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Archivio per la categoria ‘Attualità Estera’

Per le banche svizzere si mette male…

5 febbraio 2012

Che il segreto bancario ormai non esista più pare evidente a tutti. Lo scambio di informazioni è dato, e non è più cosa rara. Ultimo caso negli scorsi giorni, quando le autorità elvetiche informavano quelle statunitensi in riferimento a conti bancari e nomi di contribuenti USA. Ormai è lotta contro il segreto bancario elvetico. E la Danimarca ha già proposto, visto che la Svizzera è così collaborativa con gli USA, che lo diventi anche con l’Unione Europea. Vogliono i soldi evasi, vogliono smontare il sistema bancario elvetico. Certo che anche le banche non è che ne escano bene: quanti funzionari di banche svizzere operanti all’estero che sono accusati di favorire l’evasione fiscale! Che figure di palta, soprattutto dopo tutti i precedenti che hanno infangato le nostre banche. La banca più antica del Paese, la Wegelin, che negli scorsi giorni è stata smantellata e venduta a pezzi alla Raiffeisen, per evitare che venisse distrutta dagli USA è solo l’ultimo grave episodio in ordine di data. Roba da matti. L’avidità dei bancari non ha limiti, ma proprio in un momento delicato come questo non valeva la pena stare un po’ tranquilli? Le banche stesse con questo comportamento scorretto e immorale, forniscono ai Paesi esteri tutti i pretesti per smantellare il sistema bancario elvetico. Povera Svizzera, nemmeno le banche ci lasciano…

Costa crociere e il suo comandante.

20 gennaio 2012
quando si naviga tranquilli...

quando si naviga tranquilli...

Quest’anno si ricorda il secolo da quando il mitico transatlantico Titanic affondò clamorosmente durante la sua traversata inaugurale. Sono passati cento anni da quell’incredibile incidente: un iceberg affondò l’inaffondabile. Ai tempi si navigava a vista: mica c’erano sonar, radar e tutte le diavolerie tecnologiche ora a disposizione. Più di mille morti fu il tragico risultato. Ma si sarebbe potuto evitare lo scontro con l’iceberg? Si poteva fare meglio durante la fase di evacuazione della nave che stava affondando?

Passa un secolo e la nave da crociera Costa Concordia, 4′200 persone a bordo, si avvicina troppo all’isola del Giglio nel Mar Tirreno e il contatto con uno scoglio apre uno squarcio di 70 metri nello scafo: il risultato è di decine di morti e dispersi ancora da contare, e tante tante polemiche. Ma come è possibile che la nave si sia incagliata negli scogli? Le rotte sono chiare e gli strumenti di bordo sofisticatissimi. La spiegazione è semplice quanto inquietante: responsabile dell’incidente è il comandante Schettino e le sue manovre scellerate. Per fare il “ganzo” passa velocissimo (16 nodi, follia pura) e vicinissimo all’isola del Giglio, e fa danni per mezzo miliardo di euro, morti, disperati e un probabile disastro ecologico, visto che migliaia di tonnellate di nafta potrebbero finire in mare.

...fuori rotta e a velocità folle

...fuori rotta e a velocità folle

Si tratta di un brusco risveglio, perché i clienti delle crociere sono convinti che ormai ai nostri tempi certe cose non succedano più, grazie a raffinati e precisi strumenti tecnologici. Eppure basta un pazzo (e forse sbronzo) comandante, borioso ed irresponsabile, ed ecco che la frittata è fatta. Barca distrutta e in più piano di evacuazione totalmente assente. Passa più di un’ora dopo aver investito gli scogli, e con molte incertezze comincia una disorganizzatissima evacuazione. Si perde molto tempo prezioso, e alla fine, quasi per miracolo, si salvano comunque oltre 4′000 persone. Dulcis in fundo: il capitano Schettino abbandona la nave quando ancora vi erano centinaia di persone bisognose a bordo. E con Schettino molti suoi ufficiali si allontanano dalla nave molto prima della fine dell’emergenza. Il dramma del Titanic si ripete tristemente: come cent’anni fa, anche alla Costa Concordia si evidenzia la mancanza di scialuppe, panico, gente a mare, procedure di evacuazione incerte. Unica differenza, a parte la totale incompetenza del capitano napoletano: la Costa era inclinata ma ferma a 150 metri dalla riva, vicinissima all’isola, fatto che ha permesso di salvare quasi tutti, anche grazie alla prontezza di intervento e alla disponibilità degli abitanti del Giglio. Siamo convinti che la sicurezza di queste navi da crociera e le procedure di emergenza siano da rivedere in grande fretta…

