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Archivio per la categoria ‘Televisione RSI (ex RTSI, insomma ssr-srg-ma che idée)’

In Svizzera non c’è più la libertà di espressione

6 dicembre 2010

Che da tempo in Svizzera non vi è più la libertà di esprimersi lo abbiamo notato da tempo: ogniqualvolta una voce fuori dal coro dice cose politicamente scorrette sono problemi. Denuncie, querele, accuse di razzismo, “ha parlato il diverso”. Pochi sono gli organi di informazione che non vengono controllati dal sistema, dal Grande Fratello. Del resto in Svizzera la TV di Stato ha il monopolio dell’informazione; le emittenti private sono poche e troppo piccole e la pluralità e la completezza delle notizie non è certo garantita. Se infine consideriamo che la RSI è un covo di sinistroidi, con un vertice che assume frontalieri al posto dei domiciliati, allora il quadro è completo.

Sabato scorso l’UDC, primo partito in Svizzera, è stato costretto ad organizzare la propria assemblea dei delegati all’aperto e al gelo, nella campagna vodese. Cinquecento persone che dibattono all’addiaccio perché il Canton Vaud, scelto mesi prima come luogo dell’assemblea, non ha garantito la sicurezza ai delegati. Praticamente nessuno ha messo a disposizione una palestra, una sala, un centro congressuale! Incredibile: come ha ben detto l’ex Consigliere federale Christoph Blocher ad un giornalista romando che lo aveva avvicinato, è inaccettabile che quando arrivano stranieri a rischio in Svizzera, quando vi sono manifestazioni e cortei, quando vi sono eventi importanti, si mobilita l’esercito, la polizia, i pompieri, la protezione civile; quando il primo partito politico del Paese vuole svolgere la propria assemblea dei delegati, allora nessuno muove un dito. Che il Canton Vaud fosse avverso all’UDC lo si sapeva, ma che le autoritâ non abbiano fatto nulla per permettere una dignitosa assemblea ai delegati nazionali è uno scandalo che dimostra come in Svizzera non sia garantita la libertà e la pluralità di espressione. L’unica cosa positiva ê che i giornalisti RSI presenti si siano beccati il gran freddo della campagna di Gland, ed abbiano condiviso i disagi dei delegati… Hanno vissuto sulla propria pelle, insomma, cosa significa essere discriminati per le proprie idee.

Angela Merkel: il modello multiculturale è fallito

17 ottobre 2010

merkelDurante il congresso dei giovani CDU e CSU, partiti di governo assieme ai liberali della FDP, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha affermato in modo lapidario che il modello multiculturale in Germania è “totalmente fallito“. La Merkel afferma che “la Germania non ha manodopera qualificata e non può fare a meno degli immigrati, ma questi si devono integrare e devono adottare la cultura e i valori tedeschi. E ancora: “Non abbiamo bisogno di un’immigrazione che pesi sul nostro sistema sociale“.

Ma guarda un po’ la Merkel, leader del Paese trascinatore dell’Unione Europea, che dice certe cosette interessanti: ma la cancelliera tedesca si è svegliata un giorno e ha capito tutto in una mattina, o magari era un po’ di tempo che queste idee covavano nella sua testa, solo che non poteva dirle, perché politicamente scorrette? Fatto sta che la Merkel esprime concetti assolutamente legittimi e corretti: in Germania, come in tutta Europa, vi è stata e vi è ancora una fortissima immigrazione, e purtroppo l’integrazione non funziona mica così bene. In particolare i musulmani non hanno nessuna intenzione di assimilare la cultura del Paese ospitante, e si creano dei veri e propri ghetti. La Merkel descrive semplicemente quello che succede in Germania e quello che nessuno (sinistra a parte) vorrebbe succedesse. Quando queste legittime preoccupazioni vengono espresse in Svizzera, chi le fa rischia una denuncia per infrazione alle norme antirazziste. Ma si sa, la nostra Nazione è ostaggio di una sinistra che vuole immigrazione, problemi, alzare le imposte, aiutare i criminali, e soprattutto la Svizzera è ostaggio di una TV di Stato che plagia le menti dei nostri cittadini. Chissà che qualcuno si svegli dal torpore ascoltando la Merkel …

Galleria di base del S. Gottardo e Alptransit. Un tunnel senza fondo.

