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Archivio per giugno 2010

Mondiali di calcio, errori arbitrali mondiali! Urgono cambiamenti.

30 giugno 2010
Blatter lo stregone

Blatter lo stregone

Torniamo sui campionati mondiali di calcio, non per criticare la Svizzera che è uscita mestamente dopo la bella vittoria sulla Spagna, ma per segnalare che infine forse qualcosa succederà per migliorare gli arbitraggi di scarso livello che si possono osservare in Sudafrica: dopo errori immensi avvenuti nelle prime partite e che hanno deciso le sorti delle contese, il presidente della FIFA Joseph Blatter ha finalmente aperto uno spiraglio di speranza per chi vorrebbe il calcio uno sport un po’ meno imperfetto. Blatter si è scusato con le squadre vittime di mostruosi errori arbitrali e ha lasciato capire che in futuro è pensabile l’introduzione di tecnologia per evitare certi svarioni che poi decidono le partite.

Ormai se ne parla da tanti anni: con tutte le telecamere e tutti i replay che ci propinano in TV, possibile che gli arbitri non possano visionare le immagini nei casi dubbi? Perché la FIFA ha sempre precluso l’introduzione della moviola in campo? Vuole forse poter influenzare le partite? Ora anche il tennista Roger Federer si è espresso sull’argomento da Wimbledon, asserendo quanto sia importante che le partite di calcio non si decidano in seguito agli errori arbitrali. Ma pensiamo agli altri sport: nel tennis si possono rivedere le palle dubbie, nell’hockey gli arbitri possono rivedere le azioni discusse, nel football americano pure. Adesso basta! Basta pilotare le partite, basta errori! E la cosa più assurda è (fatto accaduto a questi mondiali sudafricani) che mentre l’arbitro decide che non vi è un fuori gioco, alle sue spalle sul maxischermo tutti gli spettatori nello stadio e quelli che seguoni la partita in tv vedono che invece il fuori gioco c’è: poi l’arbitro vede che il replay sul maxischermo evidenzia l’errore del suo arbitraggio ma non cambia la sua decisione. DEMENZIALE! 

La tecnologia deve entrare sui campi da calcio, soprattutto a questi livelli mondiali, per evitare il più possibile errori evitabilissimi che condannano ingiustamente le squadre vittime. Chiedetelo agli inglesi, cui non hanno convalidato un gol qualche giorno fa, quando la palla aveva superato di mezzo metro la linea di fondo…

Sanità malata. Troppi morosi disonesti.

25 giugno 2010

In Svizzera la sanità sta male: primo perchè ogni anni i premi cassa malati subiscono impennate insostenibili. Secondo perchè gli aiuti statali per pagare i premi vengono spalmati in modo irrazionale e spesso a chi non ha nemmeno bisogno di aiuti, privando così chi ha veramente bisogno di un sostegno. Da un paio d’anni inoltre si assiste ad un fenomeno preoccupante, che è chiaramente sfuggito di mano: vi sono sempre più cittadini che non pagano i premi di cassa malati, pur ricevendo magari anche i sussidi di cassa malati erogati dal Cantone. Capito? Il contribuente paga due volte: una prima volta per finanziare i sussidi, una seconda volta per tappare i buchi creati dai morosi di cassa malati!! Quello in vigore è un sistema perverso, che induce a non pagare i premi, tanto ci pensa lo Stato! In Svizzera quasi 200′000 morosi, in Ticino 15′000 in aumento!! E ai morosi si garantiscono pure le cure d’urgenza! Se all’estero vengono a sapere ciò che accade da noi, si mettono a ridere!

Ieri il Parlamento cantonale ticinese ha approvato un sistema di distribuzione dei sussidi di cassa malati più equo e più mirato, che dovrebbe aiutare chi ha veramente bisogno (in Ticino ca. 1/3 dei cittadini riceve tali sussidi). Il Granconsiglio ha approvato inoltre una variante che permetterebbe di risparmiare ca 4 mio di franchi. Ci sembra il minimo provare a risparmiare dove si può, e togliere i sussidi a chi non ha bisogno. La consigliera di Stato Pesenti, direttrice del DSS, non ha dato l’assenso del Governo a questa modifica. In realtà tutto il sistema sanità è da rivedere profondamente, aiutando chi ha bisogno e punendo duramente chi riceve aiuti statali, coi quali va magari in vacanza invece di pagare la cassa malati. Le proposte che chiedevano di versare direttamente alle casse malati i sussidi erogati dal Cantone (invece di darli in mano agli assicurati che non sanno gestirsi) sono sempre state bocciate, per motivi organizzativi…

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Miss e arbitri di calcio in politica?

