Sono le ore 21 (e i risultati non sono ancora definitivi), ma una cosa è certa dopo queste elezioni federali: l’unica sopravvissuta di sinistra della delegazione ticinese al Consiglio Nazionale è la figlia del vecchio Werner Carobbio, la Marina. A parte la succitata, non c’è ombra di deputati ticinesi sinistroidi. Il PS ha perso un rappresentante a Berna, e i due sinistroidi Simoneschi e Robbiani del PPD sono stati sostituiti da un imprenditore di destra come Regazzi e da un centrista come Romano. I PLRT sono rimasti in 2, i verdi inesistenti.
I vincitori sono la destra e Lega-UDC. La congiunzione tecnica tra i due partiti (forse nemmeno necessaria per la conquista del successo elettorale) e i temi sentiti dai Ticinesi hanno permesso alla Lega di conquistare 2 poltrone, e all’UDC di mandare a Berna il primo rappresentante del partito da sempre. Una bella sterzata anti-sinistra della deputazione ticinese al Nazionale, non c’è che dire!! Ma saranno in grado i nuovi deputati a spiegare al Parlamento i problemi che assillano il nostro Cantone?? Beh, diciamo che la deputazione precedente non vi era minimamente riuscita, peggio probabilmente non si può fare. Intanto si leccano tutti le ferite riportate dopo queste elezioni federali, e solo Lega e UDC festeggiano. Alla faccia dei giornalisti sinistroidi della TSI che questa domenica hanno sofferto davvero tanto quando leggevano i risultati elettorali. Poverini… hanno in mano il potere mediatico, lo sfruttano in modo evidente e spudorato per influenzare il voto degli ascoltatori, ma stavolta la gente non li ha seguiti! E la gente ha deciso col proprio voto che era tempo di cambiare decisamente rotta.
E ci risiamo. I soliti incappucciati di sinistra, quelli che rompono sempre tutto e distruggono le città rimanendo impuniti, hanno assaltato con successo la capitale italiana: approfittando del corteo degli indignados, centinaia di anarchici di sinistra hanno messo a fuoco Roma. Una vergogna all’italiana, dato che nelle altre città del mondo dove si sono svolte manifestazioni degli indignados non sono accaduti disordini particolari. Giusto per chiarirci: anche noi siamo indignati dalla crisi economica, dal fatto che siamo in mano alle banche e che molte di esse siano poco serie, dal fatto che la Svizzera debba pagare per la cattiva gestione della cosa pubblica nell’area Euro. Siamo incazzati per tante cose, ma non andiamo in piazza a sfilare. Per cui non siamo avversi a manifestazioni che denunciano un malandazzo noto a tutti. Ma da questo sito più volte abbiamo denunciato l’immobilismo delle autorità nei confronti dei black blocks, dei casseurs, dei chaoten, degli anarchici, chiamateli come volete. Più volte abbiamo scritto che non punire atti vandalici e attacchi alle forze dell’ordine significa invitare questi criminali a continuare a mettere fuoco e fiamme le città. E di fatti anche Roma ha subìto quello che aveva subito Ginevra e Losanna in ambito G8.
Ma c’è forse una novità: in Italia si sono incazzati e vogliono arrestare questi estremisti di sinistra. Come? Grazie a testimonianze, filmati, foto, e tutte quelle belle cosette tecnologiche che abbiamo a disposizione. Ma guarda un po’… Abbiamo la sensazione che più ne arrestano e ne processano, meno ne vedremo di casìni nelle città. Come pure successe a Londra qualche mese fa (vedi il nostro articolo del 12.08.2011): a un certo punto era guerra civile, ma è bastato che la polizia arrestasse oltre 1′700 casinisti, che tutto si è pacato, come d’incanto. In Svizzera auspichiamo che le cose cambino, anche grazie ad una futura legge che vieta nelle manifestazioni i partecipanti incappucciati. E poi saranno cavoli amari anche per la sinistra estrema, speriamo.
A Berna il Parlamento ha approvato una mozione di Oskar Freysinger (UDC vallesano) che chiede il divieto di presentarsi a volto scoperto agli sportelli dei comuni, cantoni e confederazione, otre che a manifestazioni. Evidente ricondurre questa mozione al divieto di indossare il burqa, già in vigore in diversi Paesi europei, e la stampa ha evidenziato questo aspetto: nonostante il testo dell’atto parlamentare non facesse esplicito riferimento al burqa, si tratta secondo i media di un divieto anti-burqa.
