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Archivio per aprile 2011

In Francia introdotte quote di neri nel calcio? Fanno bene.

30 aprile 2011

Scandalo in Francia: secondo indiscrezioni ci sarebbe un piano segreto, ordito dalla federazione di calcio nazionale, per imporre delle quote massime di calciatori magrebini e negri. Secondo i ben informati, il motivo dell’introduzione (ufficiosa) di quote massime sarebbe che i calciatori con doppio passaporto di origini africane, se formati nei centri nazionali di calcio, rischierebbero poi di scegliere di giocare nella nazionale del loro Paese di origine, tradendo le aspettative e gli investimenti fatti dalla federazione calcistica francese. Noi non capiamo il motivo di tanto scalpore: se si spendono energie e soldi per calciatori che poi se ne vanno, è corretto imporre un numero massimo di calciatori con doppio passaporto. In tal modo la federazione disporrebbe di un numero minimo di calciatori che giocheranno di sicuro nella nazionale francese. Del resto basta guardare quello che accade in Svizzera (chiusa su se stessa, come direbbero erroneamente i socialisti e i giornalisti TSI): prima formiamo vagonate di calciatori con doppio passaporto, poi essi giocano nella nazionale svizzera Under 17 o Under 21, e infine spesso giocano nella nazionale maggiore del loro Paese di origine. Bella fregatura per il movimento calcistico svizzero!! Coi soldi che spende la Svizzera, le altre nazionali si ritrovano già pronti dei talenti a loro disposizione!! Siamo d’accordo coi francesi (i quali ovviamente non ammettono l’esistenza del piano delle quote, perché ingiustamente accusati di discriminazione razziale): diamo precedenza agli sportivi nostrani con solo passaporto elvetico, che se diventano bravi poi gareggeranno sicuramente per il Paese che li forma e investe tanti soldi per loro.

Col divieto di fumo più incassi per bar e ristoranti!!

23 aprile 2011

Da qualche anno in Ticino, quando si va in un ristorante o al bar, si respira aria decente, non più intrisa di fumo da sigaretta, sigari o pipa. Si sentono di più i sapori dei cibi e delle bevande, si sta meglio e i poveri dipendenti non si devono sorbire ore e ore di fumo passivo. Finalmente. Quando i ticinesi andarono a votare, per confermare il voto favorevole del Granconsiglio al divieto di fumo nei locali pubblici, molti esercenti erano contrari, perché temevano che se fosse stato introdotto il divieto di fumo i loro affari sarebbero calati vistosamente. E questo perché i fumatori non avrebbero consumato pasti, bibite e altro, costretti a starsene fuori.

La realtà è ben diversa (fortunatamente per tutti): secondo uno studio dell’Istituto di comunicazione sanitaria dell’USI gli incassi degli esercizi pubblici in Ticino, dall’aprile del 2007 ad oggi, sono in aumento. Gli effetti negativi paventati prima del voto sul divieto di fumo non si sono quindi riscontrati. Bar e ristoranti incassano come e più di prima. E i clienti e i dipendenti stanno meglio, puzzano meno, respirano più sano, gustano piacevolmente i pasti e le bevande. Fantastico, no? Ah, dimenticavamo di rilevare che pure un secondo studio, condotto da due medici dell’Ospedale San Giovanni di Bellinzona, ha dimostrato effetti positivi, questa volta sulla salute: nel nostro Cantone i casi di infarto acuto al cuore sono diminuiti del 20% da quando è stato introdotto il divieto di fumare negli esercizi pubblici. Insomma, i contrari al divieto del fumo nei bar e ristoranti si nascondano, e si vergognino pure un po’. Ora, per avere un successo totale, mancherebbe ancora la ciliegina sulla torta: che si dimostri che anche le sigarette fumate dagli schiavi della nicotina siano diminuite, e che l’industria della morte del tabacco registri meno incassi. Favoloso!

