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Archivio per la categoria ‘Attualità Estera’

In Francia espellono i Rom e revocano la nazionalità ai criminali

29 agosto 2010

In Svizzera, ogniqualvolta qualcuno propone misure restrittive nei confronti di stranieri che male si comportano da noi, vi è la solita levata di scudi, le solite accuse di razzismo, le solite manfrine sulla discriminazione. In Francia invece, da anni, gli zingari di etnia Rom vengono esplusi in modo collettivo, e ora si propone di revocare la cittadinanza ai naturalizzati colpevoli di gravi delitti. Nel 2009 sono stati espulsi 10′000 rumeni e bulgari, nel 2010 fino ad ora i rimpatri sono stati oltre 8′000. E la Francia continua nella sua giusta politica, restrittiva e severa nei confronti dei criminali e di chi non si integra. Ovviamente le critiche non mancano: il Vaticano si lamenta, Bruxelles bacchetta il suo membro UE, ed ora ci si mettono pure le Nazioni Unite. Fatto sta che un’importante Nazione dell’Unione Europea come la Francia (e anche l’Italia quando ha fatto sgombrare i campi Rom con le ruspe) fa quello che da noi non si può neppure discutere, subito tacciati di razzismo e zittiti già nella discussione preliminare: pensiamo all’indignazione che ha provocato l’iniziativa popolare dell’UDC, che chiede di espellere i criminali stranieri, e che in sostanza propone ciò che in Francia già si applica! Che in Svizzera siamo poco pragmatici e che le questioni irrisolte restano in sospeso per troppo tempo già lo sappiamo: la realtà cambia molto velocemente, e il Paese non riesce a stare al passo coi tempi.

Ah, a proposito della libera circolazione delle persone, sembrerebbe che vengano naturalizzati moltissimi moldavi in Romania, naturalmente a pagamento: così, anche se la Moldavia non fa parte dell’UE, questi neo-cittadini rumeni possono tranquillamente scorazzare in Europa, senza bisogno di permessi! L’invasione di stranieri continua, anche con la complicità degli stessi stati dell’Unione Europea!!

Le donne picchiano forte!

28 agosto 2010

Per chi ancora non l’avesse capito, le donne assomigliano sempre più agli uomini, anzi spesso purtroppo ne imitano i lati peggiori. Tipico ciò che accade tra le mura domestiche, dove gli uomini menano le compagne, ma sempre più spesso sono proprio le donne a picchiare i maschi, e picchano pure forte!

Nel Canton Friborgo c’è da anni una clinica specializzata nel recupero delle vittime di violenze domestiche, e i degenti sono solo maschi! Maschi scioccati che cercano di ritrovare serenità dopo la violenza subìta dal gentil sesso. In Francia in questi giorni vengono citati dati allarmanti: oltre ai maschi violenti, spiccano le botte date dalle donne ai propri compagni. Si tratta di una realtà molto nascosta, sommersa, perché mentre le donne che denunciano violenza vengono sùbito prese sul serio, vengono sostenute lungo il loro difficile percorso, gli uomini sono assai imbarazzati ad ammettere che le hanno prese da una femmina, e la società sembra non essere ancora pronta a questo fenomeno dilagante. Per il maschio è davvero un po’ più complicato: si pensa sempre che sia impossibile che un uomo venga menato dalla propria compagna, perché dovrebbe essere più forte di lei, e invece in Francia nel 2008 sono 110′000 le vittime che le hanno buscate dalla propria donna, e ben 27 uomini sono stati uccisi. La violenza non è sicuramente mai stata “solo” maschile, ma ora emergono casi e cifre eclatanti. Dati inquietanti che dovrebbero aprire gli occhi ai più scettici: diciamo che i tempi sono cambiati, anche per i veri machos! Gli uomini sono avvisati…

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Il polpo Paul è ricercatissimo per le sue scommesse vinte!

21 luglio 2010
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facci sognare, Paul !

