Per chi non se ne fosse accorto sono stati affissi lungo le strade in Ticino dei cartelloni raffiguranti 3 topi che mangiano formaggio da una forma di formaggio ticinese. I 3 topi rappresentano un frontaliere, un rumeno mascherato e il ministro dell’economia Giulio Tremoni con tanto di scudo. Si tratta sicuramente di un messaggio forte, molti si offenderanno, e che suscita reazioni emozionali da parte di Governi (il nostro Consiglio di Stato si è già distanziato), sindaci come il sindaco di Verbania che denunciano la campagna aggressiva, gruppi politici che fanno sapere la loro opinione, ecc. Il finanziatore di questa campagna è per ora sconosciuto, ma si pensa alla destra ticinese o a qualche imprenditore. Al di là delle immagini e della modalità della campagna, i temi sollevati meritano approfondimento da parte della popolazione ticinese. La libera circolazione delle persone con l’Unione Europea ci opprime e crea disoccupazione (in continuo aumento i frontalieri attivi nel Cantone, in aumento pure la disoccuopazione in Ticino). Il Tremonti ci ha danneggiato non poco, e tornerà alla carica coi suoi scudi. La delinquenza d’importazione genera insicurezza nella popolazione. Quando avranno finito la discussione sulla modalità con cui è stata lanciata questa campagna, resteranno i problemi da risolvere. Speriamo che cercheranno di risolvere i temi pendenti con lo stesso entusiasmo con cui hanno ravvivato questa campagna, criticandola con veemenza!!
Abbiamo già avuto modo su questo sito di segnalare quanto l’attività su Facebook possa essere pericolosa: ladri che guardano quando le loro vittime sono in vacanza per agire indisturbati nelle abitazioni da svaligiare; uffici tassazioni che in base agli acquisti dichiarati dai contribuenti agli amici risale al vero imponibile fiscale; poliziotti federali che vengono sorpresi a fare strani annunci pubblici; first ladies di importanti politici che minano la sicurezza nazionale con le loro confidenze fatte sul noto social network. Insomma di gaffes se ne sono viste molte in questi anni.
Un latitante siciliano, condannato in Italia ad una pena detentiva di oltre 15 anni, noto mafioso, è stato arrestato a Savosa negli scorsi giorni, dove viveva tranquillo da due anni. Come hanno fatto gli inquirenti italiani a scoprire il suo nascondiglio elvetico? Semplice: il pregiudicato si sentiva talmente sicuro della sua dimora, che si è messo su Facebook ed ha candidamente pubblicato delle foto della sua famiglia e del suo faccione, annunciandosi col suo vero nome. Un’imprudenza incredibile che gli è costata l’arresto. Ora l’Italia lo vorrebbe, e si stanno valutando le possibilità di estradizione. Condannato per spaccio di droga e concorso in omicidio, ci chiediamo come possa essere arrivato indisturbato in Svizzera, pare con il cognome bulgaro Tschauschev. Che le nostre frontiere fossero un colabrodo è noto, e lo sanno anche tutti i delinquenti che varcano il confine quotidianamente e senza difficoltà. Ma che addirittura il mafioso abbia ottenuto il permesso B da noi è folle. Ma si sa, in nome dell’internazionalismo e dell’apertura arrivano tutti, ma proprio tutti qui. Povera Svizzera, per fortuna il siciliano era talmente intoccabile che ha avuto l’arroganza di mostrarsi su Facebook! Certo che anche le nostre autorità di vigilanza hanno proprio fatto una figura barbina… Evviva l’apertura all’Unione Europea!!
