A fine novembre saremo chiamati a votare l’iniziativa popolare dell’UDC per le espulsioni di criminali stranieri. La raccolta delle firme 4 anni fa fu un successo e in brevissimo tempo fu depositata, dove giace da troppo nei cassetti della cancelleria federale. Ora si va al voto, e secondo i recenti sondaggi pare che verrebbe accolta dalla maggioranza degli svizzeri. Ed ecco che da ogni dove ci si mobilita per evitare che l’inizativa passi. La sinistra afferma che anche il controprogetto proposto dal Parlamento, anch’esso posto in votazione popolare, sarebbe anticostituzionale, l’iniziativa è per loro xenofoba e le solite balle razziste che evocano sempre. Si formano i comitati contro la proposta UDC, le note commissioni antirazzismo si mobilitano. Ed ora anche una perizia giuridica presentata dal PLR che proverebbe l’incompatibilità dell’iniziativa con la libera circolazione con l’UE. L’Unione Europea stessa ha già annunciato che non sarebbe compatibile col diritto comunitario. Insomma, hanno paura. Hanno paura che possano venire espulsi i crimianali stranieri dal nostro Paese e ritrovarseli a casa loro. Stupratori, assassini, spacciatori, e tutta questa risma devono andarsene. Quando abbiamo a che fare con svizzeri criminali, purtroppo dobbiamo tenerceli a casa nostra (o mandarli sulla luna), se sono stranieri fuori! In caso di accettazione della proposta UDC si calcola che invece degli attuali 400, verrebbero allontanati 1′200 stranieri criminali. È chiaro che al cittadino con buon senso la decisione sembra ovvia. Per chi vuol tenere i criminali stranieri in Svizzera la proposta è assurda…
La lista per il Governo del PLRT è pronta, anzi NO. Al recentissimo comitato cantonale arriva la notizia della rinuncia a candidarsi da parte di Raffaele Tognacca, noto imprenditore frontaliere (nel senso che pare che il domicilio ce l’abbia a Genova). Con tutti i problemi che ci creano i frontalieri, ci mancava pure Tognacca! esclamerà qualcuno. In realtà l’”uomo di Pelli” è coinvolto in un’inchiesta penale, roba da 12 mio di Euro, nel settore del commercio di gas naturale. Imbarazzo, tremendo imbarazzo. Alla fine il comitato PLRT ha ratificato la lista per il Consiglio di Stato, ma ne ha accettati solo 4 sui 5 posti disponibili. Ora Pelli e Co. devono trovare il 5. uomo; e questo dopo che pare abbiano avuto molte difficoltà a completare una lista con personaggi di spicco (?). Ovviamente tutti scalpitano, anche perché chi è candidato al Governo difficilmente manca l’elezione in Parlamento, dunque si tratta sicuramente di posto ambito. Arrivano i mo-mo che rivendicano la candidatura, i giovani, le donne, ecc ma soprattutto i radicali capitanati da Franco Celio vogliono quella candidatura, perché secondo loro la lista proposta è troppo liberale. Per i soliti giochetti interclassisti i PLR hanno sempre cercato di equilibrare le due anime del partito, talvolta con giochi di equilibrismo patetici. Ora vedremo se i radicali ancora una volta la spunteranno nei confronti dei liberali, divenuti ormai una forza debole all’interno del partitone.
