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Iniziativa espulsione criminali stranieri: che si spiccino ad applicarla!

12 dicembre 2010

A netta maggioranza gli elettori svizzeri hanno accettato l’iniziativa popolare per l’espulsione di criminali stranieri dal nostro Paese: è ora ancorato nella Costituzione questo prinicipio, ed ora il Parlamento deve tradurre in legge quanto chiesto ed adattare il codice penale. Durante la discussione qualche mese fa sull’iniziativa, le due Camere avevano definito costituzionale il testo in votazione, dunque nulla osta a che venga applicato quanto chiesto e approvato. La consigliera federale Sommaruga ha ora costituito un gruppo di lavoro per l’applicazione dell’iniziativa; tale task force sarà guidata dal professor Heinrich Koller, ex direttore dell’Ufficio federale di giustizia. Del gruppo di lavoro faranno parte rappresentanti dei Cantoni, dell’Ufficio migrazione e della giustizia. Essi dovranno consegnare un rapporto su come applicare l’iniziativa in questione entro fine giugno.

Prendiamo atto della procedura e confidiamo in una celere applicazione di quello che il popolo ha chiesto in votazione. Ci sorge il dubbio che la legge cambierà forse, ma con molta calma e tempo. Notoriamente, quando le autorità vogliono temporeggiare, vengono creati gruppi di lavoro, consultazioni, discussioni e procedure infinite; spesso non se ne arriva a una, talvolta tutto si arena e ci si dimentica. Ovviamente diamo fiducia al gruppetto di consulenti, e ricordiamo che ancora non siamo nell’Unione Europea: quindi il nostro diritto e le nostre leggi fanno stato, e finché non aderiamo all’UE ci gestiamo come vogliamo. E se proprio qualche punto della nuova legge dovesse cozzare col diritto europeo, prendiamo esempio dai francesi e dagli italiani: nonostante le proteste UE, hanno espulso e continuano ad allontanare decine di migliaia di zingari Rom che sono cittadini UE. Non facciamoci spaventare da possibili ritorsioni da parte della quasi fallita Unione Europea, in crisi di identità e di liquidità. Rimandiamo quanto prima i criminali nei loro Paesi (spesso provengono dalla zona UE). In Svizzera il popolo è sovrano, nell’UE sono pochi burocrati che comandano.

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