Il Ticino invaso e ingannato dalle imprese italiane
È da sempre che segnaliamo l’invasione di lavoratori stranieri in Ticino: mentre prima degli accordi bilaterali con l’Unione Europea (UE) i frontalieri erano occupati nell’edilizia, dopo l’introduzione della libera circolazione delle persone con l’UE si assiste in tutta la Svizzera, ma soprattutto nel nostro Cantone, ad un aumento massiccio di lavoratori stranieri in tutti i settori dell’economia: nelle banche e nelle assicurazioni, nella sanità e negli studi legali, nello Stato e nel parastato (a cominciare dalla TSI che assume italiani, creando disoccupati ticinesi). Questa invasione di lavoratori stranieri avviene mentre la disoccupazione in Svizzera cresce: lo capisce chiunque, significa che gli impiegati provenienti dall’UE fregano il posto di lavoro ai cittadini elvetici!! Quello che sinistra, sindacati e partiti europeisti non temevano si è avverato: invasione di cittadini UE in Svizzera e pressione dei salari verso il basso.
Regolarmente gli uffici competenti ci ragguagliano sui dati delle ditte estere attive in Ticino e sugli abusi, ormai divenuti abitudine anche da noi (subappalti illegali, dumping salariale, sfruttamento al limite della schiavitù di lavoratori stranieri, ditte senza permessi, padroncini che lavorano sottocosto, ecc). Negli scorsi giorni le autorità ci informano che nell’edilizia, branca che soffre fortemente della concorrenza italiana, le infrazioni denunciate nel 2009 sono raddoppiate rispetto all’anno precedente. Più di 200 le ditte che operavano senza notifica. Molti casi di mancato rispetto delle condizioni salariali. Nelle scorse settimane l’Associazione impresari contruttori lamentava la mancata reciprocità tra UE e Svizzera, nel senso che subiamo un’invasione da parte italiana, mentre le ditte elvetiche che vorrebbero lavorare in Italia non ci riescono (a causa di protezionismo, concorrenza sleale, procedure burocratiche inaccettabili, …). Gli accordi con l’UE sono per la Svizzera un vero Calvario. Ora, per stanare gli abusi in continuo aumento, chiedono ancora più controlli, ovviamente pagati dal contribuente svizzero… Oltre che subìre l’invasione straniera ci tocca pure pagare i controlli che prima della libera circolazione non servivano neppure!