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Archivio per dicembre 2010

L’UDC ha ragione: accordi Schengen da rivedere

30 dicembre 2010

Inutile nascondere la verità: da quando la Svizzera ha aderito allo spazio Schengen, la sicurezza non è migliorata. Come può migliorare la sicurezza di un Paese se i confini non esistono più, se i controlli sono poco rigorosi, se le nostre frontiere sono ormai un colabrodo? Entra nel nostro Paese di tutto e di più, e ovviamente i malintenzionati lo sanno che la Svizzera non fa più controlli alle dogane. Nei mesi passati abbiamo riferito delle camionate (nel vero senso della parola) di iracheni che sono stati fermati, stipati come sardine nei TIR che cercano di entrare in Svizzera e scaricano i richiedenti l’asilo sul nostro territorio: chissà quanti camion pieni di asilanti sono entrati indisturbati nel nostro Paese. E chissà quanti delinquenti, zingari Rom, richiedenti l’asilo, e chi più ne ha più ne metta, avranno varcato il confine assolutamente indisturbati, tanto i controlli in dogana non esistono più. Esistono invece i valichi di frontiera aperti e dichiaratamente incustoditi: un invito a nozze per tutti coloro vogliono entrare in Svizzera!!

Fatto sta che l’UDC propone ora di rivedere l’accordo. E la proposta è legittima, perché il buon senso dice di aumentare la sicurezza interna del nostro Paese, e ciò si può raggiungere solo con maggiori controlli alle frontiere, mica facendo sapere al mondo che i nostri valichi sono incustoditi!! Le statistiche sulla criminalità non sono poi rassicuranti: giornalmente si registrano furti, spesso anche violenti, di criminali che entrano in Svizzera, delinquono e poi tornano indisturbati nei loro campi illegali all’estero. Pensate che tra poco pure le popolazioni balcaniche potranno entrare senza permessi, perché lo spazio Schengen sarà sempre più ampio e accoglierâ sempre più Paesi dell’Est, i cui cittadini potranno tranquillamente varcare le frontiere. I comandanti delle polizie delle città dell’Est europeo pare si sfreghino le mani: da loro la criminalità è scesa da quando esistono gli accordi di Schengen, e questo perché i malavitosi si sono spostati ad operare nei Paesi ricchi dell’Ovest europeo. Del resto mettetevi nei panni dei delinquenti: preferireste svuotare le case di poveri concittadini, o magari spostarvi ad ovest per svaligiare le case di ricchi svizzeri? Domanda quasi scema, ma i buonisti nostrani sono convinti che di problemi non ve ne siano… Ovviamente auguriamo loro di ricevere quanto prima nella loro casa la visita di bande di delinquenti dell’est senza scrupoli!

Il mondo ostaggio degli anarchici, dei no-global e della sinistra?

28 dicembre 2010

Più volte su questo sito abbiamo scritto che la Svizzera è ostaggio della sinistra. Spesso le scelte politiche sono frutto sì del classico compromesso svizzero, ma molte volte i partiti di centro, piuttosto che dar ragione all’UDC si schierano con il PS. Più volte abbiamo stigmatizzato il comportamento della polizia (resa impotente dagli ordini impartiti dai politici) e magistratura quando vi sono le tipiche manifestazioni non autorizzate della sinistra, cortei che la TV di Stato definisce multicolori, festanti e innocui, ma che in realtà sono zeppi di no-global, black blocks, anarchici e comunisti che vogliono spaccare tutto quello che possono, senza neppure evitare di far male alle persone. Insomma, dove arrivano queste manifestazioni della sinistra finisce sempre a botte con la polizia e si contano gravi danni materiali. Perché poi il cittadino comune se aggradisce un poliziotto, se rompe una vetrina, se dà fuoco ad un’automobile viene fermato e finisce in galera, ed invece quegli incappucciati neppure li fermano? I classici esempi di totale impunità si sono avuti a Ginevra e Losanna durante il G8 di Evian (Francia), e anche a Berna quando l’UDC sfilava in ordine per le vie della città: i “casseurs” hanno rotto tutto quel che c’era da spaccare, hanno intimorito la gente, hanno messo a repentaglio la sicurezza, ma la polizia non ha fatto nulla, ed ha fermato ben pochi delinquenti, per poi rilasciarli dopo poche ore. Famoso il vecchietto a Berna che disperato chiedeva “Dov’è la polizia?”. Ecco appunto: se noi normali non ci atteniamo alla legge ed alle regole vigenti, allora dobbiamo pagare; se invece i comunisti spaccano e picchiano a viso coperto, la passano liscia. E poi dicono che la legge è uguale per tutti…

