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Archivio per giugno 2011

Ma in Svizzera si può ancora parlare?

29 giugno 2011

Che in Svizzera non ci si possa più esprimere liberamente è cosa nota: da anni la destra non si può più esprimere liberamente, e fioccano i processi per infrazione al famigerato art. 261bis, quello relativo a presunte dichiarazioni razziste. Ormai tutto quello che viene affermato rientra in questo articolo di legge, che ovviamente viene evocato ad ogni piè sospinto. Ogni volta che viene detto o scritto qualcosa di politicamente scorretto, allora è razzismo.

Ciò che però è accaduto nel canton Lucerna ha del pazzesco: era prevista nei giorni scorsi una conferenza sull’Islam in Svizzera, con permessi, autorizzazioni e tutto il resto. Parla il relatore socialista e nulla accade, sta per prendere parola il conferenziere UDC, Felix Müri consigliere nazionale, allora succede il putiferio. Giovani islamisti interrompono il discorso, e dopo vari tentativi viene forzatamente interrotta la manifestazione, e l’esponente UDC non può neppure aprir bocca. Un esponente del primo partito nazionale messo a tacere. Inaccettabile, roba da regimi totalitari comunisti. Casi simili non sono nuovi, di solito sono socialisti e comunisti che disturbano manifestazioni autorizzate, e poi finisce con la solita guerriglia urbana, con feriti e danni materiali causati dai giovinastri di sinistra. La Svizzera è ostaggio della sinistra da decenni, e i partiti PLR e PPD si sfregano le mani quando l’UDC è messo a tacere. PLR e PPD complici del non rispetto della libertà di parola in un Paese dove vige la democrazia più diretta del mondo. Ora ci si mettono pure gli islamici, che rompono le palle e mettono il bavaglio ai nostri politici. Proprio gli islamici che in quanto a rispetto dei cristiani, delle donne, delle minoranze non sono certo un esempio da seguire. Ma per i socialisti è più importante difendere gli islamici che difendere la libertà di espressione in Svizzera…

Nella politica di asilo Berna è debole e lenta.

25 giugno 2011

Per anni UDC, Lega dei Ticinesi e qualche esponente di buon senso dei partiti borghesi hanno denunciato la lentezza della procedura di espulsione dei richienti l’asilo che a decine di migliaia ogni anno arrivano in Svizzera. È lapalissiano che chi deve andarsene deve farlo in fretta, e questo dimostrerebbe la serietà della politica d’asilo applicata dalla Svizzera. Ormai invece lo sanno anche i sassi che da noi si trova aiuto, complicità da parte delle autorità, appartamenti a disposizione, possibilità infinite di ricorso alle decisioni di espulsione, e in futuro pure la concessione della nazionalità svizzera, e tutto questo come semplici rifugiati (??%&??). Lo sanno tutti in nel mondo, e quindi arrivano a frotte nel nostro Paese. Ovviamente di questi tempi arrivano i magrebini dal Nordafrica, e anche se le solite compiacenti autorità sdrammatizzano, giungono a Chiasso decine di richiedenti al giorno. Ma dove li mettermo tutti sti rifugiati, per la maggioranza neppure perseguitati nella loro Patria? Ad una chiara domanda di un deputato UDC al Nazionale, il Consiglio Federale rispondeva che ci terremo ca. la metà dei nordafricani che presentano domanda di asilo, e questo perché gli italiani non registrano i richiedenti, i quali pertanto non figurano transitanti da un Paese sicuro (in teoria la Svizzera potrebbe rimandare tutti i magrebini in Italia, dato che essi potevano presentare domanda di asilo in Italia). Furbizie degli Stati UE, noi svizzeri ligi e poveri fessacchiotti. Gli accordi di Dublino, ostentati dal Consiglio Federale come accordi per noi convenienti, si stanno rivelando una fregatura pazzesca per la Svizzera!!

Adesso arriva il bello: la Conferenza dei direttori cantonali di giustizia e polizia accusa le autorità federali di lentezza delle procedure di espulsione dei richiedenti l’asilo provenienti da Paesi sicuri. Ma come?? Se la denuncia parte dall’UDC, allora è razzismo e xenofobia, e se invece arriva dai Cantoni è una cosa seria da titoloni e articoli super-intellettuali? Pora Svizzera… Speriamo solo che questa denuncia da parte dei Cantoni della situazione dell’asilo in Svizzera, assurda e surreale che perdura da decenni, e che porta ad un’invasione di richiedenti economici da ogni dove, possa finalmente migliorare. Chi necessita resti, chi non ha diritto venga allontanato il prima possibile. Lo dicono anche i Cantoni.

