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Raddoppio del Gottardo, il prima possibile.

19 dicembre 2010

È decenni che se ne parla, è decenni che si temporeggia. Il tunnel autostradale del San Gottardo e il suo raddoppio. All’inizio sembra che gli Svizzeri non fossero d’accordo a costruire un secondo tunnel autostradale. Poi sono emersi dei sondaggi effettuati negli ultimi anni che indicano che la maggioranza del Paese vuole il raddoppio. L’Ufficio federale preposto alla manutenzione delle strade prevede nei prossimi tempi grossi lavori di ristrutturazione della galleria autostradale, e sembrerebbe necessaria la chiusura del traforo durante circa 2 anni e mezzo: significa che il Ticino resterebbe isolato per quasi 3 anni dal resto del Paese. Si tratta di un’ipotesi inquietante, ma che potrebbe anche essere da sprono per trovare una soluzione definitiva al problema sicurezza del tunnel del San Gottardo.

Se infatti sono indispensabili importanti lavori all’attuale traforo autostradale, si costruisca il prima possibile un secondo tunnel, così mentre apporteranno le modifiche all’attuale galleria si potra circolare nel nuovo buco. Ma bisogna muoversi in fretta, perché ci vogliono anni a scavare e a rendere agibile il nuovo traforo. Ricordiamo che il San Gottardo è stato inaugurato 30 anni fa, e il traffico attuale è intensissimo, soprattutto per quel che concerne il transito dei mezzi pesanti. Il tunnel attuale è pericoloso e non rispetta le norme più recenti in materia di sicurezza. Accanto alla galleria, era stato già scavato un bel forellino, chiamato cunicolo di sicurezza: ecco, si allarghi quanto prima il buco esistente, si tratta di un intervento ben più semplice che i trafori di Alptransit. Non si può più tergiversare, l’occasione che si presenta è unica! E non ci vengano a dire che l’Unione Europea di qua, che Alptransit di là, e altre boiate simili:  i camion UE vengano finalmente contingentati e che venga data priorità ai TIR svizzeri, che la piantino di concentrare le forze e i fondi solo per quella cattedrale nel deserto che è Alptransit. Se ci sono i soldi per il progetto faraonico e fuori di testa di Alptransit, allora ci devono essere anche i franchi per il raddoppio del San Gottardo. E l’ambientalista airolese Pedrina se ne vada in pensione, e lasci lavorare il Paese per rendere sicura la famelica galleria del San Gottardo!

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