Author: LATO-B Categories: Attualità Estera Tags: ,

Buon Natale!

24 dicembre 2011
Che bello, è Natale !

Che bello, è Natale !

È trascorso un anno ricco di avvenimenti, in Svizzera e nel mondo. In Ticino siamo sommersi dai debiti, e il preventivo 2012 presenta un manco di oltre 200 milioni; il debito pubblico è di 1,8 mia, la voragine della Cassa pensioni dello Stato è ormai di 2 miliardi di franchi. Poche migliaia di ex-dipendenti pubblici tengono in ostaggio (con le loro pensioni da super manager di banca) il contribuente ticinese: si tratta di pensioni impagabili, tanto è vero che non si possono pagare, e di fatti la cassa presenta un debito pazzesco, garantito dai cittadini ticinesi, che con le loro imposte devono finanziare le pensioni d’oro degli statali. In Svizzera c’è la garanzia che il segreto bancario non c’è più, e che il nostro Paese è sempre ancora nella black list della vicina Penisola, e questo ci penalizza fiscalmente ed penalizza gli imprenditori e le ditte svizzere. L’UDC ha perso consensi alle ultime elezioni federali, pur restando il primo partito del Paese; cade clamorosamente la concordanza, dato che l’Assemblea federale ha concesso un seggio nel nuovo Consiglio Federale ad un partito piccolo come il PBD, e ha concesso altrettanto all’UDC, mentre PS e PLRT si sono dati due seggi a testa. A livello europeo la sempre più grande UE è sull’orlo del fallimento, e la moneta EURO è diventata carta straccia o poco più: le Nazioni UE hanno truccato i conti statali e hanno accumulato un debito pubblico che peserà sui cittadini per generazioni. Coloro che dicevano di entrare nell’UE si sono sbagliati, ma il PS insiste che la Svizzera debba farne parte. Allucinante….! Gli USA stanno male, e si ritirano da una guerra costosissima come quella dell’Iraq. Gli equilibri internazionali sono fragili, e Cina e Russia possiedono gran parte del debito pubblico mondiale. Questi due Paesi ci tengono per le palle. Nonostante tutto sto pastrocchio, auguriamo a tutti i lettori del lato-b ogni bene per queste feste e BUON NATALE a voi e alle vostre famiglie. Cerchiamo di mantenere le nostre festività cristiane e le nostre tradizioni. Sarà sempre più difficile difendere questi valori, ma dobbiamo tener duro! L’Islam e molte altre culture religiose incombono, molti partiti di sinistra vorrebbero un abbandono delle nostre tradizioni cristiane, ma noi teniamo duro.

Ce la farà l’Italia a cambiare? Diktat dell’UE.