14 ottobre 2010

Venerdì 15 ottobre 2010 viene festeggiata la caduta dell’ultimo diaframma (2 metri di roccia tenuta in piedi con fatica per permettere di esultare degnamente davanti a oltre 400 collaboratori della TV di Stato che garantirà una diretta coi fiocchi) che una volta abbattuto permetterà di unire i due tunnel scavati da nord e da sud, e che sancirà la creazione di un tubo lungo 57 Km tra Erstfeld e Bodio: si tratta della più lunga galleria ferroviaria del mondo, opera fondamentale per il progetto megalomane Alptransit, pagato dagli svizzeri ma destinato alle merci europee in transito. Facciamo i complimenti a tutti i lavoratori di Alptransit, in particolare ai minatori che lavorano per anni sotto terra per costruire questa galleria.

Premettiamo che nell’Unione Europea si fregano le mani a sapere che gli elvezi pagano di tasca propria ciò che verrà usato dall’economia europea. Pensiamo che bisogna proprio essere rimbambiti a sborsare oltre 20 mia di franchi per l’UE senza una contropartita a favore della Svizzera. Inoltre l’UE sta potenziando l’asse Est-Ovest e sta progettando il nuovo Brennero, ma sembra poco interessata all’Alptransit. Pertanto si ha l’impressione che si stia costruendo un’opera faraonica, senza interesse per i futuri utenti. Italia e anche Germania non saranno assolutamente pronti a salire sul treno di Alptransit quando quest’ultima sarà agibile. Inoltre vi sono problemi tecnici: nella galleria di base fa un caldo pazzesco, e per permettere ai treni di viaggiare veloci dovranno probabilmente installare su certe tratte l’aria condizionata (cosa? ma non doveva essere un’opera per ridurre l’inquinamento e per preservare le Alpi??). Pare poi siano stati posate tubature difettate, grazie ai soliti consorzi internazionali che si aggiudicano i lavori e poi operano senza rispettare le regole. Sembra che si debbano sostituire chilometri di tubi difettati!! Ovviamente non saranno le ditte truffaldine a sanare a proprie spese i difetti, ma saranno necessarie decine di milioni supplementari pagati dal contribuente elvetico. Infine girano voci che su Alptransit viaggeranno solo il 2,5% delle merci trasportate attraverso la Svizzera: Ehh? Un’opera pazzesca e costosissima per far passare poche merci? Ma è semplicemente folle. Folle. Non osiamo neppure pensare a quanto poi ci costerà ogni anno solo la manutenzione dell’opera. Ma per dimenticare le gabole, guardiamoci in TV la caduta dell’ultimo diaframma, senza dimenticare che per questo evento hanno sospeso i lavori per giorni e che i minatori hanno a lungo polemizzato perché non guadagnano abbastanza durante questi giorni di pausa forzata per la festa …

Libera circolazione anche per le prostitute, ci mancherebbe!

2 settembre 2010

Sentenza del Tribunale federale amministrativo: due prostitute bulgare e rumene hanno il diritto di chiedere il permesso di soggiorno, e anche di riceverlo. La loro storia è semplice: durante una delle tante retate anti-prostituzione sono state beccate senza permessi, e in seguito hanno richiesto i papiri per rimanere in Svizzera ed esercitare il mestiere più vecchio del mondo. Dopo le varie istanze che hanno rifiutato di concedere i permessi richiesti, il TF concede loro le autorizzazioni per vivere ed operare nel  nostro Paese. Del resto la libera circolazione delle persone con l’Unione Europea prevede che tutti i 400 milioni di cittadini possano spostarsi liberamente e lavorare in uno dei 27 Paesi UE, e in più la Svizzera. Non si capisce perché una passeggiatrice non possa lavorare da noi.

Ormai lo sanno anche i sassi: la Svizzera è invasa da lavoratori stranieri, in ogni possibile branca e settore. Sanità, banche, assicurazioni, studi di avvocatura, ingegneria, oltre naturalmente l’ediilizia e l’artigianato. A questi si aggiugano il settore pubblico, Comuni e Cantone che pagano stipendi coi soldi dei contribuenti (assurdo, assumono stranieri preferendoli ai  ticinesi che poi restano disoccupati), e la RSI che pare continui con la sua campagna di assunzione di italiani (anche qui gli stipendi pagati coi soldi degli svizzeri che pagano il canone più caro d’Europa!!!). Assurdo, solo da noi possono succedere certe porcate! Alla faccia dell’apertura che volevano i partiti ammalati di internazionalismo! La Svizzera è invasa da stranieri: come non capirli i nostri lavoratori esteri, qui si paga bene e in franchi svizzeri, mica qualche straccio di euro svalutato! La veritâ è che la gente deve finalmente capire che siamo discriminati a casa nostra, ci facciamo del male con le nostre mani. Creiamo migliaia di disoccupati svizzeri per assumere stranieri!! Ah, lo sapevate che il presidente PLRT Fulvio Pelli, che diceva dieci anni fa in TV che voleva mandare la figlia a fare uno stage a Milano in uno studio legale, e ciò sarebbe stato possibile solo con accordi con l’UE, è rimasto basito quando gli hanno detto che la laurea della figlia non valeva una cicca in Europa e lo stage non l’ha potuto fare?? Bravo Fulvio, ridicolo. Ma ci credi ancora nell’Europa?

