
sì, vola, guarda come vola!
Cacchi amari per il Consiglio Federale. Il Governo aveva scelto il caccia Gripen, di produzione svedese, come nuovo aereo per l’esercito svizzero, per sostituire i vecchi FA-18. Nel frattempo Sarkozy in persona si era attivato nei giorni scorsi per offrire alla Svizzera i caccia francesi con prezzo scontato di 400 mio di franchi. Pare che si possano comprare gli aerei transalpini con un prezzo scontato. Boh?
Oggi salta fuori che vi è un rapporto segreto, pubblicato dalla stampa domenicale, che boccerebbe il caccia svedese. Secondo gli esperti dell’esercito, autori del severo rapporto, il Gripen svedese non sarebbe un aereo affidabile, non potrebbe sostituire gli FA-18, non sarebbe il velivolo di cui l’esercito ha bisogno. Non sarebbe neppure in grado di sorvegliare lo spazio aereo durante il Forum economico di Davos. Urcaa!! Infine è saltato fuori che l’aereo svedese scelto dal Governo non è mai stato testato da un pilota svizzero. Cosa? Si sceglie a scatola chiusa, senza nemmeno provare il nuovo caccia? È come se un privato compra un’automobile senza nemmeno farci un giretto, giusto per vedere se la guida è comoda… Ma la nostra sicurezza è in mano a gente così, a un Governo simile? Vedremo cosa succederà, fatto sta che coi miliardi del contribuente non bisogna scherzare. E neppure con la sicurezza del nostro Paese, perché se è vero che abbiamo bisogno di nuovi velivoli, allora dobbiamo disporre di caccia all’altezza della situazione. Aerei che proteggano il nostro spazio aereo. Male che vada resta l’offerta scontata degli aerei francesi, compriamoci quelli lì… Mamma mia, che basso livello!
Che il segreto bancario ormai non esista più pare evidente a tutti. Lo scambio di informazioni è dato, e non è più cosa rara. Ultimo caso negli scorsi giorni, quando le autorità elvetiche informavano quelle statunitensi in riferimento a conti bancari e nomi di contribuenti USA. Ormai è lotta contro il segreto bancario elvetico. E la Danimarca ha già proposto, visto che la Svizzera è così collaborativa con gli USA, che lo diventi anche con l’Unione Europea. Vogliono i soldi evasi, vogliono smontare il sistema bancario elvetico. Certo che anche le banche non è che ne escano bene: quanti funzionari di banche svizzere operanti all’estero che sono accusati di favorire l’evasione fiscale! Che figure di palta, soprattutto dopo tutti i precedenti che hanno infangato le nostre banche. La banca più antica del Paese, la Wegelin, che negli scorsi giorni è stata smantellata e venduta a pezzi alla Raiffeisen, per evitare che venisse distrutta dagli USA è solo l’ultimo grave episodio in ordine di data. Roba da matti. L’avidità dei bancari non ha limiti, ma proprio in un momento delicato come questo non valeva la pena stare un po’ tranquilli? Le banche stesse con questo comportamento scorretto e immorale, forniscono ai Paesi esteri tutti i pretesti per smantellare il sistema bancario elvetico. Povera Svizzera, nemmeno le banche ci lasciano…
Da molti anni la Lega, in particolare Attilio Bignasca, denunciava grossi e crassi malandazzi nell’Amministrazione cantonale, in particolare nella Sezione della logistica. Il caposezione della logistica Massimo Martignoni, funzionario super-pagato con futura pensione da nababbo (pagata dai contribuenti ticinesi), è stato sollevato dal suo incarico. Dopo tutte le boiate che ha combinato non è neppure stato licenziato, solo spostato a incarico da stabilire. Gli inventeranno un posto di lavoro solo per lui, in attesa della “meritata” pensione. Ma per licenziare uno di questi personaggi statali di cosa si deve macchiare? Deve uccidere un Consigliere di Stato? Ma quand’è che gli statali ticinesi si possono punire? Ricordiamo quel caso all’ufficio contribuzioni di Locarno, quando una statale mandava le cartoline dalle spiaggie dove passava le vacanze, mentre diceva di essere in malattia. Oppure lo statale che non veniva a lavorare, mentre il suo collega timbrava per lui il sui cartellino… In quel caso solo ammonimenti. Davvero poco rispetto per i lavoratori veri e per i contribuenti.
