Luganese: traffico nel caos, basta un incidente per mettere in crisi il sistema
È bastato un incidente per creare il caos sulle strade del luganese e del mendrisiotto: sulla A2 a Bissone un camion e una vettura si sono scontrati. Ed è subito crisi profonda sulle strade del sottoceneri. 15 Km di code e collasso del sistema viario per molte ore. Diciamolo pure: che finché non succede nulla, la rete stradale del sottoceneri è insufficiente, e regge a malapena. Appena però vi sono incidenti come quello di ieri a Bissone, le strade si rivelano un disastro.
Il motivo è palese: le strade attuali sono vie create decenni fa per sopportare un traffico di 3-4 volte inferiore a quello attuale. Pensate che ogni giorno entrano nel luganese 30′000 frontalieri, con chissà quante decine di migliaia di automobili targate Italia che si riversano sulle nostre strade, e che si aggiungono ai tantissimi veicoli ticinesi che già circolano. La situazione è demenziale: circolano sempre più veicoli su strade create per pochi veicoli. Finora ce la siamo cavata ancora bene, ma se si aggiungono i soliti lavori su strade e autostrade, e magari altri incidenti, allora la mobilità nel luganese collassa. E ne vanno di mezzo, oltre che i privati, tutte le attività commerciali che fanno ricca la regione.
Si impone un profondo ripensamento del piano viario: bisogna investire in nuove strade, capaci di assorbire il traffico in continuo aumento. I verdi ci tengono in ostaggio, con teorie demenziali del tipo che se creiamo più strade il traffico aumenta, e molti partiti li seguono pure. Il problema è che qualsiasi cambiamento del piano viario, e la costruzione di nuove strade, avverrebbe comunque solo tra 10 o 20 anni. Pazzesco! Pensate che per esempio la galleria Vedeggio-Cassarate, opera attesa da decenni, rischia di essere aperta con un anno di ritardo perché non è ancora stato edificato un posteggio nella zona Cornaredo…