Che il segreto bancario ormai non esista più pare evidente a tutti. Lo scambio di informazioni è dato, e non è più cosa rara. Ultimo caso negli scorsi giorni, quando le autorità elvetiche informavano quelle statunitensi in riferimento a conti bancari e nomi di contribuenti USA. Ormai è lotta contro il segreto bancario elvetico. E la Danimarca ha già proposto, visto che la Svizzera è così collaborativa con gli USA, che lo diventi anche con l’Unione Europea. Vogliono i soldi evasi, vogliono smontare il sistema bancario elvetico. Certo che anche le banche non è che ne escano bene: quanti funzionari di banche svizzere operanti all’estero che sono accusati di favorire l’evasione fiscale! Che figure di palta, soprattutto dopo tutti i precedenti che hanno infangato le nostre banche. La banca più antica del Paese, la Wegelin, che negli scorsi giorni è stata smantellata e venduta a pezzi alla Raiffeisen, per evitare che venisse distrutta dagli USA è solo l’ultimo grave episodio in ordine di data. Roba da matti. L’avidità dei bancari non ha limiti, ma proprio in un momento delicato come questo non valeva la pena stare un po’ tranquilli? Le banche stesse con questo comportamento scorretto e immorale, forniscono ai Paesi esteri tutti i pretesti per smantellare il sistema bancario elvetico. Povera Svizzera, nemmeno le banche ci lasciano…
Il popolo svizzero, ingannato dalle autorità, aveva approvato Schengen qualche anno fa. Ci dicevano che aderire ai Paesi dove era già in vigore il trattato di Schengen era buona cosa per la Svizzera, che con gli altri Paesi europei si poteva combattere meglio la criminalità, che con le frontiere aperte tutto sarebbe stato meglio. Mah… in diversi non erano per niente convinti di questa campagna europeista, di questa propaganda pro-apertura. E infatti i dati danno ragione a chi non voleva aderire al trattato: criminalità d’importazione in aumento, rapine sempre più violente, pompe di benzina lungo il confine prese d’assalto, atti violenti sempre più all’ordine del giorno, e molto altro. L’apertura ha spalancato le porte della Svizzera, e i malintenzionati non si sono fatti pregare. Ma per le autorità nulla di nuovo, nessun aumento, e tante balle. Ora però il Corpo delle guardie di confine entro il 2013 dovrebbe aumentare di 24 unità: secondo la commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati si impone un rafforzamento della sicurezza nelle regioni di confine, e la stessa commissione critica le tergiversazioni del Consiglio federale. Insomma secondo il Parlamento c’è un problema di sicurezza, secondo il Governo no. Ma allora dopo Schengen non va tutto bene, come vorrebbero farci credere! Se la speciale commissione chiede “a qualunque costo” di aumentare gli effettivi delle Guardie di confine per garantire maggior sicurezza, vuol dire che qualcosa non va… E vài con l’apertura verso l’estero!!