La Sezione della logistica distrubuisce e spande milioni e milioni dei contribuenti, per pagare opere nel settore pubblico. Da poco il caso di quel terone, che ha preso i soldi ed è scappato, senza fare nemmeno 1 lavoro dei tanti che erano stato assegnati alla sua ditta, nella quale non figurava alcun operaio e forse una segretaria… Roba da repubblica delle banane! Il Cantone ha deliberato lavori per milioni a una ditta nata dal nulla, senza operai, e gli hanno pure pagato congrui acconti!! Responsabile la sezione della logistica. Ma bravi, ma metteteli voi statali i milioni che perdete, cazzo. L’Amministrazione cantonale è allo sbando, perché in realtà molti funzionari sono totalmente incompetenti, assunti perché amici degli amici, spinti dai partiti che vogliono posti di lavoro per i propri adepti. Peccato, perché il cittadino comune fa fatica tutti i giorni. E l’esempio che ci danno gli statali, e i politici che coprono i malaffari dei loro protetti, è semplicemente scandaloso. Un pensiero a tutti quei funzionari statali che lavorano con coscienza e correttezza, che non sono pochi. Peccato davvero.
Come noto alla presidenza ticinese del PS si erano presentati Saverio Lurati, sindacalista, e il politologo Nenad Stojanovic. Il primo sempre è sulle instabili barricate, colui che ha affermato candidamente a proposito dell’invasione di manopoera estera in Ticino “noi vogliamo che i lavoratori stranieri vengano a lavorare nel nostro Cantone, l’importante è che vengano pagati con paghe ticinesi” (!!?!). L’altro arrogante come pochi di origine balcanica, super-ambizioso e spintonaro pur di arrivare al suo obiettivo, sempre pronto a sputare sulla destra e a denigrare la Lega dei ticinesi. Stoja, dopo essersi candidato alla presidenza della sezione ticinese del PS, ora si mette da parte: le sue motivazioni sono da circo, in particolare afferma che gli altri partiti avrebbero strumentalizzato una sua elezione o non-elezione. Ma da quando in qua a Stoja frega qualcosa dei sentimenti dei rappresentanti degli altri partiti ticinesi. Noi invece abbiamo l’impressione che il balcanico non avesse supporters nel comitato socialista, e una volta accortosi (o forse non si è nemmeno accorto da solo, vista la sua boria e supponenza, qualche compagno pietoso gliel’avrà spifferato) che nessuno, nemmeno i socialisti, avrebbero votato un simile personaggio venuto in Svizzera a causa della ferma chiusura (?) del nostro Paese nei confronti degli stranieri, egli si sia messo da parte. Peccato, perché nemmeno i socialisti, sempre pronti a sostenere gli stranieri e i derelitti, avrebbero scelto lui come presidente, e avrebbero fatto una figura dei ticinesotti che scelgono il nostrano Lurati, invece che votare per l’importato Stoja. Ma il balcanico ha rassicurato tutti: si candida vice-presidente per il PS ticinese. Mitico!!

quando si naviga tranquilli...
Quest’anno si ricorda il secolo da quando il mitico transatlantico Titanic affondò clamorosmente durante la sua traversata inaugurale. Sono passati cento anni da quell’incredibile incidente: un iceberg affondò l’inaffondabile. Ai tempi si navigava a vista: mica c’erano sonar, radar e tutte le diavolerie tecnologiche ora a disposizione. Più di mille morti fu il tragico risultato. Ma si sarebbe potuto evitare lo scontro con l’iceberg? Si poteva fare meglio durante la fase di evacuazione della nave che stava affondando?
Passa un secolo e la nave da crociera Costa Concordia, 4′200 persone a bordo, si avvicina troppo all’isola del Giglio nel Mar Tirreno e il contatto con uno scoglio apre uno squarcio di 70 metri nello scafo: il risultato è di decine di morti e dispersi ancora da contare, e tante tante polemiche. Ma come è possibile che la nave si sia incagliata negli scogli? Le rotte sono chiare e gli strumenti di bordo sofisticatissimi. La spiegazione è semplice quanto inquietante: responsabile dell’incidente è il comandante Schettino e le sue manovre scellerate. Per fare il “ganzo” passa velocissimo (16 nodi, follia pura) e vicinissimo all’isola del Giglio, e fa danni per mezzo miliardo di euro, morti, disperati e un probabile disastro ecologico, visto che migliaia di tonnellate di nafta potrebbero finire in mare.

