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La disoccupazione fa paura ai ticinesi.

12 dicembre 2010

Il Corriere del Ticino riporta i risultati di un sondaggio effettuato nelle scorse settimane: 600 ticinesi hanno partecipato all’indagine. Alla domanda “indica quali sono gli argomenti più importanti da trattare durante la campagna elettorale” hanno risposto in modo inequivocabile: la disoccupazione. Al secondo posto, nettamente staccato, il fisco e poi la sanità. Per carità, non ci voleva certo un sondaggio per confermare che i ticinesi sono preoccupati dal fenomeno della disoccuapazione, ma ora abbiamo anche la conferma demoscopica.

Da anni, da quando vi è la libera circolazione delle persone con l’Unione Europea, si assiste al fenomeno più perverso e più frustrante per i ticinesi: la disoccupazione in Ticino aumenta, ed aumentano pure i frontalieri che vengono assunti nel Cantone. Anche uno sprovveduto intuisce che il mercato del lavoro ticinese è in subbuglio, che i lavoratori domiciliati sono sotto pressione, che c’è dumping salariale, che in molti casi vengono preferiti i frontalieri ai ticinesi, che la libera circolazione è a favore degli altri e non nostra. La reciprocità poi non è garantita, ma tanto chi se ne frega, dirà qualcuno: chi va in Italia a lavorare con i bassi stipendi che danno lì, oltretutto in svalutatissimi euro? Insomma gli accordi con l’UE sono stati una mega-fregatura: arrivano centinaia di migliaia di lavoratori stranieri in Svizzera, e fregano posti di lavoro; la disoccupazione aumenta, la povertà pure. Oltretutto non si tratta di lavori che gli svizzeri non vogliono o non sanno compiere: in Ticino il settore terziario è stato preso d’assalto dai frontalieri. Una volta gli stranieri erano impiegati nell’edilizia, nell’industria. Ora vengono assunti a migliaia nelle banche, assicurazioni, alla TSI, studi legali, nella sanità e perfino gli Enti pubblici (Comuni) assumono frontalieri al posto di ticinesi!! Siamo alla follia. Sì, la disoccupazione è al primo posto delle preoccuazioni dei ticinesi. E qualsiasi tentativo di frenare l’invasione straniera sarà ben vista dalla maggioranza della popolazione.

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