Da una settimana non si parla d’altro. Il Consigliere nazionale Christoph Blocher ha segnalato al Consiglio Federale le transazioni di un conto privato del direttore della Banca Nazionale Svizzera (BNS) Philipp Hildebrand: su un conto della banca Sarasin figura un acquisto di dollari per oltre mezzo milione (Fr 500′000.- sono tanti tanti soldi) pochi giorni prima che la BNS annunciasse a settembre 2011 misure draconiane per ridurre il valore del franco svizzero. Il risultato di questa specualzione di valute è che i coniugi Hildebrand hanno guadagnato in pochi giorni 75′000 franchi. Ora la questione è: ma è legale, corretto, eticamente pulito che un direttore della potenza di Hildebrand possa sfruttare informazioni riservate circa la politica della BNS per arricchirsi?? Ovviamente NO. Qualunque bancario che specula disponendo di notizie riservate commette reato. Blocher segnala al Governo federale l’agire dei coniugi Hildebrand, e da qui tutto il putiferio. Philipp dice che non ne sapeva niente, che fu la moglie a ordinare l’acquisto di mezzo milione di dollari. Ma la moglie fu informata dal direttore circa le intenzioni della BNS? Il giorno dopo l’acquisto di dollari da parte della moglie, Hildebrand venne a saperlo, ma non annullò l’acquisto e non rivendette subito i dollari; quindi seppe poco dopo l’operazione della moglie, ma non fece nulla per porre rimedio. Philipp durante le recente conferenza stampa ha affermato che sua moglie ha una forte personalità (risatina compiacente dei presenti), che lui lascia fare, che non sapeva neppure che la moglie avesse la procura sul suo conto (ehhh???). Ma come? Il direttore della banca più potente del Paese, dell’istituto bancario che decide sul costo del denaro, sulla politica monetaria della Nazione, sul livello delle ipoteche e molto ancora, il nostro direttore strapagato non sa che la moglie, sul conto a lui intestato, sta facendo acquisti speculativi? Non sa che la moglie ha la procura sul suo conto? Preoccupante. Chissà allora come Hildebrand gestisce la BNS… E la moglie, che dice di avere un passato bancario, lo sapeva benissimo che speculare su valute grazie a informazioni confidenziali è vietato, o perlomeno rischioso dal punto di vista etico. Oltretutto agendo sul conto bancario del marito… Roba da “oggi le comiche“!
Ora vi sono due casi distinti: Hildebrand e Blocher. Il primo ha dato le sue giustificazioni, convincendo la stampa, la sinistra (che in cambio chiede di bloccare il franco a 1,40 rispetto all’Euro, ora ancorato a 1,20), e tutti i fessacchiotti che fanno finta di non sapere che certe cose sono vietate. Per niente convinti UDC e la destra: secondo loro il direttore deve andarsene. Girano pure voci che non sia l’unica speculazione e l’unica banca coinvolta… Che sia stato aperto il vaso di Pandora? Magari siamo solo all’inizio? Si vedrà. Nel frattempo tutti si affrettano a voler inasprire le regole interne della BNS: come dire che fino a ieri alla Banca Nazionale ci si poteva arricchire grazie a informazioni riservate, d’ora in poi non si potrà più (??!!). Blocher invece, che nega di aver fornito documentazioni originali al Consiglio Federale, ma pare abbia comunque portato la copia di un estratto bancario alla ministra Calmy-Rey, è nella bufera: Blocher avrebbe infranto il segreto bancario, lui grande paladino del mondo finanziario, indebolendo un segreto bancario che come più volte abbiamo affermato su questo sito non esiste più da tempo. Noi riteniamo che sia giusto fare chiarezza per tutti e due. Hildebrand trema ma non si dimette. Blocher resta arrogante e sicuro di sè. Se hanno sbagliato devono pagare. Ambedue.
È notorio che il PS sia per l’apertura della Svizzera ai mercati UE: 440 mio di abitanti che stanno colonizzando il nostro Paese, e da quando la libera circolazione delle persone è effettiva, pochissimi svizzeri sono andati all’estero (ma quanti saranno?) ma centinaia di migliaia di lavoratori stranieri sono arrivati da noi. Le ripercussioni sono note anche ai sassi: disoccupazione aumentata, orde di frontalieri ogni giorno sulle nostre strade, pressione sui salari. Chi vuole incrementare i costosissimi controlli si scervella per limitare gli effetti negativi di una politica di apertura auto-lesionista di un piccolo e appetibile Paese come il nostro. Controllare eventuali abusi serve a poco, anche perché l’afflusso in massa di lavoratori stranieri continua comunque.