Per chi non conoscesse il polpo Paul, che vive in una vasca salata in Germania, vi diremo che si tratta di una piovra che azzecca i pronostici delle partite di calcio, e non solo di calcio: durante il campionato del mondo di calcio in Sudafrica, Paul ha imbroccato tutte le previsioni fatte. Addirittura in diretta TV, collegate molte emittenti, ha indovinato la squadra che sarebbe diventata  campione del mondo, cioè la Spagna. Il polpo ha scelto il cibo in una scatola trasparente con la bandiera spagnola, preferendola alla scatola contenente cibo con bandiera olandese. Incredibile come Paul si destreggi coi suoi tentacoli e imbrocchi le previsioni.

In effetti una società russa di scommesse sportive via internet vorrebbe assumere il polpo ed acquistarlo per una somma di 100′000 dollari. L’acquario di Oberhausen in Germania, dove vive la piovra, ha ricevuto l’offerta di acquisto. I media russi hanno riferito della proposta di comprare il tentacolato. La società russa afferma che Paul diventerebbe uno dei 120 impiegati dell’azienda di scommesse. Grande Paul! Del resto si sa che i polpi hanno un quoziente intellettivo piuttosto elevato, ma addirittura farsi scegliere da una ditta vera con stipendio assicurato…

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Mondiali di calcio, errori arbitrali mondiali! Urgono cambiamenti.

30 giugno 2010
Blatter lo stregone

Blatter lo stregone

Torniamo sui campionati mondiali di calcio, non per criticare la Svizzera che è uscita mestamente dopo la bella vittoria sulla Spagna, ma per segnalare che infine forse qualcosa succederà per migliorare gli arbitraggi di scarso livello che si possono osservare in Sudafrica: dopo errori immensi avvenuti nelle prime partite e che hanno deciso le sorti delle contese, il presidente della FIFA Joseph Blatter ha finalmente aperto uno spiraglio di speranza per chi vorrebbe il calcio uno sport un po’ meno imperfetto. Blatter si è scusato con le squadre vittime di mostruosi errori arbitrali e ha lasciato capire che in futuro è pensabile l’introduzione di tecnologia per evitare certi svarioni che poi decidono le partite.

Ormai se ne parla da tanti anni: con tutte le telecamere e tutti i replay che ci propinano in TV, possibile che gli arbitri non possano visionare le immagini nei casi dubbi? Perché la FIFA ha sempre precluso l’introduzione della moviola in campo? Vuole forse poter influenzare le partite? Ora anche il tennista Roger Federer si è espresso sull’argomento da Wimbledon, asserendo quanto sia importante che le partite di calcio non si decidano in seguito agli errori arbitrali. Ma pensiamo agli altri sport: nel tennis si possono rivedere le palle dubbie, nell’hockey gli arbitri possono rivedere le azioni discusse, nel football americano pure. Adesso basta! Basta pilotare le partite, basta errori! E la cosa più assurda è (fatto accaduto a questi mondiali sudafricani) che mentre l’arbitro decide che non vi è un fuori gioco, alle sue spalle sul maxischermo tutti gli spettatori nello stadio e quelli che seguoni la partita in tv vedono che invece il fuori gioco c’è: poi l’arbitro vede che il replay sul maxischermo evidenzia l’errore del suo arbitraggio ma non cambia la sua decisione. DEMENZIALE! 

La tecnologia deve entrare sui campi da calcio, soprattutto a questi livelli mondiali, per evitare il più possibile errori evitabilissimi che condannano ingiustamente le squadre vittime. Chiedetelo agli inglesi, cui non hanno convalidato un gol qualche giorno fa, quando la palla aveva superato di mezzo metro la linea di fondo…

