! E la gente ha deciso col proprio voto che era tempo di cambiare decisamente rotta.

Gli estremisti di sinistra incendiano Roma.

16 ottobre 2011

E ci risiamo. I soliti incappucciati di sinistra, quelli che rompono sempre tutto e distruggono le città rimanendo impuniti, hanno assaltato con successo la capitale italiana: approfittando del corteo degli indignados, centinaia di anarchici di sinistra hanno messo a fuoco Roma. Una vergogna all’italiana, dato che nelle altre città del mondo dove si sono svolte manifestazioni degli indignados non sono accaduti disordini particolari. Giusto per chiarirci: anche noi siamo indignati dalla crisi economica, dal fatto che siamo in mano alle banche e che molte di esse siano poco serie, dal fatto che la Svizzera debba pagare per la cattiva gestione della cosa pubblica nell’area Euro. Siamo incazzati per tante cose, ma non andiamo in piazza a sfilare. Per cui non siamo avversi a manifestazioni che denunciano un malandazzo noto a tutti. Ma da questo sito più volte abbiamo denunciato l’immobilismo delle autorità nei confronti dei black blocks, dei casseurs, dei chaoten, degli anarchici, chiamateli come volete. Più volte abbiamo scritto che non punire atti vandalici e attacchi alle forze dell’ordine significa invitare questi criminali a continuare a mettere fuoco e fiamme le città. E di fatti anche Roma ha subìto quello che aveva subito Ginevra e Losanna in ambito G8.

Ma c’è forse una novità: in Italia si sono incazzati e vogliono arrestare questi estremisti di sinistra. Come? Grazie a testimonianze, filmati, foto, e tutte quelle belle cosette tecnologiche che abbiamo a disposizione. Ma guarda un po’… Abbiamo la sensazione che più ne arrestano e ne processano, meno ne vedremo di casìni nelle città. Come pure successe a Londra qualche mese fa (vedi il nostro articolo del 12.08.2011): a un certo punto era guerra civile, ma è bastato che la polizia arrestasse oltre 1′700 casinisti, che tutto si è pacato, come d’incanto. In Svizzera auspichiamo che le cose cambino, anche grazie ad una futura legge che vieta nelle manifestazioni i partecipanti incappucciati. E poi saranno cavoli amari anche per la sinistra estrema, speriamo.

I socialisti non sanno fare i conti. Non crediamo loro.

10 ottobre 2011

Sono arrivati in tutte le bucalettere del Cantone i volantini elettorali in vista delle elezioni federali di fine ottobre. Ci salta all’occhio quello del PS: i socialisti propongono 10 punti di cambiamenti, tra cui istruzione e formazione per tutti, asili nido, classi scolastiche meno numerosi, stipendi alti per tutti, e tante altre allettanti proposte, volte ad attirare gli elettori. Speriamo che la gente comune non caschi nella trappola, nel senso che da sempre che i socialisti spendono i soldi degli altri e da sempre spendono i soldi che non hanno e che di certo non producono. Le proposte del PS, opinabili, sono chiaramente non finanziabili, in tempo di crisi poi non sono neppure proponibili!! A meno che non vogliamo finire come la Grecia, Paese fallito in seguito a spese non sopportabili per le casse pubbliche. In Grecia fino a ieri si andava in pensione a 53 anni, e il sistema pensionistico brucia le risorse finanziarie dello Stato (un po’ quello che sta succedento con la Cassa pensioni nel Canton Ticino…). In Grecia hanno speso e sprecato per decenni i soldi che la Nazione ellenica non aveva, ma stampava alllegramente!

NO al PS, NO ai socialisti, perché siamo in un Paese dove la socialità è forte e garantisce di vivere degnamente, e nessuno dorme sotto i ponti. NO ai socialisti perché vogliono cambiamenti che metterebbero in ginocchio la nostra economia, quella che produce ricchezza da ridistribuire ai bisognosi. NO a proposte demagogiche e non finanziabili (a meno che non mettano loro i soldi necessari, ma quando devi pagare tu allora cambi subito idea). NO al PS che ri-ri-ripropone quella mummia di Franco Cavalli, marxista amico dei cubani.

Italia a terra. Ma si va oltre ogni limite.

