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Archivio per la categoria ‘Attualità Federale’

Libera circolazione anche per le prostitute, ci mancherebbe!

2 settembre 2010

Sentenza del Tribunale federale amministrativo: due prostitute bulgare e rumene hanno il diritto di chiedere il permesso di soggiorno, e anche di riceverlo. La loro storia è semplice: durante una delle tante retate anti-prostituzione sono state beccate senza permessi, e in seguito hanno richiesto i papiri per rimanere in Svizzera ed esercitare il mestiere più vecchio del mondo. Dopo le varie istanze che hanno rifiutato di concedere i permessi richiesti, il TF concede loro le autorizzazioni per vivere ed operare nel  nostro Paese. Del resto la libera circolazione delle persone con l’Unione Europea prevede che tutti i 400 milioni di cittadini possano spostarsi liberamente e lavorare in uno dei 27 Paesi UE, e in più la Svizzera. Non si capisce perché una passeggiatrice non possa lavorare da noi.

Ormai lo sanno anche i sassi: la Svizzera è invasa da lavoratori stranieri, in ogni possibile branca e settore. Sanità, banche, assicurazioni, studi di avvocatura, ingegneria, oltre naturalmente l’ediilizia e l’artigianato. A questi si aggiugano il settore pubblico, Comuni e Cantone che pagano stipendi coi soldi dei contribuenti (assurdo, assumono stranieri preferendoli ai  ticinesi che poi restano disoccupati), e la RSI che pare continui con la sua campagna di assunzione di italiani (anche qui gli stipendi pagati coi soldi degli svizzeri che pagano il canone più caro d’Europa!!!). Assurdo, solo da noi possono succedere certe porcate! Alla faccia dell’apertura che volevano i partiti ammalati di internazionalismo! La Svizzera è invasa da stranieri: come non capirli i nostri lavoratori esteri, qui si paga bene e in franchi svizzeri, mica qualche straccio di euro svalutato! La veritâ è che la gente deve finalmente capire che siamo discriminati a casa nostra, ci facciamo del male con le nostre mani. Creiamo migliaia di disoccupati svizzeri per assumere stranieri!! Ah, lo sapevate che il presidente PLRT Fulvio Pelli, che diceva dieci anni fa in TV che voleva mandare la figlia a fare uno stage a Milano in uno studio legale, e ciò sarebbe stato possibile solo con accordi con l’UE, è rimasto basito quando gli hanno detto che la laurea della figlia non valeva una cicca in Europa e lo stage non l’ha potuto fare?? Bravo Fulvio, ridicolo. Ma ci credi ancora nell’Europa?

Il velo islamico è ormai un diritto acquisito?

28 agosto 2010
è pure scomodo

è pure scomodo

Il Canton San Gallo aveva emesso il divieto per le allieve di indossare il velo islamico nelle scuole. Fino a qui niente da eccepire, la normativa del consiglio scolastico cantonale sangallese non sarebbe un unicum. Ed ecco che arriva la solita Commissione federale contro il razzismo, che ovviamente ha definito intollerabile il divieto. Secondo la temibile commissione, che taccia tutto e tutti di razzismo, alle allieve ed al personale ausiliario deve essere permesso indossare il chador. Invece per la commissione è giustificato imporre alle maestre una restrizione nell’espressione delle proprie convinzioni religiose (beh, diremo noi, almeno fino a lì ci arrivano). Per la commissione che vede razzismo in ogni dove, l’imposizione sarebbe solo un simbolo di identificazione culturale da eliminare.

Bravi! Ricordiamo che la commissione presieduta dal socialista intollerante Kreis, per esprimere commenti negativi e sprizzare velenose prese di posizione, è pagata lautamente coi soldi dei contribuenti svizzeri. Secondo noi invece si tratta di un divieto giustificato, senonaltro perché altrimenti le ragazze che portano il velo non potrebbero fare la lezione di nuoto. Il punto è che noi cristiani non possiamo esporre crocefissi e alberi di Natale (ce lo vietano in casa nostra!), mentre gli islamici, che giâ spesso non vogliono integrarsi, possono sfoggiare i loro simboli religiosi. Ancora una volta siamo discriminati, anzi ci auto-discriminiamo a tutti i livelli e foraggiamo una commissione di gente che vede sempre razzismo, non disponendo di altri argomenti.

