Pedofilia nella Chiesa cattolica: finalmente è tutto chiaro.
Siamo nel 2010 e finalmente la Chiesa ammette e si scusa, in pratica in tutti i Paesi del mondo, per gli atti di pedofilia di cui si sono macchiati i preti cattolici. C’è sempre stata una cortina densissima, per coprire questi crimini nei confronti dei bambini. Se ne è sempre parlato, ci sono sempre stati molti sospetti nei confronti di certi frati e sacerdoti cattolici, ma ovviamente la Chiesa ha sempre negato, e ha lavato i panni sporchi in casa propria: per esempio trasferendo preti sospetti in altre diocesi, ma senza denunciarli alla Magistratura, per evitare lo scandalo. Anche in Ticino abbiamo avuto i nostri casi di pedofilia, ultimo in ordine di tempo il prete di Gordola. Pure a livello svizzero si sta muovendo qualcosa, con circa 60 casi sospetti da verificare.
Negli Stati Uniti la Chiesa cattolica è praticamente fallita, perché in seguito alla denunce delle vittime e alle relative condanne dei preti pedofili, sono state pagate cifre esorbitanti per indennizzare le famiglie. In Germania e in Olanda in questi giorni fioccano le scuse da parte della Chiesa cattolica per i crimini commessi contro minorenni. In Italia, nelle trasmissioni tipo Le Iene o Striscia la Notizia, si denunciano casi di pedofilia e abusi sessuali da parte di frati e sacerdoti, con la Chiesa che cerca di minimizzare e di convincere le vittime a non denunciare i sospettati preti alla Magistratura.
Il punto è che p.es. nella Chiesa protestante i casi di pedofilia sono molto più rari. Il perché di questa differenza e semplice: i preti riformati si possono sposare e avere una vita sessuale e una famiglia. Anche la Chiesa cattolica dovrebbe perlomeno considerare la possibilità di concedere in futuro ai preti di avere una donna e formare una famiglia.