Ora arriva il presidente del PS Levrat e ammette che per le regioni periferiche come il Ticino gli effetti sono molto negativi, e che bisogna prendere provvedimenti, come p.es. un temporaneo blocco dell’immigrazione. Roba da UDC e Lega! E in effetti i giovani socialisti attaccano il loro presidente. Per i giovani la ricetta non può essere un blocco. In realtà succede solo che la sinistra ufficiale di Levrat si è svegliata, forse sensibilizzata dai propri elettori che non riescono a trovar lavoro e che vengono discriminati a vantaggio dei frontalieri, che ciulano posti di lavoro agli svizzeri. Anche in settori dove prima dei bilaterali i frontalieri non trovavano spazio come banche, assicurazioni, ospedali, studi di avvocatura, ecc. la situazione è drammatica per i lavoratori domiciliati. È anni che andiamo predicando che i bilaterali ci distruggono: ora sarà interessante se il PS, in gran parte responsabile di questa dissennata politica di apertura, appoggerà le misure UDC volte a frenare l’immigrazione di massa che stiamo vivendo da un decennio. Che ridere, i socialisti che si vogliono chiudere su se stessi. Magari se lo dice il PS succederà qualcosa a favore degli svizzeri… Ah, ah!

Che bello, è Natale !
È trascorso un anno ricco di avvenimenti, in Svizzera e nel mondo. In Ticino siamo sommersi dai debiti, e il preventivo 2012 presenta un manco di oltre 200 milioni; il debito pubblico è di 1,8 mia, la voragine della Cassa pensioni dello Stato è ormai di 2 miliardi di franchi. Poche migliaia di ex-dipendenti pubblici tengono in ostaggio (con le loro pensioni da super manager di banca) il contribuente ticinese: si tratta di pensioni impagabili, tanto è vero che non si possono pagare, e di fatti la cassa presenta un debito pazzesco, garantito dai cittadini ticinesi, che con le loro imposte devono finanziare le pensioni d’oro degli statali. In Svizzera c’è la garanzia che il segreto bancario non c’è più, e che il nostro Paese è sempre ancora nella black list della vicina Penisola, e questo ci penalizza fiscalmente ed penalizza gli imprenditori e le ditte svizzere. L’UDC ha perso consensi alle ultime elezioni federali, pur restando il primo partito del Paese; cade clamorosamente la concordanza, dato che l’Assemblea federale ha concesso un seggio nel nuovo Consiglio Federale ad un partito piccolo come il PBD, e ha concesso altrettanto all’UDC, mentre PS e PLRT si sono dati due seggi a testa. A livello europeo la sempre più grande UE è sull’orlo del fallimento, e la moneta EURO è diventata carta straccia o poco più: le Nazioni UE hanno truccato i conti statali e hanno accumulato un debito pubblico che peserà sui cittadini per generazioni. Coloro che dicevano di entrare nell’UE si sono sbagliati, ma il PS insiste che la Svizzera debba farne parte. Allucinante….! Gli USA stanno male, e si ritirano da una guerra costosissima come quella dell’Iraq. Gli equilibri internazionali sono fragili, e Cina e Russia possiedono gran parte del debito pubblico mondiale. Questi due Paesi ci tengono per le palle. Nonostante tutto sto pastrocchio, auguriamo a tutti i lettori del lato-b ogni bene per queste feste e BUON NATALE a voi e alle vostre famiglie. Cerchiamo di mantenere le nostre festività cristiane e le nostre tradizioni. Sarà sempre più difficile difendere questi valori, ma dobbiamo tener duro! L’Islam e molte altre culture religiose incombono, molti partiti di sinistra vorrebbero un abbandono delle nostre tradizioni cristiane, ma noi teniamo duro.