...fuori rotta e a velocità folle
Si tratta di un brusco risveglio, perché i clienti delle crociere sono convinti che ormai ai nostri tempi certe cose non succedano più, grazie a raffinati e precisi strumenti tecnologici. Eppure basta un pazzo (e forse sbronzo) comandante, borioso ed irresponsabile, ed ecco che la frittata è fatta. Barca distrutta e in più piano di evacuazione totalmente assente. Passa più di un’ora dopo aver investito gli scogli, e con molte incertezze comincia una disorganizzatissima evacuazione. Si perde molto tempo prezioso, e alla fine, quasi per miracolo, si salvano comunque oltre 4′000 persone. Dulcis in fundo: il capitano Schettino abbandona la nave quando ancora vi erano centinaia di persone bisognose a bordo. E con Schettino molti suoi ufficiali si allontanano dalla nave molto prima della fine dell’emergenza. Il dramma del Titanic si ripete tristemente: come cent’anni fa, anche alla Costa Concordia si evidenzia la mancanza di scialuppe, panico, gente a mare, procedure di evacuazione incerte. Unica differenza, a parte la totale incompetenza del capitano napoletano: la Costa era inclinata ma ferma a 150 metri dalla riva, vicinissima all’isola, fatto che ha permesso di salvare quasi tutti, anche grazie alla prontezza di intervento e alla disponibilità degli abitanti del Giglio. Siamo convinti che la sicurezza di queste navi da crociera e le procedure di emergenza siano da rivedere in grande fretta…
Il popolo svizzero, ingannato dalle autorità, aveva approvato Schengen qualche anno fa. Ci dicevano che aderire ai Paesi dove era già in vigore il trattato di Schengen era buona cosa per la Svizzera, che con gli altri Paesi europei si poteva combattere meglio la criminalità, che con le frontiere aperte tutto sarebbe stato meglio. Mah… in diversi non erano per niente convinti di questa campagna europeista, di questa propaganda pro-apertura. E infatti i dati danno ragione a chi non voleva aderire al trattato: criminalità d’importazione in aumento, rapine sempre più violente, pompe di benzina lungo il confine prese d’assalto, atti violenti sempre più all’ordine del giorno, e molto altro. L’apertura ha spalancato le porte della Svizzera, e i malintenzionati non si sono fatti pregare. Ma per le autorità nulla di nuovo, nessun aumento, e tante balle. Ora però il Corpo delle guardie di confine entro il 2013 dovrebbe aumentare di 24 unità: secondo la commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati si impone un rafforzamento della sicurezza nelle regioni di confine, e la stessa commissione critica le tergiversazioni del Consiglio federale. Insomma secondo il Parlamento c’è un problema di sicurezza, secondo il Governo no. Ma allora dopo Schengen non va tutto bene, come vorrebbero farci credere! Se la speciale commissione chiede “a qualunque costo” di aumentare gli effettivi delle Guardie di confine per garantire maggior sicurezza, vuol dire che qualcosa non va… E vài con l’apertura verso l’estero!!
Se ne è andato, finalmente se ne è andato. Difficile che la situazione diventi ancora peggiore di quella che il responsabile dell’informazione RSI Salmina ha creato e portato avanti per anni. Al di là delle critiche rivoltegli all’interno dell’azienda dai giornalisti stessi, Salmina è un giurista di sinistra, e sempre l’ha dimostrato con un’impronta marcatamente socialista. Egli afferma nelle interviste di questi giorni che la RSI offre programmi di qualità equivalente a quelli offerti dalla SF svizzero tedesca e dalla TSR svizzero francese: cosa? Che tolla! Piuttosto diremo che spendendo quasi la metà degli altri, oltre 200 milioni per la RSI!!! che ha un bacino d’ascolto ridicolo, la nostra TV di Stato sperpera e ri-sperpera, proponendo spesso programmi scopiazzati dall’Italia e comunque sempre informazione anti-destra. Sì, perché in Ticino l’informazione è e sarà sempre una piattaforma a favore di sinistra, PPD e PLR. Chi ha in mano l’informazione detiene il potere. Per fortuna che c’è il Mattino della domenica che una volta alla settimana smuove le acque falsamente tranquille della politica ticinese. Alla TSI poi assumono da anni italiani, frontalieri. Inaccettabile con tutti i laureati in scienze della comunicazione che ogni anno vengono sfornati dalla nostra università: il canone è pagato dagli abitanti della Svizzera, è buona cosa pagare stipendi a domiciliati che pagano le tasse da noi. Con l’apprezzato addio di Salmina si spera in un’informazione più completa e meno tendenziosa rispetto a quella data in questi decenni. Non è più ammissibile che alla RSI i cattivi siano sempre e solo la destra, e tutti gli altri buoni. Ancora lunedì scorso durante il dibattito 60 minuti sul direttore della BNS Hildebrand alla TSI, il rosso Reto Ceschi conduceva una trasmissione tutta anti-Blocher. Ennesima dimostrazione di come si vogliano plagiare le menti dei telespettatori ticinesi: il cattivo non è Hildebrand che specula sulle valute e non può farlo nella sua posizione di direttore della BNS, il cattivo è Blocher che informa il Consiglio Federale delle sospette transazioni di Hildebrand. Sempre anti-UDC e anti-Lega, Lega diventata nel frattempo partito di maggioranza relativa nel Governo cantonale. Vedi Salmina, nonostante le vostre campagne anti-Lega, il movimento del Nano ha conquistato il Palazzo delle Orsoline. Ciao Salmina, vài pure a fare l’avvocato, e cerca di guadagnarti la pagnotta non sempre sulle spalle dello Stato. Senza di te l’informazione sarà senz’altro più equilibrata e completa, come del resto chiede la legge sulla radiotelevisione svizzera.
