Il solito assalto alla diligenza
E ci risiamo: ogni volta che un Consigliere Federale si ritira, frotte di partiti e soprattutto di candidati si fanno avanti. Questa volta poi l’occasione è ghiottissima, dato che saranno ben due i Consiglieri Federali a rinunciare al mandato: il vecchio cardiopatico Merz e l’ex-68ino Leuenberger se ne vanno. I seggi sarebbero per un radicale ed un socialista, ma ovviamente tutti i partiti rivendicano un ministro in più. Gli UDC perché avevano trombato Blocher, i PPDini perché avevano impacchettato e spedito la Metzler, i verdi perché non hanno Consiglieri Federali, e ovviamente radicali e socialisti perché si tratta di un loro ministro dimissionario.
Quello che più volte abbiamo ribadito, al di là dell’appartenenza partitica (si tratta dei soliti giochini di potere e accordi trasversali ai pariti che permettono di eleggere un candidato di certo partito piuttosto che di un altro), è quanto sia importante avere persone valide e con gli attributi giusti. È preoccupante vedere che chiunque si auto-candida a Consigliere Federale, con la presunzione di appartenere ad una certa area geografica che ha diritto ad un ministro, oppure parlare una certa lingua che manca in Governo, o magari essere donna per pretendere il seggio vacante. Spesso i candidati sono privi di esperienza sia parlamentare sia di governo (anche solo di un’esperienza in un municipio o in Consiglio di Stato). Sono finiti i tempi in cui si distribuivano mandati secondo questi criteri arcaici: ci vogliono persone capaci e preparate, conscie del fatto che la Svizzera è da anni sotto pressione internazionale, che la crisi economica ha lasciato dei segni profondi, che siamo invasi da lavoratori stranieri, che abbiamo problemi irrisolti ma che necessitano di soluzioni! Vogliamo competenza in Governo, mica clientelismo!