23 giugno 2010

E’ notizia di questi giorni: il PPD, noto partito tradizionalista cattolico, non quindi molto per i cambiamenti cui siamo ormai abituati da questa società impulsiva, candiderà probabilmente alle prossime elezioni cantonali la già Miss Svizzera Christa Rigozzi e l’arbitro internazionale di calcio Massimo Busacca, il quale al momento si trova in Sudafrica ai Mondiali di calcio, a beccarsi gli insulti dei sudafricani dopo la loro sconfitta ed esclusione dal campionato in corso (i sudafricani imputerebbero a Busacca un arbitraggio a loro sfavorevole).

Così è il Ticino, ed anche il resto del mondo: in politica e in Parlamento arriva di tutto, personaggi provenienti da ognidove. Una ventina di anni fa entrò come deputata per la Lega dei ticinesi anche la porno-starletta Sandy Balestra, che mai si fece vedere in Granconsiglio. Ora è la volta di arbitri ed ex-Miss Svizzera, magari verranno pure eletti, e magari saranno anche più bravi e di buon senso rispetto a certi parlamentari che scaldano la sedia in Granconsiglio (certi non scaldano neppure il proprio posto, nel senso che non presenziano neppure). C’è chi maligna, asserendo che Busacca comunque già conosce bene i corridoi di Palazzo delle Orsoline, dato che gestisce da anni il bar del Governo… Ultima chicca, sia la Rigozzi che Busacca vengono dal Comune di Monte Carasso: che sia un paese che sforna talenti sportivi, dello spettacolo e della politica? (??!!)

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L’asfalto si è scottato. Finalmente giustizia?

21 giugno 2010

Dopo anni e anni di tira e molla, di inchieste e di ricorsi, asfaltopoli sembra essere arrivata al capolinea. Dal giugno del 2004 ad oggi una lunga procedura. Ora anche il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha confermato, in modo ancor più severo, la decisione della Commissione della concorrenza: il cartello dell’asfalto c’era eccome, e il Cantone ha pagato 25 mio di franchi di troppo per le opere legate alla pavimentazione, il Comune di Lugano stima ca 5 mio di troppo. Anche i privati ovviamente hanno speso molto di più del giusto: i prezzi infatti erano pompati del 30%, proprio grazie agli accordi tra le ditte di asfalto che si spartivano i lavori coi prezzi esorbitanti che gli enti pubblici criticavano. A nulla ha portato dunque il ricorso presentato al TAF da 7 ditte di pavimentazione ricorrenti. Ora vi è ancora la possibilità di ricorrere al Tribunale Federale, vedremo se avranno la tolla di farlo. Oltre all’infrazione della legge sui cartelli, si ipotizza pure truffa e falsità in documenti. I giudici del TAF sono stati più severi della prima istanza: nell’ambito dei concorsi per i lavori a Lugano, l’autocertificazione che le ditte indagate fornivano al Comune di Lugano sulla bontà dei prezzi (quindi non frutto di accordi cartellari) e la possibilità che si riservava il committente (cioè il Comune di Lugano) di procedere penalmente contro l’offerente che avesse dato indicazioni inveritiere sono per il TAF cosa seria, è di rilevanza penale. Le 17 ditte che per anni si spartivano i lavori in Ticino, coi prezzi che volevano loro, hanno perso su tutta la linea. Bisognerà ora vedere se la Magistratura riaprirà un caso chiuso con troppa fretta, considerando pure che il Cantone si era costituito parte civile.

Ora gli enti pubblici si stanno muovendo per sottoscrivere accordi extragiudiziali con le ditte condannate: vengono chiesti indennizzi per i lavori eseguiti sovrapprezzo. È evidente che gli enti pubblici abbiano tutto l’interesse a farsi ridare i soldi dalle 17 ditte, e allo stesso tempo che le ditte possano continuare ad operare correttamente. Nel frattempo i prezzi, come noto, sono nettamente scesi in Ticino per i lavori di asfaltatura. Se non vi sarà alcun ricorso al Tribunale Federale, si chiude qui una vicenda di sprechi di denaro pubblico e privato, una brutta storia che grazie alla legge sui cartelli non dovrebbe davvero ripetersi

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Liberali-radicali sempre più in difficoltà

