Le due anime del PLRT, quella liberale e quella radicale, da sempre sono in contrasto. Litigano da anni, ma da quando è stata fondata la frangia Idealiberale, le cose si sono complicate. Innanzitutto gli statuti del partito vieterebbero la creazione di fazioni all’interno del gruppo, ma nessuno dei vertici applica quanto chiedono le regole, per evitare ulteriori tensioni. Eppoi lo sanno tutti, che fanno comodo i voti da sinistra ed anche quelli da destra; pertanto per mantenere il potere, i cadreghini e i mandati, meglio andare avanti così, con molte tensioni ma con molto potere. Idealiberale ha nel frattempo fatto sapere pubblicamente che invita a votare Sergio Morisoli per il Consiglio di Stato. Ma solo Morisoli, senza appoggiare la ministra dell’economia PLRT Sadis o senza votare nessun altro. Capito? Raccomandano di votare solo il ciellino Morisoli. Che bei PLRT che sono quelli di Idealiberale!!
I sondaggi del Caffè della domenica relativi alle prossime elezioni cantonali sono inquietanti per il PLR: secondo i dati pubblicati, i liberali perderebbero un seggio in Governo, mentre i leghisti passerebbero da uno a due!! Il PLR deve cominciare seriamente a preoccuparsi?? Parrebbe di sì, perché i sondaggi non sono oro colato, ma indicano tendenze pericolose per il partito che da decenni detiene la maggioranza relativa in governo e parlamento. Il PLR allo sfascio, dunque. E molti esponenti del partitone, magari non davanti alle telecamere, già da tempo affermano di non essere per niente certi che il PLR confermerà i due seggi in Consiglio di Stato. Gli elettori probabilmente penseranno che se anche daranno il voto alla Lega dei ticinesi al posto che ai liberali, allora si vedrà durante quattro anni cosa potrà fare un nuovo Governo. Gli elettori vorranno una piccola rivoluzione? Al massimo tra un quadriennio, se proprio tutto andrà peggio, si rivota PLR…

i topi sono alla frutta...
Dalle righe di questo sito abbiamo piû volte ribadito il fatto che l’informazione di questo Paese è in mano alla sinistra e ai parititi che si chinano alle rivendicazioni della sinistra. La TV di Stato, pagata dai contribuenti, attacca regolarmente la destra, che in Svizzera è tra l’altro rappresentata dal primo partito che è l’UDC. I cittadini forse l’hanno capito che quello che dice la SSR non è oro colato, e quindi si sono messi a votare in massa per i partiti di destra.
Pochi mesi fa aveva suscitato scalpore la campagna dell’UDC Ticino “Bala i ratt”. In seguito ai cartelloni che raffiguravano 3 topi (caricature di un frontaliere, di un bandito rumeno e del ministro italiano Tremonti) che mangiavano il formaggio svizzero, l’ex PP Bernasconi Paolo, che rappresenta una decina di frontalieri offesi, aveva preteso di far rimuovere i cartelloni, e avrebbe fatto di tutto per evitare che la campagna UDC continuasse. Domenica scorsa “Il Caffè” aveva pubblicato sulle sue pagine la nuova vignetta, la terza, che conclude la campagna UDC prima delle elezioni: i soliti 3 ratti, belli panciuti e sazi, che sono alla frutta e si pappano l’uva. Niente di troppo aggressivo, dunque, anche se il Bernasconi sostiene che “Il peggior nemico della libertà di espressione è il presidente UDC Rusconi che ne abusa”. Ovviamente il partito ringrazia per il gran chiasso causato dalle azioni legali dell’avvocato, paladino della libertà di espressione, che però è il primo che vorrebbe censurare queste discusse campagne elettorali. Per ora nulla di fatto, ma Bernasconi si riserva di inoltrare una domanda di riparazione del torto morale”. Mah…

Fukushima prima del disastro...