Il popolo svizzero, chiamato alle urne in seguito al referendum lanciato dalla sinistra, ha approvato le modifiche apportate dal Parlamento alla legge sulla disoccupazione. Si tratta di modifiche che toccano sia le prestazioni ai disoccupati, sia le trattenute salariali. A nessuno piace che riducano le prestazioni delle assicurazioni sociali, specie nell’ambito della disoccupazione. E a nessuno piace che vengano trattenuti al dipendente più soldi, e come conseguenza i salariati ricevano uno stipendio netto inferiore. Ma se il popolo non avesse accettato le modifiche in questione, sarebbe stato alto il rischio che le trattenute sui salari fossero poi state molto più elevate di quelle ancora sopportabili proposte. In qualche modo bisogna risanare l’Assicurazione disoccupazione (AD), che registra deficit miliardari: la disoccupazione è sempre alta in Svizzera, sia in seguito alla crisi di due anni fa, sia soprattutto a causa di lavoratori stranieri che “stuccano” il lavoro ai domiciliati. Non è più un segreto che mentre nell’ultimo anno sono aumentati gli svizzeri in cerca di lavoro, il numero di frontalieri impiegati in Svizzera sia cresciuto in modo significante. Non c’è niente da fare, la libera circolazione delle persone tra il nostro Paese e l’Unione Europea ha fatto danni. In Ticino si assumono lavoratori stranieri pagandoli meno, e anche in settori che una volta restavano fuori dalla portata dei frontalieri: banche, assicurazioni, studi legali, addirittura i Comuni e il Cantone assumono frontalieri, per non parlare della RSI che riceve il canone per spendere tanti soldi pagato dai domiciliati, e poi continua ad assumere italiani!! Vergogna! E intanto aumenta la disoccupazione degli svizzeri. Ecco perché l’AD era da risanare, i costi sociali causati dagli accordi bilaterali con l’UE aumentano!

fermate il vecchietto!
Era inevitabile che prima o poi avrebbero intercettato ed arrestato il fuggitivo di Bienne. Dopo quasi 2 settimane di latitanza, grazie alle informazioni fornite da una cittadina, nei giorni scorsi hanno arrestato il fuggitivo pensionato che ha tenuto in scacco per molti giorni la polizia e le autorità di Bienne. Ricordiamo che per ben due volte il vecchietto fin troppo arzillo era sfuggito alla polizia di Bienne che aveva fatto una figuraccia per la sua inefficienza. Egli aveva dato fuori di matto ed aveva sparato ad un poliziotto perché gli avrebbero messo all’asta la casa dove era nato e dove era vissuto.
Ora vogliono far pagare al fuggitivo i costi delle operazioni di polizia, causati in particolare dopo il ferimento del poliziotto. Assurdo! Già il vecchio non aveva i soldi per arrivare a fine mese, tanto è vero che gli avevano pignorato la casa. Ora arriva la municipale Barbara Schweigert che propone di appioppare i costi della sicurezza al fuggitivo: secondo lei infatti chiunque ha causato un danno deve assumersi le conseguenze finanziarie. E brava la Schweigert, ha inventato la gallina dalle uova d’oro!! Vorrà dire che faremo pagare anche tutti i criminali (molti dei quali stranieri), i nomadi, i richiedenti l’asilo che pur sapendo di non avere diritto di asilo ci causano procedure e costi esorbitanti. Insomma, grande idea della municipale, cui fa pure l’eco il Consigliere di Stato bernese Hans-Jürg Käser. Le spese per fermare il fuggitivo ammonterebbero a 5 milioni di franchi, ma in realtà il vecchio pistolero non ha il becco d’un quattrino. Invece di fare proposte demenziali, i bernesi dovrebbero chiedersi come hanno fatto a lasciarsi sfuggire per ben 2 volte il vecchietto inviperito! In seguito all’inefficienza delle forze dell’ordine sono state causate spese inutili, oltre che figuracce a go-go! Altro che prendersela col pazzo vecchietto, rendete finalmente efficiente la nostra polizia e spendete bene i soldi del contribuente!
Premettiamo che non condividiamo il linguaggio del Mattino della domenica, il domenicale leghista: sull’ultimo numero un titolone “Rom raus”. È però anche vero che i dati sugli zingari Rom sono inquietanti: dagli accampamenti (spesso abusivi) situati in Lombardia e Piemonte i rom arrivano in Ticino a rubare e delinquere. Il problema c’è, ma i soliti sinistroidi vogliono distogliere l’attenzione dal problema, stigmartizzando il linguaggio della Lega dei ticinesi. Le solite accuse di razzismo, di xenofobia, di volgarità.