11 dicembre 2011

È la sconfitta più bruciante per il mondo politico italiano: non ce la fanno proprio i politici a risanare le finanze italiche. Non ce la fanno perché è tradizione discutere, dibattere, litigare, insultare. Ma non è pagante dal punto di vista elettorale dover alzare le imposte, le tasse, i balzelli; abbassare le pensioni, le rendite, i privilegi. E quindi ci pensa l’Unione Europea a provare a rimettere in sesto i conti statali disastrati delle Nazioni europee. Dopo la Grecia tocca all’Italia. E il ricatto è eloquente: o introducono misure strutturali per riportare in parità i bilanci, oppure per la Penisola si mette proprio male: basta aiuti, basta miliardi di aiuti da parte dell’UE. Ma come fanno a stringere la cinghia in un Paese incasinato come l’Italia? Ma è chiaro: con un bel governo tecnico, che poi vuol dire con un gruppo di persone con buon senso, che per decenni hanno visto i danni fatti dai politici. Grazie a persone che non devono rendere conto agli elettori, che non rischiano di non essere rieletti. Una scoppola per il mondo politico, che per decenni non ha saputo combattere contro evasione fiscale, lavoro nero, mafia, corruzione. In un Paese dove i soldi ci sono, ma la gente non ha il senso dello stato, e se può, frega e non paga le tasse. Saranno capaci i tecnici a risanare i conti pubblici? Abbiamo l’impressione che ci vorranno un paio di generazioni per rimettere un po’ di ordine e per cercare di cambiare una mentalità a una Nazione che poco ha da spartire con la Germania o la Francia.

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Chi si fa male da solo, paghi.

19 novembre 2011

Negli USA la lotta contro fumo e fumatori non si ferma. Dopo aver ristretto gli spazi concessi ai fumatori, sempre più confinati in micro-aree dove possono consumare tabacco, ora è la volta del sistema sanitario: chi fuma deve pagare di più per l’assicurazione sanitaria. Sembrerebbe una discriminazione contro una categoria di persone, invece è correttissimo: chi fuma causa danni volontari al proprio corpo, pertanto si giustifica per loro un aumento dei premi di cassa malati. Il fumo causa tumori, problemi respiratori, malattie del sistema cardio-circolatorio, e via dicendo. Se li paghino loro i danni causati dal fumo!! I fumatori contribuiscono ad aumentare in modo sensibile i costi sanitari. Anche in Svizzera, dove tra poco il sistema sanitario non sarà più finanziabile, con aumenti costanti dei premi di cassa malati, i fumatori causano costi altissimi. Essendo categoria a rischio siamo favorevoli ad un aumento dei premi da loro pagati: vogliono farsi male? Paghino. Magari saranno pure più motivati a smettere di fumare ed arricchire una spietata industria del tabacco.

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L’Italia sotto tutela del Fondo monetario internazionale (FMI)

6 novembre 2011

Durante gli ultimi mesi la politica italiana ha dibattuto a lungo sulle intercettazioni telefoniche a Berlusconi, sulle sue performance con le ragazze, del fatto che il Paese sta bene, che le borse crollate non fossero un problema, dell’incompetenza delle società americane di rating che declassano lo Stato italiano. Di tutto hanno parlato, ma poco di come salvare la Nazione dalla bancarotta. La sinistra, a noi non certo simpatica, ha criticato pure il documento presentato all’UE, che contiene i punti salienti per risanare le finanze statali: il Governo non parla di lotta all’evasione fiscale, di lotta alla mafia e al lavoro nero, di introduzione di nuovi balzelli come la tassa patrimoniale (che in Svizzera da sempre paghiamo). In effetti è incredibile come la maggioranza faccia finta che tutto vada bene, quando invece UE, FMI e il resto del mondo facciamo pressione sull’Italia, affinché vengano prese quanto prima misure di risanamento. Ora l’Italia è sotto tutela del FMI: ogni 3 mesi il Fondo monetario dovrà esaminare le cifre e verificare che tutto il previsto e promesso sia realmente applicato. Insomma, la penisola non solo è sotto osservazione internazionale, ma deve ammettere i suoi evidenti problemi. Altro che tutto va bene, l’economia è solida, siamo un Paese benestante, e tutte le boiate che asserisce il cavaliere!! Lavorate italiani, e pagate le tante imposte che evadete da decenni! …E pensare che in Svizzera c’è ancora qualcuno che vorrebbe aderire all’UE!! Pazzi.

Gli estremisti di sinistra incendiano Roma.