Davvero le donne in politica hanno più difficoltà a farsi eleggere?

17 aprile 2011
se son belle, è giusto usarle !

se son belle, è giusto usarle !

Si tratta di un tormentone, che da sempre non ci fa dormire la notte (?): siamo sicuri che per le donne sia più difficile essere elette quando si tratta di elezioni politiche? È un dubbio che ci attanaglia, ma noi pensiamo che le belle donne abbiano addirittura più facilità a farsi eleggere dal popolo. Il caso italiano ovviamente è un’esagerazione, perché Berlusconi si circonda di belle e brave politiche, per cui se prendiamo come esempio l’Italia, sembrerebbe addirittura che bella e giovane significhi sempre potere e soldi.

Ma guardiamo in Ticino: a parte il fatto che c’è stato un aumento della presenza femminile in Granconsiglio, e di questo subito la sinistra si è subito rallegrata. Non dovremmo preoccuparci se vi sono abbastanza donne attive in politica, ci dovrebbe piuttosto interessare se le persone attive in politica sono davvero competenti!! Beh, in Ticino, dicevamo, sono state elette belle donnine, come la Ghisin dei Verdi o la Rückert della Lega, e per l’UDC (partito notorimente maschilista) per un solo voto personale è rimasta fuori dal Parlamento cantonale l’avvenente Filippini. Sì, perché basta che siano carine, e vengono votate. Negli anni ‘80 in Italia venne addirittura eletta la pornostar Cicciolina: e pare pure che non fosse neanche male come parlamentare, mentre la pornodiva nostrana Sandy Balestra, eletta sulle liste della Lega dei ticinesi, pare che in Granconsiglio non ci sia mai andata. In Catalogna (Spagna) ha fatto discutere in questi giorni la campagna elettorale della candidata Soledad Sanchez a sindaco di Ciutadella, che si è fatta fotografare a seno nudo mentre mani maschili la afferrano da dietro. Sulle strade della pacifica isola di Minorca i votanti ammirano le poppe della giovane Sole, la quale dice di essere più femminista di tutte (ovviamente le sinistroide sono contrarie all’uso del corpo femminile), asserendo di poter mostrare senza complessi quelle belle zinne che si ritrova! Si tratta comunque di 2 argomenti molto convincenti… È festa, diciamo noi maschi! E che le elezioni vengano sempre più anticipate!!

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Immigranti dal Nordafrica: alzi la mano chi li vuole.