Intanto arrivano anche le braccia armate della sinistra: diversi atti vandalici che colpiscono Bignasca e la Lega sono stati perpetrati nella scorsa notte. Ma il problema resta irrisolto: cosa si propone per fermare i rom che vengono a deliquere dai noi? Bisogna sapere che i rom fermati dalla polizia, sorpresi in atti delittuosi, vengono subito rilasciati dalle nostre autorità, e già il giorno dopo sti zingari tornano in Ticino a delinquere. Si tratta di un fenomeno inquietante, perché senza fine e soprattutto impunito. È tipico di certa sinistra: il razzismo è gravissimo e va punito duramente. In realtà nessuno in Svizzera soffre di atti razziali, se non qualche imbecille giustamente punito che mena le mani, spesso straniero e brillo. E invece guanti di velluto nei confronti di chi delinque: per i benpensanti si tratta di casi sociali, vittime della società, persone che necessitano di aiuti, ed altre scemenze da psicologi in cerca di lavoro. La verità è che chi non sta alle regole della pacifica convivenza debba essere punito e reso inoffensivo, per evitare che delinqua nuovamente. La libera circolazione, con zero controlli alle frontiere, sta facendo il gioco dei rom, e di tutte quelle persone che varcano il confine per delinquere da noi. Ma per la sinistra bisogna punire e minacciare invece il Bignasca, perché usare certe espressioni causa davvero grandi danni…
Parrebbe dai soliti studi che in Svizzera vi siano 800 mila adulti che non leggono bene e 400 mila che non sanno fare di calcolo, calcoli semplici ovviamente. La Federazione svizzera per la formazione continua chiede che tutti i Cantoni offrano corsi pubblici gratuiti (???). Cosa, coi soldi del contribuente ancora spiegare come si fanno le addizioni e come si fa a leggere un semplice testo? Col cavolo! I nostri giovani sono già stati a scuola e grazie alla scuola pagata dai contribuenti hanno potuto frequentare regolarmente i corsi della scuola dell’obbligo che dovrebbe aver insegnato loro a leggere, scrivere e fare di calcolo. Se non erano in grado di farlo, i nostri docenti statali avrebbero dovuto far loro bocciare la classe e dare loro le nozioni per evitare di avere alunni somari alla fine delle elementari e delle medie. La realtà è che in questo mondo di mediocrità e bagatellizzazione i docenti non bocciano praticamente più: in Ticino non si boccia più durante la scuola dell’obbligo, e a 15 anni i ragazzi finiscono le medie e molti alunni escono totalmente impreparati. La società di oggi è lo specchio della nostra scuola. La Federazione della formazione continua dovrebbe preoccuparsi che i docenti della scuola dell’obbligo non permettano agli ignoranti di acquisire la licenza elementare (dove insegnano a leggere e a fare le moltiplicazioni) e la licenza di scuola media! Altro che spiegare agli adulti con carenze primitive come si legge e si fa di calcolo. Se poi la Federazione intende istruire gli stranieri ignoranti immigrati in Svizzera a centinaia di migliaia, allora siamo comunque contrari a corsi gratuiti (che poi sono gratuiti per i partecipanti, chi paga è sempre il cittadino con le proprie imposte!!)! La Svizzera deve far entrare gente straniera capace ed istruita almeno al punto di saper leggere, e se non lo sanno fare allora gli stranieri si paghino un bel corso per adulti di tasca propria!. Non vediamo perché dobbiamo pagare noi svizzeri.

tranquilla ma non troppo
Vi ricordate il film hollywoodiano Il fuggitivo? Il medico Dr. Richard Kimbel, interpretato dall’attore Harrison Ford, dopo essere stato condannato per l’omicidio di sua moglie (assassinio non commesso da lui), riesce ad evadere e durante la sua latitanza cerca di trovare le prove per scagionarsi. La polizia federale lo cerca in ogni dove e alla fine lo trova quando il medico poteva finalmente dimostrare la sua innocenza.