In questi giorni le ambasciate di Roma sono minacciate da pacchi bomba, e le sedi consolari di Svizzera e Cile  sono state colpite da ordigni che hanno ferito dei funzionari che lavorano nelle ambasciate. Si ritiene che siano gli anarchici che si sono organizzati e che coi loro atti di minaccia tengono sotto scacco mezza Europa: questo è il risultato di una politica che per anni ha lasciato fare, ha garantito l’impunità alla sinistra estrema, ormai diventata un problema che minaccia la sicurezza del continente. Per anni hanno picchiato e messo a fuoco e fiamme le città del mondo, protetti da politici senza palle che hanno sempre bagatellizzato atti comunque illegali. Ultimo episodio avvenuto proprio a Roma: dopo la decisione del Parlamento di confermare la fiducia al governo Berlusconi, i soliti incappucciati hanno “espresso” la loro rabbia coi loro metodi violenti ed illegali, mettendo in subbuglio la capitale italiana. Pochi di questi delinquenti senza rispetto per la civile convivenza sono stati fermati, ma soprattutto sono presto stati rilasciati. Ancora una volta sono rimasti impuniti, hanno la certezza di restare impuniti. Ed ora alzano il tono e le minaccie diventano serie per tutte le ambasciate. Si impone un cambiamento ed un inasprimento: anzi, che finalmente si applichi la legge anche nei confronti degli incappucciati di sinistra, altrimenti si convinceranno che coi loro metodi illegali conquisteranno il mondo.

Accordi bilaterali: saremmo noi a non rispettarli??!??

25 dicembre 2010

La notizia è demenziale: un’eurodeputata italiana un po’ bevuta, tale Lara Comi di Varese, interroga la Commissione Europea sui manifesti UDC con i ratti che ballano. La Comi afferma che i ticinesi non rispetterebbero gli accordi bilaterali, in particolare la libera circolazione delle persone (eh, ma questa da dove viene? Da Marte?). La deputata in preda ad un raptus di pura follia chiede all’UE se non sia il caso di intervenire per difendere i frontalieri italiani e fare pressione per tutelare i diritti dei frontalieri. È evidente che Lara Comi non abbia capito un tubo sul dossier libera circolazione delle persone e non sappia neppure che il Canton Ticino offra lavoro a 45′000 italiani frontalieri, pagati in sonanti franchi svizzeri e mica in euro svalutati, e sia di fatto il terzo più grande datore di lavoro della penisola, dopo lo Stato e le Poste.

Ma come si fa anche solo a pensare che il nostro Cantone non rispetti gli accordi sulla libera circolazione delle persone? Qui da noi aumenta costantemente il numero di disoccupati, e parallelamente incrementa il numero dei frontalieri attivi. Qui si preferiscono i frontalieri ai domiciliati!! Siamo discriminati in casa nostra e arriva l’eurodeputata di turno a dire l’esato contrario! Altro che non rispetto della libera circolazione, da noi si abusa della possibilità di assumere lavoratori stranieri!!! Ma piuttosto l’eurodeputata impazzita dovrebbe chiedere all’UE che l’Italia rispetti gli accordi con la Svizzera: lo sanno anche i sassi che non c’è reciprocitâ, che per noi svizzeri è praticamente impossibile ottenere un permesso di lavoro, che le ditte ticinesi non riescono a lavorare in Italia perché vengono volutamente escluse!! La Svizzera secchiona come sempre applica i contratti, sono gli altri che fanno i furbi e sfruttano il nostro Paese del bengodi. Va bene che è Natale, ed è bello fare doni e ci vogliamo tutti più bene, però Lara Comi (ennesima donnina avvenente di Berlusconi) vài a pescare, dàtti all’ippica, alla lap dance. Dài retta a noi, la politica lasciala perdere!

Buon Natale a tutti i lettori del lato-b

24 dicembre 2010
AUGURI A TUTTI !

AUGURI A TUTTI !