In Belgio votano per la secessione

15 giugno 2010

Incredibile! L’Unione Europea (UE), burocratica e centralista, si allarga e aggiunge nuovi Stati (siamo giunti a 27 Nazioni), diventa sempre più grande con più di 400 milioni di abitanti, con lo scopo di normare tutto e imporre regole europee ai propri membri, e poi in Belgio nelle recenti elezioni i vincitori sono i separatisti, quelli che vorrebbero scindere il Belgio, separando gli eterni nemici fiamminghi e francofoni. E quella dei separatisti è stata una vittoria schiacciante. Capito che strana questa UE? Una facciata di unità e solidarietà tra gli Stati membri, e poi tensioni all’interno delle Nazioni. E il Belgio non è certo un’eccezione, la voglia di maggior autonomia c’è ovunque, soprattutto dove vi sono regioni che producono ricchezza, e zone depresse e malgestite (pensiamo al caso italiano, dove il ricco Nord vuole aumentare la distanza dal Sud). È inutile voler insistere con un modello UE, centralista e di imposizione, quando la base vuole un’Europa delle regioni, un’Europa federalista, dove si rispettino le caratteristiche regionali, le peculiarità delle aree. Il modello federalista, insomma! Il modello svizzero! Ma ovviamente i burattinai europei mai vorrebbero un modello federalista, perché a Bruxelles (nel Belgio secessionista!!) non arriverebbero tutti quei soldi dalle regioni ricche e attive, soldi da ridistribuire dove i burattinai vorrebbero. E da anni regioni povere come Portogallo e Grecia ricevono sussidi UE, e invece di creare la base per un futuro imprenditoriale e creare posti di lavoro, i fondi sono stati malamente scialacquati. Risultato: Paesi come Grecia e molti altri sul baratro del fallimento, la moneta unica Euro sull’orlo della sua fine! NO all’UE, NO al modello centralista di Bruxelles. Ce lo hanno confermato gli elettori del Belgio, ce lo hanno confermato a Bruxelles.

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No al Burqa anche da Sarkozy

21 maggio 2010

Dopo il Belgio, che ha vietato definitivamente il Burqa nei mesi scorsi, anche la Francia si appresta ad introdurre il divieto. Il presidentissimo Sarkozy è convinto che sia indispensabile in un Paese democratico come la Francia vietare il velo integrale. Sono previste sanzioni pecuniarie severe per chi non rispetterâ il divieto, e multe salatissime e pene detentive per gli uomini che obbligheranno le donne ad indossare il Burqa nonostante il divieto imposto. In Francia vivono più di 5 milioni di musulmani, e il fatto che il divieto interesserebbe “solo” circa 2′000 donne che portano il velo incriminato, non ferma chi vuole vietare questo vestito.

In Svizzera ci facciamo problemi enormi per ogni iniziativa volta a migliorare la convivenza, la sicurezza e il quieto vivere, temendo di offendere una qualche comunità religiosa (ovviamente che non sia cristiana). In realtà chi vive da noi deve semplicemente adattarsi agli usi e costumi vigenti nel Paese ospitante. Punto e a capo. Se nel programma scolastico è prevista l’ora di nuoto, anche le alunne musulmane, ebree, aramaiche, buddiste, e chi più ne ha più ne metta, devono fare la lezione di nuoto. Il programma scolastico va rispettato: del resto nelle Nazioni musulmane hanno le loro regole che vanno seguite, non si vede perché da noi bisogna fare mille eccezioni, per non offendere gli adepti di altre religioni! Il caso belga, ma soprattutto quello francese, devono fare da esempio in tutto il mondo: il divieto al Burqa è un mezzo per migliorare la sicurezza, la convivenza, la socializzazione tra le persone, l’integrazione e la situazione femminile (spesso le donne vengono obbligate ad indossare il velo integrale). E in Belgio e Francia, nonostante una massiccia comunità isalamica che vive in questi Paesi, si vuole introdurre un divieto sacrosanto. La Svizzera prenda esempio…

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L’Unione Europea (UE) sta diventando l’incubo svizzero

17 maggio 2010

Come noto la Grecia è praticamente fallita: i conti statali sono stati truccati selvaggiamente, i cittadini ellenici vanno in pensione a 53 anni (?) dopo aver contribuito in minima parte alla propria pensione, la corruzione è devastante, l’economia stagna. Insomma un Paese allo sbando, salvo che l’UE ha varato un piano di salvataggio, al quale anche la Svizzera (che non fa parte dell’UE) partecipa con almeno 5 miliardi di franchi. La Svizzera è membro del Fondo monetario internazionale, il quale partecipa per un terzo dell’importo destinato a salvare la Grecia ed altri Paesi UE nella merda fino al collo (Spagna, Portogallo, Italia ed altri), pertanto il nostro Paese paga. E paga anche la nostra Banca Nazionale Svizzera (BNS), che ha già acquistato miliardi di Euri, per cercare di sostenere il crollo della valuta europea nelle borse mondiali.