16 ottobre 2011

E ci risiamo. I soliti incappucciati di sinistra, quelli che rompono sempre tutto e distruggono le città rimanendo impuniti, hanno assaltato con successo la capitale italiana: approfittando del corteo degli indignados, centinaia di anarchici di sinistra hanno messo a fuoco Roma. Una vergogna all’italiana, dato che nelle altre città del mondo dove si sono svolte manifestazioni degli indignados non sono accaduti disordini particolari. Giusto per chiarirci: anche noi siamo indignati dalla crisi economica, dal fatto che siamo in mano alle banche e che molte di esse siano poco serie, dal fatto che la Svizzera debba pagare per la cattiva gestione della cosa pubblica nell’area Euro. Siamo incazzati per tante cose, ma non andiamo in piazza a sfilare. Per cui non siamo avversi a manifestazioni che denunciano un malandazzo noto a tutti. Ma da questo sito più volte abbiamo denunciato l’immobilismo delle autorità nei confronti dei black blocks, dei casseurs, dei chaoten, degli anarchici, chiamateli come volete. Più volte abbiamo scritto che non punire atti vandalici e attacchi alle forze dell’ordine significa invitare questi criminali a continuare a mettere fuoco e fiamme le città. E di fatti anche Roma ha subìto quello che aveva subito Ginevra e Losanna in ambito G8.

Ma c’è forse una novità: in Italia si sono incazzati e vogliono arrestare questi estremisti di sinistra. Come? Grazie a testimonianze, filmati, foto, e tutte quelle belle cosette tecnologiche che abbiamo a disposizione. Ma guarda un po’… Abbiamo la sensazione che più ne arrestano e ne processano, meno ne vedremo di casìni nelle città. Come pure successe a Londra qualche mese fa (vedi il nostro articolo del 12.08.2011): a un certo punto era guerra civile, ma è bastato che la polizia arrestasse oltre 1′700 casinisti, che tutto si è pacato, come d’incanto. In Svizzera auspichiamo che le cose cambino, anche grazie ad una futura legge che vieta nelle manifestazioni i partecipanti incappucciati. E poi saranno cavoli amari anche per la sinistra estrema, speriamo.

Italia a terra. Ma si va oltre ogni limite.

3 ottobre 2011

Come noto l’UE è messa malissimo, la zona euro al limite del collasso. Paesi come la Grecia, Spagna, Portogallo, Italia sono sull’orlo del fallimento. L’Italia, Nazione con un grosso potenziale economico, necessita di almeno 110 mia di euri entro fine anno, sennò fallisce. Come anche per la Grecia, gli altri Paesi che pagano sti falliti, come Germania e Francia, prima di erogare miliardi come patatine, chiedono garanzie su come le Nazioni in difficoltà risaneranno le finanze pubbliche. Ebbene, la televisione francese ha mostrato certe inchieste su suolo italico: hanno messo a nudo il fatto che vi sono migliaia di barche e panfili ormeggiati nei porti italiani, ma moltissimi jacht non sono registrati a nome di nessuno, e quindi non vengono pagate le relative tasse. Infatti chi possiede beni di lusso deve pagare esose imposte. Scioccante poi che in Italia vi siano 4 milioni di case e palazzine non registrate: anche qui miliardi di tasse immobiliari non pagate ogni anno. Se si confrontano le immagini satellitari con i registri fondiari appare evidente l’inganno e l’abusivismo edilizio. Insomma, non pagano le tasse, difficile pertanto che lo Stato abbia finanze floride! Basterebbe assumere poche decine di impiegati solerti per recuperare importi di tasse evase per aiutare lo Stato a uscire da questa situazione di fallimento. Invece stanno ancora a discutere se introdurre o meno una tassa patrimoniale, un po’ come l’imposta sulla sostanza che in Svizzera si paga da sempre. Ma si sa, in Italia vi è corruzione, e c’è pure la mafia. Fanno bene Francia e Germania a sincerarsi della situazione in queste repubbliche delle banane, prima di concedere decine e decine di miliardi…

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Europa a picco. E mò son cavoli amari.