Ma secondo noi Freysinger ha centrato pienamente l’obiettivo, inserendo nel testo anche il divieto di mascherarsi alle manifestazioni: come più volte riferito in questo sito, gli estremisti di sinistra che distruggono le nostre città sono sempre mascherati, e spesso restano impuniti, anche perché le autorità danno talvolta l’ordine alla polizia di lasciar fare. Se davvero questa mozione verrà messa in atto, quando arriveranno gli estremisti di sinistra in piazza mascherati, dovrebbero essere bloccati e impacchettati. Ovviamente non siamo così ingenui da credere che una mozione cambi il lassismo delle autorità, troppo deboli e di poca volontà per tener fronte agli anarchici di sinistra, da sempre impuniti. Però almeno se ne parla, fino ad ora è stato accettato senza commenti il fatto che questi criminali spaccassero le città e assalissero la polizia a volto coperto e restassero impuniti. Che Paese civile, che siamo. Come anche è totalmente assurdo che vi siano persone che si presentano agli sportelli pubblici, magari a ritirare documenti, che non si identificano. Del resto ai distributori di benzina è vietato fare il pieno con in testa il casco della moto! Motociclisti discriminati.
Nel 2008 era una banca fallita. Solo grazie ai 5 miliardi di franchi iniettati in fretta e furia dallo Stato, UBS aveva potuto far fronte alle spese correnti. Inoltre 62 miliardi di titoli tossici, quelli legati ai subprime statunitensi, sono tuttora posteggiati alla Banca Nazionale Svizzera (BNS), in attesa che il mercato immobiliare americano risorga da una crisi senza precendenti. In pratica senza l’aiuto statale, UBS SA non esisterebbe più. Facciamo notare poi che i cittadini elvetici si erano alquanto indignati quando la banca, una volta ricevuti i 5 miliardi dallo Stato (soldi del contribuente), li aveva spesi per distribuire bonus ai propri dipendenti. Ma come? Non hanno soldi in cassa e una volta ricevuti li spendono per pagare i bonus? Bonus per obiettivi raggiunti? Ma se la banca stava per andare in bancarotta!! Semmai avrebbero dovuto NON pagare bonus per obiettivi non raggiunti!! Ma si sa, il mondo va spesso al contrario. E il mondo bancario è semplicemente assurdo e immorale. E nemmeno crisi profonde come quelle avvenute nel 2008 hanno portato ai cambiamenti auspicati.
E difatti è notizia dei giorni scorsi che un trader del Ghana, attivo nell’Investment Banking UBS di Londra, ha fatto perdere alla banca 2,3 mia di dollari. Nelle banche tutto si quantifica in miliardi, numeri che sono difficili da scrivere e impossibili da immaginare. Sempre cifre astronomiche. Il dipendente è stato arrestato, ma intanto il danno è fatto. UBS è di nuovo sotto accusa: mancano sistemi di controllo efficaci per evitare simili casi che fanno tremare la banca e ne mettono in forse il futuro. Il CEO Grüber, numero 1 della banca, non si dimette per ora, e ha sempre difeso strategie aggressive e ad alto rischio. Del resto il settore Investment è per difinizione speculativo. Alla trasmissione TV della SF Arena è stato più volte detto che i banchieri svizzeri sono competenti nelle attività tradizionali delle banche, ma che ma col Investment hanno poca confidenza. In parole povere i banchieri svizzeri non sono competenti e non capiscono l’Investment banking, quindi è difficile per loro anche creare controlli efficaci per evitare perdite miliardarie come quelle capitate al dipendente africano. Tra l’altro ci sorge una domanda: ma con tutti i bancari svizzeri attivi, proprio un ghanese dovevano assumere per quel posto? Un 31enne figlio di diplomatici. Cosa ne capisce uno così di banche? Ma a quella età non dovrebbe ancora lavorare allo sportello e servire le vecchiette, giusto per farsi un po’ di esperienza. Blocher sta già pensando di proporre il divieto di continuare per le banche elvetiche ad avere un settore di Investment, proporrà di scorporare questo settore dal resto delle attività tradizionali delle banche svizzere. Intanto però UBS ha fatto un’altra figuraccia. Una ditta sovvenzionata dalla Stato che continua a fare affari ad alto richio. L’errore più grande è stato commesso quando la Confederazione ha iniettato miliardi per evitare il fallimento di UBS, senza imporre della chiare condizioni. Non si può accettare di aiutare una ditta privata coi soldi del contribuente, e non pretendere nuove regole, nuovi controlli, più rigore. Ma il settore bancario non era il fiore all’occhiello della Svizzera?