Adesso arrivano gli austriaci a rompere le palle, e con toni poco diplomatici nei confronti della Confederazione chiedono a gran voce che anche la Svizzera debba contribuire in modo consistente per salvare Grecia e le altre repubbliche delle banane dell’UE. Anche i verdi tedeschi ci scassano gli zebedej, e con la solita arroganza germanica vogliono che gli svizzeri paghino per rimpinguire le casse europee. All’origine della rivendicazione c’è la presunta quasi-appartenenza della Svizzera all’UE, nel senso che grazie agli accordi bilaterali con l’UE noi avremmo grandi vantaggi, e dunque dobbiamo essere pronti anche a pagare. La nostra diplomazia, invece di rispondere per le rime, cerca con toni pacati di spiegare che noi giâ paghiamo, ma non si rende conto che l’UE vuole solo i nostri soldi, e ne vuole tanti, visto che loro non sono capaci a mantenere finanze sani nelle loro Nazioni, vittime di malagestione dei conti pubblici, corruzione dilagante e clientelismo all’ordine del giorno. L’UE, oltre che invadere la Svizzera coi suoi lavoratori a basso costo fregando il lavoro agli svizzeri, sta diventando l’incubo del nostro Paese! E per fortuna che non siamo membri dell’UE! Alla faccia degli euro-turbo nostrani che volevano a tutti i costi aderire all’Unione dei Paesi in fallimento!

Fallimento Grecia: anche la Svizzera paga per sanare i conti ellenici

13 maggio 2010
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La Grecia di oggi: un cumulo di macerie

Come noto la Grecia è sull’orlo del fallimento: l’Unione Europea (UE) ha previsto un aiuto di 120 miliardi di euro (!) per salvare il Paese ellenico. Pare che non saranno comunque sufficienti, ci vorrano molti più soldi. Poi sarà la volta di Spagna, Portogallo, Italia, tutte Nazioni con conti statali da brivido. A prima vista la Svizzera, che non è membro dell’UE, sembrerebbe fuori dal marasma, anche perché almeno per ora non ci risulta che al Confederazione abbia truccato i conti statali per reintrare nei parametri imposti dall’Unione. In realtà la Svizzera pagherà un pacco di soldi per la crisi greca: innanzitutto facciamo parte del Fondo monetario internazionale, il quale finanzierà un terzo dell’aiuto alla Grecia, pertanto il nostro Paese deve passare alla cassa. Inoltre il nostro Consigliere Federale Merz ha già parlato di aiuti (si stima per oltre 5 miliardi di franchi), necessari per stabilizzare l’euro e l’economia dell’UE: per la Svizzera ovviamente l’UE è un partner commerciale fondamentale.

Ma il punto è: perché pagare tutti sti soldi, quando l’Inghilterra (membro UE) si è rifiutata di finanziare il pacchetto di salvataggio dell’Unione? Eppoi, è giusto che gli svizzeri aiutino a sanare i conti dello Stato ellenico che manda in pensione i propri cittadini a 53 (cinquantatre!) anni? Se i greci vogliono smettere di lavorare così presto è affare loro, ma non vediamo perché gli svizzeri debbano contribuire al pagamento delle pensioni di cittadini di altri Stati. Del resto anche da noi ci sono problemi enormi con le Casse pensioni statali, sempre a causa di concessioni scandalose ai dipendenti cantonali e federali: già il contribuente elvetico deve pagare per i privilegiati statali che ricevono pensioni da nababbi (statali che oltretutto hanno contribuito ben poco alla creazione della propria previdenza, e questo grazie al primato delle prestazioni su cui si basano le casse pensioni statali) e che smettono presto di lavorare. Dobbiamo anche finanziare le pensioni degli ellenici, che oltretutto evadono allegramente le imposte e una volta in pensione lavorano in nero come in Italia. Col cavolo!! È ragionevole che gli svizzeri aiutino un Paese come la Grecia, dove è diffusa la corruzione, l’evasione fiscale, e dove truccano i conti statali per rispettare i parametri imposti? La Svizzera ê fuori dall’UE e non deve pagare un franco al sistema corrotto e sperperone vigente nell’Unione. E per fortuna che gli svizzeri hanno sempre dimostrato di non voler aderire all’UE… Capito socialisti e partiti a rimorchio dei socialisti (PLR e PPD), tutti a favore dell’adesione all’UE? Capito TV di Stato, che da anni prova a farci il lavaggio del cervello per convincerci ad entrare nell’UE?

