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Archivio per aprile 2010

Il lavoro nero e molte altre infrazioni sono una realtà anche in Ticino

10 aprile 2010

Prima degli accordi bilaterali con l’Unione Europea (UE) tutto bene, pochi abusi, poche lamentele, pochi casi eclatanti. Ma c’è chi non era soddisfatto di questa isola felice dove quasi tutto funzionava bene: e quindi ci siamo castrati quando il popolo svizzero ha accettato gli accordi con l’UE. Era difficile rovinare un Paese come il nostro, quasi impossibile, ma la voglia di essere come gli altri e la necessità di maggior apertura verso l’estero ha portato gli stessi problemi di cui soffrivano da decenni la Nazioni a noi confinanti.

Quindi, oltre a molte altre porcate estere, abbiamo importato anche la piaga del lavoro nero e di tutte quelle infrazioni nel mondo del lavoro che in Svizzera erano perlopiù sconosciute. Abbiamo già più volte denunciato su questo sito i gravi problemi e gli abusi che ormai sono quotidianità: dumping salariale sui cantieri pubblici ticinesi, attività illegale di lavoratori UE sui cantieri pubblici, aumento della disoccupazione in Svizzera contemporaneo ad un aumento continuo dei frontalieri anche in periodo di profonda crisi, sfruttamento dei lavoratori nell’edilizia, sub-sub-appalti illegali, e molte altre infrazioni da parte di chi ha scoperto che in Svizzera orami si può fare di tutto, tanto anche multe o sanzioni sono ridicole e sopportabilissime.

Ora anche in Ticino si osserva e si denuncia il lavoro in nero, fenomeno tipico della vicina Italia, in particolare nell’edilizia e nell’artigianato. Sono già 80 le ditte che nei primi mesi di quest’anno hanno lavorato senza notifica alle autorità. Sono attualmente 4 gli ispettori che fanno i poliziotti sui cantieri, e ovviamente si chiedono ancora più ispettori. Ma non capiamo bene: volevano il mercato aperto all’UE, e adesso vogliono più persone (cioè più soldi statali) per controllare che non vi siano abusi in seguito all’apertura all’UE? Ma dovevano pensarci al momento di decidere di aprire il mercato a 400 milioni di abitanti europei!! Ci avevano detto che avevamo bisogno del mercato del lavoro UE (in realtà abbiamo sempre potuto attingere dall’estero, i frontalieri ci sono sempre stati, solo che prima bisognava avere un permesso di lavoro e giustificare perché si assumeva un lavoratore estero), e adesso vogliono più controlli per evitare abusi? Se li paghino loro i controlli, altrimenti dove sarebbero i presunti benefici di aver firmato accordi capestri con l’UE? I presunti benefici li sperperiamo in controlli tipo Stasi (la famigerata polizia segreta) nella DDR! A proposito di Est europeo, si registra pure un’impennata di artigiani abusivi dell’Europa orientale. Dulcis in fundo, nel 2009 c’è stata un’esplosione di notifiche da parte di ditte estere in Ticino: da 5′322 nel 2008 a 10′620 nel 2009. Volevate il mercato aperto? Eccovi i risultati! E chi ne subisce le conseguenze siamo ancora noi cittadini contribuenti e le imprese locali…

I socialisti si riformano: nuovo programma dopo 30 anni !! (??!!)

7 aprile 2010

Premessa: i socialisti svizzeri seguono un programma politico uguale da 30 anni: 30 anni? È 30 anni che i grandi fautori delle rivoluzioni si rifanno agli stessi obiettivi politici? I grandi avanguardisti si basano su roba vecchia di 30 anni? Gli accerimi nemici dei conservatori si dimostrano più conservatori dei loro nemici politici.