Notizia dei giorni scorsi: la Banca Nazionale Svizzera (BNS) si impegna illimitatamente a svalutare il franco nei confronti dell’Euro, e non permetterà che il corso di un Euro scenda sotto la soglia del Franco e venti centesimi. Lo strumento utilizzato dalla BNS per raggiungere lo scopo è quello di acquistare senza limiti la moneta unica europea. In pratica continuare a fare quello che ha già fatto e che non aveva portato ad alcun frutto: infatti nei mesi scorsi la BNS ha comprato miliardi di Euri, quando il cambio era ancora a oltre 1,30. Il risultato di questi acquisti è stato di uno o due giorni, dopo di che il corso è arrivato fino al minimo di 1 franco = 1 euro. La notizia sembra segni una svolta, e cioè finalmente qualcuno si dà la pena di provare a fermare il superfranco. Noi vediamo due grossi problemi nella decisione della BNS: il primo è che se l’euro dovesse di nuovo scendere, spinto verso il basso non dalla speculazione ma dai mercati che non credono nella moneta unica europea, la BNS farebbe di tutto per mantenere il tasso minimo di Fr 1,20 per un euro. In pratica il resto del mondo della finanza contro la piccola BNS; una lotta impari, che porterebbe la nostra Banca nazionale a stampare franchi per quantità pazzesche, indebitandosi a dismisura (attualmente la BNS ha riserve per 300-400 miliardi di franchi). In seguito al continuare a stampare franchi, si registrerà un aumento dell’inflazione, cosa certo non auspicata in un momento di crisi. Il secondo aspetto tocca direttamente il cittadino, perché se la BNS non farà più utili in seguito a questo massiccio intervento di acquisti di euri, sia Confederazione sia Cantoni non incasseranno più i miliardi che vengono per legge riversati. Il risultato è palese: lo Stato dovrà innalzare e di molto le imposte, cosa anche questa non solo impopolare, ma anche poco sana durante la crisi che stiamo vivendo.
In pratica la Svizzera si metterà a stampare carta moneta, come fanno attivamente le Nazioni della zona Euro, ma per motivi opposti: i membri UE lo fanno per non fallire, la Svizzera paga una tenuta diligente dei conti statali. Significa che paghiamo per non aver truccato i conti, per non avere pensionati a 53 anni (Grecia) o a 35 anni di età (Italia), paghiamo per avere un debito pubblico bassissimo rispetto alla zona Euro, paghiamo perché i Paesi UE hanno una grande economia in nero che non paga le imposte e noi invece siamo ligi e precisi nei confronti dello Stato. Pazzesco, no?