Edilizia allo sbando.

17 giugno 2011

Abbiamo riferito più volte su questo sito dell’anarchia che regna nell’edilizia ticinese, sia su cantieri pubblici che su quelli privati. Sono emerse gravi irregolarità sui cantieri Alptransit, Vedeggio-Cassarate, Inceneritore di Giubiasco, e molti luoghi dove i committenti erano privati: la zuppa non cambia, è e sarà sempre la stessa zuppa, nel senso che non c’è controllo che tenga a frenare una valanga di scorrettezze. Operai sottopagati, sfruttati, costretti a dormire sui cantieri, ditte che non avevano permessi, padroncini che se ne strafregano, documenti falsificati, salari non versati, e molte altre schifezze. La sinistra chiede più controlli: ancora di più?? Ma volete avere 1000 ispettori per i 1000 cantieri attivi sul territorio cantonale, per controllare che tutti siano in regola, ovviamente pagati da contribuente? In pratica ci costano infinitamente di più già solo gli ispettori che non il presunto beneficio di questi strampalati accordi con l’UE. Oltre che danneggiare le ditte locali, che perdono i concorsi a causa della concorrenza sleale operata dalle imprese estere. Ora basta! Avete voluto gli accordi bilaterali, avete imposto misure di accompagnamento, avete promesso cose cosmiche, ma niente, il caos è di casa: tutto ciò che le persone di buon senso avevano previsto prima della votazione sugli accordi con l’UE si sono avverate. Gli ultimi casi sul cantiere del secolo di Lugano, dove sono stati arrestati due caporali (gente che arraffa dagli stipendi dei subalterni): sulle rovine del Palace Hotel lavorano ditte (consorzi stranieri) che sfruttano operai stranieri, reclutati appena fuori confine, disposti a lavorare per molto meno di quello che i sindacati hanno definito come minimo salariale. Ding-dong, sveglia!! Era chiaro che aprendo il mercato svizzero a mezzo miliardo di abitanti europei saremmo stati invasi e colonizzati!! Ding-dong!! Ora i buoi sono entrati e son cazzi per tutti. Da notare che quando gli ispettori arrivano sui cantieri a fare controlli, spesso le ditte estere nemmeno li cagano. Devono arrivare addirittura i poliziotti a richiedere i papiri a queste ditte, come se la pola non avesse nient’altro da fare… Accordi bilaterali da rivedere, subito, e a nostro favore.

Sergio Morisoli candidato per Lega/UDC

14 giugno 2011

Più volte su questo sito abbiamo commentato le vicissitudini dei liberali, dei radicali e dei liberali-radicali ticinesi. Non c’è unità, si litiga, si discute tanto ma non si sana niente. La spaccatura è netta ed irreversibile. La maggioranza radicale di sinistra schiaccia la compenente liberale di destra. È un po’ lo specchio dell’attuale società civile svizzera, dove la sinistra ha sostanzialmente il sopravvento ed impone la propria visione. Ecco però arrivare chi non ci sta: Sergio Morisoli, dopo essere stato eletto in Granconsiglio (e non in Governo, dove sperava di entrare, causa per la quale ha speso un pacco di soldi di inutile campagna elettorale) per il PLRT, è uscito dal suo partito e siede in Parlamento come indipendente. Ora si candida per Lega/UDC al Consiglio degli Stati alle prossime elezioni nazionali. PLRT letteralmente scosso dalla notizia, il pseudo-presidente Gianora che non dice nulla, Idea Liberale che valuterà, il solito bla-bla insomma. Il fatto è solo uno: Morisoli si candida e cerca di fregare il seggio ai liberali, rappresentati alla Camera alta da Fabio Abate. Quanti liberali avranno il coraggio di votare con la testa per un candidato di destra, e quanti invece avranno ancora il complesso PLRT e non sosterranno Morisoli? Quel che pensa Morisoli lo sanno tutti, il suo programma è cristallino. Indipendentemente dalla sua appartenenza ad un partito. Sarebbe ora di sostenere la persona, il candidato, e non il partito: considerando che il PLRT è stato rappresentato a Berna durante 16 anni da uno di sinistra come Dick Marti…

