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Archivio per maggio 2011

Consiglio Federale incauto: abbandono del nucleare entro il 2034

25 maggio 2011
Ma quante ne dobbiamo piazzare per sostituire i 5 reattori in Svizzera?

Ma quante ne dobbiamo piazzare per sostituire i 5 reattori nucleari che vogliono spegnere?

Il disastro della centrale nucleare di Fukushima ha provocato un’altra reazione di pancia: anche la Svizzera dovrebbe abbandonare l’energia nucleare entro il 2034. Diverse altre Nazioni nelle scorse settimane avevano preso decisioni simili, a cominciare dalla Germania. Rinunciare all’atomo in Svizzera, dove siamo dipendenti al 40% da questa energia? Crediamo che tutti siano d’accordo nell’affermare che è meglio energia pulita che energia sporca e pericolosa. Ma c’è davvero un’alternativa all’atomo? C’è davvero una forma di energia che possa compensare il manco del nucleare. Perché ora siamo un po’ stressati dal disastro giapponese, ma tra 20 anni nessuno di noi vorrebbe avere il razionamento dell’elettricità, tutti vorremmo sempre ancora usare gli elettrodomestici, la tv, il computer quando lo vogliamo. Vedremo se quei 20′000 manifestanti che hanno chiesto lo scorso fine settimana di chiudere le nostre centrali nucleari non si incazzeranno quando non potranno usare i fornelli per cucinare. Spegnere le centrali atomiche significa perdere il 40% dell’energia, e soppiantare questo manco pare al momento impossibile. Critici UDC e PLR, gli altri partiti sostanzialmente approvano. Preoccupata Economie suisse, le industrie dove andranno a pigliare l’elettricìtà per produrre? Il piano del Governo prevede di ottenere energia anche aumentando il consumo di combustibile fossile: ma come, non bisognava ridurre le emissioni di CO2? Non ci dicevano da anni che petrolio, gas e carbone erano da bandire? Vogliono forse sostituire l’atomo con l’energia eolica, con il parco eolico sul San Gottardo? Ci sembra che il Consiglio Federale abbia deciso in modo emotivo: pare addirittura che le 4 donne ministre abbiano deciso per l’abbandono del nucleare, contro i 3 maschi rimasti ormai in minoranza che erano contrari all’abbandono dell’atomo. Pori nümm…

Author: LATO-B Categories: Attualità Federale Tags: , ,

Accordi di Schengen: ci costano 10 volte più del previsto e la sicurezza diminuisce!

22 maggio 2011

Che il nostro Paese sia sempre stato un po’ masochista è cosa nota. Ma con gli accordi di Schengen abbiamo davvero toccato il fondo. A parte il fatto che Danimarca, Francia e Italia vogliono rivedere gli accordi, dato che l’UE è letteralmente invasa da pseudo-rifugiati dal Nordafrica, quindi le preoccuazioni della destra svizzera sono condivise da molti Governi di Nazioni membri dell’Unione Europea. Quello che in questi giorni fa discutere è quanto davvero ci costa essere entrati nello spazio Schengen: nel libretto informativo pubblicato dalla Confederazione in occasione del voto popolare, ci dicevano che gli accordi ci sarebbero costati 7,4 mio di franchi. Ora ci dicono che all’anno ci costano 86 milioni. Ma come, hanno sbagliato (per difetto) di più di 10 volte!! Roba da pazzi. Nel settore privato una ditta che stima i costi in questo modo chiude l’anno successivo! Ma è mai possibile che tutto ciò che viene fatto coi soldi pubblici diventa uno spreco di denaro, ci sono sempre aumenti spropositati rispetto ai preventivi, clientelismo, sub-sub appalto, e chi piu ne ha più ne metta? Ovviamente con dati così strampalati gli elettori sono stati ingannati. Si può sbagliare un preventivo del 10%, ma anche del 20 o del 30%. Ma quando le spese aumentano di più di 10 volte, allora la conclusione è che ci prendono in giro. Ma la vera beffa è che le entrate illegali aumentano, che il sistema di informatica tra i Paesi dello spazio Schengen non funziona, che la collaborazione tra le polizie degli Stati membri non è efficiente. E ci vengono pure a dire che grazie a questi accordi sono entrati in Svizzera mille richiedenti l’asilo in meno… La verità è che Schengen fa acqua da tutte le parti, e con la solita scusa che poi rimaniamo fuori, siamo entrati nello spazio Schengen, ovvero un sistema inefficiente, riducendo la sicurezza sul nostro territorio e annullando i controlli alle nostre frontiere. E vài con l’apertura.