3 ottobre 2011

Come noto l’UE è messa malissimo, la zona euro al limite del collasso. Paesi come la Grecia, Spagna, Portogallo, Italia sono sull’orlo del fallimento. L’Italia, Nazione con un grosso potenziale economico, necessita di almeno 110 mia di euri entro fine anno, sennò fallisce. Come anche per la Grecia, gli altri Paesi che pagano sti falliti, come Germania e Francia, prima di erogare miliardi come patatine, chiedono garanzie su come le Nazioni in difficoltà risaneranno le finanze pubbliche. Ebbene, la televisione francese ha mostrato certe inchieste su suolo italico: hanno messo a nudo il fatto che vi sono migliaia di barche e panfili ormeggiati nei porti italiani, ma moltissimi jacht non sono registrati a nome di nessuno, e quindi non vengono pagate le relative tasse. Infatti chi possiede beni di lusso deve pagare esose imposte. Scioccante poi che in Italia vi siano 4 milioni di case e palazzine non registrate: anche qui miliardi di tasse immobiliari non pagate ogni anno. Se si confrontano le immagini satellitari con i registri fondiari appare evidente l’inganno e l’abusivismo edilizio. Insomma, non pagano le tasse, difficile pertanto che lo Stato abbia finanze floride! Basterebbe assumere poche decine di impiegati solerti per recuperare importi di tasse evase per aiutare lo Stato a uscire da questa situazione di fallimento. Invece stanno ancora a discutere se introdurre o meno una tassa patrimoniale, un po’ come l’imposta sulla sostanza che in Svizzera si paga da sempre. Ma si sa, in Italia vi è corruzione, e c’è pure la mafia. Fanno bene Francia e Germania a sincerarsi della situazione in queste repubbliche delle banane, prima di concedere decine e decine di miliardi…

Author: LATO-B Categories: Attualità Estera Tags: , ,

Vietato il volto coperto

30 settembre 2011

A Berna il Parlamento ha approvato una mozione di Oskar Freysinger (UDC vallesano) che chiede il divieto di presentarsi a volto scoperto agli sportelli dei comuni, cantoni e confederazione, otre che a manifestazioni. Evidente ricondurre questa mozione al divieto di indossare il burqa, già in vigore in diversi Paesi europei, e la stampa ha evidenziato questo aspetto: nonostante il testo dell’atto parlamentare non facesse esplicito riferimento al burqa, si tratta secondo i media di un divieto anti-burqa.

Ma secondo noi Freysinger ha centrato pienamente l’obiettivo, inserendo nel testo anche il divieto di mascherarsi alle manifestazioni: come più volte riferito in questo sito, gli estremisti di sinistra che distruggono le nostre città sono sempre mascherati, e spesso restano impuniti, anche perché le autorità danno talvolta l’ordine alla polizia di lasciar fare. Se davvero questa mozione verrà messa in atto, quando arriveranno gli estremisti di sinistra in piazza mascherati, dovrebbero essere bloccati e impacchettati. Ovviamente non siamo così ingenui da credere che una mozione cambi il lassismo delle autorità, troppo deboli e di poca volontà per tener fronte agli anarchici di sinistra, da sempre impuniti. Però almeno se ne parla, fino ad ora è stato accettato senza commenti il fatto che questi criminali spaccassero le città e assalissero la polizia a volto coperto e restassero impuniti. Che Paese civile, che siamo. Come anche è totalmente assurdo che vi siano persone che si presentano agli sportelli pubblici, magari a ritirare documenti, che non si identificano. Del resto ai distributori di benzina è vietato fare il pieno con in testa il casco della moto! Motociclisti discriminati.

Cavalli di nuovo candidato alle elezioni federali

25 settembre 2011

Franco Cavalli non muore mai, almeno politicamente. Ancora una volta è candidato alle elezioni federali, stavolta per il Consiglio degli Stati. Di per sè quindi niente di nuovo: nel senso che il Francesco non molla e si rimette sempre in gioco. O meglio, lo rimettono in gioco i socialisti. E qui sta il punto: possibile che il PS, grande paladino delle candidate donne e che lascia volentieri spazio ai giovani, non abbia trovato di meglio che ri-ri-ri-candidare Cavalli?. E possibile che il medico Cavalli non abbia niente di meglio da fare che ambire ad una carica politica che lo impegnerebbe mesi all’anno a Berna? Ma non è un grande professore, oncologo, impegnatissimo? Misteri della politica elvetica. Eppoi Cavalli aveva sbattuto la porta al PS, salvo poi rientrare dalla porta invece che discretamente dalla finestra. Non crediamo che l’ormai vecchio (politicamente, ma anche l’anagrafe non lo aiuta…) Cavalli possa avere chances di entrare nella Camera dei Cantoni, ma in politica tutto è possibile. Per il Ticino sarebbe un rappresentante scomodo e poco interessante per gli interessi del nostro Cantone. Abbiamo bisogno di politici che affrontino il degrado del Ticino dopo la libera circolazione, che affrontino la crisi e la disoccupazione, il rilancio economico, i pasticci con l’Italia, non di marxisti e filo-cubani come lui da sempre è. Inoltre abbiamo semmai bisogno del Cavalli buon medico in Ticino, per la salute dei pazienti e per la cura dei malati.

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