Su questo sito abbiamo denunciato da sempre il malandazzo ormai consolidato nel nostro Paese di assumere stranieri al posto degli svizzeri, creando disoccupazione qui da noi ed esportando benessere all’estero, visto che spesso si tratta di frontalieri. Ma perché, soprattutto in Ticino ma anche in Svizzera tedesca, si è osservato il preoccupante fenomeno, questa invasione di stranieri? Innanzitutto è corretto dire che l’assunzione di stranieri è legale e legittima, perché con la libera circolazione delle persone con l’Unione Europea non ci vuole più nessuna domanda preliminare al Cantone: basta uno straccio di contratto per ottenere il permesso di lavoro. Le ditte sfruttano le possibilità date dagli accordi con l’UE: assumono frontalieri al posto dei ticinesi per diversi motivi a pari competenze, tra cui paghe più basse rispetto ai domiciliati (con l’Euro così basso poi, il frontaliere si sfrega le mani con salari in franchi svizzeri) e maggiore disponibilità e flessibilità. Quel che fino a pochi anni fa non succedeva, ora si osserva in modo evidente, cioè che i molti frontalieri assunti in Ticino siano del settore terziario; che non vi sia manodopera sufficiente in Ticino nell’industria, nell’edilizia e artigianato lo sanno anche i sassi. Gli stranieri però adesso rubano il lavoro ai ticinesi nelle banche, fiduciarie, assicurazioni, ospedali e studi medici, studi di ingegneria e architettura (tutti settori che finora sono sempre stati appannaggio dei domiciliati), ma anche nel settore pubblico come Comuni e Cantone, oltre che alla TV di Stato, finanziata lautamente coi soldi degli svizzeri che poi rimangono disoccupati a causa degli stranieri. Roba da matti! Ora il Mattino della domenica ci informa che anche al Festival di Locarno, foraggiato ampiamente con soldi pubblici, vengono assunti dozzine di stranieri, con compiti che potrebbero essere tranquillamente risolti dai ticinesi! Basta assumere stranieri, proprio le istituzioni pubbliche dovrebbero dare lavoro ai domiciliati, proprio perché senza soldi pubblici un Festival di Locarno, distintosi nell’ultima edizione per aver presentato film scabro-porno omosessuali disgustosi, non esisterebbe neppure! Doppio danno per il contribuente: sperpero di denaro pubblico, e aumento della disoccupazione indigena in seguito all’assunzione di stranieri… Roba da pazzi.
Vi ricordate dell’iniziativa popolare che gli svizzeri hanno respinto in votazione in modo netto qualche anno fa? Si chiamava “Sî all’Europa”. Era una proposta scellerata, che chiedeva di aderire quanto prima all’Unione Europea. E questo mentre le cose nel continente andavano ancora benino. Ora questa saggia decisione del popolo svizzero è più attuale che mai: c’è infatti sempre qualche imbecille che continua a propugnare l’adesione del nostro Paese alla grande Europa, e questo nonostante siano più che evidenti le ripercussioni negative dei trattati bilaterali, come disoccupazione, abusi sui cantieri, dumping salariale, invasione di decine di migliaia di lavoratori stranieri, ecc. Insomma si continua sulla strada della svendita della Svizzera, che una volta nell’Unione Europea cadrebbe nel più profondo anonimato.
Eppure in questi mesi si nota in che stato derelitto si trova l’UE: la Grecia, la Spagna, il Portogallo e altri Paesi sull’orlo del fallimento; scioperi in Francia che mettono in crisi una delle locomotive dell’Europa unita; il sud Italia sommerso dal pattume sulle strade come a Calcutta; le Nazioni dell’est in forte difficoltâ; emergenza immigrazione clandestina e emergenza Rom. Ce n’ê per tutti i gusti e per tutti i palati. Premesso che in Svizzera abbiamo tanti problemi di risolvere, non vediamo perché infognarci con un’UE in difficoltà pazzesche. L’Europa invecchia, e le pensioni non sono più finanziabili: si tratta di un dossier costosissimo. Almeno quello in Svizzera lo abbiamo sotto controllo: a parte gli statali che vanno in pensione troppo presto (e di fatti le loro casse pensioni sono in profondo rosso e siamo noi contribuenti a pagare pensioni da nababbi baby-pensionati statali), da noi si smette di lavorare a 65 anni. Pensate che in Grecia vanno in pensione a 52 anni! Incredibile! E la Svizzera dovrebbe aderire all’UE? Per pagare le scemenze e il malandazzo europeo (in realtâ già paghiamo tantissimo per sostenere la carta straccia Euro e con l’appartenenza al Fondo monetario)? Col cavolo: stiamo fuori dall’UE. Gestiamoci i nostri problemi. Quelli dell’UE se li paghino chi ha voluto una comunità di Nazioni inaffidabili e sull’orlo della bancarotta!!