Dominique Strauss-Kahn rischia 70 anni di prigione

16 maggio 2011
tempi duri per DSK

tempi duri per DSK

È uno degli uomini più potenti della Terra: DSK, ovvero il francese Dominique Strauss-Kahn, proveniente da una ricca famiglia ebraica e direttore generale del Fondo monetario internazionale (FMI). Il FMI, tanto per intenderci, è quell’organizzazione che eroga miliardi di euro come patatine alle Nazioni dell’UE che sono sull’orlo del fallimento: Grecia, Irlanda, Portogallo, e in futuro Italia e Spagna, tutti Paesi che ricevono presiti per decine di miliardi per risanare i conti pubblici disastrati. Anche la Svizzera fa parte del FMI, e paga decine di milioni per farne parte. Ebbene, Strauss-Kahn, famosissimo e arrogante uomo politico transalpino che avrebbe dovuto diventare il futuro presidente francese (le elezioni si terranno l’anno prossimo), vero antagonista di sinistra contro Sarkozy, è in galera a New York. Una donna delle pulizie della suite dove DSK alloggiava sarebbe stata da lui assalita e forse violentata. Le ultime notizie rivelerebbero che il mega-direttore avrebbe lasciato pure tracce spermatiche nella stanza, avrebbe il petto ricoperto di graffi (forse i segni della difesa della donna aggredita?) e che il suo alibi temporale si sia rivelato inaffidabile. Insomma, il vecchio porcello in quella suite c’era davvero. Sui canali televisivi francesi non si parla d’altro, ed ora si parla pure di sodomia. Durante la prima udienza in tribunale, il giudice ha rifiutato una sua liberazione su cauzione, cioè il francese se ne starà per un bel po’ in gattabuia. Nelle ultime ore salta fuori un altro scandalo, mai rilevato: il banchiere avrebbe aggredito e molestato una giovane del suo partito socialista 9 anni fa, ma la madre della vittima aveva convinto la ragazza a non denunciare DSK, il quale se anche dovesse tornare in Patria, dovrebbe cuccarsi un altro processo dalla sua connazionale. Ora ci dicono che il vecchio era famoso nell’ambiente per le sue attività sessuali di molestatore. Insomma, lo sapevano in molti delle sue malsane e illegali abitudini, ma tutti hanno taciuto.

E bravo il nostro socialista Strauss-Kahn: potente, quasi onnipotente, e criminale impunito. Più volte impunito. Ma la sinistra non è quell’area politica che dovrebbe difendere le donne, i più deboli, i derelitti, che dovrebbe dargli addosso alla finanza, ai banchieri, ecc ecc?? Le solite incoerenze della sinistra, che predica bene e spesso razzola malissimo. Il nostro presunto molestatore era anche uno spendaccione di quelli veri, altro che i capitalisti!! Spendeva per donne, bella vita, suites, auto di lusso, e molto altro. Bravo! Berlusconi almeno certe porcate pare le faccia a casa sua con ragazze perlomeno consenzienti!! DSK le donne le violenta? La sua impunità e la sua arroganza ci ricorda molto il suo connazionale Roman Polansky, anche quello impunito più volte, anch’egli sodomizzatore e violentatore, lui in nome dell’arte cinematografica.