Il solito assalto alla diligenza

20 agosto 2010

E ci risiamo: ogni volta che un Consigliere Federale si ritira, frotte di partiti e soprattutto di candidati si fanno avanti. Questa volta poi l’occasione è ghiottissima, dato che saranno ben due i Consiglieri Federali a rinunciare al mandato: il vecchio cardiopatico Merz e l’ex-68ino Leuenberger se ne vanno. I seggi sarebbero per un radicale ed un socialista, ma ovviamente tutti i partiti rivendicano un ministro in più. Gli UDC perché avevano trombato Blocher, i PPDini perché avevano impacchettato e spedito la Metzler, i verdi perché non hanno Consiglieri Federali, e ovviamente radicali e socialisti perché si tratta di un loro ministro dimissionario.

Quello che più volte abbiamo ribadito, al di là dell’appartenenza partitica (si tratta dei soliti giochini di potere e accordi trasversali ai pariti che permettono di eleggere un candidato di certo partito piuttosto che di un altro), è quanto sia importante avere persone valide e con gli attributi giusti. È preoccupante vedere che chiunque si auto-candida a Consigliere Federale, con la presunzione di appartenere ad una certa area geografica che ha diritto ad un ministro, oppure parlare una certa lingua che manca in Governo, o magari essere donna per pretendere il seggio vacante. Spesso i candidati sono privi di esperienza sia parlamentare sia di governo (anche solo di un’esperienza in un municipio o in Consiglio di Stato). Sono finiti i tempi in cui si distribuivano mandati secondo questi criteri arcaici: ci vogliono persone capaci e preparate, conscie del fatto che la Svizzera è da anni sotto pressione internazionale, che la crisi economica ha lasciato dei segni profondi, che siamo invasi da lavoratori stranieri, che abbiamo problemi irrisolti ma che necessitano di soluzioni! Vogliamo competenza in Governo, mica clientelismo!

Author: LATO-B Categories: Attualità Federale Tags: ,

Ma quanto ci costa rifiutare i rifugiati?

16 agosto 2010

Tra le mille cifre di spesa che l’Amministrazione federale ci propina con regolarità, manca trasparenza su quanto la Svizzera spende all’anno per il solo rifiuto e rimpatrio di chi non ha diritto a rimanere da noi come asilante. Infatti il 90% delle richieste di asilo sono totalmente ingiustificate, e tutta la macchina preposta alla decisione di non entrata in materia e di rimpatrio degli asilanti ci costa un pacco di soldi ogni anno.

Ultimo esempio allucinante quello accaduto in questi giorni: la Confederazione aveva organizzato un aereo speciale per rimpatriare dei richiedenti l’asilo del Gambia. Dopo un primo atterraggio nel vicino Mali per consegnare un richiedente respinto alle locali autorità, l’aereo si è visto negare il permesso di atterraggio in Gambia ed ha dunque fatto ritorno in Svizzera, con 5 richidenti respinti che vengono riportati nel nostro Paese. Ma è possibile che capitino cose simili, e ciò nonostante le autorità elvetiche e quelle del Gambia avessero precedentemente concordato tutta la procedura di consegna dei falsi rifugiati. Del resto il capitolo dei rimpatri forzati è tristemente famoso: ciò che è occorso in Gambia non è un’eccezione e capita non di rado che addirittura i poliziotti elvetici vengano attaccati dalla polizia locale. Capita pure purtroppo che qualche falso rifugiato ci lasci le penne in seguito ai modi duri della polizia.

Ma quanto ci costa tutto ’sto casino? Quanto spendiamo per dire di NO a gente che non dovrebbe neppure essere da noi e che si rifiuta di andarsene, nonostante la decisione definitiva di negazione del diritto di asilo e l’ordine di andarsene?? Il volo nel Gambia per esempio ci è costato Fr 110′000.- (!!?!). Quanto ci costano tutte le trafile giuridiche, con gli avvocati (pagati dal contribuente) che provano in tutti i modi e si rivolgono a tutte le istanze possibili per tenere in Svizzera questi falsi rifugiati? Quanti miliardi ogni anno vengono spesi per gente che non ha diritto di asilo, miliardi che farebbero comodo ai cittadini domiciliati da noi che fanno fatica ad arrivare a fine mese? Questa è discriminazione pura nei confronti dei domiciliati! Forse queste cose sarebbe meglio non saperle neppure, sennò ci si incazza…

Anche la giustizia apre agli stranieri!