Durante il congresso dei giovani CDU e CSU, partiti di governo assieme ai liberali della FDP, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha affermato in modo lapidario che il modello multiculturale in Germania è “totalmente fallito“. La Merkel afferma che “la Germania non ha manodopera qualificata e non può fare a meno degli immigrati, ma questi si devono integrare e devono adottare la cultura e i valori tedeschi. E ancora: “Non abbiamo bisogno di un’immigrazione che pesi sul nostro sistema sociale“.
Ma guarda un po’ la Merkel, leader del Paese trascinatore dell’Unione Europea, che dice certe cosette interessanti: ma la cancelliera tedesca si è svegliata un giorno e ha capito tutto in una mattina, o magari era un po’ di tempo che queste idee covavano nella sua testa, solo che non poteva dirle, perché politicamente scorrette? Fatto sta che la Merkel esprime concetti assolutamente legittimi e corretti: in Germania, come in tutta Europa, vi è stata e vi è ancora una fortissima immigrazione, e purtroppo l’integrazione non funziona mica così bene. In particolare i musulmani non hanno nessuna intenzione di assimilare la cultura del Paese ospitante, e si creano dei veri e propri ghetti. La Merkel descrive semplicemente quello che succede in Germania e quello che nessuno (sinistra a parte) vorrebbe succedesse. Quando queste legittime preoccupazioni vengono espresse in Svizzera, chi le fa rischia una denuncia per infrazione alle norme antirazziste. Ma si sa, la nostra Nazione è ostaggio di una sinistra che vuole immigrazione, problemi, alzare le imposte, aiutare i criminali, e soprattutto la Svizzera è ostaggio di una TV di Stato che plagia le menti dei nostri cittadini. Chissà che qualcuno si svegli dal torpore ascoltando la Merkel …
Venerdì 15 ottobre 2010 viene festeggiata la caduta dell’ultimo diaframma (2 metri di roccia tenuta in piedi con fatica per permettere di esultare degnamente davanti a oltre 400 collaboratori della TV di Stato che garantirà una diretta coi fiocchi) che una volta abbattuto permetterà di unire i due tunnel scavati da nord e da sud, e che sancirà la creazione di un tubo lungo 57 Km tra Erstfeld e Bodio: si tratta della più lunga galleria ferroviaria del mondo, opera fondamentale per il progetto megalomane Alptransit, pagato dagli svizzeri ma destinato alle merci europee in transito. Facciamo i complimenti a tutti i lavoratori di Alptransit, in particolare ai minatori che lavorano per anni sotto terra per costruire questa galleria.