Author: LATO-B Categories: Attualità Estera Tags: , ,

Schengen in crisi profonda

14 maggio 2011

Circa 6 mesi fa l’UDC chiedeva di rivedere gli accordi di Schengen: in seguito alle negative ripercussioni sul nostro Paese, il primo partito svizzero chiedeva di ritrattare gli accordi, in particolare chiedeva di aumentare la sorveglianza lungo le frontiere con i vicini dell’UE. Ovviamente sono piovute critiche da ogni dove: sempre l’UDC che rompe, l’UDC vuole chiudersi su se stessa, UDC intollerante, e altre (le solite) baggianate, cui i partiti PLR-PS-PPD ci hanno da tempo abituati. L’UDC ha quindi visto che Schengen è un problema per la Svizzera: aumento di furti nelle regione di confine, aumento dell’immigrazione clandestina, senso di insicurezza dei cittadini, e molto altro, tutto ciò a causa dell’apertura scellerata delle nostre frontiere. Ormai i passatori, i criminali trasfrontalieri, i clandestini lo sanno che da noi si entra e si esce come niente, che i valichi non sono più presidiati, che siamo come (se non peggio dal punto di vista dei controlli) gli altri Paesi europei.

In questi giorni i danesi hanno reintrodotto i controlli a tappento lungo i propri confini, in seguito al massiccio afflusso di stranieri degli ultimi mesi, in particolare dal Nordafrica. Nelle scorse settimane, sempre  a causa dell’invasione di africani, Francia e Italia chiedevano di rivedere i termini dell’accordo di Schengen. Insomma, l’UDC ha visto ancora una volta giusto, gli altri voltano la faccia per non vedere il problema. La libera circolazione all’interno dello spazio Schengen è un macigno. E la gente lo sente sulla propria pelle. Solo che se lo dice l’UDC è xenofobia, discrimazione, razzismo. Ora però lo dicono anche Sarkozy e Berlusconi, i capi di Governo di due importanti Nazioni UE. Schengen è una bella patata bollente, è un colabrodo grazie al quale tutti entrano nello spazio e godono poi della libera circolazione. Per la Svizzera è un accordo demenziale, e soprattutto non ci guadagnamo niente (salvo non fare le file all’immigrazione negli aereoporti europei ??!!?). Ma come tutti i contratti, anche Schengen si può disdire e ritrattare. Per la nostra sicurezza, per i nostri cittadini, per il futuro del nostro Paese. Ma i partitoni europeisiti lo capiranno?

Cuba libre! E magari liberi anche i cubani, sarebbe ora.

10 maggio 2011

Cuba, isola bastione del comunismo anacronistico, sta cambiando. Per forza, visto che era ferma a 50 anni fa. Raul Castro, fratello dell’ormai senile Fidel, tenta di aprire i cubani alla realtà. Negli scorsi mesi erano stati licenziati oltre 500′000 lavoratori, per lo più del settore agricolo: un atto assolutamente intollerabile col comunismo, che vorrebbe che tutti abbiano un’occupazione, anche se poi non hanno niente da fare. Anche sull’isola caraibica si sono accorti che c’era parecchia gente che non faceva un tubo dalla mattina alla sera sui campi, quindi hanno perso il lavoro mezzo milione di pseudo-occupati, che per anni hanno pesato sulla redditività dell’agricoltura cubana. Anche lì si stanno accorgendo che tutto ha un prezzo, anche sostenere ad oltranza un’economia di Stato fallimentare e totalmente inefficace.

Ora The Castro brothers e il locale Partito comunista hanno approvato interessanti riforme. 2 novità su tutte: la prima la possibilità di acquistare l’automobile, la seconda l’opportunità di andare all’estero. Incredibile!! Fino ad ora nessun cubano poteva andare liberamente all’estero!! E per uscire dal Paese doveva pagare cifre mostruose di tasse, in maniera che neanche se ne avessero voluto voglia, mai nessuno si sarebbe recato all’estero! Troppo costoso, troppo burocratico. Ed anche avere il permesso di comprare l’appartamento o la macchina, incredibile!! Che concessione da capitalisti, che generosità da Nazione all’avanguardia! Ma non è che magari si tratta della classica fregatura di Stato? Non è che poi i cubani faranno sacrifici incredibili per aveve la propria casa, e poi i comunisti, come hanno d’abitudine, gliela ri-ciulano? Dove sta l’inghippo? Noi se fossimo cubani non ci fideremmo mica del regime, che per 50 anni ha dettato le sue regole. Cuba è così: comunista in un mondo dove il comunismo ha fallito ovunque. Resta da convincere solo il Prof. Franco Cavalli, noto marxista e politico PS, ancora convinto che a Cuba ci sia più libertà e democrazia che in Svizzera… Ma vài a Cuba, vài!