17 aprile 2011

Da settimane Lampedusa viene invasa da migliaia di africani, che fuggono dal Continente nero per i più disparati motivi. Guerre, persecuzioni, povertà, fame, ecc. ecc. Esprimiamo grande solidarietà con tutte le persone del mondo che scappano dal proprio Paese, per sperare di trovare una nuova Patria dove magari le condizioni di vita sono migliori e più sicure. La fuga dalle Nazioni povere e in guerra prosegue da decenni, ed ha portato in Europa milioni di rifugiati, politici ed economici. Ciò che sta accadendo in queste settimane è ovviamente legato alla rivoluzione che avviene nel Nordafrica. Fatto sta che tutti sti sfortunati sono proprio tanti, e nessuno li vuole. Un po’ come la peppa tencia a carte, nessuno la vuole. La maggior parte dei magrebini che giungono a Lampedusa (isola turistica invasa da africani e dove la situazione è fuori controllo) vogliono proseguire verso la Francia, dove si parla il francese (lingua a loro nota) e dove spesso i disperati hanno amici, parenti o conoscenti, arrivati in Francia negli ultimi decenni di continua emigrazione dall’Africa. Ma ovviamente i transalpini mica vogliono essere il Paese di raccolta dei Nordafricani!! Anche perché le banlieu delle grandi città ospitano già milioni di magrebini, che oltretutto talvolta creano disordini e tensioni sociali. Ed è guerra diplomatica tra Francia e Italia: gli italiani caricano i Nordafricani sui treni verso la Francia, i francesi bloccani i treni. La domanda che si impone è: ma chi li vuole questi magrebini, quasi tutti maschi tra i 20 e i 40 anni? La maggior parte di essi vogliono una migliore esistenza e un lavoro, ma non hanno il diritto di restare come rifugiati politici.  Gli italiani fanni i furbi, e non registrano i magrebini, così essi non risultano essere provenienti dall’Italia: se li registrassero, gli italiani dovrebbero tenerseli, così come indicano i trattati internazionali. Insomma, migrazioni di massa che destabilizzano la tanto decantata ed unita Unione Europea, che dovrebbe correre in aiuto dell’Italia, ma nessuno vuole altri ulteriori rifugiati nei propri confini, oltre ai milioni già arrivati negli scorsi anni. Intanto a Chiasso la pressione dei fuggitivi cresce, e la nostra Consigliera federale Sommaruga vuole creare tanti posti di lavoro per accogliere i rifugiati… Non vogliamo di nuovo vivere quello che successe con l’ex Jugoslavia, quando arrivarono in Svizzera centinaia di migliaia di rifugiati (mentre l’UE non li accoglieva), e dopo la fine della guerra quasi nessuno dei fuggitivi se ne tornò al suo Paese. Sono restati qui. Una volta che arrivano da noi, è difficile rimpatriarli. Urge un efficiente dispositivo di contenimento lungo le nostre frontiere per farne entrare il meno possibile. Punto. E dal Nordafrica non devono più salpare altre bagnarole direzione Europa, altrimenti sarà il caos più incontrollabile.

Granconsiglio: PLR e PPD non hanno più la maggioranza assoluta

11 aprile 2011

I risultati dell’elezione per il Granconsiglio hanno sancito che PPD e PLR non potranno più decidere insieme, sbattendosene di cosa pensano gli altri partiti. Fino ad ora infatti la somma dei deputati dei due partitoni superavano i 45 voti necessari per fa passare qualsiasi decisione legislativa. Ora le cose son cambiate, si creano nuovi equilibri. I due partitoni hanno perso seggi nel Parlamento cantonale, e la Lega ne ha conquistati ulteriori 6. L’UDC ferma al palo, Verdi con 7 deputati. Entra pure il Pronzini del MPS. Ps in discesa.

Si conferma pertanto la piccola rivoluzione che si era consumata ieri nell’elezione per il Governo cantonale. La Lega stravince e cerca alleati. Il PLR in picchiata deve ora capire che sono finiti i tempi in cui decidevano su tutto: non hanno più i numeri, né in Consiglio di Stato, né il Granconsiglio. Il PPD è ridimensionato. I Verdi succhiano voti al PS: quello che perdono i socialisti lo incassano i Verdi. La Forza Civica non conquista seggi in Parlamento, e Brenno Martignoni esce con le ossa rotte, assieme a tutti quegli strani personaggi che sono in lista con lui in questo strano movimento. La Lega dei ticinesi ha vinto, ed ora ne vedremo delle belle.

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La Lega ha fatto il botto. E basta.