Negli scorsi giorni è stato reso noto il solito studio pagato coi soldi del contribuente: secondo tale studio, una volta che Alptransit sarà operativo, si potranno al massimo mantenere i livelli attuali di traffico merci dei TIR europei attraverso le Alpi svizzere. In parole povere significa che gli 1,25 milioni di camion europei che passano in Svizzera e che inquinano senza neppure fermarsi una volta nel nostro Paese, continueranno a passare ed a intasare le nostre strade: ovviamente l’intento di Alptransit fallisce miseramente, dato che lo scopo di fare buchini nelle montagne e di spendere 20 miliardi di franchi svizzeri, era quello di trasferire il traffico merci dalla strada sulla ferrovia. Un intento nobile, che ha fatto gola ai votanti elvetici, i quali avevano accolto l’iniziativa popolare, pensando di fare buona cosa a preservare i boschi alpini e a liberare le nostre strade dai TIR europei in transito. Ma ovviamente la realtà è ben diversa: i TIR passeranno sempre sulle nostre strade, sempre più pesanti così ci tocca pure pagare per rifare il manto stradale. Senza contare poi che ci intasano le strade e le rendono anche più pericolose. Alptransit assorbirà pochissimo traffico pesante, circa il 3% del totale (come già scritto su questo sito nell’ottobre 2010). Il 3%?? Un’opera faraonica dove passerà solo il 3% del traffico pesante europeo?? Siamo completamente pazzi. I politici hanno ingannato il popolo. Comunque noi riteniamo che una volta concluso Alptransit, la Svizzera abbia il dovere nei confronti dei cittadini elvetici di imporre un numero massimo di passaggi di TIR europei. E se all’UE non va bene, passino pure dagli altri intasatissimi valichi alpini.
Finiti i tempi quando la PPD Metzler fu trombata a favore di Blocher, finiti i tempi quando la Schlumpf fu preferita a Blocher: sulla nomina del nuovo Consiglio Federale è tornata calma piatta. Tutto si era già deciso giorni prima, senza sussulti né colpi di scena. La politica federale elvetica sembra essere tornata noiosa e scontata, come lo è stata per 50 anni. Ma, assieme alla sconfitta su tutti i fronti dell’UDC che chiedeva un secondo seggio, vi è un elemento importante: la concordanza è stata infranta. L’UDC aveva diritto a 2 seggi, come del resto ottenuti dai socialisti e dai liberali. L’UDC ha ottenuto come primo partito del Paese il maggior numero di consensi elettorali e di seggi alle Camere, eppure ha solo un consigliere federale. E questo fatto, secondo le regole della concordanza, è scorretto. La concordanza non c’è più, è questa la novità: a pagarne le spese è il primo partito elvetico, vittima pure di una direzione di partito piuttosto discutibile (Brunner-Blocher-Baader).
Consigliamo vivamente all’UDC di andare all’opposizione, tanto per star dentro in Governo al dipartimento militare porta a poco. E soprattutto PPD e PLR non sono certo alleati, figuriamoci PS e Verdi. E pensare che PLR, PPD e UDC avrebbero i numeri per formare un Governo di centro-destra ed escludere la sinistra dal Consiglio Federale…
La TV di Stato dà sempre grande enfasi alle notizie relative alla lingua italiana. Qualche settimana fa il semi-cantone di Obwaldo annunciava di non voler più offrire l’italiano tra le lingue che vengono insegnate. Da notare i pochi studenti iscritti ai corsi della lingua di Dante. Oggi l’annuncio che il semicantone avrebbe comunque l’obbligo di offrire lezioni di lingua italiana. Lungi da noi l’idea di definire questo argomento banale, ma abbiamo l’impressione che si tratti di un tema sopravvalutato, considerando che le vere emergenze in Europa sono i conti pubblici disastrati e l’indebitamento. E soprattutto dire che l’italiano sarebbe in pericolo ci fa spanciare dal ridere: ci sono centinaia di migliaia di italofoni nel nostro Paese (ovviamente gli italiani sono la stragrande maggioranza), e ci pare stupido