Mondiali di calcio, errori arbitrali mondiali! Urgono cambiamenti.

30 giugno 2010
Blatter lo stregone

Blatter lo stregone

Torniamo sui campionati mondiali di calcio, non per criticare la Svizzera che è uscita mestamente dopo la bella vittoria sulla Spagna, ma per segnalare che infine forse qualcosa succederà per migliorare gli arbitraggi di scarso livello che si possono osservare in Sudafrica: dopo errori immensi avvenuti nelle prime partite e che hanno deciso le sorti delle contese, il presidente della FIFA Joseph Blatter ha finalmente aperto uno spiraglio di speranza per chi vorrebbe il calcio uno sport un po’ meno imperfetto. Blatter si è scusato con le squadre vittime di mostruosi errori arbitrali e ha lasciato capire che in futuro è pensabile l’introduzione di tecnologia per evitare certi svarioni che poi decidono le partite.

Ormai se ne parla da tanti anni: con tutte le telecamere e tutti i replay che ci propinano in TV, possibile che gli arbitri non possano visionare le immagini nei casi dubbi? Perché la FIFA ha sempre precluso l’introduzione della moviola in campo? Vuole forse poter influenzare le partite? Ora anche il tennista Roger Federer si è espresso sull’argomento da Wimbledon, asserendo quanto sia importante che le partite di calcio non si decidano in seguito agli errori arbitrali. Ma pensiamo agli altri sport: nel tennis si possono rivedere le palle dubbie, nell’hockey gli arbitri possono rivedere le azioni discusse, nel football americano pure. Adesso basta! Basta pilotare le partite, basta errori! E la cosa più assurda è (fatto accaduto a questi mondiali sudafricani) che mentre l’arbitro decide che non vi è un fuori gioco, alle sue spalle sul maxischermo tutti gli spettatori nello stadio e quelli che seguoni la partita in tv vedono che invece il fuori gioco c’è: poi l’arbitro vede che il replay sul maxischermo evidenzia l’errore del suo arbitraggio ma non cambia la sua decisione. DEMENZIALE! 

La tecnologia deve entrare sui campi da calcio, soprattutto a questi livelli mondiali, per evitare il più possibile errori evitabilissimi che condannano ingiustamente le squadre vittime. Chiedetelo agli inglesi, cui non hanno convalidato un gol qualche giorno fa, quando la palla aveva superato di mezzo metro la linea di fondo…

I soliti casinisti di sinistra impuniti…

2 maggio 2010

Come già scritto più volte su questo sito, il nostro Paese è in ostaggio della sinistra, e come tutti i 1° maggio degli ultimi anni se ne ha la conferma: disordini urbani a Zurigo e Basilea, con i soliti danni ai quartieri devastati dai soliti anarchici di sinistra. Non fa più notizia, e proprio per questo motivo l’opinione pubblica non si indigna nemmeno più. Anche i media, in particolare la TV di Stato, non danno spazio a simili notizie; del resto i giornalisti RSI hanno difficoltà a dire che si tratta di delinquenti di sinistra, parlano di black blocks, o anarchici, o altre denominazioni che non contengano la parola sinistra. Si sa, la TSI ce l’ha con la destra, quella parlamentare e democratica, quella rappresentata dall’UDC, primo partito in Svizzera. Tutto quello che è vagamente di destra per la RSI va condannato, quello che è di sinistra è bello, e quando le pericolose derive della sinistra fanno danni e morti, allora utilizzano parole per evitare la giusta definizione di “estremisti di sinistra”.

Dicevamo che la Svizzera è in ostaggio dei soliti incappucciati (sì, perché questi delinquenti di sinistra non hanno nemmeno il coraggio di farsi identificare): la polizia lascia fare, i politici locali non fanno intervenire le forze dell’ordine, i media bagatellizzano, la gente non vuole sapere e non viene convenientemente informata. Ma intanto questi estremisti di sinistra mettono fuoco e fiamme le città, spaccano e causano danni onerosi, terrorizzano i cittadini onesti. Una persona comune se spaccasse le vetrine e lanciasse bombe molotov verrebbe arrestata e processata, questi comunisti li lasciano fare e restano impuniti: al massimo vengono fermati, e poi rilasciati dopo poche ore. VERGOGNA! Non è la Svizzera che vogliamo. Noi non vogliamo es sere ostaggi di feccia che non produce per il bene del Paese, e che anzi distrugge e crea tensioni sociali. I partiti politici che seguono la sinistra (PLR e PPD, oltre che Verdi) sono corresponsabili del proliferare di queste derive marxiste.