14 settembre 2011

Da mesi ormai l’Unione Europea cerca di salvare la Grecia dalla bancarotta. Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia non stanno certo meglio. Da mesi ci sono proclami della politica europea per calmare i mercati borsistici affondati e per rassicurare cittadini e investitori: la Grecia non fallirà, dicono. Ma dopo tanti mesi e dopo tantissimi miliardi di svalutati euri gettati nelle casse elleniche, la Grecia sta malissimo. Entro fine mese non avrà più nulla da spendere. E allora altri miliardi vengono pompati per gli ellenici, gente che per decenni ha vissuto sopra le proprie possibilità, cittadini che non pagano le imposte, dove la corruzione è la norma, pensionati a 53 anni con lavori in nero, uno Stato che ha truccato i conti per anni. Come fa un simile Paese a far parte dell’area Euro? Come si fa ad accogliere nella moneta unica Nazioni allo sbando, totalmente diverse dal motore Germania, che è ormai stufa di pagare per gli altri lazzaroni? Prima della moneta Euro, i Paesi avevano indipendenza monetaria, e quando tutto andava male, la loro valuta svalutava, e poi tutto ricominciava. Ora con l’Euro non si può fallire, altrimenti le banche esposte con bond greci fallirebbero, creando un vortice di fallimenti e defaults.

Il punto è che tutta l’Europa sta andando allo sfascio. Ora anche l’Italia abbisogna di 110 mia di euro entro fine anno, altro che piano di austerità. Gli italiani stanno litigando da tutta l’estate nei loro parlamenti, invece di prendere in mano la situazione e reagire. E la Banca Nazionale Svizzera (BNS) vorrebbe mantenere un cambio col franco a Fr 1,20 ! Ma non si rendono conto i dirigenti della BNS che con queste premesse l’Euro scenderà, non già in seguito a speculazioni, ma proprio perché la moneta unica europea vale sempre meno, e se ne stampa sempre di più per tappare i buchi. La BNS si indebiterà a dismisura per mantenere un cambio artificiale che comunque non soddisfa l’economia elvetica, che vorrebbe un cambio a Fr 1.40 . Cosa ci aspetta dunque? Di sicuro tante incertezze e crisi profonde. E la Svizzera paga per aver tenuto bene i propri conti statali.

Gli USA salvati dai miliardari?

21 agosto 2011

Come riferivano le cronache delle scorse settimane, gli USA hanno alzato il livello massimo di indebitamento. Hanno dovuto “attaccare là” ancora qualche miliardo di deficit, altrimenti lo stato federale sarebbe fallito, perché non avrebbe potuto pagare gli stipendi e le spese correnti. Roba da repubblica delle banane; un pozzo di debiti senza fondo. I segnali dell’economia reale sono tutt’altro che confortanti: disoccupazione alle stelle, consumi ridotti, crescita che rasenta la recessione. Ma ecco che arrivano i nostri: i miliardari americani, che hanno cominciato una crociata per salvare la Nazione. In diverse decine si sono messi a fare anche spot televisivi e a rilasciare interviste per convincere i politici ad aumentare le imposte ai ricchi statunitensi. Incredibile! Vogliono salvare gli USA dal baratro del default. Affermano che non è bello essere ricchi se gli altri stanno male, se la Nazione va a rotoli. Tutti filantropi dell’ultima ora. Certo le statistiche dicono che i miliardari americani pagano molte meno tasse rispetto a 20 anni fa. Ma anche tassando maggiormente i ricchi, ce la faranno gli USA ad evitare la bancarotta? Eppoi, quelle decine di migliaia di super-ricchi americani, non potevano comunque donare qualche milione agli USA, anche senza questa campagna di sensibilizzazione per chiedere di pagare più tasse? È infatti notorio che negli Stati Uniti i ricchi versano una buona parte dei propri utili in beneficienza, proprio per ridurre il carico fiscale. Per esempio il ricchissimo Bill Gates, padre della Microsoft, devolve in beneficienza la metà dei propri utili annuali miliardiari! Mah. Comunque tanto di cappello a chi davvero lo fa per salvare la propria Nazione che è veramente messa male…

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