Da una decina di giorni si ripresenta l’incubo nucleare, questa volta proveniente dal Paese del Sol levante. La centrale nucleare di Fukushima, edificata proprio in faccia al mare lungo la costa est del Giappone, è fuori controllo: dei 6 reattori della centrale, almeno 2 emettono radiazioni pericolosissime e i nuclei dei reattori si sono surriscaldati ed hanno raggiunto temperature da Sindrome cinese. Significa che il combustibile diventa talmente caldo che si fonde in una massa tipo magma che potrebbe bucare il pavimento della centrale e liberare in modo incontrollato radioattività in grande quantità nell’ambiente. I responsabili dell’impianto nipponico stanno cercando da giorni di raffreddare il combustibile, spruzzando acqua di mare trasportata dagli elicotteri e con autobotti. Sono ca. 300 le persone che si prodigano nell’area contaminata, uomini che moriranno presto in seguito alle radiazioni cui sono esposti. Essi stanno provando a riportare l’elettricità al sistema di raffreddamento dei reattori, sistema andati fuori uso, prima in seguito al sisma, poi in seguito al maremoto. L’incubo nucleare è tornato. Dopo Cernobil, ora il Giappone, Paese che oltretutto deve gestire milioni di senzatetto, curare i sopravvissuti del terremoto/tzunami, garantire energia a tutta la Nazione, ecc ecc. Insomma, un disastro nel disastro. Speriamo che quanto prima il Giappone e i suoi abitanti si possano riprendere dalle enormi difficoltà. Intanto però la catena alimentare è inquinata: nel latte e negli spinaci nipponici è stata registrata radioattività…
Il mondo intero si interroga sul futuro del nucleare. La Germania chiude 5 centrali. L’Italia voterà tra un paio di mesi sull’argomento. E la Svizzera? Noi siamo dipendenti al 40% dell’energia nucleare, e non è poco. Le nostre centrali sono vecchiotte, ma mica poi così tanto da doverle chiudere. La verità è che quella nucleare è una fonte di energia indispensabile, ma molto pericolosa, e le cui scorie radioattive sono da stoccare per migliaia di anni. Urge trovare abbondanti fonti di energia, più sicure, più pulite, meglio gestibili rispetto all’atomo. Ma finché non si troveranno le alternative, bisogna migliorare la sicurezza delle centrali atomiche (più di 400 nel mondo). Di sicuro in Giappone hanno sottovalutato il rischio maremoto (fenomeno che lì però conoscono molto bene, vista la frequenza dei movimenti tellurici), ed hanno piazzato 6 reattori vicini lungo la costa, proprio davanti al mare!!! Nei sistemi di sicurezza della centrale di Fukushima avevano previsto uno tzunami di 6 metri: l’ultimo maremoto ha causato onde di 8 metri, e come conseguenza i sistemi di raffreddamento delle centrali nucleari sono andati in tilt. Semplice. E questo in un Paese dove si sono già viste onde di oltre 20 metri in seguito a terremoti. Abbiamo l’impressione che si potesse fare di meglio…
Da noi vengono naturalizzate in massa persone che non solo non si sono integrate, ignorano la nostra storia, le nostre tradizioni, le nostre leggi, e tutto quello che riguarda la Svizzera. Vengono pure fatti svizzeri chi non conosce le nostre lingue. Ormai in Svizzera la concessione del passaporto è divenuto un atto amministrativo, automatico. Tutti si fanno svizzeri, tanto è facile e scontato. Cosi hanno voluto i socialisti, e tutti i partiti che seguono l’onda di internazionalismo e di appiattimento.
Abbiamo invece un bellissimo esempio nella Catalogna, in Spagna. Il nuovo Governo regionale ha sancito che la conoscenza della lingua del posto, cioè il catalano, è indispensabile per i cittadini che richiedono il rinnovo del permesso di soggiorno. Capito, svizzerotti? A Barcellona e dintorni gli immigrati extracomunitari, per ottenere il rinnovo dei permessi di soggiorno, devono conoscere il catalano!! Neppure il castigliano (per intenderci lo spagnolo), il catalano. Così si fa, bravi. Siete un esempio per certi smidollati nostrani, che giunge guarda caso da un angolo di buon senso dell’Unione Europea. Che gli svizzeri escano dallo spirito di autocommiserazione nel quale sono assonnati. Chi si integra resti, chi non sa neppure la lingua del posto A CASA!