Buon Natale a tutti! L’augurio di un Natale cristiano giunga nelle vostre case. Si tratta di un periodo di riflessione e raccoglimento che sempre più raramente si presenta nella nostra società dei consumi, dell’informazione immediata, delle speculazioni, del profitto. Nel nostro Paese, esempio per il mondo intero di tolleranza, multilinguismo, convivenza pacifica tra tutte le etnie possibili, il popolo ha deciso per il divieto di edificazione dei minareti: da noi si possono professare liberamente tutte le religioni, ma non si potranno più edificare minareti. Moschee sì, minareti no. Luoghi di culto sì, luoghi di incontro sì, luoghi di preghiera sì. Quindi è inutile che i soliti intellettualoidi ci rompano con le solfe sul razzismo e sulla discriminazione. Da noi è così, e se non va bene, fuori di qui. Ultimamente è stata lanciata la contro-iniziativa minareti: vogliono richiamare il popolo per votare contro il divieto. Ma fàcciano pure, intanto però di nuovi minareti non se ne parla. Per capire cosa sia l’intolleranza e la criminalità religiosa guardate ai paesi islamici, dove incendiano chiese e ammazzano preti! Mandiamoli lì i moralisti nostrani che osano infangare la nostra Nazione, mandiamoli lì, così almeno hanno qualcosa da recriminare contro i regimi islamici, e in pochi minuti verrebbero arrestati e incarcerati, cosî ce li leviamo di torno.

Altro bell’argomento recente è l’iniziativa sull’espulsione dei criminali stranieri: il popolo vuole così, si adatti pertanto la legge e si espellano i criminali stranieri senza indugi, cosa del resto pretesa a gran voce dagli stessi stranieri onesti in Svizzera, quelli che non temono nessun allontanamento dal nostro Paese. Invece cosa fanno?? Creano gruppi di lavoro, per valutare la fattibilità dell’iniziativa!! Le balle, cambiate le leggi come vi ha chiesto il popolo con voto! E non veniteci a dirci che la proposta cozza contro il diritto europeo! La Francia e l’Italia da anni espellono cittadini UE nell’Unione Europea, infrangendo trattati e accordi! Ci manca pure che ora un gruppo di cittadini lanci l’iniziativa popolare per tenerci i criminali stranieri…

Cari visitatori del sito lato-b: BUON NATALE A VOI E ALLE VOSTRE FAMIGLIE !!

Author: LATO-B Categories: Attualità Federale Tags:

Raddoppio del Gottardo, il prima possibile.

19 dicembre 2010

È decenni che se ne parla, è decenni che si temporeggia. Il tunnel autostradale del San Gottardo e il suo raddoppio. All’inizio sembra che gli Svizzeri non fossero d’accordo a costruire un secondo tunnel autostradale. Poi sono emersi dei sondaggi effettuati negli ultimi anni che indicano che la maggioranza del Paese vuole il raddoppio. L’Ufficio federale preposto alla manutenzione delle strade prevede nei prossimi tempi grossi lavori di ristrutturazione della galleria autostradale, e sembrerebbe necessaria la chiusura del traforo durante circa 2 anni e mezzo: significa che il Ticino resterebbe isolato per quasi 3 anni dal resto del Paese. Si tratta di un’ipotesi inquietante, ma che potrebbe anche essere da sprono per trovare una soluzione definitiva al problema sicurezza del tunnel del San Gottardo.

Se infatti sono indispensabili importanti lavori all’attuale traforo autostradale, si costruisca il prima possibile un secondo tunnel, così mentre apporteranno le modifiche all’attuale galleria si potra circolare nel nuovo buco. Ma bisogna muoversi in fretta, perché ci vogliono anni a scavare e a rendere agibile il nuovo traforo. Ricordiamo che il San Gottardo è stato inaugurato 30 anni fa, e il traffico attuale è intensissimo, soprattutto per quel che concerne il transito dei mezzi pesanti. Il tunnel attuale è pericoloso e non rispetta le norme più recenti in materia di sicurezza. Accanto alla galleria, era stato già scavato un bel forellino, chiamato cunicolo di sicurezza: ecco, si allarghi quanto prima il buco esistente, si tratta di un intervento ben più semplice che i trafori di Alptransit. Non si può più tergiversare, l’occasione che si presenta è unica! E non ci vengano a dire che l’Unione Europea di qua, che Alptransit di là, e altre boiate simili:  i camion UE vengano finalmente contingentati e che venga data priorità ai TIR svizzeri, che la piantino di concentrare le forze e i fondi solo per quella cattedrale nel deserto che è Alptransit. Se ci sono i soldi per il progetto faraonico e fuori di testa di Alptransit, allora ci devono essere anche i franchi per il raddoppio del San Gottardo. E l’ambientalista airolese Pedrina se ne vada in pensione, e lasci lavorare il Paese per rendere sicura la famelica galleria del San Gottardo!

