Il velo islamico è ormai un diritto acquisito?

è pure scomodo
Il Canton San Gallo aveva emesso il divieto per le allieve di indossare il velo islamico nelle scuole. Fino a qui niente da eccepire, la normativa del consiglio scolastico cantonale sangallese non sarebbe un unicum. Ed ecco che arriva la solita Commissione federale contro il razzismo, che ovviamente ha definito intollerabile il divieto. Secondo la temibile commissione, che taccia tutto e tutti di razzismo, alle allieve ed al personale ausiliario deve essere permesso indossare il chador. Invece per la commissione è giustificato imporre alle maestre una restrizione nell’espressione delle proprie convinzioni religiose (beh, diremo noi, almeno fino a lì ci arrivano). Per la commissione che vede razzismo in ogni dove, l’imposizione sarebbe solo un simbolo di identificazione culturale da eliminare.
Bravi! Ricordiamo che la commissione presieduta dal socialista intollerante Kreis, per esprimere commenti negativi e sprizzare velenose prese di posizione, è pagata lautamente coi soldi dei contribuenti svizzeri. Secondo noi invece si tratta di un divieto giustificato, senonaltro perché altrimenti le ragazze che portano il velo non potrebbero fare la lezione di nuoto. Il punto è che noi cristiani non possiamo esporre crocefissi e alberi di Natale (ce lo vietano in casa nostra!), mentre gli islamici, che giâ spesso non vogliono integrarsi, possono sfoggiare i loro simboli religiosi. Ancora una volta siamo discriminati, anzi ci auto-discriminiamo a tutti i livelli e foraggiamo una commissione di gente che vede sempre razzismo, non disponendo di altri argomenti.