19 giugno 2010

Nei giorni scorsi il vice-presidente del PLRT Franco Lazzarotto (quel simpatico bonaccione del Cabaret della Svizzera Italiana, nonché direttore di scuola media) ha rassegnato le dimissioni dalla carica in seno al PLRT. E questo a meno di 6 mesi dall’investitura di vice-presidente cantonale! Il tempo di non lasciare il segno, il tempo di far finta che nel partitone va tutto bene, il tempo di non vedere i risultati dell’ufficio presidenziale, ecco che nel PLRT si perdono ancora pezzi. Tempi duri per i radicali-liberali, o per i liberali-radicali. Si tratta comunque di una dirigenza debole, di un presidente cantonale Walter Gianora di scarsissima personalità, e che si distingue per assordanti silenzi in Granconsiglio. Non sono certo le migliori premesse per un rilancio dell’immagine del partitone, disgregato dalle faide interne tra sinistroidi-radicali e liberali. Certo che anche tra i liberali puri ne capitano di tutti i colori, col sindaco di Lugano Giorgio Giudici che prima se ne va dal gruppo secessionista Idea liberale (pare arrabbiato da un comunicato stampa che non aveva gradito fosse reso pubblico, ma il cui contenuto lui aveva pienamente approvato!), per poi tornare ad aderire al gruppo di liberali scontenti dello strapotere dei radicali all’interno del partito. Ricordiamo che diversi radicali come Ducry e Scacchi partecipano attivamente alle riunioni politiche coi sinistroidi dell’Associazione Incontro Democratico, trovandosi con gente come Barenco (ex giornalista TSI con propensione per l’alcol) e il presidente PS Bertoli. Non c’è che dire, un bel quadretto di unità quello proposto dal PLR. Ma non preoccupatevi, l’ingegner presidente Gianora terrà unito il partito…

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La fondue batte la paella!

16 giugno 2010

espana1Risultato insperato alla prima partita per la nostra squadra Nazionale di calcio ai mondiali sudafricani: la Svizzera batte la grande Spagna campione d’Europa per 1 a o. Tutti avrebbero auspicato un pareggio, ma in pochi scommettevano per una vittoria contro la squadra iberica, data da tutti tra i favoriti alla vittoria della Coppa del Mondo di calcio. La squadra di Hitzfeld, disposta ordinatamente sul campo, ha segnato ad inizio del secondo tempo, al primo vero affondo degli elvetici, con un gol di Fernandez. Un po’ di fortuna, un legno a testa, tanta buona volontà, e la vittoria è della Svizzera! Gli spagnoli sorpresi dagli svizzeri, ora costretti a vincere le altre due partite. Avanti così! Hopp Suisse!!

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In Belgio votano per la secessione

15 giugno 2010

Incredibile! L’Unione Europea (UE), burocratica e centralista, si allarga e aggiunge nuovi Stati (siamo giunti a 27 Nazioni), diventa sempre più grande con più di 400 milioni di abitanti, con lo scopo di normare tutto e imporre regole europee ai propri membri, e poi in Belgio nelle recenti elezioni i vincitori sono i separatisti, quelli che vorrebbero scindere il Belgio, separando gli eterni nemici fiamminghi e francofoni. E quella dei separatisti è stata una vittoria schiacciante. Capito che strana questa UE? Una facciata di unità e solidarietà tra gli Stati membri, e poi tensioni all’interno delle Nazioni. E il Belgio non è certo un’eccezione, la voglia di maggior autonomia c’è ovunque, soprattutto dove vi sono regioni che producono ricchezza, e zone depresse e malgestite (pensiamo al caso italiano, dove il ricco Nord vuole aumentare la distanza dal Sud). È inutile voler insistere con un modello UE, centralista e di imposizione, quando la base vuole un’Europa delle regioni, un’Europa federalista, dove si rispettino le caratteristiche regionali, le peculiarità delle aree. Il modello federalista, insomma! Il modello svizzero! Ma ovviamente i burattinai europei mai vorrebbero un modello federalista, perché a Bruxelles (nel Belgio secessionista!!) non arriverebbero tutti quei soldi dalle regioni ricche e attive, soldi da ridistribuire dove i burattinai vorrebbero. E da anni regioni povere come Portogallo e Grecia ricevono sussidi UE, e invece di creare la base per un futuro imprenditoriale e creare posti di lavoro, i fondi sono stati malamente scialacquati. Risultato: Paesi come Grecia e molti altri sul baratro del fallimento, la moneta unica Euro sull’orlo della sua fine! NO all’UE, NO al modello centralista di Bruxelles. Ce lo hanno confermato gli elettori del Belgio, ce lo hanno confermato a Bruxelles.

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La Consigliera federale Leuthard vaneggia… o mente.

13 giugno 2010
ma ride sempre!

ma ride sempre!