10 agosto 2010

Notizia shock! (Ovviamente shock per chi ha buon senso, per chi non ha a cuore il futuro del nostro Paese e per chi vuole svendere tutto agli stranieri non farà né caldo né freddo.) Nel Canton Friborgo è stato aperto il concorso per l’assunzione del nuovo Procuratore generale. Ammessi al concorso anche gli stranieri, domiciliati nel Cantone da almeno 5 anni. Pazzesco anche solo pensarlo: in seguito alla libera circolazione delle persone, e dopo l’invasione di lavoratori stranieri nei settori più disparati come sanità, studi legali, assicurazioni, banche, e poi anche nel settore pubblico e alla RSI, ora si vuole addirittura aprire agli esteri anche la porta della nostra giustizia! Siamo senza parole. Se non siamo neppure in grado di gestire la giustizia con le forze a disposizione, allora aderiamo subito all’Unione Europea e facciamola finita con questa Svizzera! A piccole porzioni, la Svizzera sta perdendo pezzi: quasi non ci si accorge e il nostro Paese continua ad erodersi  indipendenza ed autodeterminazione. A Friborgo dicono che la Costituzione cantonale approvata 4 anni fa permette di assumere stranieri anche in posti importanti della Magistratura. Noi siamo dell’avviso che si è perso ogni buon senso e che in nome dell’estrofilia ci stiamo annientando da soli, aprendo tutte le porte ai lavoratori stranieri. E questo mentre gli Svizzeri non possono lavorare nei Paesi UE a causa della mancata reciprocità.

Author: LATO-B Categories: Attualità Federale Tags: ,

Merz se ne va, era ora!

8 agosto 2010

Il Consigliere Federale Hans Rudolf Merz se ne va dal Governo federale. Lascerà la carica ad ottobre. Dunque in pochi mesi verranno sostituiti due membri del Consiglio Federale: dopo le pre-pre-annunciate dimissioni di Moritz Leuenberger (Partito socialista) è ora la volta di Merz (PLR). Quale il bilancio dell’attività di Merz? Come contabile, ministro delle Finanze, ottimo: l’appenzellese ha riportato in nero i conti disastrati della Confederazione, con costanza e impegno.

Il problema riguarda il suo periodo come Presidente della Confederazione, quando Merz si prendeva la libertà di agire a titolo personale, dimenticando clamorosamente che il nostro Governo federale è un Esecutivo a sette ministri, e che le decisioni importanti si prendono in modo collegiale. Soprattutto le strategie importanti sui temi di rilevanza strategica sono da discutere con i colleghi Consiglieri Federali, un po’ per sentire anche altre campane, ma soprattutto per dividersi la responsabilità delle scelte coi colleghi di Governo. Merz ha umiliato la Svizzera con l’affare Libia, porgendo scuse ufficiali ai libici per l’arresto a Ginevra di Hannibal Geddafi, ha perso la faccia quando pensava che mandando l’aereo a Tripoli per prelevare gli ostaggi svizzeri, bloccati da troppi mesi in Libia, Geddafi davvero ci caricasse i due uomini di affari elvetici per il rimpatrio in Svizzera, e invece l’aereo tornò con le valigie dei malcapitati, ma degli ostaggi svizzeri nessuna traccia. Merz è stato un buon contabile, ma purtroppo un credulone ingenuo d’altri tempi: e pensare che bastava guardare alla storia, a come Geddafi già più volte in passato aveva preso in giro capi di Stato di ben più grande caratura rispetto al piccolo appenzellese. Merz ha chiaramente usato il suo anno da presidente per la gloria personale, mettendo in imbarazzo la Svizzera intera.

Poi c’è l’affare UBS, che poteva finire davvero male per tutta l’economia e il futuro della Svizzera: Merz ha chiaramente sottovalutato la portata del dossier UBS negli USA. Pare non avesse nemmeno, all’inizio della crisi, informato i colleghi di Governo e la situazione intanto precipitava… I risultati sono lì da vedere: UBS concede le informazioni richieste dalle autorità fiscali USA, e di fatto crolla il segreto bancario svizzero. Merz ha chiare responsabilità nell’indebolimento del segreto bancario svizzero.

Merz doveva uscire dal Governo molto prima, quando fu vittima di un attacco di cuore. Doveva rendersi conto che un cardiopatico senile e ingenuo non è in grado di affrontare problemi di tale grandezza. E adesso che se ne va, lui e il Moritz, si ricomincia a parlare della successione: i vari Cantoni (Ticino compreso) rivendicano il seggio, le donne vogliono aumentare il loro numero da 3 a 4 in Governo, si fanno avanti i francofoni che ne vogliono anche loro uno in più, ecc. Insomma, la solita corsa al seggio vacante, rispettando le regioni linguistiche, il sesso, e quant’altro. La Svizzera non ha bisogno di un ticinese in Consiglio Federale, e nemmeno uno di Zurigo per sostiuire Leuenberger, e neppure di una donna: il nostro Paese necessita di due persone nuove in Consiglio Federale che siano competenti e preparati, con gli attributi (un paio di grosse palle) indispensabili per affrontare problemi grossi e complessi. La Svizzera ha bisogno di gente preparata che ridìano al nostro Paese la dignità e l’importanza perdute.