Ciò che sta avvenendo a Bienne ci ricorda vagamente il film: il fuggitivo stavolta è un pensionato di 67 anni, che ha dato fuori di matto perché gli portavano via la casa che era da vendere all’asta dopo pignoramento. Il vecchio Peter Kneubühl non ci sta e si mette a sparare per difendere la sua casa, ferendo gravemente un poliziotto. Lo fermano ma lui riesce a fuggire. La polizia lo cerca in ogni dove, lo riarresta e lui scappa nuovamente. Le autorità si affrettano ad affermare che il fuggitivo non è pericoloso, che i cittadini non rischiano nulla. Ora le cose sono cambiate: la polizia ha emanato un comunicato di ricerca di persona con la descrizione fisica del fuggitivo e raccomanda alla popolazione di starsene in casa al sicuro. Nel frattempo è emerso che il Kneubühl aveva preparato forse da anni il suo piano di difesa della propria abitazione, sono state trovate diverse armi. Il vecchio preparava da tempo la sua battaglia contro lo Stato. Al di là del fatto che si tratta senz’altro di uno con qualche problema mentale, la polizia e le autoritâ di Bienne hanno fatto una figuraccia imbarazzante, messi in scacco da un vecchio agguerrito fermato due volte e scappato due volte sotto gli occhi delle forze dell’ordine di Bienne, forse abituate a dare le multe ai motorini, ma poco avvezze ad inseguire i fuggitivi!
Sul nostro sito abbiamo svariate volte seganalato gli abusi della legge sul lavoro che regolarmente avvengono in Ticino, in particolare nel settore dell’edilizia. Infrazioni che una volta nessuno si sognava di osservare, ma che da quando il mercato del lavoro è aperto e la concorrenza spietata capitano troppo spesso. Le ore di lavoro degli operai non possono superare le 9 giornaliere, invece una ditta basilese di pavimentazione, la Ziegler AG di Liestal, faceva lavorare i propri dipendenti ben 17 ore quotidiane (lavori per il comune di Iragna e sullo svincolo autostradale di Mendisio). Roba da sfruttamento, roba da schiavismo, roba da matti. Ma la cosa buffa, di cui nessuno parla per non ammettere l’inefficienza dei controlli (pagati ovviamente dai contribuenti), è che l’abuso è venuto a galla grazie alla segnalazione di un cittadino: solo in seguito alla sollecitazione di questo signore la commissione paritetica cantonale ha potuto verificare gli orari di lavoro e denunciare la ditta. Ma come, dicevano che era tutto sotto controllo, che gli ispettori (pagati con soldi pubblici) riuscivano a seguire i cantieri, ecc ecc ?
La verità, dopo questo caso che non è isolato, e dopo molte altre infrazioni su cantieri pubblici e privati degli scorsi mesi, è che la situazione è sfuggita di mano: vi sono ditte attive nei cantieri ticinesi che arrivano da ogni dove, operai che parlano lingue dell’est e che non conoscono i loro diritti, responsabili di ditte straniere che non parlano italiano e che per fornire i documenti necessari per operare in Ticino aspettano l’arrivo della polizia. Abusivismo, sfruttamento, infrazione delle regole. D’altra parte volevano il mercato aperto, adesso si notano le conseguenze. E che la smettano di chiedere ancora più soldi (del contribuente) per aumentare i controlli, ci sono troppi canteri da monitorare: se pensiamo che neppure sui cantieri pubblici sono capaci di far rispettare le leggi, figuriamoci sui cantieri privati… I controlli per evitare abusi, infrazioni che tanto ci sono e saranno lo stesso, ci costano infinitamente di più che i presunti benefici che dovrebbero arrivare dagli accordi con l’Unione Europea. Eppoi l’apertura dei mercati doveva significare nuove opportunità per le ditte svizzere: in realtà in Svizzera siamo invasi da ditte estere, padroncini, lavoratori distaccati che rubano lavoro agli indigeni, e le ditte svizzere che vogliono andare a lavorare all’estero vengono bloccate da ridicole misure protezionistiche dei Paesi UE!!