Author: LATO-B Categories: Attualità Cantonale Tags: , ,

Libera circolazione: ormai è un’invasione

13 giugno 2011

Sulla libera circolazione delle persone tra Svizzera e l’Unione Europea ormai si è detto tutto: solo qualche imbecille non vuole ancora ammettere che l’equazione “aumento dei lavoratori stranieri = aumento della disoccupazione” è sacrosanta. Riferiamo sempre del Ticino, anche perché da noi il fenomeno dei frontalieri è assolutamente fuori controllo. Dei frontalieri abbiamo bisogno in settori come l’industria, l’edilizia, l’artigianato. Ma in effetti si registra un’esplosione di stranieri in settori dove la manodopera indigena dovrebbe essere più che sufficiente: invasione nelle banche, nelle assicurazione, nella sanità, nel settore pubblico (Comuni e Cantone) e parapubblico (RSI in primis). E tutto questo quando nessuno vuole andare a lavorare in Italia, e chi vorrebbe non può perché gli italiani non rispettano gli accordi ed ostacolano l’entrata degli svizzeri. Incredibile: siamo invasi, e quei pochi che cercano di lavorare all’estero sono bloccati… Siamo proprio dei masochisti, noi svizzeri.

Parliamo ora di ciò che avviene in Svizzera tedesca. C’è una vera e propria immigrazione di massa dalla Germania. Centinaia di migliaia di lavoratori tedeschi che si prendono posti ambiti nei Cantoni tedescofoni. Tedeschi negli ospedali, nei treni e tram come guidatori, nel settore terziario. Sembra che si senta sempre meno lo schwitzer düütsch, e sempre più il germanico. E gli europei, come si sa, sono colonizzatori. Tanto che anche il settore tradizionalmente appannaggio degli autoctoni è invaso: nelle FFS e nella Posta aumento drammatico di tedeschi, ma anche nello Stato, dove la presenza dei germanici è triplicata, spesso con mansioni da quadro. Sui quotidiani ticinesi gli articoli si preoccupavano che così la parte germanofona nello Stato aumentava ulteriormente, a scapito degli italofoni. E chissenefrega, diciamo noi! Il dramma è che coi soldi dei contribuenti si foraggiano lavoratori stranieri, a scapito ovviamente dei domiciliati. Pora Svizzera…

Author: LATO-B Categories: Attualità Federale Tags: ,

AET: avanti col carbone!

6 giugno 2011

Il popolo ticinese ha deciso: L’Azienda Elettrica Ticinese (AET) continua la sua avventura col carbone di Lünen, e come chiede il controprogetto tra una ventina di anni ne uscirà. Il mattino della domenica, che di solito fa delle previsioni attendibili in base ad un fiuto fuori dal comune e che aveva previsto un’uscita dal carbone da parte di AET, ha sbagliato. Il perché sembra essere chiaro: i ticinesi, e la netta maggioranza degli svizzeri (67%) sono d’accordo ad uscire dal nucleare, previsto nel nostro Paese per il 2034. Ma i votanti sono altresì sufficientemente intelligenti da capire che le fonti alternative all’energia prodotta dai nostri 5 reattori atomici, che forniscono il 40% del totale energetico nazionale, non sono poi così tante: infatti i vari parchi eolici han bisogno di tanto vento (che mica c’è sempre), le centrali fotovoltaiche necessitano di tanto sole (che spesso scarseggia), che le centrali idroelettriche han bisogno di tanta acqua (al momento abbiamo un deficit idrico preoccupante), e via discorrendo. Le alternative all’atomo ci sono ma non sono continue ed affidabili, e al momento non si vede come possano sostituire la fonte nucleare. La stessa consigliera federale Leuthard ammette che nei prossimi decenni bisognerà aumentare l’utilizzo di energia fossile, come gas e petrolio. Dunque la scelta dei ticinesi di non uscire di colpo dall’investimento del carbone appare come quasi inevitabile. Il rischio è di rifiutare un’opportunità come quella in questione, e poi di dover importare elettricità prodotta proprio con lo sporco carbone!