Author: LATO-B Categories: Attualità Federale Tags:

Asilo e Dublino: mandateli a casa e basta!

31 luglio 2010

Un richiedente l’asilo cinese, che dovrebbe essere ricacciato in Italia perché non ha diritto all’asilo in Svizzera, si rifiuta di tornarsene da dove è arrivato. La notizia ha del surreale, ma pare sia prassi comune. Si sa che ci sono migliaia di clandestini cui è stato negato il diritto di asilo: si chiamano NEM quelli per cui il dossier non è neppure stato aperto, come per il cinese: Non Entrata in Materia, richiedenti l’asilo NEM appunto. Poi si nascondono e sono clandestini in Svizzera.

Secondo gli accordi di Dublino, che prevedono che i richiedenti l’asilo che arrivano in Svizzera debbano essere rinviati verso il primo paese in cui hanno fatto ingresso dopo essere entrati nello spazio europeo, il cinese deve tornarsene in Italia, ma ovviamente lui non vuole: è chiaro, da noi verrebbe ospitato in un comodo appartamento, e gli verrebbe dato pure il soldo per le spesuccie. In Italia è già bello se gli dessero un cartone per coprirsi quando dorme all’addiaccio. Ancora una volta si conferma una cosa lapalissiana: la Svizzera si attiene agli accordi e gli altri Paesi no; inoltre gli stessi accordi spesso non sono applicabili. In questo caso, dopo la solita lunga e costosa trafila giuridica (tanto paga il contribuente svizzero), con la decisione del Tribunale amministrativo federale di non entrare neppure in materia, tanto il cinese deve tornare in Italia, il nostro richiedente l’asilo si rifiuta di andarsene. Ma cosa vuol dire si rifiuta? Prendetelo a calcioni, e consegnatelo immediatamente alla polizia di stato italiana (sempre che se lo riprenda, tanto non rispettano gli accordi). E se il richiedente non collabora con le buone, allora mandatelo via con la forza! Chissà quanti migliaia di casi all’anno simili a questo, chissà quanti soldi sbattuti via, chissà quanti tengono occupati i posti che spetterebbero a veri rifugiati bisognosi… Ah, dimenticavamo di dirvi che il cinese è un ex-poliziotto che assisteva nel suo Paese al traffico di organi di condannati a morte: prima sparavano sui condannati senza ucciderli e poi espiantavano gli organi. Interessante, può raccontarlo ad Amnesty International Italia. Da noi non può restare.

Ecco a cosa serve l’esercito svizzero! Ad organizzare le feste e lo sport.

29 luglio 2010
esercito

feste e parate !

Negli ultimi 15 anni l’esercito ha subìto cambiamenti epocali e continui, senza sosta. Tutti si chiedono a cosa veramente serva l’esercito nel 2010, quale sia il nemico, quali siano i pericoli da cui l’esercito ci debba difendere. 20 anni fa c’era il blocco dei Paesi comunisti, il vero pericolo rosso, con la continua minaccia di invasione da parte dei russi in Europa dell’Ovest, dopo che i sovietici avevano invaso Cecoslovacchia, Ungheria, Polonia e molte altre Nazioni dell’Est europeo. Poi il crollo del muro di Berlino, e il crollo del potere sovietico. In seguito la guerra nell’ex Jugoslavia, che non ha visto l’esercito svizzero impegnato in azioni di guerra e difesa, ma come crocerossini ad aiutare i 60mila rifugiati che hanno invaso la Svizzera e da 15 anni a cercare di ricostruire il Kosovo. Ancora oggi ci sono contingenti svizzeri strapagati per mantenere la pace in Kosovo. Insomma, qual è il pericolo che incombe sulla Svizzera?

Sono stati creati battaglioni che intervengono in caso di catastrofe, missione assolutamente utile e regolarmente necessaria (p. es. in caso di inondazioni, frane, ecc). Vi è comunque stata una naturale evoluzione dei compiti della nostra armata. Non entriamo nel merito delle recenti spese allegre per ristrutturare l’esercito, con mandati agli amici degli amici, ovviamente pagati dal contribuente, che screditano i vertici della nostra armata.