Infine ricordiamo che l’industria elvetica ha bisogno di un cambio franco-euro a un livello di 1,40 , mica di 1,20!! Quindi nonostante l’intervento pericoloso della BNS, molte ditte dislocheranno all’estero, e la Svizzera perderà molti posti di lavoro. Paghiamo e ci impoveriamo perché la nostra Nazione ha le finanze sane. Ah, sta globalizzazione…
Nei giorni scorsi è stato licenziato Alard du Bois-Reymond, direttore dell’Ufficio della migrazione. Senza spiegazioni. Ora stanno venendo a galla i presunti motivi dell’allontanamento, tra cui ufficio disorganizzato, richieste d’asilo inevase o ignorate e non hanno certo aiutato l’ex-direttore le sue esternazioni pubbliche di aprile a proposito dei richiedenti l’asilo nigeriani: egli affermava che il 99% dei nigeriani non venivano in Svizzera come rifugiati ma per fare affari, spesso legati al traffico di droga. Ma come ben sappiamo, e come più volte denunciato su questo sito, nel nostro Paese non si possono dire certe cose, la libertà di opinione è crassamente calpestata, per cui il Bois-Reymond se ne deve andare. La Consigliera federale Sommaruga lo ha licenziato. Peter Arbenz, già responsabile della politica verso i rifugiati critica la riorganizzazione dell’ufficio in questione, affermando che la riforma avviata da Christoph Blocher sia in realtà stata uno smembramento. Secondo Arbenz Blocher avrebbe eliminato posti di lavoro e fatto scappare gente brava, e che anche la Widmer-Schlimpf avrebbe continuato in questa direzione. Noi un’opinione ce la siamo già fatta: i socialisti mal vedono una cura dimagrante dell’Amministrazione federale (malvedono quindi un risparmio di soldi del contribuente) e non sopportano che vengano presi meno richiedenti l’asilo (loro vorrebbero accogliere miliardi di rifugiati, ma certo non a casa loro). Premesso che tutto si può migliorare, compreso l’Ufficio dei rifugiati, riteniamo da sempre che la Svizzera debba accogliere un numero massimo di asilanti, e non ce ne frega un tubo che i socialisti ne vorrebbero accogliere molti di più, perché tanto non saranno loro a pagare. I cittadini responsabili vogliono la pace sociale, l’ordine, una sana gestione delle risorse dello Stato. I socialisti minano la stabilità del nostro Paese. Ben vengano tutte le iniziative volte a ridurre le spese dello Stato e a limitare i flussi migratori e di presunti asilanti.
Qualcuno dice che già si sapeva, noi invece caschiamo dalle nuvole. Una volta ultimata e resa operativa la galleria di base dell’Alptransit sotto il Gottardo si risparmieranno 40 minuti per recarsi in treno a Zurigo. Sempre che riusciranno ad aprire il tunnel entro il 2016 e che riusciranno a risolvere i mille problemi tecnici che ritardano la conclusione dell’opera e che fanno aumentare i costi a dismisura. Quello che non sapevamo è che per i primi anni 40 minuti verso Zurigo verranno risparmiati, ma ci saranno disagi per 20 minuti in più per lavori sulla linea. Capito? Chi andrà a Zurigo ci metterà 20 minuti in meno di adesso (40 risparmiati ma 2o da aggiungere per i lavori previsti). Chi andrà a Lucerna, Basilea ed altro non verrà penalizzato. Ci piacerebbe sapere perché non facciano ora sti lavori, che tanto son da fare. Sembra una presa per i fondelli… Eppoi non siamo per nulla convinti che ci saranno davvero 40 di risparmio di tempo grazie alla galleria di base: hanno già parlato di velocità ridotta a causa della alte temperature che ci saranno nella galleria sotto il San Gottardo. E chissà quanti altri problemi affioreranno quando il treno ci dovrà davvero passare. Insomma, tanti miliardi, ma proprio tanti per scavare buchini sotto le montagne, per poi scoprire tristi verità. E intanto in Italia della nostra ferrovia non gliene frega niente, e pure in Germania sembrano poco interessati. Ma l’Alptransit non doveva essere per il traffico europeo? Pensate che hanno calcolato che il traffico merci che verrà caricato sul treno sarà meno del 10% del totale: la stragrande maggioranza dei camion europei continuerà a transitare sulle nostre strade…