Author: LATO-B Categories: Attualità Cantonale Tags: ,

Portogallo e Unione Europea allo sbando

5 giugno 2011

Il Portogallo va alle urne. Ma soprattutto il Portogallo è un Paese fallito, nel senso che contabilmente è allo sbando. Quasi 80 i miliardi di euro di aiuti che riceve il Portogallo per cercare di uscire da una situazione contabile catastrofica. Con che stato d’animo andranno a votare i portoghesi? Cosa importa la sinistra o la destra politica, quando i Governi del tuo Paese hanno distrutto i bilanci nazionali? E come il Portogallo, molti altri membri UE allo sbando: Spagna, Irlanda, Italia, ma soprattutto Grecia. Durante le scorse settimane le borse mondiali hanno tremato, i titoli bancari sono crollati, la moneta unica europea sottoterra. Ma che fine farà l’Unione Europea, potrà la Germania, vera locomotiva europea, continuare a cacciare denaro per salvare le Nazioni vicine dalla bancarotta?

E pensare che ci volevano far credere che sarebbe stato buona cosa entrare quanto prima nell’UE. La tv di Stato, vere canaglie dell’informazione monopolistica di questo Paese, per anni ci hanno rotto gli zebedej per convincerci ad entrare nella fallita UE. Col cavolo, per fortuna il popolo elvetico resiste, e la SSR la pianti con le sue campagne europeiste. Purtroppo anche la Svizzera deve pagare per tenere in piedi l’UE, con miliardi versati al Fondo monetario internazionale (FMI, sì, proprio quell’organizzazione capitanata da Dominique Strauss-Kahn, noto banchiere ebreo socialista accusato di aver stuprato a New York nella sua suite da 3′000 dollari a notte una dipendente del Sofitel), e anche la nostra Banca Nazionale continua ad acquistare Euri per sperare che la differenza col franco non diventi una voragine. Insomma, stiamo fuori dall’UE, sono solo gabole. Il Portogallo e tutti i membri UE semi-falliti  sono intanto sotto tutela UE e FMI. Hanno perso pure la propria indipendenza, oltre che la propria identità nazionale…

Mladic sotto processo, e la Serbia entra nell’UE? Follia.

2 giugno 2011

Il generale serbo bosniaco Ratko Mladic è stato stanato e consegnato al Tribunale internazionale dell’Aja per il giusto processo che lo attende da troppo tempo. Si tratta indubbiamente di un tassello importante per mettere ordine nel pastrocchio balcanico e per fare giustizia dopo la guerra nell’ex Jugoslavia. Ci hanno comunque messo 16 anni per trovare il boia di Srebreniza, dove furono uccisi oltre 8′000 uomini, musulmani, sotto gli occhi e le telecamere del mondo intero. Vi fu un massacro che ha dell’incredibile, considerando il fatto che la zona doveva essere sotto la protezione dei caschi blu olandesi dell’Onu, i quali non mossero un dito per proteggere la popolazione. La guerra in Bosnia che Mladic ha condotto diventa il conflitto più sanguinoso in Europa dopo la seconda guerra mondiale. E adesso la Serbia vorrebbe entrare nell’Unione Europea. Infatti l’UE aveva posto come condizione per annettere la Serbia in Europa la consegna dei militari responsabili dei genocidi e delle atrocità commesse negli anni ‘90 nei Balcani.

Però le autorità serbe ci hanno messo più di 15 anni per consegnare Mladic alla giustizia, e in questo lungo periodo hanno protetto e foraggiato il generale che ha seminato morte in Bosnia. Protetto e nascosto, del resto al suo Paese Mladic è considerato un eroe (!!?). Speriamo che le Nazioni che si erano già in passato opposte all’entrata della Serbia nell’Unione non cedano allo zuccherîno concesso dai serbi, e continuino a votare NO. Si tratta di un Paese inaffidabile, che cova ancora vendette e rancori. Che poco ha di europeo, e che deve ancora cambiare e migliorare molto per aderire all’UE. Consegnare alla giustizia Mladic era un gesto importante da fare subito dopo il conflitto nei Balcani: ora il generale serbo-bosniaco è un vecchietto malato ed incerto, e magari non sopravviverà neppure al processo. No alla Serbia nell’UE, di Paesi dell’est problematici nell’UE ce ne sono già abbastanza…

Author: LATO-B Categories: Attualità Estera Tags: ,