Viagra
Home > Attualità Cantonale, CH e Unione Europea > A tutti un buon 1° maggio: la festa del lavoro (ai frontalieri)

A tutti un buon 1° maggio: la festa del lavoro (ai frontalieri)

30 aprile 2010

È ormai noto a tutti: durante la crisi attuale in Svizzera si registrano tassi di disoccupazione in aumento, e contemporaneamente i frontalieri crescono di numero. Come dire, non ci vuole chissà che studio per capirlo, che i frontalieri fregano il lavoro agli svizzeri. In Ticino poi il fenomeno è devastante: frontalieri non più solo nell’edilizia, ma in tutti i possibili settori dell’economia. Frontalieri nella sanità, nelle banche, nelle assicurazioni, nel corpo docenti cantonale, negli studi legali, nella vendita, e persino nei comuni. Non ci vuole più alcuna autorizzazione: la ditta assume il frontaliere, punto a capo, e ovviamente spesso lo paga anche meno di quello che pagherebbe un ticinese per lo stesso impiego.

Adesso arriva il bello: la grande ditta Zegna, attiva nel settore tessile, ha pubblicato negli scorsi giorni su internet la ricerca di un collaboratore nella azienda attiva in Ticino. Nei requisiti richiesti vi era una condizione discriminatoria nei confronti dei ticinesi: il candidato deve essere frontaliero delle provincie di Come, Varese, Lecco. CHE COSA? Discriminati a casa nostra! Che schifo! Grazie socialisti e grazie a tutti quei politici che in nome dell’apertura hanno svenduto la Svizzera all’Unione Europea (UE), che con un mercato di 400 mio di abitanti sta invadendo il nostro Paese. È una sfida persa in partenza: i nostri giovani e i nostri disoccupati costano troppo rispetto ai frontalieri! La libera circolazione delle persone ci ha affondati. Il Consiglio Federale non vuole nemmeno introdurre contingenti, cioè un numero massimo all’anno di stranieri che potrebbero ricevere un lavoro in Svizzera. L’augurio di un buon 1° maggio ai lettori del sito lato-b, un 1° maggio amaro per i ticinesi, ma allegro per i frontalieri e per i cittadini dell’UE in cerca di lavoro nel nostro Paese.

I commenti sono chiusi.