Michele Fazioli ce l’ha coi comunisti? In 30 anni alla TSI non ce ne eravamo accorti!

19 aprile 2010

Il buon pensionato d’oro Michele Fazioli, ex responsabile per molti anni dell’informazione alla TSI, beneficiario di una rendita da nababbo della Cassa pensioni TSI, sempre attivo a Controluce per compensi esagerati, uomo super-influente nelle scelte dell’informazione alla TV di Stato, ce l’ha coi comunisti. Ce lo fa sapere tramite un interessante articolo sul Corriere del Ticino di oggi: afferma che il socialismo gli va bene, il comunismo no; asserisce che col rinsavito già Consigliere di Stato Pietro Martinelli (ex PSA, estremista di sinistra) ci lavorerebbe, coi comunisti no.

Belle parole, che ovviamente non si possono non condividere. Peccato che nel nostro piccolo e un po’ ridicolo Ticino i comunisti ricevono sempre grandi spazi nell’informazione TSI, e anche in molti altri media. I comunisti nostrani non solo non si distanziano da un’ideologia che ovunque abbia attecchito ha provocato enormi danni e milioni di morti, ma addirittura il loro Partito del lavoro lo hanno ribattezzato con fierezza Partito comunista. Che tolla! Pensate che in certi Paesi giustamente vietano tale denominazione! Ma in un Paese come la Svizzera, totalmente in ostaggio della sinistra, non bisogna più sorpendersi di nulla, neppure della campagna anti-partiti-di-destra orchestrata da decenni alla RSI (la TV e la radio di Stato).

In Ticino, piuttosto che dare spazio in TV e in radio al primo partito svizzero, l’UDC, si invitano ai dibattiti verdi, rossi, gialli e quant’altro. Quando poi la TSI parla dell’UDC ne riferisce sempre in modo negativo e sprezzante, proseguendo una campagna anti-UDC che dura da almeno un decennio. La Lega se la cava e trova spazio perché Bignasca fa audiance e minaccia di sputtanare i malaffari della TSI. Si tratta di una strategia chiaramente voluta dai responsabili dell’informazione TSI già quando i fili li tirava Fazioli, che adesso che è un po’ fuori dall’azienda statale che assume frontalieri a go-go invece che dare lavoro ai ticinesi, si butta in una campagna anti-comunisti. Il danno che la TSI causa tramite strategie di disinformazione contro i partiti della destra democratica sono in realtà molto più dannosi rispetto a questo articoletto anti-comunismo degli ultimi minuti. La TSI, a furia di propagare odio contro la destra politica, e dall’altra parte accondiscendenza e ammirazione per la sinistra, danneggia la pluralità e la completezza dell’informazione, non ottemperando di fatto al mandato che l’azienda pubblica RSI dovrebbe perseguire. Ma chi se ne frega, tanto pagano i contribuenti (quelli che pagano le imposte, mica i comunisti…)!

TSI: arrivano i giornalisti meridionali!

15 febbraio 2010
la direzione presa dalla TSI tradisce i Ticinesi e la Svizzera

la TSI ignora i ticinesi e crea disoccupati

Più volte abbiamo riferito sul nostro sito lato-b l’indecente politica di assunzione del personale da parte della TV di Stato di Comano, ovvero la RSI (avete in mente? annoia-RSI, blaga-RSI, autoincensa-RSI): invece di prendere giornalisti ticinesi o perlomeno domiciliati, assumono italiani, oltretutto frontalieri che non spendono nemmeno un franco per un caffè in Ticino!! E con tutti i disoccupati che ci sono, vanno ad attingere dall’Italia! Coi soldi del contribuente, vergogna!