Da una settimana non si parla d’altro. Il Consigliere nazionale Christoph Blocher ha segnalato al Consiglio Federale le transazioni di un conto privato del direttore della Banca Nazionale Svizzera (BNS) Philipp Hildebrand: su un conto della banca Sarasin figura un acquisto di dollari per oltre mezzo milione (Fr 500′000.- sono tanti tanti soldi) pochi giorni prima che la BNS annunciasse a settembre 2011 misure draconiane per ridurre il valore del franco svizzero. Il risultato di questa specualzione di valute è che i coniugi Hildebrand hanno guadagnato in pochi giorni 75′000 franchi. Ora la questione è: ma è legale, corretto, eticamente pulito che un direttore della potenza di Hildebrand possa sfruttare informazioni riservate circa la politica della BNS per arricchirsi?? Ovviamente NO. Qualunque bancario che specula disponendo di notizie riservate commette reato. Blocher segnala al Governo federale l’agire dei coniugi Hildebrand, e da qui tutto il putiferio. Philipp dice che non ne sapeva niente, che fu la moglie a ordinare l’acquisto di mezzo milione di dollari. Ma la moglie fu informata dal direttore circa le intenzioni della BNS? Il giorno dopo l’acquisto di dollari da parte della moglie, Hildebrand venne a saperlo, ma non annullò l’acquisto e non rivendette subito i dollari; quindi seppe poco dopo l’operazione della moglie, ma non fece nulla per porre rimedio. Philipp durante le recente conferenza stampa ha affermato che sua moglie ha una forte personalità (risatina compiacente dei presenti), che lui lascia fare, che non sapeva neppure che la moglie avesse la procura sul suo conto (ehhh???). Ma come? Il direttore della banca più potente del Paese, dell’istituto bancario che decide sul costo del denaro, sulla politica monetaria della Nazione, sul livello delle ipoteche e molto ancora, il nostro direttore strapagato non sa che la moglie, sul conto a lui intestato, sta facendo acquisti speculativi? Non sa che la moglie ha la procura sul suo conto? Preoccupante. Chissà allora come Hildebrand gestisce la BNS… E la moglie, che dice di avere un passato bancario, lo sapeva benissimo che speculare su valute grazie a informazioni confidenziali è vietato, o perlomeno rischioso dal punto di vista etico. Oltretutto agendo sul conto bancario del marito… Roba da “oggi le comiche“!
Ora vi sono due casi distinti: Hildebrand e Blocher. Il primo ha dato le sue giustificazioni, convincendo la stampa, la sinistra (che in cambio chiede di bloccare il franco a 1,40 rispetto all’Euro, ora ancorato a 1,20), e tutti i fessacchiotti che fanno finta di non sapere che certe cose sono vietate. Per niente convinti UDC e la destra: secondo loro il direttore deve andarsene. Girano pure voci che non sia l’unica speculazione e l’unica banca coinvolta… Che sia stato aperto il vaso di Pandora? Magari siamo solo all’inizio? Si vedrà. Nel frattempo tutti si affrettano a voler inasprire le regole interne della BNS: come dire che fino a ieri alla Banca Nazionale ci si poteva arricchire grazie a informazioni riservate, d’ora in poi non si potrà più (??!!). Blocher invece, che nega di aver fornito documentazioni originali al Consiglio Federale, ma pare abbia comunque portato la copia di un estratto bancario alla ministra Calmy-Rey, è nella bufera: Blocher avrebbe infranto il segreto bancario, lui grande paladino del mondo finanziario, indebolendo un segreto bancario che come più volte abbiamo affermato su questo sito non esiste più da tempo. Noi riteniamo che sia giusto fare chiarezza per tutti e due. Hildebrand trema ma non si dimette. Blocher resta arrogante e sicuro di sè. Se hanno sbagliato devono pagare. Ambedue.