Adesso arrivano le cifre nude e crude: l’esercito svizzero durante il primo semestre 2010 è stato impiegato soprattutto per impieghi di appoggio, in parole semplici i nostri soldati servono ad aiutare alle gare di Coppa del Mondo di sci, al Tour de Suisse, alle feste federali di tiro e lotta. Ma allora ditelo: il nemico non c’è più, e l’esercito ci serve nelle manifestazioni festose e sportive. Lo dicano soprattutto a quelli che sono convinti che la nostra armata non può cambiare e serve a proteggere il nostro territorio da improbabili invasioni di armate estere. Speriamo che i vertici della nostra armata tengano sempre pronti un po’ di soldati addestrati non solo ad aiutare alle feste campestri, ma anche ad interventi di vera sicurezza nazionale! Non si sa mai… Anche se poi proteggere le nostre frontiere dall’entrata illegale di richiedenti l’asilo e clandestini sembra non essere mai stato un compito del nostro esercito, e i risultati negativi si vedono tutti i giorni!

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Il segreto bancario in Svizzera è definitivamente sparito

25 luglio 2010

Abbiamo avuto occasione di scrivere nei mesi scorsi che il segreto bancario in Svizzera non c’era più, nella speranza però che qualcosa si muovesse nel nostro Paese per preservare una piazza finanziaria in difficoltà. Era per esempio stata lanciata dalla Lega dei Ticinesi l’iniziativa popolare per inserire nella Costituzione il segreto bancario, così quando i nostri impavidi politici sarebbero andati a discutere delle solite concessioni all’Unione Europea o agli USA, avrebbero avuto un argomento valido per non calare le brache. L’iniziativa purtroppo non è riuscita: delle 100′000 firme necessarie ne sono state raccolte solo 55 mila, di cui 20 mila in Ticino. L’UDC nazionale non ha dato alcun apporto e l’iniziativa è fallita. La popolazione svizzera aveva una possibilità per salvare il segreto bancario, l’opportunità non è stata colta. Che nessuno si lamenti quando ci affonderanno il nostro sistema bancario! Del resto dati e nomi protetti sono già stati divulgati alle autorità USA. Il segreto non c’è più, ora tutti i Paesi esteri pretenderanno dalle banche svizzere di avere i dati dei propri cittadini. Così è.

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Via Leuenberger, che è meglio. Si fa ancora il nome della Pesenti!

19 luglio 2010

Il Consigliere Federale socialista Moritz Leuenberger se ne va, finalmente, dopo 15 anni in Governo. Il buon sessantottino, dopo tanto can-can da alternativo quando non ricopriva cariche pubbliche, si è adattato bene ed in fretta al sistema politico, e da uomo sulle barricate si è ritrovato prima nel Consiglio di Stato zurighese, poi in Consiglio Federale. Molti gli articoli di critica sui quotidiani nazionali sull’operato di Leuenberger in questi 15 lunghi anni. Del resto in molti dicevano che magari il buon Moritz avesse buone qualità teatrali (più che capacitâ oratorie), ma soprattutto dimostrasse duro comprendonio e limitate capacità intellettuali. Detto di Leuenberger che tanto se ne va, si parla ora della sua successione: e siamo alle solite, perché quei rompiballe dei socialisti (sempre ammesso che abbiano i numeri nell’Assemblea Federale per far rieleggere un Consigliere Federale delle loro fila) vogliono un successore donna. Ma sempre le donne vogliono? Ci sembra che i socialisti, dall’alto della loro solidarietà col mondo intero (destra a parte), dimostrino discriminazione nei confronti dei maschietti!! Ricordate un ventennio fa quando il neocastellano Mathey, già eletto in Governo dall’Assemblea Federale, dovette farsi da parte per la solita femmina socialista? Roba da matti.

Beh, ora si fa (anzi ri-fa) il nome di Patrizia Pesenti, Consigliera di Stato ticinese. Sempre la buona Patrizia era stata candidata al Consiglio Federale nel 2002, quando la Dreyfuss lasciò il suo seggio: in quel caso fu preferita la Calmy-Rey. Il Blick cita la Pesenti tra i possibili candidati, e se lo dice il Blick… Il 24 agosto prossimo i socialisti ticinesi discuteranno di un’eventuale candidatura della Pesenti, la quale di solito mica si tira indietro. Speriamo che al di là che vogliano una donna, i socialisti faranno eleggere una persona competente e magari meno cavallo-pazzo della Calmy-Rey che ne ha fatte di tutti i colori!