10 aprile 2011

Dunque la Lega dei ticinesi ha conquistato il secondo seggio in Consiglio di Stato, rubandolo al PLRT. Ovviamente durante i dibattiti post-elezioni le solite analisi per capire da parte liberale-radicale come sia stata possibile una simile débacle. Litigi, malumori, campagna inefficiente, liberali che per protesta non si sono recati alle urne, e tanto altro. In realtà il motivo per cui il PLRT ha perso il secondo seggio in Governo è uno solo: la Lega dei ticinesi ha fatto un balzo in avanti eccezionale, la Lega ha superato i liberali e la Lega ha incamerato il secondo seggio. Il PLRT dal punto di vista delle percentuali non è andata malissimo, perdendo rispetto a 4 anni fa ca. il 3%. Il partitone ha comunque ricevuto il consenso del 25% dei cittadini votanti. Se anche avesse tenuto le posizioni di 4 anni fa (per es. se tutti i PLR che hanno ipoteticamente disertato le urne avessero votato per i liberali), comunque il secondo seggio sarebbe spettato alla Lega, che ha raggiunto il 29,8% dei consensi!! Pertanto è giusto capire il perché della continua perdita di consensi dei liberali (erosione di voti che del resto hanno registrato anche PPD e PS), ma il punto è che la Lega ha fatto il botto. Grazie anche al fatto che hanno raccolto molti voti UDC, i quali non avevano presentato una lista per il Governo, Bignasca e compagni hanno sforato, e mai il PLRT avrebbe potuto salvare il secondo seggio con un tale successo devastante dei leghisti. Ne prendano atto i partiti storici, e vediamo se anche i risultati elettorali del Granconsiglio ci riserveranno delle sorprese…

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La Lega dei ticinesi raddoppia in Governo!

10 aprile 2011

Al momento in cui scriviamo (domenica ore 15.45) si tratta solo di proiezioni, ma sembra essere sicuro che la Lega dei Ticinesi abbia raddoppiato la sua presenza in Consiglio di Stato. Così hanno sancito le elezioni cantonali del 10 aprile 2011. Norman Gobbi affiancherà Marco Borradori in Governo, e la Lega diventa il partito di maggioranza relativa, scalzando il PLRT. Solo la Sadis resterà a rappresentare il partitone, che non ha perso poi così tanto in termini percentuali: ca il 3% in meno. Ma è la Lega che aumenta di quasi 1l 10% i consensi! PPD perde qualcosa, il PS perde a favore dei Verdi. Cosa accadrà ora in Consiglio di Stato? Si formerà una maggioranza di centro-destra o di centro-sinistra? Quel che conta è che la Lega diventa un partito di Governo a tutti gli effetti, non potrà più definirsi movimento di rottura o di opposizione. Sarà infatti improponibile rivedere i teatrini anti-Borradori sul Mattino della domenica . Su certi temi infatti il giornale domenicale attaccava determinate scelte del proprio ministro; ora invece di consiglieri di stato la Lega ne ha 2! Auguri ai 5 eletti (Borradori, Gobbi, Beltraminelli, Sadis e Bertoli sono i nomi probabili) di rilanciare un Ticino in difficoltà!

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Italia che cede. Ma per la Svizzera non cambia niente!

10 aprile 2011

È stata grande enfasi sui media ticinesi alla notizia che Roma (in teoria) non discriminerà più le aziende svizzere nel settore degli appalti pubblici. Come noto Berna aveva protestato a Bruxelles, dopo le segnalazioni ticinesi di scorrettezze da parte dell’Italia. Dall’estate 2010 Roma aveva introdotto una misura che penalizzava ditte elvetiche: essendo la Svizzera nella black list del ministro Tremonti, veniva imposto alle nostre ditte di richiedere autorizzazioni al Ministero italiano delle Finanze per poter partecipare ai  concorsi. Il Segratariato di Stato dell’economia e il Consiglio Federale si rallegrano per la marcia indietro di Roma.

Noi invece riteniamo la revoca della misura assolutamente insignificante. Innanzitutto sono pochissimi i casi nei quali ditte svizzere partecipano a concorsi italiani. E poi si è visto forse una volta che il concorso venga vinto da nostre imprese: era successo una volta anni fa a Milano che la ditta Garzoni si fosse vista assegnare un lavoro, ma poi silenzio totale sull’argomento. La verità è che le nostre imprese non hanno possibilità di competere con le italiane. Il fatto che Roma abbia aumentato in questi mesi i pastrocchi burocratici a carico della Svizzera non cambia nulla, come niente cambia ora che vi è stato il dietro front. Quel che è vero invece è che sempre più ditte estere rubano il lavoro alle svizzere. Che abbiamo un esplosione di lavoratori dall’Unione Europea, frontalieri e domiciliati che creano pressioni sul mercato del lavoro locale. Che si registrano migliaia di padroncini italiani che operano in Ticino e che fregano lavoro. Insomma, il nostro Governo dovrebbe preoccuparsi di difendere i lavoratori indigeni e le ditte che qui pagano le imposte, altro che gongolare per essere riusciti a far revocare burocrazia!! Si preoccupi che tra UE e la Svizzera non c’è reciprocità! Che il Consiglio Federale faccia di tutto per ridurre la disoccupazione e per evitare il dumping salariale.