Fatto sta che, dopo qualche mese per spiegare ai nuovi assunti che da noi non si parla il napoletano o il calabrese, si cominciano a vedere e sentire i nuovi collaboratori italici in TSI. Venerdì scorso, nella trasmissione del Mammone Patti chiari, abbiamo gustato un servizio di un giornalista d’assalto con fortissimo accento meridionale. Insomma, ci sentivamo davvero tutti a casa nostra, sembrava di sentire un giornalista di RAI3-Sicilia. Complimenti ai vertici RSI, che oltre a produrre trasmissioni spesso demenziali, pagano stipendi agli stranieri, preferendoli agli svizzeri e creando disoccupazione. Bravi. E oltretutto ci tocca subire accenti meridionali…

Dopo i disordini di Zurigo la Consigliera di Stato (socialista) responsabile della polizia chiede soldi invece che arresti

11 febbraio 2010

Lo scorso week end Zurigo è stata teatro di disordini e danni per centinaia di migliaia di franchi. I soliti chaoten hanno distrutto auto, vetrine, negozi e imbrattato muri: si trattava di ca. 50o persone di sinistra che, senza autorizzazione e senza preavviso, hanno sfilato e distrutto mezza città. La TV di Stato (TSI in primis) ha insistito che non era chiaro chi fossero questi delinquenti, in realtà lo sanno anche i sassi che si trattava dei soliti estremisti di sinistra, che mettono regolarmente a fuoco e fiamme le città di tutto il mondo. Giovinastri impuniti, che da anni spaccano tutto e mettono in pericolo l’incolumità dei passanti e dei poliziotti. Altro che non sapere chi erano, erano comunisti e no-global che distruggono le nostre città!! Se fossero stati di destra la SSR avrebbe ripetuto all’infinito che si trattava di gentaglia di destra, quando invece (e sono sempre loro) si tratta di marmaglia di sinistra la SSR resta sul vago.

Il bello viene adesso: la consigliera di Stato socialista Maurer, responsabile del dicastero polizia, vuole soldi per la creazione di un servizio d’intervento rapido, con un nuovo sistema di allarme. Riteniamo che tutto si possa migliorare, e tutto si debba migliorare: siamo convinti che coi soldi si possa fare molto, ma quando manca la volontà politica di risolvere o prevenire problemi come le manifestazioni degli estremi di sinistra, anche i soldi servano a poco. Vi sembra normale che non vi sia stato alcun arresto durante lo scorso fine settimana a Zurigo? Vi sembra possibile che di quei 500 esagitati, nessuno sia finito in gattabuia? Nemmeno un fermo? Pazzesco. Del resto anche quando i comunisti avevano distrutto Ginevra e Losanna in occasione del G8 a Evian la polizia non fece nulla per evitare la guerriglia urbana. La verità è che se i politici ordinano alla polizia di lasciare fare, anche i soldi e il pronto intervento efficientissimo non servono a nulla. POVERA SVIZZERA, ostaggio della sinistra, ostaggio di una classe politica smidollata.

Influenza suina: tanto rumore per nulla. Inefficienza e spese inutili.

7 gennaio 2010

Adesso è ufficiale: l’influenza suina, dopo aver raggiunto l’apice del contagio, sta regredendo. Nulla è successo di tutto quello che Organizzazione mondiale della sanità, Ufficio federale della sanità pubblica, i medici cantonali, la TV di Stato avevano predetto: avevano preannunciato pandemia, morti a go-go, due milioni di svizzeri a letto, servizi minimi in difficoltâ in seguito alle assenze dal lavoro, ecc ecc. La TV di Stato poi istigava i raffreddati e chi aveva la bua alla pancia a starsene a casa: si è trattato di uno spot totalmente disinformativo e allarmistico, oltre che tristemente diseducativo!

In realtà le cifre sull’influenza suina parlano chiaro: solo una dozzina di morti (ogni anno muoiono più di mille persone per l’influenza stagionale), molti svizzeri colpiti ma niente di che, il contagio è avvenuto senza alcuno scossone sul funzionamento dei servizi della società. Addirittura i socialisti ticinesi pretendevano di mantenere quelle ridicole postazioni anti-pandemia utilizzate pochissimo dalla gente anche durante le festività, socialisti scellerati ed ignoranti!

La cosa piû assurda è stata che, nonostante gli allarmi scattati mesi e mesi fa, i vaccini sono arrivati con netto ritardo, quando già l’influenza suina si era propagata in Svizzera: inutili 13 milioni di dosi pagate dal contribuente. Inoltre si sono registrate palesi difficoltà nella distribuzione ai Cantoni. Ma il bello è che in pochi si sono poi davvero vaccinati!! Pazzesco, una sconfitta su tutta la linea dell’Ufficio federale della sanità! Adesso la Confederazione venderà ad altri Paesi le dosi in eccesso, e ne terrà 5 mio di riserva. Riassumendo: inefficienza, sperpero di denaro, inutili allarmismi.