In autunno si era cominciato a parlare concretamente di amnistia fiscale nel Canton Ticino, con la proposta che all’inizio era stata condivisa da tutti i partiti (ovviamente non dal PS, che notoriamente succhia ai contribuenti i soldi che abbisogna per la sua solidarietà senza fondo). In un secondo tempo la Lega dei Ticinesi si era tirata fuori, e in seguito anche il PPD aveva fatto un passo indietro. Ma perché la Lega aveva desistito: semplice, approfondendo la proposta di amnistia, si era accorta che non era per nulla interessante, e non avrebbe avuto chissà che risultato (nel senso che ben pochi contribuenti avrebbero approfittato di questa amnistia fiscale, conseguentemente sarebbero stati pochi i milioni a riemergere dai conti in nero). Condividiamo l’interpretazione: se proprio si fa un’amnistia, allora si faccia una proposta davvero allettante, per far tornare alla luce non pochi spiccioli, ma consistenti capitali, in maniera che il fisco ne approfitti, e che i contribuenti che hanno fondi neri ne escano ancora interi.
Nelle ultime settimane sempre la Lega propone sgravi fiscali, grazie ai quali beneficerebbero tutti i livelli dei contribuenti ticinesi. Questa è una buona proposta, che peserebbe poche decine di milioni sul fisco (75 mio, di cui 48,3 mio a favore delle persone fisiche, il resto per le aziende), ma che soprattutto lascerebbe qualche soldo in più ai ticinesi; soprattutto a beneficiarne sarebbe la classe media, tanto maltrattata dal fisco ticinese. La popolazione spenderebbe sicuramente meglio dello Stato i soldi risparmiati, rilanciando anche un pochino un’economia cantonale un po’ fiacca. Meglio gli sgravi, le cui ripercussioni sono facilmente prevedibili per Stato e cittadini, che un’amnistia poco interessante per quelli che davvero hanno tanti soldi da fa riemergere dal nero. La sinistra comunque è contraria anche agli sgravi. Vedremo se anche questa volta PLR e PPDini saranno coi socialisti, contrastando una proposta di sgravi fiscali assolutamente sostenibili!
Sentenza del Tribunale federale amministrativo: due prostitute bulgare e rumene hanno il diritto di chiedere il permesso di soggiorno, e anche di riceverlo. La loro storia è semplice: durante una delle tante retate anti-prostituzione sono state beccate senza permessi, e in seguito hanno richiesto i papiri per rimanere in Svizzera ed esercitare il mestiere più vecchio del mondo. Dopo le varie istanze che hanno rifiutato di concedere i permessi richiesti, il TF concede loro le autorizzazioni per vivere ed operare nel nostro Paese. Del resto la libera circolazione delle persone con l’Unione Europea prevede che tutti i 400 milioni di cittadini possano spostarsi liberamente e lavorare in uno dei 27 Paesi UE, e in più la Svizzera. Non si capisce perché una passeggiatrice non possa lavorare da noi.
Ormai lo sanno anche i sassi: la Svizzera è invasa da lavoratori stranieri, in ogni possibile branca e settore. Sanità, banche, assicurazioni, studi di avvocatura, ingegneria, oltre naturalmente l’ediilizia e l’artigianato. A questi si aggiugano il settore pubblico, Comuni e Cantone che pagano stipendi coi soldi dei contribuenti (assurdo, assumono stranieri preferendoli ai ticinesi che poi restano disoccupati), e la RSI che pare continui con la sua campagna di assunzione di italiani (anche qui gli stipendi pagati coi soldi degli svizzeri che pagano il canone più caro d’Europa!!!). Assurdo, solo da noi possono succedere certe porcate! Alla faccia dell’apertura che volevano i partiti ammalati di internazionalismo! La Svizzera è invasa da stranieri: come non capirli i nostri lavoratori esteri, qui si paga bene e in franchi svizzeri, mica qualche straccio di euro svalutato! La veritâ è che la gente deve finalmente capire che siamo discriminati a casa nostra, ci facciamo del male con le nostre mani. Creiamo migliaia di disoccupati svizzeri per assumere stranieri!! Ah, lo sapevate che il presidente PLRT Fulvio Pelli, che diceva dieci anni fa in TV che voleva mandare la figlia a fare uno stage a Milano in uno studio legale, e ciò sarebbe stato possibile solo con accordi con l’UE, è rimasto basito quando gli hanno detto che la laurea della figlia non valeva una cicca in Europa e lo stage non l’ha potuto fare?? Bravo Fulvio, ridicolo. Ma ci credi ancora nell’Europa?