Si sa che nella vicina Penisola vi sono disfunzioni e carenze in ogni settore. La notizia, invero poco pubblicizzata, è di oggi: la Svizzera vorrebbe espellere in Italia diverse centinaia di richedenti l’asilo che non hanno diritto a restare da noi. Ma le nostre autorità non possono: infatti gli italiani sono già in vacanza e non hanno intenzione di ritornare a lavorare prima di inizio settembre. Ancora una volta si dimostra (facilmente) che noi svizzeri rispettiamo accordi e contratti con gli altri Stati, gli altri per nulla, soprattutto gli italiani. Ma i rifugiati mica vanno in vacanza, loro si muovono tutto l’anno, in cerca di nuove opportunità. E da noi trovano ospitalità e lavoro, ormai la voce si è sparsa per ogni dove, che in Svizzera come rifugiato ti mettono in comodi appartamenti. Gli accordi di Dublino obbligano l’Italia a riprendersi i richiedenti transitati in Italia, prima di arrivare in Svizzera, ma come ben si vede le cose non funzionano proprio come dovrebbero. Del resto agli italiani va bene così: offriamo loro lavoro, abbiamo 50′000 frontalieri, ospitiamo noi i magrebini che scappano dall’Africa e che sono passati prima da loro. Loro sono furbi (e disonesti), noi siamo imbecilli. E la sinistra applaude. Siamo alle solite, siamo diventati il centro d’accoglienza continentale dei rifugiati. Quanto scommettiamo che quel migliaio di africani non riusciremo mai a rispedirli in Italia, e che ne arriveranno entro poco altrettanti. Ma dove le mettiamo tutte ste persone?? Per ora aspettiamo che gli italiani tornino dalle vacanze…
Nei giorni scorsi aveva fatto il giro della Svizzera una buffa notizia: a Zugo un richiedente l’asilo algerino, che non dovrebbe neppure vivere più in Svizzera dato che non ha diritto a restare come rifugiato nel nostro Paese, è stato arrestato due volte nella stessa giornata. Prima fermato per furto in un’automobile, poi rilasciato, ed infine nuovamente arrestato per furto in una macchina della polizia. Buffa come notizia, no? Pensandoci meglio è tristissimo: come svizzero se rubi vai in galera e subisci pure un bel processo, per poi magari essere punito con le solite aliquote giornaliere. Ma almeno vieni punito. Questo algerino è ospite da noi, e ruba, perché tanto sa che non gli può succedere nulla. Gli svizzeri sono discriminati in casa propria.
Scorrendo la stampa nazionale arriviamo alla follia: il quotidiano Blick riferisce che questo richiedente l’asilo, colpito da una decisione di espulsione perché non ha nessun diritto all’asilo politico e quindi clandestino, vanta già presso la polizia elvetica 450 verbali a suo carico, per furti ed altro. Cosa? Pare che l’algerino, quando lo arrestano, ammette i reati, ride e fa pure battute. Tanto sa (e tutti questi personaggi sanno) che non gli può succedere un bel niente, che non verrà incarcerato. Sul Blick spiegavano che non lo si può neppure espellere dalla Svizzera, perché si rifiuta di andarsene e l’Algeria non riprende connazionali espulsi in modo coatto. Cosa? Come? Inutile dire che la sinistra nostrana si sfrega le mani… Pora Svizzera, pora giustizia. Ecco come si finisce con questa politica dell’apertura verso l’estero. Ma è davvero questa la società che vogliamo?
È da mesi che si parla del fallimento di Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna, Italia, e magari ancora altri stati UE. Le agenzie di rating definiscono spazzatura i loro titoli di stato, un po’ come i famosi bond argentini degli anni ‘90. L’Euro è ai minimi storici contro il franco svizzero, e adesso è davvero emergenza per l’economia svizzera, soprattutto quella di esportazione. Gli Stati Uniti non vanno molto meglio, impoveriti da un debito pubblico stratosferico e da un modo assurdo di vivere a credito, accumulando triliardi di debiti. Diversi Stati americani sono praticamente falliti, come la California. Ma perché si è giunti a questa situazione? Perchè per anni i soliti benpensanti elvetici hanno voluto farci credere che la Svizzera non avesse i conti così floridi come i Paesi UE? Ci dicevano che i parametri molto restrittivi di Maastricht noi non li rispettavamo, l’Unione Europea invece sì. Noi cattivi, loro bravi a fare di conto. Niente di più falso: a parte la Germania, vera locomotiva europea che paga per tutti gli altri Stati inadempienti, i Paesi UE hanno truccato i conti!! Altro che rispettare i parametri di Maastricht, questi vivevano sopra le loro possibilità, hanno fatto come i cittadini USA che vivono a credito continuando ad usare le loro fottutissime carte di credito, per poi scoprire che il debito accumulatosi è impagabile!! E difatti le centinaia di miliardi pompati nelle economie di questi stati falliti non basteranno mai. Di conseguenza l’Euro scende a picco, il franco svizzero è altissimo, mettendo in crisi anche la nostra economia. La Banca Nazionale Svizzera, invece di spendere e sperperare miliardi per sostenere la moneta unica europea (impresa impossibile, perché sono i mercati finanziari che decidono quanto vale l’Euro), farebbe bene ad aiutare un’economia di esportazione che è sull’orlo della catastrofe!! Ne va del nostro benessere, conquistato con fatica e onestà sui conti e sui bilanci. Non prendiamo esempio dall’UE, e per carità non entriamo in questo gremio di falliti.