Premettiamo che nell’Unione Europea si fregano le mani a sapere che gli elvezi pagano di tasca propria ciò che verrà usato dall’economia europea. Pensiamo che bisogna proprio essere rimbambiti a sborsare oltre 20 mia di franchi per l’UE senza una contropartita a favore della Svizzera. Inoltre l’UE sta potenziando l’asse Est-Ovest e sta progettando il nuovo Brennero, ma sembra poco interessata all’Alptransit. Pertanto si ha l’impressione che si stia costruendo un’opera faraonica, senza interesse per i futuri utenti. Italia e anche Germania non saranno assolutamente pronti a salire sul treno di Alptransit quando quest’ultima sarà agibile. Inoltre vi sono problemi tecnici: nella galleria di base fa un caldo pazzesco, e per permettere ai treni di viaggiare veloci dovranno probabilmente installare su certe tratte l’aria condizionata (cosa? ma non doveva essere un’opera per ridurre l’inquinamento e per preservare le Alpi??). Pare poi siano stati posate tubature difettate, grazie ai soliti consorzi internazionali che si aggiudicano i lavori e poi operano senza rispettare le regole. Sembra che si debbano sostituire chilometri di tubi difettati!! Ovviamente non saranno le ditte truffaldine a sanare a proprie spese i difetti, ma saranno necessarie decine di milioni supplementari pagati dal contribuente elvetico. Infine girano voci che su Alptransit viaggeranno solo il 2,5% delle merci trasportate attraverso la Svizzera: Ehh? Un’opera pazzesca e costosissima per far passare poche merci? Ma è semplicemente folle. Folle. Non osiamo neppure pensare a quanto poi ci costerà ogni anno solo la manutenzione dell’opera. Ma per dimenticare le gabole, guardiamoci in TV la caduta dell’ultimo diaframma, senza dimenticare che per questo evento hanno sospeso i lavori per giorni e che i minatori hanno a lungo polemizzato perché non guadagnano abbastanza durante questi giorni di pausa forzata per la festa …
La nostra presidente Doris Leuthard viene accolta ufficialmente dalla Norvegia, Paese a noi fortemente affine per non essere membro dell’Unione Europea e per essere una Nazione ricca (oltre che vantare un prezzo della vita carissimo) e libera. La cosa non fa notizia, si tratta di una visita ufficiale di una delegazione svizzera all’estero, se non che quando la banda musicale suona l’Inno nazionale elvetico, intona un motivo che con il nostro salmo non c’entra un tubo! Vi rendete conto? Siamo nel 2010, c’è Internet, Facebook, la Svizzera è talmente all’avanguardia che ha concesso la libera circolazione delle persone, e la Norvegia sbaglia la scelta dell’Inno nazionale svizzero durante una visita di Stato. È strano come nessuno ci conosca, pochi sanno che in Svizzera si parlano 4 lingue ufficiali, tutti pensano che siamo un Paese chiuso su se stesso e invece abbiamo la più alta percentuale di cittadini stranieri, in molti sono convinti che da noi ci siano solo mucche, formaggio, coltellini, banche e montagne. Neppure riescono a trovare l’Inno svizzero. Però poi sono migliaia gli stranieri che della Svizzera nulla sanno (però sanno che da noi si trova lavoro grazie alle frontiere aperte e alla libera circolazione siglata con l’Unione Europea), e che ci invadono ogni anno, contribuendo ad aumentare la disoccupazione nel nostro Paese. Insomma, Svizzera sconosciuta ai più, ma invasa da stranieri che rubano lavoro ai domiciliati. Eh sì, ci stiamo proprio globalizzando, appiattendo, diventando mediocri come gli altri. Magari tra poco ci toglieranno pure l’Inno.

no grazie !
Ma il problema Rom in Ticino esiste o no? Certo che esiste, visto che le nostre frontiere, note ormai in tutta Europa come facilmente valicabili, senza alcun controllo delle persone che entrano in Svizzera, vengono attraversate regolarmente dai nomadi provenienti dai campi lombardi o piemontesi: costoro vengono nel nostro Paese, rubano, e poi ritornano nei loro accampamenti in Italia con la refurtiva. Qualche volta vengono beccati, moltissime volte non vengono intercettati. E poi, anche se fermano dei Rom che hanno rubato in Ticino, si tratta spessissimo di minorenni ben istruiti all’arte del furto, e come minorenni vengono tosto rilasciati. Insomma rubano, vengono fermati per poche ore, e rubano ancora, ecc. Ci sono dei problemi, inutile far finta di niente come fanno i soliti socialisti, per i quali nulla càpita, fino a quando la questione non tocca loro e non sono loro stessi vittima di furti.
