Ma come? Dicevano che eravamo al sicuro…
Il popolo svizzero, ingannato dalle autorità, aveva approvato Schengen qualche anno fa. Ci dicevano che aderire ai Paesi dove era già in vigore il trattato di Schengen era buona cosa per la Svizzera, che con gli altri Paesi europei si poteva combattere meglio la criminalità, che con le frontiere aperte tutto sarebbe stato meglio. Mah… in diversi non erano per niente convinti di questa campagna europeista, di questa propaganda pro-apertura. E infatti i dati danno ragione a chi non voleva aderire al trattato: criminalità d’importazione in aumento, rapine sempre più violente, pompe di benzina lungo il confine prese d’assalto, atti violenti sempre più all’ordine del giorno, e molto altro. L’apertura ha spalancato le porte della Svizzera, e i malintenzionati non si sono fatti pregare. Ma per le autorità nulla di nuovo, nessun aumento, e tante balle. Ora però il Corpo delle guardie di confine entro il 2013 dovrebbe aumentare di 24 unità: secondo la commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati si impone un rafforzamento della sicurezza nelle regioni di confine, e la stessa commissione critica le tergiversazioni del Consiglio federale. Insomma secondo il Parlamento c’è un problema di sicurezza, secondo il Governo no. Ma allora dopo Schengen non va tutto bene, come vorrebbero farci credere! Se la speciale commissione chiede “a qualunque costo” di aumentare gli effettivi delle Guardie di confine per garantire maggior sicurezza, vuol dire che qualcosa non va… E vài con l’apertura verso l’estero!!