affermare che l’italiano sia in pericolo. Considerando poi tutte le reti TV italiane che gli utenti possono seguire, con a pochi chilometri una Nazione dove 60 milioni di italiani parlano la lingua, allora ci sembrano motivazioni ridicole. Semmai sarà il romancio in pericolo, anch’essa lingua nazionale!! Poche migliaia di persone che parlano questa lingua, sempre meno giovani che la conoscono. Altro che l’italiano! Anche lo Schwitzerdütsch è in pericolo, dopo l’invasione di 300′000 germanici. Si tratta di idiomi parlati solo in Svizzera, dunque a rischio. Ma la TSI, che continua ad assumere frontalieri italiani e li paga coi soldi degli svizzeri, ritiene che l’italiano sia in pericolo…
Non stiamo così bene come ci vogliono far credere! Le statistiche che vengono fornite dalle autorità federali e cantonali sulla disoccupazione sono preoccupanti, ma rispetto al resto dell’Europa sicuramente vengono forniti dati migliori. Ma quello che ci viene sottaciuto è che c’è un forte aumento dei casi di assistenza, quelle persone per intenderci che non hanno più diritto alla indennità disoccupazione, e finiscono con chiedere aiuti sociali. Ecco, questi casi non sono contemplati nelle statistiche dei senza lavoro: alla percentuale dei disoccupati, per avere un quadro esatto della situazione occupazionale in Svizzera, dovrebbero affiancare la percentuale degli assistiti. E sono davvero tanti, soprattutto in Ticino, i cittadini che chiedono aiuto sociale. Ultimamente il Consiglio Federale ha affermato che non vi è necessità di misure per attenuare gli effetti devastanti della libera circolazione delle persone, neppure nelle regioni di confine come il Ticino. Sono stati creati molti posti di lavoro, la disoccupazione è sotto controllo, quindi va tutto bene. Eh NO, non va bene, perché molti frontalieri rubano il posto di lavoro ai domiciliati svizzeri, i quali finiscono prima in disoccuapazione, e molti anche in assistenza. Consideriamo infine che uscire dalla spirale dell’assistenza non è per niente facile; rischiamo di avere migliaia di casi sociali a carico di Cantone e Comuni per tutta la vita. Ne sanno qualcosa di Comuni, che vedono crescere gli assistiti ogni mese, con grandi ripercussioni sulle finanze comunali.
Siamo proprio un Paese di ingenuotti e fessacchiotti, che fa accordi con gli altri, rispettandoli da bravi secchioni, mentre gli altri Paesi delle regole se ne fanno un baffo. Svizzerotti citrulli, penseranno di noi. Il bello è che poi ci becchiamo anche le critiche degli altri. La politica di asilo ne è un esempio clamoroso: con gli accordi di Dublino, i richiedenti che passano da uno Stato a noi vicino e dove potrebbero fare domanda di asilo, in Svizzera non possono diventare asilanti. E difatti il nostro Paese rimanda indietro migliaia di clandestini che se ne devono tornare in Italia, Germania, Francia e fare lì la domanda di asilo. Ma ovviamente i nostri simpatici vicini mica li vogliono, loro e la loro decantata politica di accoglienza europea, e fanno di tutto per rimandarceli. Risultato: dei richiedenti respinti dalle autorità elvetiche, molti ritornano nel nostro Paese e ci riprovano più volte. Li espelliamo e poi ritornano. Sembra un giochino tipo il ping-pong, ma è pura e cruda realtà. E nümm a pagum!! Ogni incarto costa migliaia di franchi, burocrazia, perdita di tempo: tutti fondi che invece di essere destinati ai bisognosi domiciliati (anche in Svizzera c’è genta in difficoltà), finiscono per essere sprecati. E tutto ciò in seguito ad un evidente abuso del diritto di asilo. Eppoi l’Italia la maggioranza dei richiedenti neppure li registra, così almeno può far finta che gli asilanti non siano passati dal loro Paese. Insomma, una vera schifezza. E noi continuiamo ad accogliere, accogliere, accogliere, e negli ultimi mesi vi è pure un ulteriore aumento delle domande di asilo… MA BASTA!