Ma nel nostro Cantone abbiamo un vantaggio rispetto al Norditalia: da noi non ci sono accampamenti abusivi di zingari, e questo è fondamentale, perché i campi Rom in Italia sono semplicemente incontrollabili e sono notoriamente il covo ideale per la delinquenza. Sono l’area di Galbisio, e neppure tutto l’anno, è attrezzata per ospitare i nomadi; anche a Mendrisio si accampano regolarmente gli zingari, che sono persone note alla polizia ticinese. E questo così deve restare: poche aree per gli zingari, in maniera che le autorità riescano a controllare i nomadi. Altro che chiedere nuove aree per gli zingari!! Siano i socialisti a prenderseli in casa loro, o facciano accampare i Rom nei loro giardini! Col cavolo che creeremo nuovi spazi per i nomadi!! Va bene così, pochi posti e ben controllati. Noi lo schifo dei campi abusivi dei Rom in Italia non li vogliamo, ci chiediamo perchè i socialisti vogliano sempre importare problemi dall’estero…

topus europeus
I media hanno fatto un servigio incredibile a Rusconi e compagni: l’UDC ticinese ha finanziato con 30 mila franchi la campagna sui 3 topi (uno frontaliero, uno rumeno e bandito, uno che rappresenta il ministro italiano degli scudi fiscali Giulio Tremonti) che mangiano il formaggio svizzero. Sono stati sollevati temi sempre attuali, ma ovviamente si è parlato dei modi con cui è stata impostata la campagna. I media come detto hanno fatto il gioco dei promotori: servizi, approfondimenti, discussioni, e tanto altro. L’iniziativa è cosatata davvero poco in confronto al rumore causato dagli organi di informazione. Il punto è che i problemi sollevati restano: rimane Tremonti che romperà presto di nuovo gli zebedej con un altro scudo fiscale. Restano i 45′000 frontalieri che lavorano in Ticino e che spesso rubano il lavoro ai ticinesi grazie alla libera circolazione delle persone e grazie a salari più bassi (soprattutto nel settore terziario, come nelle banche, assicurazioni, studi legali e di ingegneria, ecc). E resta pure il problema sicurezza, esploso in seguito all’apertura delle nostre frontiere, che ormai sono divenute aperte a tutti. Begli accordi quelli siglati con l’Unione Europea… E adesso criticano i toni di balairatt, mah.

che schifo !!
Se ancora qualcuno aveva bisogno di essere convinto che l’Unione Europea non esiste, allora il caso ungherese del fango tossico è un esempio eloquente. Nel Paese magiaro vi è stata un’inondazione di materiale tossico fuoriuscito da un impianto di lavorazione dell’alluminio, che ha causato 4 morti, molti feriti, ed ora si teme che l’inquinamento possa arrivare al grande fiume Danubio, tanto per rendere il disastro continentale. Per ottenere l’alluminio dalla bauxite (la materia prima) si devono utilizzare procedure e materiali altamente tossici. Nella vecchia Unione Europea bisogna disporre di impianti all’avanguardia e prendere le precauzioni del caso (almeno speriamo che ciò accada…); nei Paesi UE dell’Est, in quelli emergenti che si sono aggiunti per arrivare a 27 Nazioni UE, non ci sono prescrizioni particolari, e quindi si inquina di più e l’ambiente non è certo un argomento. Ed ecco che ogni tanto succede l’inghippo. Secondo la legge svizzera, da oltre 20 anni è vietato creare enormi bacini contenenti rifiuti tossici così come in Ungheria, dove è bastato che la diga si rompesse e si sono riversati milioni di metri cubi di marea rossa tossica sui villaggi circostanti, liquido corrosivo contente metalli pesanti, con danni che verranno sanati forse in 5 anni. Migliaia di persone costrette a fuggire dalle proprie abitazioni. Capito?: nell’UE dell’Est sono indietro di 20 anni nella sicurezza degli impianti per la produzione di alluminio. Un bell’esempio di cattivo funzionamento delle norme UE. Una risposta a chi riteneva l’UE allargata come cosa buona, asserendo che nei nuovi Paesi dell’Est le cose funzionassero bene e secondo le norme UE. Col cavolo! I Paesi ex-comunisti sono in ritardo di decenni e decenni ci vorranno ancora per portare queste Nazioni a livelli di stabilità accettabili.