Il Ministero pubblico ha aperto un’inchiesta penale contro uno o più funzionari del Cantone (Sezione logistica) invischiato nel caso della ditta CHIT, l’impresa di costruzioni che si era aggiudicata molteplici appalti pubblici in un breve periodo, lavori per diversi milioni di franchi. Da notare che questa CHIT era apparsa dal nulla, e in brevissimo tempo si è vista arrivare molti lavori dal Cantone: sospettoso, no? Ma poi il titolare italiano Barbone (già il nome a noi fa venire qualche sospetto e di certo non avremmo dato alla sua ditta neppure un misero incarico) se ne è fuggito con Fr 600′000.- : della serie, Prendi i soldi e scappa. Il leghista Attilio Bignasca aveva denunciato i mandati attribuiti alla fantomatica CHIT, tramite atto parlamentare, ed ora il Ministero pubblico si è attivato. Bignasca aveva parlato di infiltrazioni mafiose in seno all’Amministrazione pubblica. Vedremo ora cosa scaturirà dall’inchiesta: in passato ci hanno abituati a sanzioni ridicole nei confronti dei funzionari, tipo spostamento in un altro servizio, ammonimento, o altre baggianate simili. Se davvero c’è gentaglia pubblica che attribuisce gli appalti a ditte estere, magari ricevendo mazzette, noi proponiamo il licenziamento in tronco, il taglio della pensione, far sapere immediatamente il nome e il cognome di questi malavitosi, scontare integralmente la pena inflitta dai giudici e la restituzione del maltolto. Chiediamo troppo a marmaglia che sbatte via i soldi pubblici?
Ecco, ci voleva anche uno studio scientifico pagato dal contribuente sul fenomeno dei frontalieri in Ticino. L’Istituto di ricerche economiche (IRE) si è messo a fare un esoso studio (reso noto ieri e già ne annuncia un altro sullo stesso argomento): il risultato scaturito è che “non sembra esistere evidenza scientifica” di una sistematica sostituzione della manodopera locale con lavoratori frontalieri. Che razza di scoperta è? Nessuno ha mai detto che in modo sistematico (cioè sempre) il frontaliere ciula il lavoro al ticinese, ci mancherebbe altro. Lega e UDC (e ora anche i furbetti Verdi) affermano che i frontalieri sono un problema, perché mentre loro aumentano di numero contemporaneamente aumentano i ticinesi disoccupati, quindi è ovvio che da molte ditte vengano preferiti i frontalieri. Oltretutto è evidente la pressione sui salari, verso il basso! Ma poi quella frase che vanifica lo sforzo dello studio: “non sembra esistere evidenza scientifica”!!! Ma se non sembra esistere qualcosa, non hai ancora dimostrato niente, che razza di studio scientifico è?? Avete speso un pacco di soldi per dimostrare un tubo di niente!! La gente però non è scema, e capisce che questo pseudo-studio da repubblica delle banane arriva proprio prima delle elezioni cantonali, e vorrebbe dimostrare che va tutto bene per rassicurare gli elettori. Col cavolo!! I frontalieri sono eccome un problema (oltre che una risorsa quando abbiamo davvero bisogno di questi lavoratori e quando nessun domiciliato può fare il lavoro richiesto). Ed è un problema sentito, tanto è vero che si mettono a studiare il fenomeno con studi pagati dal contribuente. L’unica evidenza scientifica emersa e scoperta (??!?) dall’IRE è che nel ramo commerciale la situazione è critica. Appunto, come diciamo da anni, è critica.
Dopo lo scandalo di Asfaltopoli, che ha visto le 17 ditte di asfalto ticinesi rubare al contribuente oltre 30 mio di franchi tra il 1999 e il 2004, ora si parla finalmente di risarcimenti. Le ditte hanno sempre negato l’esistenza di un cartello, ma la giustizia ha confermato quanto dimostrato dalla Commissione federale della concorrenza: nel dicembre del 2007 il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha confermato il giudizio della Commissione. In pratica per diversi anni ( e chissà per quanti anni precedenti ancora, e magari anche futuri) in Ticino si erano messi d’accordo per pavimentare ad un prezzo maggiorato, di circa il 30% più caro che per es. nel Canton Zurigo, dove tutto costa più caro che nel nostro Cantone. Significa che enti pubblici, ma anche i privati, pagavano fatture artificiosamente e illegalmente maggiorate. Ci si lamenta dei prezzi che salgono, tutto costa caro, i cittadini non arrivano a fine mese, e le ditte di asfalto alzano i prezzi del 30%!!! Allucinante. Ora esse propongono di ridare 5,2 mio del bottino della rapina ai danni del Cantone e della città di Lugano, sui ca. 30 mio sottratti illegalmente. Pazzesco: e gli altri milioni? Se li tengono? Ci auguriamo che Cantone e Città di Lugano pretendano qualcosa in più da un settore che ha dissanguato per anni privati e enti pubblici, per un settore che ha il monopolio su tutte le opere, che non permette alle ditte oltrecantone di lavorare, un settore gestito per decenni da pochi eletti…