E se i socialisti uscissero dal Governo?

3 aprile 2011

Manca una settimana alle elezioni cantonali del 10 aprile per il rinnovo di Consiglio di Stato e Parlamento. I liberali temono di perdere il secondo seggio in Governo a favore della Lega dei ticinesi, e questo argomento tiene banco. Ma forse vi è un’altra possibilità: e se fossero i socialisti a perdere il loro unico rappresentante in Consiglio di stato? Fantapolitica? Forse, ma… Nelle scorse settimane si è osservato l’effetto Fukushima: in seguito alla crisi nucleare in Giappone, molti elettori in Germania e in certi Cantoni in Svizzera hanno votato in massa per i Verdi. Gli ambientalisti si sono compattati ed hanno sostenuto i Verdi oltre ogni previsione. In Ticino i Verdi hanno ambizioni di Governo, e lo hanno più volte annunciato pubblicamente. Il fatto che vi sia una lista per il Consiglio di Stato per i Verdi, che fa concorrenza al PS, potrebbe diventare scomodo per i socialisti: è pensabile che molti elettori di sinistra, preso dal panico nucleare, voterà Verdi invece che socialisti, mandando il PS sotto la soglia minima per entrare in Governo? Secondo noi è uno scenario possibile, che oltretutto aprirebbe la strada ad un Consiglio di Stato di centro-destra. Un quadriennio senza i socialisti!! Cosa auspicabile o assurdità? Certo che se non si prova, non si può dire se sarebbe bene o male…

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La cittadina di Wil precursore dell’energia pulita?

3 aprile 2011

In seguito al disastro nucleare di Fukushima, dove i 6 reattori continuano a liberare quantità preoccupanti di pericolosa radioattività, in tutto il mondo ci si interroga sul futuro dell’atomo. Troppi rischi, troppe variabili, troppo pericoloso. Il problema adesso è: come fare a sostituire l’energia prodotta dalle 440 centrali nucleari attualmente attive sulla Terra? Questo è il vero obiettivo per ridurre sempre più la dipendenza dall’atomo. Certo, si dovrebbe anche diminuire il consumo, mica sempre aumentare la produzione di elettricità solo perché si chiede sempre più energia. Ma le fonti alternative sono sufficienti per sopperire alla mancanza del nucleare? In Svizzera siamo dipendenti dall’atomo per il 40% del totale consumato.

Nella città di Wil, Canton San Gallo, la locale commissione industriale del consiglio comunale ha chiesto di rinunciare al nucleare: pretende infatti di coprire il fabbisogno energetico con fonti rinnovabili. In futuro quindi Wil pretende di consumare solo elettricità prodotta con centrali idroelettriche, certificata di origine svizzera. Una bella sfida, che auguriamo di vincere, così da essere un esempio per tutto il Paese. Ma ce la farà la cittadina sangallese a consumare solo energia rinnovabile? Considerando anche il fatto che attualmente Wil usa energia che proviene per il 75% dalle centrali nucleari. Dovranno razionare l’elettricità? Spegnere le luci sulle strade durante la notte? Rinunciare per raggiungere un obiettivo davvero ambizioso? Auguri ai cittadini di Wil! E ci facciano sapere come fare a rinunciare all’atomo…

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