No al Burqa anche da Sarkozy
Dopo il Belgio, che ha vietato definitivamente il Burqa nei mesi scorsi, anche la Francia si appresta ad introdurre il divieto. Il presidentissimo Sarkozy è convinto che sia indispensabile in un Paese democratico come la Francia vietare il velo integrale. Sono previste sanzioni pecuniarie severe per chi non rispetterâ il divieto, e multe salatissime e pene detentive per gli uomini che obbligheranno le donne ad indossare il Burqa nonostante il divieto imposto. In Francia vivono più di 5 milioni di musulmani, e il fatto che il divieto interesserebbe “solo” circa 2′000 donne che portano il velo incriminato, non ferma chi vuole vietare questo vestito.
In Svizzera ci facciamo problemi enormi per ogni iniziativa volta a migliorare la convivenza, la sicurezza e il quieto vivere, temendo di offendere una qualche comunità religiosa (ovviamente che non sia cristiana). In realtà chi vive da noi deve semplicemente adattarsi agli usi e costumi vigenti nel Paese ospitante. Punto e a capo. Se nel programma scolastico è prevista l’ora di nuoto, anche le alunne musulmane, ebree, aramaiche, buddiste, e chi più ne ha più ne metta, devono fare la lezione di nuoto. Il programma scolastico va rispettato: del resto nelle Nazioni musulmane hanno le loro regole che vanno seguite, non si vede perché da noi bisogna fare mille eccezioni, per non offendere gli adepti di altre religioni! Il caso belga, ma soprattutto quello francese, devono fare da esempio in tutto il mondo: il divieto al Burqa è un mezzo per migliorare la sicurezza, la convivenza, la socializzazione tra le persone, l’integrazione e la situazione femminile (spesso le donne vengono obbligate ad indossare il velo integrale). E in Belgio e Francia, nonostante una massiccia comunità isalamica che vive in questi Paesi, si vuole introdurre un divieto sacrosanto. La Svizzera prenda esempio…