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Costa crociere e il suo comandante.

20 gennaio 2012
quando si naviga tranquilli...

quando si naviga tranquilli...

Quest’anno si ricorda il secolo da quando il mitico transatlantico Titanic affondò clamorosmente durante la sua traversata inaugurale. Sono passati cento anni da quell’incredibile incidente: un iceberg affondò l’inaffondabile. Ai tempi si navigava a vista: mica c’erano sonar, radar e tutte le diavolerie tecnologiche ora a disposizione. Più di mille morti fu il tragico risultato. Ma si sarebbe potuto evitare lo scontro con l’iceberg? Si poteva fare meglio durante la fase di evacuazione della nave che stava affondando?

Passa un secolo e la nave da crociera Costa Concordia, 4′200 persone a bordo, si avvicina troppo all’isola del Giglio nel Mar Tirreno e il contatto con uno scoglio apre uno squarcio di 70 metri nello scafo: il risultato è di decine di morti e dispersi ancora da contare, e tante tante polemiche. Ma come è possibile che la nave si sia incagliata negli scogli? Le rotte sono chiare e gli strumenti di bordo sofisticatissimi. La spiegazione è semplice quanto inquietante: responsabile dell’incidente è il comandante Schettino e le sue manovre scellerate. Per fare il “ganzo” passa velocissimo (16 nodi, follia pura) e vicinissimo all’isola del Giglio, e fa danni per mezzo miliardo di euro, morti, disperati e un probabile disastro ecologico, visto che migliaia di tonnellate di nafta potrebbero finire in mare.

...fuori rotta e a velocità folle

...fuori rotta e a velocità folle

Si tratta di un brusco risveglio, perché i clienti delle crociere sono convinti che ormai ai nostri tempi certe cose non succedano più, grazie a raffinati e precisi strumenti tecnologici. Eppure basta un pazzo (e forse sbronzo) comandante, borioso ed irresponsabile, ed ecco che la frittata è fatta. Barca distrutta e in più piano di evacuazione totalmente assente. Passa più di un’ora dopo aver investito gli scogli, e con molte incertezze comincia una disorganizzatissima evacuazione. Si perde molto tempo prezioso, e alla fine, quasi per miracolo, si salvano comunque oltre 4′000 persone. Dulcis in fundo: il capitano Schettino abbandona la nave quando ancora vi erano centinaia di persone bisognose a bordo. E con Schettino molti suoi ufficiali si allontanano dalla nave molto prima della fine dell’emergenza. Il dramma del Titanic si ripete tristemente: come cent’anni fa, anche alla Costa Concordia si evidenzia la mancanza di scialuppe, panico, gente a mare, procedure di evacuazione incerte. Unica differenza, a parte la totale incompetenza del capitano napoletano: la Costa era inclinata ma ferma a 150 metri dalla riva, vicinissima all’isola, fatto che ha permesso di salvare quasi tutti, anche grazie alla prontezza di intervento e alla disponibilità degli abitanti del Giglio. Siamo convinti che la sicurezza di queste navi da crociera e le procedure di emergenza siano da rivedere in grande fretta…

Author: LATO-B Categories: Attualità Estera Tags: ,
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