È notorio che il PS sia per l’apertura della Svizzera ai mercati UE: 440 mio di abitanti che stanno colonizzando il nostro Paese, e da quando la libera circolazione delle persone è effettiva, pochissimi svizzeri sono andati all’estero (ma quanti saranno?) ma centinaia di migliaia di lavoratori stranieri sono arrivati da noi. Le ripercussioni sono note anche ai sassi: disoccupazione aumentata, orde di frontalieri ogni giorno sulle nostre strade, pressione sui salari. Chi vuole incrementare i costosissimi controlli si scervella per limitare gli effetti negativi di una politica di apertura auto-lesionista di un piccolo e appetibile Paese come il nostro. Controllare eventuali abusi serve a poco, anche perché l’afflusso in massa di lavoratori stranieri continua comunque.
Ora arriva il presidente del PS Levrat e ammette che per le regioni periferiche come il Ticino gli effetti sono molto negativi, e che bisogna prendere provvedimenti, come p.es. un temporaneo blocco dell’immigrazione. Roba da UDC e Lega! E in effetti i giovani socialisti attaccano il loro presidente. Per i giovani la ricetta non può essere un blocco. In realtà succede solo che la sinistra ufficiale di Levrat si è svegliata, forse sensibilizzata dai propri elettori che non riescono a trovar lavoro e che vengono discriminati a vantaggio dei frontalieri, che ciulano posti di lavoro agli svizzeri. Anche in settori dove prima dei bilaterali i frontalieri non trovavano spazio come banche, assicurazioni, ospedali, studi di avvocatura, ecc. la situazione è drammatica per i lavoratori domiciliati. È anni che andiamo predicando che i bilaterali ci distruggono: ora sarà interessante se il PS, in gran parte responsabile di questa dissennata politica di apertura, appoggerà le misure UDC volte a frenare l’immigrazione di massa che stiamo vivendo da un decennio. Che ridere, i socialisti che si vogliono chiudere su se stessi. Magari se lo dice il PS succederà qualcosa a favore degli svizzeri… Ah, ah!
Un sincero augurio di Buon Anno dalla redazione del lato-b a tutti i suoi lettori, che sono sempre di più. Senza pubblicità e solo grazie al passaparola, i visitatori del nostro sito sono in continuo aumento. La cosa ci rallegra e ci dà ulteriori stimoli per proseguire a dare un’informazione libera e controcorrente. Chi ci vuole leggere sa che noi non abbiamo padroni e che non rendiamo conto a nessuna testata, a nessun editore, a nessun partito. Siamo informatori liberi e vogliamo continuare ad esserlo. Grazie a voi tutti e Buon 2012.
A proposito di 2012, da 10 anni girano gli Euri, intesi come monete e banconote. Si tratta di un compleanno difficile per la moneta unica europea. Come noto molti Stati membri della zona Euro sono quasi falliti: Grecia, Italia, Spagna, Portogallo, Irlanda, e anche gli altri non stanno molto meglio. I conti pubblici UE sono un disastro, e poi i bilanci pubblici sono stati truccati. Volevano dimostrare che tutto andava bene, e invece va miseramente male. Tanto male che nei prossimi anni si preannunciano tempi difficilissimi, con recessioni economiche e aumenti delle imposte. La Svizzera va benino, ma anche per noi il 2012 non porterà nulla di buono. Il fatto di avere finanze abbastanza sane non ci tiene al riparo dalla crisi. L’Euro così svalutato ci penalizza fortemente, e i risultati negativi di turismo ed esportazione sono la conferma che si mette male anche per noi… La disoccupazione è in aumento, i casi di assistenza sono una miriade, gli stipendi sono sotto pressione, i lavoratori stranieri ci hanno invaso. Brutte gatte da pelare. Teniamo comunque duro e soprattutto stiamocene fuori dall’Unione Europea.