Cassa pensioni dello Stato: nessuna illusione, se la devono sanare da soli!
La Cassa pensioni dello Stato del Canton Ticino (CPDS), ormai è noto a tutti, è messa davvero male: se in questo momento dovesse far fronte a tutti gli obblighi, mancherebbero più di 1,4 miliardi di franchi. La Cassa si trova in sottocopertura, con un disastroso 65,11% di grado di copertura; per capire meglio, ricordiamo che le casse pensioni private non possono per legge scendere sotto il 100% di copertura, e se ciò dovesse accadere sono obbligate a intraprendere misure concrete per aumentare la copertura al 100% (come è successo per esempio alla cassa pensioni della Georg Fischer che ha ridotto le rendite ai beneficiari del 6%, oppure con maggiori trattenute sugli stipendi agli assiurati attivi). Ora arriva il bello: per il deficit vergognoso della Cassa pensioni del Canton Ticino (CPDS) garantisce il contribuente!!! Capito?, noi tutti garantiamo agli impiegati dello Stato rendite da nababbi e anche il deficit accumulato!! Le casse private chiedono sacrifici agli assicurati (che sono i dipendenti della ditta e gli ex-dipendenti beneficiari di rendite), alla CPDS pagano i cittadini per i privilegiatissimi statali!!
Ma come è possibile che la CPDS sia così malmessa? Semplice: vengono pagate rendite non in base a quanto versato negli anni dall’assicurato (come nella maggior parte dei casi nel privato), bensì una percentuale in base all’ultimo stipendio!! Significa che uno statale ha magari avuto un basso stipendio per 25 anni, poi il suo capoufficio lo promuove negli ultimi 5 anni e la rendita è in base agli ultimi alti stipendi! Assurdo, chi paga il buco contributivo? La Cassa appunto, cioè ancora il contribuente! Inoltre gli statali vanno in pensione a 58 anni, e le rendite ponte fino ai 65 anni e il buco contributivo li paga ancora la cassa, cioè il contribuente! In parole povere questi privilegiatissimi statali vanno presto in pensione e beccano pensioni da loro non finanziate, il che ha portato la CPDS a conti catastrofici. Da più di 1 decennio la destra parlamentare propone di passare al primato dei contributi (cioè rendite ai pensionati in base al capitale da loro versato negli anni, e non in base all’ultimo stipendio), si è anche proposto di aumentare gli anni lavorativi per far contribuire maggiormente gli statali alla loro pensione, ma la maggioranza PLR-PPD-sinistra non ha mai accettato cambiamenti sostanziali. Gli statali sono per loro intoccabili.
Dopo un catastrofico 2008, il 2009 per la CPDS è un po’ migliore, ma nessuna illusione, il buco miliardario resta: urgono misure incisive, chiamando alla cassa statali attivi e statali beneficiari di rendite, nel senso che se la devono risanare da soli e versare tanti soldoni tintinnanti, come succede per gli istituti privati, per riportare il grado di copertura ad un livello accettabile. E che i partitoni la piantino di difendere i privilegi inaccettabili degli impiegati statali, pagati dal cittadino per pochi eletti (gli statali appunto)!