I soldi non sono tutto. Però aiutano.

10 maggio 2010

Che i soldi non facciano la felicità è noto, che però i soldi aiutino a raggiungere diversi scopi è bene ogni tanto rimarcarlo. In questi giorni ci arriva la notizia che il presidentissimo dell’Internazionale di Milano Massimo Moratti, squadra italiana di calcio, promette 500 mila euro ad ognuno dei suoi giocatori nel caso l’Inter dovesse centrare i 3 traguardi della stagione: Coppa Italia (obiettivo già raggiunto), campionato italiano e Champions Leage. Per la conquista del campionato mancano solo 90 minuti (l’Inter deve “solo” vincere l’ultima partita per garantirsi il successo), per portarsi a casa anche la coppa della Champions bisognerà battere il Bayern di Monaco il 22 maggio. Solo coi soldi non vinci, ma i giocatori ricevono un bell’incentivo, anzi mettono le ali ai piedi!

Incredibile i milioni che girano in questo sport. Al di là di questi BONUS imprevisti (almeno Moratti pagherà i bonus solo se gli obiettivi saranno raggiunti, mica come l’UBS che versa i bonus usando soldi dello Stato, subito dopo aver rischiato il fallimento dell’azienda!), impressionano gli stipendi che vengono pagati nel mondo del calcio. L’allenatore dell’Inter Mourino intasca 14 mio di euro all’anno (dichiarati, chissà quelli in nero). Per il trasferimento di un solo giocatore si è arrivati a pagare quasi 100 mio! Insomma, mentre la Grecia fallisce e mette in crisi l’Unione Europea, mentre le borse tremano, mentre le banche falliscono, il calcio naviga nell’oro (salvo qualche bolla speculativa sempre dietro l’angolo, p.es. la Roma sull’orlo del patatrak). Al Real Madrid, per creare uno squadrone che però non vincerà niente quest’anno, hanno speso quasi 500 mio…

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Volti scoperti, per favore!

9 maggio 2010

burkaÈ notizia di qualche settimana fa: il Burka, tradizionale vestito islamico che lascia solo intravedere gli occhi delle donne ma che copre tutto il resto del corpo, è stato vietato in Belgio. Anche in Svizzera si sta muovendo qualcosa, visto che il Parlamento cantonale di Argovia propone il divieto del Burka nel nostro Paese. A Novara, in Italia, in seguito ad un’ordinanza che vieta di coprire il viso, nei giorni scorsi una donna è stata multata per aver indossato il Burka in luogo pubblico: ammenda di 500 Euro.

Non si tratta di una questione religiosa, il problema è chiarissimo: a volto coperto non bisogna girare! Pensate che anche a far benzina alla moto in molte stazioni di rifornimento in Svizzera ti obbligano a toglierti il casco, per evitare che qualche furbo faccia il pieno e poi scappi via senza pagare. È chiarissimo che si chiede di rinunciare a Burka o cappucci per motivi di sicurezza! Eppoi il divieto di coprirsi il viso dovrebbe ovviamente essere esteso ai soliti estremisti di sinistra, che sempre belli incappucciati ed irriconoscibili da anni se ne vanno indisturbati a creare scompiglio nelle città e distruggere vetrine ed automobili. Per esempio sono sempre questi comunisti incappucciati che hanno ucciso i 3 impiegati di banca in Grecia durante le recenti manifestazioni, in seguito al lancio di bombe incendiarie contro l’istituto bancario.

Tolleranza zero contro chi si copre il volto! E non si spiega la contrarietà al divieto del Burka da parte del Partito socialista svizzero (PS), che non ritiene opportuno vietarne l’uso: ma come, non sono sempre i socialisti che si prodigano per la parità di diritti tra uomo e donnna? Non sono i socialisti che denunciano sempre che le donne sono vittime della società? Ma è proprio il Burka un’imposizione ed una discriminazione contro le donne!  O forse il PS, in seguito al divieto di coprirsi il volto, teme che i suoi incappucciati di sinistra che distruggono le città non potrebbero più agire indisturbati?…