La disoccupazione fa paura ai ticinesi.

12 dicembre 2010

Il Corriere del Ticino riporta i risultati di un sondaggio effettuato nelle scorse settimane: 600 ticinesi hanno partecipato all’indagine. Alla domanda “indica quali sono gli argomenti più importanti da trattare durante la campagna elettorale” hanno risposto in modo inequivocabile: la disoccupazione. Al secondo posto, nettamente staccato, il fisco e poi la sanità. Per carità, non ci voleva certo un sondaggio per confermare che i ticinesi sono preoccupati dal fenomeno della disoccuapazione, ma ora abbiamo anche la conferma demoscopica.

Da anni, da quando vi è la libera circolazione delle persone con l’Unione Europea, si assiste al fenomeno più perverso e più frustrante per i ticinesi: la disoccupazione in Ticino aumenta, ed aumentano pure i frontalieri che vengono assunti nel Cantone. Anche uno sprovveduto intuisce che il mercato del lavoro ticinese è in subbuglio, che i lavoratori domiciliati sono sotto pressione, che c’è dumping salariale, che in molti casi vengono preferiti i frontalieri ai ticinesi, che la libera circolazione è a favore degli altri e non nostra. La reciprocità poi non è garantita, ma tanto chi se ne frega, dirà qualcuno: chi va in Italia a lavorare con i bassi stipendi che danno lì, oltretutto in svalutatissimi euro? Insomma gli accordi con l’UE sono stati una mega-fregatura: arrivano centinaia di migliaia di lavoratori stranieri in Svizzera, e fregano posti di lavoro; la disoccupazione aumenta, la povertà pure. Oltretutto non si tratta di lavori che gli svizzeri non vogliono o non sanno compiere: in Ticino il settore terziario è stato preso d’assalto dai frontalieri. Una volta gli stranieri erano impiegati nell’edilizia, nell’industria. Ora vengono assunti a migliaia nelle banche, assicurazioni, alla TSI, studi legali, nella sanità e perfino gli Enti pubblici (Comuni) assumono frontalieri al posto di ticinesi!! Siamo alla follia. Sì, la disoccupazione è al primo posto delle preoccuazioni dei ticinesi. E qualsiasi tentativo di frenare l’invasione straniera sarà ben vista dalla maggioranza della popolazione.

Iniziativa espulsione criminali stranieri: che si spiccino ad applicarla!

12 dicembre 2010

A netta maggioranza gli elettori svizzeri hanno accettato l’iniziativa popolare per l’espulsione di criminali stranieri dal nostro Paese: è ora ancorato nella Costituzione questo prinicipio, ed ora il Parlamento deve tradurre in legge quanto chiesto ed adattare il codice penale. Durante la discussione qualche mese fa sull’iniziativa, le due Camere avevano definito costituzionale il testo in votazione, dunque nulla osta a che venga applicato quanto chiesto e approvato. La consigliera federale Sommaruga ha ora costituito un gruppo di lavoro per l’applicazione dell’iniziativa; tale task force sarà guidata dal professor Heinrich Koller, ex direttore dell’Ufficio federale di giustizia. Del gruppo di lavoro faranno parte rappresentanti dei Cantoni, dell’Ufficio migrazione e della giustizia. Essi dovranno consegnare un rapporto su come applicare l’iniziativa in questione entro fine giugno.

Prendiamo atto della procedura e confidiamo in una celere applicazione di quello che il popolo ha chiesto in votazione. Ci sorge il dubbio che la legge cambierà forse, ma con molta calma e tempo. Notoriamente, quando le autorità vogliono temporeggiare, vengono creati gruppi di lavoro, consultazioni, discussioni e procedure infinite; spesso non se ne arriva a una, talvolta tutto si arena e ci si dimentica. Ovviamente diamo fiducia al gruppetto di consulenti, e ricordiamo che ancora non siamo nell’Unione Europea: quindi il nostro diritto e le nostre leggi fanno stato, e finché non aderiamo all’UE ci gestiamo come vogliamo. E se proprio qualche punto della nuova legge dovesse cozzare col diritto europeo, prendiamo esempio dai francesi e dagli italiani: nonostante le proteste UE, hanno espulso e continuano ad allontanare decine di migliaia di zingari Rom che sono cittadini UE. Non facciamoci spaventare da possibili ritorsioni da parte della quasi fallita Unione Europea, in crisi di identità e di liquidità. Rimandiamo quanto prima i criminali nei loro Paesi (spesso provengono dalla zona UE). In Svizzera il popolo è sovrano, nell’UE sono pochi burocrati che comandano.