Rispondendo ad una domanda del consigliere nazionale Meinrado Robbiani, la ministra dell’economia Doris Leuthard ha affermato lunedî scorso che non è vero che i frontalieri rubano il lavoro ai ticinesi. Secondo la ministra nel 2009 in Ticino è aumentata la disoccupazione e contemporaneamente il numero dei frontalieri (fenomeno del resto riscontrato anche nel resto della Svizzera), ma ciò non significa che gli stranieri siano in competizione coi domiciliati. L’ochetta giuliva Leuthard, sempre sorridente e cogli occhi fuori dalle orbite, mente sapendo di mentire: secondo la Lega dei ticinesi, con la sua risposta a Robbiani, ella dimostrerebbe ignoranza del caso ticinese, secondo noi invece ella vuole negare l’evidenza. Fino a qualche anno fa i frontalieri venivano assunti nei settori nei quali tradizionalmente c’era mancanza di ticinesi, come l’edilizia, l’artigianato, l’industria, la vendita. Ora anche ai più distratti appare evidente che gli italiani si sono accaparrati posti di lavoro nella sanità, nelle banche, nelle assicurazioni, addirittura assunti presso la TV di Stato (??!!) e nelle amministrazioni comunali (!!??!!), preferiti ai ticinesi. Ticinesi che infatti soffrono e spesso non trovano lavoro, andando ad aumentare il numero dei disoccupati, soprattutto tra i giovani! Il motivo di questo aumento dei frontalieri? Semplice: l’accordo di libera circolazione delle persone con l’Unione Europea permette di assumere stranieri senza bisogno di particolari permessi (almeno in passato per assumere un frontaliere bisognava dimostrare che vi era carenza di manodopera indigena), e soprattutto gli italiani accettano retribuzioni inferiori, tanto gli stipendi da noi sono allettanti comunque. Risultato: spesso si preferiscono frontalieri sottopagati e i ticinesi chi se ne frega. Tanto abbiamo sottoscritto accordi con l’UE proprio per poter attingere dal mercato del lavoro europeo… se poi il risultato è un aumento della disoccupazione fa niente, anche la Leuthard dice che non è vero che i frontalieri stuccano il lavoro agli svizzeri!

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A noi va bene mandare a casa gli stranieri criminali!!

8 giugno 2010

Durante la sessione in corso a Berna, le Camere hanno discusso l’iniziativa UDC che chiede di espellere dalla Svizzera i criminali stranieri che si macchiano di atti particolarmente gravi. Al di là della ricevibilità del testo, approvato dai parlamentari, si è votato pure il controprogetto. Il popolo andrà a votare e dovrà scegliere tra controprogetto e iniziativa, ambedure i testi per l’espulsione dei criminali stranieri. Parrebbe che il controprogetto sia più soft e più compatibile con le leggi internazionali.

Arrivano quelli dell’Ufficio federale della migrazione e si lamentano, tramite comunicato, per i due testi che andranno in votazione popolare: secondo loro si tratta di proposte eccessive, che porterebbero all’espulsione del doppio rispettivamente di quattro volte più stranieri delinquenti rispetto ad adesso. Ma allora ci invitano a nozze a votare SÌ ad ambedue le proposte!! Ci sembra evidente che sia una bella cosa liberare il nostro Paese da criminali stranieri, altrimenti difficilmente gestibili. Non capiamo bene cosa l’Ufficio migrazione voglia ottenere con questo comunicato, se non a invogliare i cittadini a votare SÌ e ad informarli della bontà dei testi in votazione. Il buon senso dice che bisogna sostenere ogni iniziativa volta ad allontanare delinquenti dalla Svizzera!

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Europa a picco! Ci hanno ingannati!

6 giugno 2010

Vi ricordate prima della votazione sull’allargamento ad Est degli accordi bilaterali? In Svizzera ci dicevano che non era vero che gli Stati dell’ex regime comunista (Ungheria, Romania, Cechia, Bulgaria, ecc) fossero in difficoltà finanziarie, che in realtà questi Stati vantavano tassi di crescita favolosi, che stavano bene, che garantivano stabilità politica e strutturale. Dopo la Grecia, che ha truccato i conti statali e ha trascinato nel baratro le borse mondiali a causa di malagestione statale e corruzione dilagante, ora è la volta dell’Ungheria: anche i magiari avrebbere falsificato i bilanci statali ed ora le previsioni rosee si tingono di color rosso intenso. Anche l’Ungheria malversa, trucca, bluffa. Essa sta male e i mercati hanno subìto un ennesimo colpo, che ha portato la borsa a perdere il solito 2-5% del suo valore.

La cosa che irrita maggiormente è che ormai sia quasi normalitâ scoprire che le Nazioni UE (Unione europea) sono sull’orlo della bancarotta. A quanto pare anche la solida Germania, che suo malgrado deve finanziare il carosello di fallimenti statali dell’UE, non avrebbe bilanci poi tanto sani. E vài! E per fortuna la Svizzera sta fuori dall’UE, anche se i fautori dell’adesione hanno raccontato tutte le bugie possibili per spingere gli svizzeri ad entrare nell’UE. Ovviamente la Svizzera paga per sanare i conti delle Nazioni fallite, anche se non siamo membri UE: purtroppo faccîamo parte del Fondo monetario internazionale, che caccia miliardi per sostenere la concissima UE… La morale della favola è: mai fidarsi degli altri, soprattutto se ti raccontano che hanno i conti statali più sani della Svizzera!

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