Insomma, dopo decenni i socialisti svizzeri aggiornano il loro programma politico, e non è che cambiano poi tanto i loro punti forti: sono per l’entrata nell’Unione Europea (UE) e propongono di raggruppare tutte le assicurazioni sociali in una sola istituzione. Per quel che concerne l’adesione della Svizzera all’UE i socialisti si sono definitivamente bevuti il poco cervello che rimaneva: non bastano le devastanti ripercussioni della libera circolazione degli accordi bilaterali con l’UE (disoccupazione alle stelle, invasione di lavoratori stranieri, crisi, dumping salariale, sfruttamento dei lavoratori, e tante altre schifezze causate dagli accordi assurdi stipulati con l’UE), i socialisti vogliono cancellare la Svizzera indipendente e farla diventare un feudo europeo. L’idea poi di raggruppare le assicurazioni sociali in un solo ente è semplicemente inutile, oltre che ingannevole: in questo modo i socialisti vorrebbero buttare tutto in un calderone, evitando di mostrare che certe assicurazioni (come l’Assicurazione Invalidità) sono in profondo rosso, altre invece funzionano bene e non si indebitano.

Per concludere: i grandi riformatori socialisti non hanno più argomenti! Sono démodé, anacronistici, non combattono nemmeno più il capitalismo. Forse hanno già ottenuto troppo dagli altri partiti che in questi decenni hanno ceduto su molte proposte della sinistra.

Buona Pasqua a tutti! Piove sul bagnato!

4 aprile 2010
buona Pasqua a tutti!

buona Pasqua!

È Pasqua, e sulla Svizzera piove copiosamente. Oltre i 1′000 metri nevica pure. L’inverno sembra non finire mai quest’anno.

Come di questi tempi non finiscono mai le assurdità nel nostro Paese. Per esempio ci sorprendiamo sempre, e sempre ancora, quando ci comunicano gli stipendi e i bonus che percepiscono i bancari svizzeri: qualche mese fa uno studio dimostrava (se ce ne fosse bisogno) che i più pagati in Svizzera erano gli impiegati del settore bancario. Quasi 12′000.- Fr al mese di stipendio di media, cifre veramente alte se si pensa quanto le banche stiano soffrendo e se si considera che UBS sarebbe fallita se non ci fosse stato l’intervento dello Stato.

Negli scorsi giorni ci comunicano i bonus allucinanti che percepiranno i vertici di CS, e poi ancora la somma dei bonus che verranno distribuiti a tutti i dipendenti CS. Inutile dire che siamo tutti invidiosi, che ci piacerebbe anche noi intascare tutti quei soldi. Però un dubbio ci assale: ma tutta quella ricchezza è davvero stata creata, davvero tutto quel grano è stato racimolato dai vertici CS e poi in parte ridistribuito? La domanda è lecita: il CEO del Credit Suisse Dougan intasca un salario base poco superiore al milione (e va bene), poi 12 mio di bonus (ah), e poi ancora altri 70 mio di bonus bis (eh?). Ma davvero questo simpatico faccione smangiato dall’acne giovanile, con bell’accento americano, ha prodotto per la banca tutta questa ricchezza, che poi almeno in parte si ridistribuisce sotto forma di bonus? Noi abbiamo forti, fortissimi dubbi.
Anche la storiellina secondo la quale se non si tengono alti i compensi per i manager questi scappano da altri istituti bancari ci fa sorridere: al momento le banche falliscono, dove volete che vadano ’sti manager. Il mondo è pieno di manager, manager che hanno rovinato il sistema finanziario, pieno di manager disoccupati, pieno di manager che cercano altre ditte pronte a pagare i soliti stipendi milionari. Lo sapevate che sui bonus non vengono nemmeno pagati i contributi per l’assicurazione disoccupazione? L’assicurazione disoccupazione è nelle cifre rosse e i manager incassano senza dover pagare gli oneri sociali sulla disoccupazione: PAZZESCO!!

Insomma in questa Pasqua piove sul bagnato. Come sempre. Basta che poi anche il CS non venga a mendicare aiuti statali come ha fatto UBS…

Author: LATO-B Categories: Attualità Federale Tags: ,