In Svizzera non c’è più la libertà di espressione

6 dicembre 2010

Che da tempo in Svizzera non vi è più la libertà di esprimersi lo abbiamo notato da tempo: ogniqualvolta una voce fuori dal coro dice cose politicamente scorrette sono problemi. Denuncie, querele, accuse di razzismo, “ha parlato il diverso”. Pochi sono gli organi di informazione che non vengono controllati dal sistema, dal Grande Fratello. Del resto in Svizzera la TV di Stato ha il monopolio dell’informazione; le emittenti private sono poche e troppo piccole e la pluralità e la completezza delle notizie non è certo garantita. Se infine consideriamo che la RSI è un covo di sinistroidi, con un vertice che assume frontalieri al posto dei domiciliati, allora il quadro è completo.

Sabato scorso l’UDC, primo partito in Svizzera, è stato costretto ad organizzare la propria assemblea dei delegati all’aperto e al gelo, nella campagna vodese. Cinquecento persone che dibattono all’addiaccio perché il Canton Vaud, scelto mesi prima come luogo dell’assemblea, non ha garantito la sicurezza ai delegati. Praticamente nessuno ha messo a disposizione una palestra, una sala, un centro congressuale! Incredibile: come ha ben detto l’ex Consigliere federale Christoph Blocher ad un giornalista romando che lo aveva avvicinato, è inaccettabile che quando arrivano stranieri a rischio in Svizzera, quando vi sono manifestazioni e cortei, quando vi sono eventi importanti, si mobilita l’esercito, la polizia, i pompieri, la protezione civile; quando il primo partito politico del Paese vuole svolgere la propria assemblea dei delegati, allora nessuno muove un dito. Che il Canton Vaud fosse avverso all’UDC lo si sapeva, ma che le autoritâ non abbiano fatto nulla per permettere una dignitosa assemblea ai delegati nazionali è uno scandalo che dimostra come in Svizzera non sia garantita la libertà e la pluralità di espressione. L’unica cosa positiva ê che i giornalisti RSI presenti si siano beccati il gran freddo della campagna di Gland, ed abbiano condiviso i disagi dei delegati… Hanno vissuto sulla propria pelle, insomma, cosa significa essere discriminati per le proprie idee.

Leuenberger e Implenia. L’ex consigliere federale è un furbetto o forse di più.

1 dicembre 2010

che uomo dolce e sensibile

che uomo dolce e sensibile

Moritz Leuenberger, ex consigliere federale socialista ha da poco dato le dimissioni dal Governo federale, e dopo poche settimane si ritrova ai vertici di Implenia, nota e grande ditta edilizia attiva nel settore di appalti pubblici (Alptransit in primis). Cosa c’ê di strano? È anomalo che il suo cadreghino sia ancora caldo in Consiglio Federale, e già ne scalda un altro in una impresa che ha un giro di affari di miliardi di franchi, e che sia proprio il settore curato in Governo da Leuenberger: appalti pubblici legati ai trasporti. Il Tages Anzeiger, quotidiano zurighese certo distante dalla destra politica, accusa il furbo Moritz di aver favorito più volte Implenia ancora quando egli era consigliere federale, e come premio per le sue spintarelle a favore dell’impresa, abbia ottenuto un posto di prestigio a Implenia. Ma bravo Leuenberger: in nome della mobilità sostenibile, in nome dell’ecologia, in nome dei trasporti puliti, ha favorito costruzioni faraoniche che svuotano le tasche dei contribuenti, ma poi riempiono quelle di Implenia e di tante altre imprese attive nel settore. Pensate che Moritz in passato era un 68ino, uno che andava sulle barricate, uno che non sopportava l’iniziativa privata, il capitalismo, i mega-stipendi, i favoritismi, la mafietta. Ed ora sembra invischiato in torbidi clientelismi. Per decenni ha fatto parvenza di essere poco sveglio, un po’ sornione e stupidino, invece era probabilmente un furbetto. Ora anche il suo Partito socialista lo critica apertamente per i suoi affari poco puliti. L’unica consolazione per i cittadini contribuenti è che se Leuenberger riceve un bello stipendio da Implenia, lo Stato non gli versa la pensione che gli spetterebbe come ex consigliere federale (ca. Fr 300′000). Bravo Moritz, da sessantottino a manager d’assaltro senza scrupoli.

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