AET: avanti col carbone!
Il popolo ticinese ha deciso: L’Azienda Elettrica Ticinese (AET) continua la sua avventura col carbone di Lünen, e come chiede il controprogetto tra una ventina di anni ne uscirà. Il mattino della domenica, che di solito fa delle previsioni attendibili in base ad un fiuto fuori dal comune e che aveva previsto un’uscita dal carbone da parte di AET, ha sbagliato. Il perché sembra essere chiaro: i ticinesi, e la netta maggioranza degli svizzeri (67%) sono d’accordo ad uscire dal nucleare, previsto nel nostro Paese per il 2034. Ma i votanti sono altresì sufficientemente intelligenti da capire che le fonti alternative all’energia prodotta dai nostri 5 reattori atomici, che forniscono il 40% del totale energetico nazionale, non sono poi così tante: infatti i vari parchi eolici han bisogno di tanto vento (che mica c’è sempre), le centrali fotovoltaiche necessitano di tanto sole (che spesso scarseggia), che le centrali idroelettriche han bisogno di tanta acqua (al momento abbiamo un deficit idrico preoccupante), e via discorrendo. Le alternative all’atomo ci sono ma non sono continue ed affidabili, e al momento non si vede come possano sostituire la fonte nucleare. La stessa consigliera federale Leuthard ammette che nei prossimi decenni bisognerà aumentare l’utilizzo di energia fossile, come gas e petrolio. Dunque la scelta dei ticinesi di non uscire di colpo dall’investimento del carbone appare come quasi inevitabile. Il rischio è di rifiutare un’opportunità come quella in questione, e poi di dover importare elettricità prodotta proprio con lo sporco carbone!