Author: LATO-B Categories: Attualità Estera Tags: ,

Sergio Morisoli è il simbolo del liberale coraggioso

5 maggio 2011

È ufficiale: Morisoli, candidato per il PLRT per il Governo cantonale ed eletto in Granconsiglio alle recenti elezioni cantonali, si è dimesso dal suo partito. Non si dimette invece dalla carica di parlamentare, cominciando la sua attività di Granconsigliere come indipendente. Il perché di questa scelta: poco appoggio dal suo partito. E i risultati elettorali lo dimostrano: ha raccolto più voti personali fuori dal PLRT che non dal suo partito. E si è beccato infinite critiche per il fatto di essere liberale (e non radicale) e ciellino (ovvero cattolico estremo) non già dagli avversari del PLR ma nuovamente da membri del suo ex-partito. “Atto di chiarezza politica”: Morisoli definisce così le sue dimissioni dal PLR, lasciando il presidente pesce rosso Walter Gianora col naso in mezzo alla faccia.

Certo che Morisoli ha coraggio, ed anche coerenza. Quella che manca a tanti liberali frustrati, che da anni si lamentano di non trovare spazio tra gli imperanti radicali. Che denunciano una deriva verso sinistra del partito. Che ne hanno pieni gli zebedej di questa infinita diatriba tra liberali e radicali, ma che non ce la fanno proprio a mollare il PLR. Si potrà dire che Morisoli ha comunque ottenuto il seggio in Granconsiglio, e ora che è stato eletto se ne va dal partito che l’ha traghettato in Parlamento. Se ne va. E la sua scelta noi ovviamente la condividiamo, sperando che molti arrabbiati di Idea Liberale e tutti quelli che non sopportano più la convivenza tra due anime troppo diverse imitino la scelta di Morisoli: e cioè che non votino più PLRT. Ma non succederà, lo sappiamo. Troppi interessi, troppe cadreghe, troppi mandati.

Author: LATO-B Categories: Attualità Cantonale Tags: ,

Nozze del secolo? Mah.

1 maggio 2011
ma dov'è la sposa?

ma dov'è la sposa?

Gli inglesi e ca 2. miliardi di persone dalle tv di tutto il mondo hanno seguito le nozze tra William e Katrin detta Kate. Ovviamente la famiglia reale inglese spera che questo matrimonio non vada a catafascio, come già accaduto per Carlo, Andrea e tutti sti pargoli nobili e viziati. Si cerca insomma l’erede ideale per regnare i britannici, anche considerando che Carlo è un vero disastro d’uomo. Nozze bellissime e tutto è andato per il meglio. Unico inghippo: William ha dovuto forzare non poco il dito della sposa per far passare l’anello nuziale, che proprio non voleva saperne di entrare nella falange di Kate. Cattivo presagio? Il vecchio Filippo, il marito della regina Elisabetta, è riuscito a non dormire: egli è abbonato a gaffes di tutti i tipi e a pisolini fuori programma. Il fratello dello sposo, Harry il rosso, che somiglia mostruosamente ad uno degli amanti di Lady Diana e non al supposto padre Carlo, se la rideva divertito: tanto a lui tocca un ruolo meno impegnativo di quello del fratello maggiore, se la può spassare senza troppi patemi d’animo. Comunque a noi la sposa Kate piace, anche se pare si sia rifatta i denti, abbia già ritoccato il naso, i fianchi ed altro, si sia già sottoposta a liposuzione, e sia già stata più volte tormentata da diete alimentari. Speriamo non diventi anche lei bulimica o anoressica come era Lady Diana. Ah, quasi dimenticavamo di dire che la sorella della sposa Pippa è una gran bella ragazza: magari tocca presto anche a lei di sposarsi!

Author: LATO-B Categories: Gossip Tags: ,